venerdì 27 gennaio 2017

Ogni cosa alla sua stagione


Ogni cosa alla sua stagione
di Enzo Bianchi
Einaudi Super ET (2010)




Dopo aver letto “Il pane di ieri”, torno con un altro libro dello stesso autore, un monaco laico che aprì e mantiene aperta tutt’ora una comunità a Bose.

Ritorna in questo volume una religiosità profonda ma di ampie vedute. Una religiosità non stucchevole ma che si divide equamente tanto da parere moltiplicarsi all’ennesima potenza tra Dio, l’umanità intera e la terra. Con radici piemontesi che vengono dai secoli dei secoli ma non solo. Enzo Bianchi infatti è un piemontese abitante del mondo nella sua totalità e che egli ama incondizionatamente.
Anche qui, aneddoti della sua infanzia di orfano di madre che vive in campagna; della vita dura; del suo essere chierichetto fin da piccolo; della sua scelta difficile di rinunciare al mondo così come lo intendiamo noi laici e non praticanti, e non capita né apprezzata dal padre.

A corollario di questi aneddoti la serenità raggiunta nella sua comunità, acquisita dalle letture della Bibbia e dalla messa in pratica degli insegnamenti religiosi ma senza pedanteria, tra “fratelli” e “sorelle” che lavorano, pregano e leggono le Sacre Scritture. C’è anche però quella raggiunta tra la gente, tra contadini che potano la vite e lo invitano a bere un bicchiere di grignolino, tra gli amici nuovi e di un tempo, alcuni già morti, altri finiti male.
C’è l’amore universale nonostante le delusioni e qualche tradimento che fa male ma che il suo non giudicare porta a perdonare.
C’è la convivialità e l’amicizia, punti cardine della sua vita, quando seduti di fronte al camino acceso con un buon bicchier di vino tra le mani si chiacchiera o, perché no?, si sta in silenzio a riflettere. Anche il silenzio sa dire molto.
C’è la benevola apertura mentale e di cuore sull’umanità con la quale condividiamo il pianeta.
E ci sono le stagioni della vita. La gioventù che da giovani non sappiamo cosa sia e la vecchiaia che invece conosciamo ma vorremmo farne a meno.

Ecco! Un libro che certi estremisti col paraocchi dovrebbero leggere per rendersi conto che al miglioramente non c’è limite. Che le parole di Dio non sono solo di proibizioni ma a ben leggerle e interpretarle di profondo amore e compassione.
Myrtilla

2 commenti:

  1. che dire.......bravissima, recensione acuta e sensibile che dimostra la tua profonda capacità di analisi e di " raccontarci" un libro facendocelo amare

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    1. Grazie infinite a te Flo per avermelo fatto conoscere :)

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