sabato 28 gennaio 2017

Guerra


Il vento urla e stride con voce gelida.
Si insinua tra i rami, inviperito e minaccioso, violento amante di incontro saltuario.
Ma gli aghi dell’abete ondeggiano testardi, abbarbicati come edera ai racemi e pare che lo scherniscano.
Rompi il ramo se ci vuoi ai tuoi piedi” gli sussurrano con tenace resistenza.
E come in ogni guerra, qualche vittima cade a terra ma, come in tante guerre, l’esercito mantiene la sua posizione.
Myrtilla




4 commenti:

  1. Nella parola "sempreverdi" il "verdi" è letterale, ma in fondo lo è quasi anche il "sempre" ;-)

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    1. :) Infatti Ariano.
      Essendo a forma di aghi, sono foglie che resistono bene al vento, alla neve, alla grandine. Hanno poca superficie ad opporre resistenza.
      Muoiono solo quando è il ramo a rompersi o quando anche per loro giunge la vecchiaia...

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  2. La vita stessa è guerra sempre e comunque contro l'oblio. Riflettendoci è il paradosso della vita: sia la guerra degli uomini sia quella del finito contro l'infinito, causano entrambe la morte come assurdo e limite; perché la vita che vuole sempre è comunque Essere al di là di ogni confine fisico o spirituale e oltre l'insensatezza umana!

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    1. Sì, la vita stessa è guerra. Per il lavoro, l'amicizia, l'amore... per se stessa. E come limite ha proprio la morte per quanto odiata.
      I "rami" prima o poi si staccheranno e gli "aghi" cadranno ma altri ne rinasceranno. Stesso esercito e nuovi soldati.

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