domenica 15 gennaio 2017

Il pane di ieri


Dal blog di  KLY   iniziativa

M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017




Il pane di ieri
di Enzo Bianchi
Einaudi ET (2010)






Il pane di ieri è buono domani, scrive Enzo Bianchi riprendendo frasi della tradizione contadina piemontese.

Ma non solo il pane come cibo. Anche il nostro passato è la base dell’oggi e soprattutto del nostro domani. Del futuro. Passato come insegnamenti, come nozioni non scolastiche ma di vita. Non scritte ma trasmesse oralmente da genitori e nonni nei tempi che furono.
Se i tempi son cambiati è comunque quella radice profonda che ci ancora alla terra e alle nostre origini e ci permette di elevarci verso il futuro.
Non importa se questo passato lo abbiamo vissuto in prima persona o se lo conosciamo attraverso le parole, serie o gioiose o rabbiose dei nostri avi. Ricordarlo è una scorta di esperienza inconscia che ci fa da carburante.
E’ “patrimonio di sapienza umana” dice Bianchi.
E' nutrimento di anima e cuore.

Questo libro scritto da un mio conterraneo,  monaco laico e fondatore di una comunità religiosa nel biellese, profuma di poesia, di passato, di amore per la nostra terra e di grande fede. Fede non solo religiosa ma soprattutto nell’uomo e nella sua storia antica. E’ filosofia religiosa e umana. Semplice semplice come semplice è l’esposizione dei vari aneddoti e delle riflessioni dell’autore.. Mai pedante o fondamentalista ma aperto al mondo intero, all’integrazione con altri forme religiose, con altri concetti e precetti. 
Profondamente legato alla terra per i suoi doni e la loro grandezza ma consapevole della durezza della vita, soprattutto all’epoca della sua gioventù. 
 
Con occhio attento, riconosce che il si stava meglio quando si stava peggio non è proprio vero. Non lo dice apertamente ma tra le righe lo si legge.
C’era più fede ma si era anche meno coscienti di cosa significavano le preghiere perché in un latino che solo il prete conosceva. La fede era dentro il cuore, in chiesa era quasi più un seguire pedestremente insegnamenti che non si comprendevano appieno.

C’era la famiglia riunita al desco, povero e misero, ma la moglie serviva il marito e mangiava solo dopo, in piedi, vicino al focolare e i figli tacevano e ascoltavano. Non parlavano né discutevano.

Le percosse, le violenze familiari come le chiamiamo oggi, erano normalità. Nessuno denunciava né si preoccupava troppo. Un uomo che fosse degno di essere chiamato uomo aveva solo quel modo per dimostrare di essere un capofamiglia, oltre al lavoro duro nei campi.

C’era mutuo aiuto ma esistevano inimicizie che duravano dalla notte dei tempi e di cui non si conosceva nemmeno più l’origine.
C’era chi si dava una mano, chi si aiutava ma c’era anche chi si isolava in una cascina sperduta e non aveva quasi contatti col resto del paese,

Infatti, Enzo Bianchi lo dice chiaro e tondo nelle prime pagine… bel periodo quello per me ma attenzione a non renderlo un periodo idilliaco perché non lo era affatto.

Alla base di questo libro, però, c’è anche un’altra cosa che accomuna tutti i popoli della terra: il cibo. 
Dono dei campi e del sudore e della fatica di schiene piegate a vangare, zappare, estirpare erbacce, raccogliere, conservare.
Un cibo che per quanto locale si mescola con prodotti provenienti da lontano, le spezie ad esempio. Un simbolo quindi di integrazione culturale, fratellanza, comunione che fondono culture diverse mescolandosi in un unico piatto. Come se assieme volessero crearne un’altra che prende il meglio da ogni parte.

Tutto questo, viene condito con l’amicizia, l’amore, la convivialità, la sapienza antica.
Insegnamenti che restano nel dna dell’individuo per farne un Indiividuo speciale: l’Essere Umano.
Myrtilla


Ringrazio l’amica Flo per il suo gentilissimo regalo. Mi ha dato modo di scoprire un vero tesoro.
Prossimamente parlerò del secondo libro di Enzo Bianchi sempre donatomi da lei: Ogni cosa alla sua stagione.

Myrtilla

20 commenti:

  1. Una recensione che incuriosisce e induce a leggere il libro di Bianchi.
    Buona domenica, amica cara ;-)

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    1. Ciao Giovy, in questo libro trovi aneddoti, riflesioni, pensieri... storie di una volta e tanto tanto amore per l'umanità intera.
      Un bacio!

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  2. Cara Patrizia, credo che se mi capita, di trovarlo questo libro potrebbe interessarmi,
    dalla recensione mi sembra molto interessante.
    Ciao e buona domenica cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomasino!
      L'autore ci offre i suoi ricordi, il suo amore per la terra, i suoi frutti e i suoi abitanti.
      In fondo non è un gran libro d'amore ma un libro di grande amore.
      Bacio

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  3. bello il libro che amo molto, perfetta la tua recensione che lo fa apprezzare ancora di più

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    1. Ti ringrazio Flo e ancora grazie a te per avermi fatto conoscere l'autore

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  4. Questo libro me lo segno, lo volevo leggere. Di Bianchi avevo letto volentieri Ama il prossimo tuo, scritto in collaborazione con Massimo Cacciari. Mentre la parte di Cacciari era troppo specialistica per i miei gusti, quella di Bianchi è coinvolgente in maniera profonda.

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    1. Ciao Cristina, il libro che citi tu per ora non l0ho ancora letto ma credo proprio che prossimamente si aggiungerà alla mia pila di libri in attesa di lettura,
      Questo è olto bello, profondamente religioso ma di una religione che riguarda non solo Dio ma l'umanità intera. Non è assolutamente pedante e da... lavaggio del cervello. E' un'ode alla Creazione, mondo, terra uomini...
      A fine mese pubblicherò anche i miei pensieri a proposito di Ogni cosa alla sua stagione dello stesso autore.
      Ci ritrovi tutti i bei sentimenti e l'amore profondo per l'uomo.

      Di Cacciari non sono stupita anche se non l'ho mai letto

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    2. Sì, infatti, io non so quasi nulla di filosofia, e mi sentivo tagliata fuori da certi ragionamenti di Cacciari: se non hai una preparazione sulla cultura classica, almeno a livello di base, non capisci molto. Mi piacciono molto invece i libri come questo di Bianchi, trovo che nutrano lo spirito. Ogni tanto sento proprio l'esigenza di leggerli.

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    3. Filosofia meno che meno... :)
      Questi libri invece offrono un senso di pace quasi, vero?

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  5. Non conoscevo l'autore.
    Mi piace pensare che il nostro passato sia la nostra base, inizio del percorso che ci rende quelli che siamo. Le radici. Allo stesso tempo però è necessario riconoscere che l'evoluzione e la conoscenza ci può solo rendere migliori.
    Mi segno l'autore e provo a cercarlo in biblioteca.
    Grazie Pat.

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    1. Infatti Bianchi ha lo sguardo aperto sul futuro. Basandosi sul suo vissuto guarda il mondo con occhi curiosi.
      Ciao Mariella

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  6. Gran bel libro. Ho avuto occasione anche di conoscerlo personalmente. Gran bella persona.

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    1. Davvero? Che sia una bella persona che emana serenità ne sono convinta. Penso che sia anche "contagioso", semi passi il termine. Credo che parlare con lui regali u a sorta di pace a tutti.

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  7. Sono importanti queste pubblicazioni perché parlano di un mondo in decadenza o ormai svanito del tutto. Testimoni di quel passato che ne ricalchino i passi... e noi a imparare qualcosa da tutto questo.

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    1. Vero, Luz. Aascoltare il passato e imparare. Soprattutto non dimenticarlo mai.

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  8. Non l'ho ancora letto, Bianchi. In libreria ho Ogni cosa alla sua stagione, che ha già letto mamma.
    Ho avuto modo di ascoltare Bianchi ospite da Augias più di una volta, mi piace parecchio quello che dice...

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    1. Ciao Glò, del libro che indichi tu ne parlerò a fine mese.
      Dà serenità leggerlo. Sempre aneddoti, ricordi, pensieri su un mondo passato ma costantemente con un occhio verso l'oggi e il domani.
      Sinceramente la nosta televisione sta lì a raccoglier polvere. Non l'accendiamo quasi mai quindi le rare volte in cui c'è qualcosa di interessante finisco di perderla

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  9. Mai andata a Bose? Esci con la pace nel cuore. Baciobacio bella amica

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