mercoledì 14 dicembre 2016

Rimedi empirici


In un’epoca in cui si parla tanto di medicina alternativa e di cure naturali, andando a rivangare tra i ricordi miei e mettendo al lavoro la memoria del marito ne sono venuti fuori alcuni che più naturali di così si muore.
Alcuni fanno anche un po’ schifo però bisogna tener presente il periodo in cui venivano usati. Come ho già scritto sul post Il pane di natale, c’è stato un momento in cui, i contadini soprattutto, di soldi non ne vedevano mai. Mangiavano i prodotti dell’orto e con quelli si curavano anche perché i medici andavano pagati e le medicine pure.
Guaritori e settimini allora entravano in gioco con le tradizioni che si tramandavano negli anni. Inoltre, in casa si era sempre fatto così e così si doveva continuare a fare.

Diciamo anche che alcuni di questi rimedi venivano usati in campagna quando si lavorava magari lontano da casa e il rischio di farsi male era alto.
Altro che antinfortunistica! All’epoca, anche alla mia a dire la verità, se qualcuno si faceva male, prima ancora di curarlo e se non era grave, c’era sempre qualcun altro che gli domandava: “Tal savi nenta che l’era ca’ toa?” ossia “non sapevi che era casa tua?”. Vale a dire… se fossi stato furbo non ti saresti fatto male… ecco!
La vecchia saggezza popolare ahhahahaha

Ma torniamo a questi rimedi empirici.
Io ve li posto e voi prendeteli come volete. Di certo c’è che io non ho intenzione di provarli ma se tra di voi ci fosse qualche lettore veramente audace… :)) sia chiaro però che io non mi assumo la responsabilità del risultato ahhahaaaahaha

Partiamo da quelli più schifosi, usati soprattutto durante i lavori nei campi lontano da casa e con solo il bue attaccato al carro, se andava bene, come unico mezzo di trasporto.

Un taglio: si curava facendoci pipì sopra. Sì! Avete capito bene. La…. Medicina popolar-autarchica riteneva che bruciando come l’alcol rosso (lo ricordate?) dovesse per forza di cose disinfettare.
Una volta “disinfettato” (nell’astigiano bastava questo ma al paese di mio marito no) sopra alla ferita venivano ancora avvolte delle ragnatele nella convinzione che cicatrizzassero.

Un ascesso (o comunque qualcosa che doveva maturare): si faceva bollire bene bene una cipolla, la si tagliava a metà e poi, calda, si poneva sulla parte dolente. Dicono che maturasse qualunque forma di bubbone.
Questo sempre al paese di mio marito. Noi astigiani invece, leggermente ma poco poco più civilizzati usavamo acqua e sale. Si scaldava il più possibile senza farla bollire dell’acqua con molto sale e poi o si immergeva la parte malata, ad esempio nel caso di un’infezione ad un dito o ad una mano, oppure si faceva i papin, cioè gli impacchi con quest’acqua più calda possibile.
Stessa cosa per gli ascessi in bocca. Sciacqui con acqua calda e molto salata. Ovviamente dopo si doveva sputare il tutto eh...
Un callo: presente quelle antipatiche formazioni dure e doloranti che vengono sulle dita dei piedi? Ecco! Per quelle si usava uno spicchio d’aglio schiacciato che veniva messo sul callo e poi fasciato. Dicono che il callo cadesse… mah…
Certo che a quel punto lì i piedi erano… profumati. Aromatici direi ahhahaah

Dolori lombari o articolari: veniva preparata una polentina con farina di mais, miele e olio che veniva posta caldissima sulla parte dolorante.
Già! Peccato che quando mia nonna me la preparò perché io piangevo dal mal di schiena, avevo 8 anni, perr poco non peggiorò la situazione. Era un attacco di appendicite retrocecale quasi in peritonite. Il nostro medico di allora voleva ammazzarla :)

Spine: confesso che questo funziona davvero avendolo usato più di una volta visto che tra rose e piante grasse di spine nelle mani ne ho sempre qualcuna.
Quando c’è una spina e non si vede ma si sente pungere, basta prendere un poco di mollica di pane, bagnarla nel latte, strizzarla e poi metterla dove ci si sente pungere. Un cerotto e dalla sera al mattino la spina sparisce.

Raffreddore: il rimedio più gustoso :) ! Il Vin brulè!
Praticamente si metteva a bollire un abbondante bicchiere di vino rosso di quello buono con dentro chiodi di garofano, pepe nero, noe moscata e tanto tanto zucchero. Dopo qualche minuto di bollitura, si toglieva dal gas e ci si passava sopra un fiammifero acceso per bruciare l’alcol. Con molta attenzione alle mani, ovviamente.
Si lasciava riposare alcuni minuti e si beveva più caldo possibile e poi, via! Sotto un bel mucchio di coperte a sudare come dei pazzi. Il mattino dopo il raffreddore? Nemmeno il ricordo :)

Tosse: per la tosse un altro decotto sempre col vino ma questa volta andava fatto bollire con tanto zucchero e pezzi di mele, pere, prugne secche, noci e pepe nero.
Dicono che al mattino non si tossisse più!

Questo nella mia zona di Piemonte tra astigiano ed alessandrino ma voi ne conoscete altri? 






10 commenti:

  1. buon giorno ..;)
    ho visto perdita Mirtilla .. ;((( ti sono molto vicina
    un grande abbraccio

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    1. Ciao Tissi. visto che bel regalo di Natale? :(
      Perchè poi? Come ha fatto a crollare così? Non sappiamo. Speriamo di avere notizie dall'autopsia
      Grazie pper la vicinanza

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  2. Beh, come ti dicevo in un post simile da parte della famiglia di mia madre c'erano abitudini del genere ma lei ne parla poco perché non crede che servissero a nulla.
    Posso dirti - questo sì - che nella mia città c'è una fonte termale e... beh, praticamente la gente ci cura tutto. Un ascesso a un dente? "Vai alla fonte a fare dei sciacqui". Un indolenzimento muscolare? "Vai alla fonte a fare un'abluzione". Un'unghia incarnita? "Vai alla fonte a fare un pediluvio"... Io ci scherzo sopra chiedendo ai "fissati" se quella è acqua termale o... acqua di Lourdes.

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    1. Sì, ricordo.
      Anche ad Acqui Terme c'è una fonte solforosa, La Bollente, chiamata così perchè l'acqua è veramente calda. Gente che va a fare le cure a questa fonte è tanta. L'esito però non so quale sia. Io sinceramente non ci sono mai andata. Mi sembra che ci sia qualcuno che forse ha studiato per curare le persone :)

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  3. Ciao Patricia, oltre a quelli citati i miei genitori mi raccontavano degli impacchi di foglie di verza per i dolori, e di le polentine di farina di lino caldissime per sciogliere il catarro, e poi c'era l' "olio di scorpione" che non rammento più a cosa servisse...praticamente era una boccetta di olio contenente uno scorpione che veniva conservato per anni e poi usato, forse per i massaggi?! Ora i miei genitori non ci sono più, ma avendo vissuto in campagna ne sapevano di cose...solo che da giovane non si dà molta importanza a quei racconti, peccato...

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    1. Ciao Carmen.
      E' vero! Le foglie di verza. Anche qui si usavano per i dolori reumatici. Si pestavano col mortaio e si applicavano sulle partti dolenti.
      Le polentine sono simili a quelle che usava mia nonna.
      Il fatto è che una volta non c'era nulla e allora i rimedi si inventavano e poi si finiv a per credere nella loro validità.

      Io non dico di usarli però è interessante sapere queste cose. Come te, però, quando ero giovane alzavo le spalle e non mi interessavano. Ora che vorrei saperne di più non ho più nessuno a cui chiedere.

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  4. Beh, il rimedio contro il raffreddore è come quando bevi il punch... e funziona :)
    Le spine, fastidiosissime, io le levo con le unghie o con una pinzetta.
    Per il resto mi domando sempre: ma come hanno fatto a sperimentare queste cose? Ad esempio l'aglio sui calli... cioè, avranno provato ogni sorta di ortaggio finché uno non ha funzionato?

    Moz-

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    1. Il rimedio per il raffreddore è anche buono magari. Certi altri... però vi avevo avvisato che facevano anche un po' schifo :))
      Come ho scritto a Carmen sopra, non avevano altro e si inventavano i rimedi di volta in volta. Servivano? Se dovevi guarire perchè il destino diceva così, guarivi... :)
      D'altronde, se ci pensi sopra a quell'epoca morivano tutti di "un colpo", almeno dalle mie parti. Che poi il cosiddetto colpo fosse un tumore, un ictus, un arresto cardiaco poco importava

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    2. Eh, vero... ovviamente nemmeno i disturbi erano così diversificati come oggi!^^
      Coccolone e sincope, ecco come si crepava :p

      Moz-

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    3. Sì ma da cosa erano portati i coccoloni??? Mah...
      Morivano e basta!

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