domenica 22 gennaio 2017

Uno strofinaccio e una nonna


Si sa che le feste riavvicinano tutti. Chissà perché ci si sente più buoni e propensi a essere disponibili nei confronti degli altri salvo poi ritornare ad essere se stessi con le proprie personali “cattiverie” grandi e piccole appena queste feste sono terminate.

Natale è proprio una di quelle festività che riempie di gioia, di cibo, regali, gentilezza. Però, è quella che più di tutte porta con sé anche un dolore sordo dovuto all’assenza di chi è lontano e di chi non c’è più. Una malinconia feroce che ha artigli e graffia. 
Ma non è di questa malinconia che voglio parlarvi oggi. Basta dolore! Almeno per un po’…

Volevo dirvi di quella più “leggera” e sottile, dolce e materna che si prova quando si ritrovano certi oggetti di tempi lontani e piacevoli. Quella che ho provato io ad esempio, quando ho cercato degli strofinacci nuovi nell’armadio. E ho trovato questo…





Me lo regalò la mia nonna paterna ma quando? Cinquant’anni fa più o meno.
Lo aveva comperato per la sua unica nipotina. Forse, nella sua intenzione dovevano essere almeno 6 per il corredo visto che nella nostra famiglia il discorso corredo ha radici antiche e ben radicate. Forse nella sua intenzione avrebbe anche voluto ricamarci qualcosa ma nella realtà non ce la fece. Asma bronchiale, ginocchio della lavandaia, artrosi...

La nonna era già anziana e malata all’epoca. Piegata dalla vita maledetta che aveva vissuto tra la guerra, la fame, un marito violento e manesco che picchiava senza ragione, forte fumatore, e le rive del fiume Tanaro sulle quali passava giornate inginocchiata a fare l’alsìja, il bucato, per i signori prima di Alessandria e poi di Asti, e per i soldati.
Classe 1902, originaria di Costigliole d’Asti, nata non so perchè a Santa Margherita Ligure, Marichita Angela (il Marichita è sparito non so più dove nè come), era una santa donna. Non molto alta, robusta, capelli neri nonostante l'età e sempre sorridente nonostante quella bestia di marito che aveva.

Ho vaghissimi ricordi di lei anche se quando morì io avevo 17 anni. Il sorriso però non lo scorderò mai. Resterà sempre con me. Uguale a quello di mio papà. Un sorriso dolce che nasceva dentro e che è durato fino all’arrivo dell’arteriosclerosi (allora si chiamava così) che la allontanò da noi per costringerla in un mondo alieno.
Patricia.


Ps tanto per informarvi. Di strofinacci piuttosto ne compero di nuovi ma quello è tornato al suo posto nell’armadio. Usarlo lavarlo… significa solo perdere la sua dedica… quasi perdere una parte di lei.

30 commenti:

  1. CaraPatrizia, cesti piccoli ricordi, ti fanno rivivere una vita!!!
    Ciao e buona domenica cara amica con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, sì, è vero! La nonna morì ad aprile del 1979 pensa tu.... prendendo in mano lo strofinaccio me la sono ritrovata accanto :)
      Bacio

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    1. Sì, Dolcezze, bella dentro e fuori. Fino a che è stata bene almeno. Quando la testa andè per conto suo purtroppo divenne anche cattiva

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  3. Attraverso di una cosa materiale ti è arrivato un po' di amore dal passato. Bello!

    podi-.

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    1. Già, Carlos. Diciamo che nei confronti di suo figlio forse non è stata una madre perfetta, parecchie pecche ma nei confronti miei e di mia madre, sua nuora, sì, finchè la testa ha retto

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  4. Una grande Nonna, e ricordi come questo fai bene a tenerli chiusi in un rifugio che li protegga e conservi.
    Un abbraccio e buona domenica. =)
    Dani

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    1. Ciao Dani
      Lo erediterà mia figlia e be farà cosa vorrà ma io non me la sento di usarlo... di cancellare la dedica :)
      Ciao bella!

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  5. Mi sembra di aver vissuto ogni riga di questo tuo post, io non riesco a mettere da parte i piatti che usava mia nonna, dell'arcopal, ricordi? Li uso ancora a casa mia tutti i giorni e ne sono gelosissima!

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    1. Arcopal... eccome!!!!
      No, di piatti non ne ho più ma asciugamani ricamati a punto croce al chiaro di candela si parecchi. Di canapa grezza da dermoabrasione quasi ahahahha filati dal mio bisnonno. Quelli più fini e belli erano per i signori, quelli più grossolani per la famiglia

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  6. La nonna, il nonno, che figure: indimenticabili, per chi le ha conosciute. La tua nonna si è nuovamente riaffacciata alla tua memoria. Bellissimo.
    Ciao Patricia.
    sinforosa

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    1. Diciamo che della nonna ho ricordi vaghi ma piacevoli, che danno un senso di pace. Del nonno no! Quell'unico ricordo che ho è terribile.... era venuto a prendermi all'asilo, avevo 5 anni. Mi aveva preso per un polso e tirata nel vero senso della parola verso casa sua con l'incoraggiante invito di Ven avanti, scarusa! he tradotto dal piemontese significa vieni avanti disgraziata (?????????) Perchè?

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  7. Sicuramente un bel ricordo da conservare.
    Saluti a presto.

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  8. I nonni hanno una dolcezza unica verso i nipoti. Ho visto uomini e donne ultra-severi, persone austere che non avevano mai concesso un'unghia neppure ai propri figli, diventare dei giocherelloni sorridenti pur di far divertire i propri nipotini.

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    1. Ho sempre sentito dire che non si capisce cosa vuol dire essere nonni fino a che non lo si diventa.
      Lei sì, era speciale con me. Lui... bestia era e bestia era rimasto. Solo capace a bere, fumare e alzare le mani. Le botte che si è presa quella donna....

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  9. Bella la tua storia di memorie...
    La tengo un po' con me!E poi preparo il racconto partendo dal tuo incipit...
    Grande!

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    1. Grazie Lorenza. Libera di farlo :)
      Era del 1902.. pensa!
      Ci leggiamo presto, Bacio!

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  10. Questo strofinaccio della nonna è più prezioso di un gioiello: fai bene a conservarlo gelosamente! Un abbraccio
    Carmen

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  11. Bellissimo questo ricordo! *_*

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    1. Ti confesso che pur sapendo che c'era non me ne ricordavo più.
      È stato come ritrovarla! 😊

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  12. Sono le donne patrimonio dell'Umanità. Queste nonne.
    Che bel ricordo ci hai regalato oggi.
    Un abbraccio.

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    1. E che vita Mariella! Lavoro figli e marito padrone.
      Ma anche oggi purtroppo capita ancora

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    2. A volte mi chiedo ma siamo poi proprio migliorati tanto?

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  13. Anche io non l'avrei mai usato né lavato, che grande nonna !

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    1. Se vorrà farlo lo farà poi la figlia. Per ora resta lì 😊

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  14. Anche mia nonna quando ricamava per me qualcosa scriveva bigliettini e li attaccava con una spilla. Mi è rimasto poco ma i biglietti li ho conservati.
    Ciao un bacio,

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    1. Bigliettini no. Ricamava qualcosa sopra o come in questo caso ce lo scriveva con la penna...

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