martedì 21 febbraio 2017

Destino di donna


 Dal blog di KLY iniziativa   
M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017


Destino di donna
Margit Kaffka
(1913) LiberLiber




Da una scrittrice ungherese molto anticonformista per la sua epoca (nacque nel 1880) scoperta per caso su Aldiko ad un romanzo molto intimista in cui si riflette lo spirito dell’autrice.
Destino di donna è un romanzo introspettivo, il lungo viaggio della protagonista nel suo io più profondo e sconcertato. Un io che parla di odio per tutte le convenzioni e gli obblighi che sono stati stabiliti a priori non si sa quando e che si riferiscono alle donne. I loro compiti già decisi… matrimonio, figli… Mogli e madri serene in pubblico e mogli deluse, tradite in privato.

Maria è una giovane studentessa di un severo collegio dove con le compagne sogna e vive in sogno amori platonici e romantici. Al suo rientro a casa si dedica all’insegnamento e osserva la vita delle altre. Ma non ci sta. Quei binomi donna/moglie, donna/madre non fanno per lei. Ma non ha la forza per combattere contro le regole ferree dell’epoca e del suo ambiente.
Si rifugia così in un amore platonico con uno scrittore con il quale inizia un epistolario lunghissimo e vivrà di questo amore per sempre.
Anche quando una parte di sé accetterà giocoforza il fidanzamento con un giovane professore, il ricordo di Pàl Seregèli, lo scrittore, sarà sempre con lei, a malapena soppiantato da una nuova infatuazione per un astro nascente della politica.

Già! Maria ha un grosso problema. Non riesce a rapportarsi con gli altri, soprattutto con gli uomini. Passi l’amicizia ma, l’amore no. Infatti quando il professor Apostol le chiederà la mano, si inventerà una bugia colossale per allontanarlo. Come amico è gradito ma non di più. E quando lo stesso tornerà da lei e si fidanzeranno, Maria sentirà la sua presenza come fastidiosa e continuerà ad allontanare la data del matrimonio.
Il seme del femminismo inteso come libertà femminile, come pari diritti e doveri, è in lei ma non sa dargli un nome preciso. L’unica cosa certa è che non vede il matrimonio come scopo principale della sua vita.
Si rifugia così tra i sogni e l’amore platonico per Seregèli o meglio, per l’aura romantica di uno scrittore di ballate. Ma non è pazzia la sua. E’ un rifiuto della società così come è strutturata.
E non accettando la realtà, nella massima confusione spirituale, l’epilogo sarà triste ma liberatorio.

La scrittura è d’altri tempi, ricercata anche se non eccessivamente; a volte un po’ ridondante ma tutto l’insieme appare sfocato, come fioco.
Diciamo che abituate a leggere libri scritti più di recente, questo è un bel salto all’indietro, un salto in un mondo che noi donne del ventunesimo secolo non riusciamo a comprendere in pieno.
Myrtilla

6 commenti:

  1. A me sembra interessante, lo inserisco nella wishlist!
    Grazie per il post e tanti abbracci,
    Franny

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    1. Ciao Franny, interessante lo è anche per vedere la differenza di vita delle donne tra un'epoca e l'altra.
      Certamente la prosa è d'altri tempi e si sente. Può anche sembrare un po' pesante a volte.
      Un bel modo di paragonare la nostra vita attuale a quella di una volta!
      Ciaoooo

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  2. che bello! lista di attesa.....

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    1. Ahahaha è un libro del 1913 quindi scritto non in modo pesante ma certamente diversa da quells a cui siamo abituati. Io però l'ho trovato interessante e non pesante... diciamolo chiaro... non palloso

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  3. Grazie per il suggerimento di lettura, sembra molto interessante come libro.

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    1. Lo è Ste. Soprattutto per noi donne. Il poter vedere la vita femminile di oltre un secolo fa, lo scoprire l'accettazione serena di molte e la ribellione di poche è interessante

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