mercoledì 29 marzo 2017

Il procuratore della Giudea


Il procuratore della Giudea
di Anatole France
Sellerio Editore (2009)


 

Leggendo questo POST di Glò sul blog LANOSTRALIBRERIA
mi è tornato alla mente un libricino piccino piccino della Sellerio.
Il procuratore della Giudea di Anatole France, omaggio ricevuto dalla casa editrice Sellerio al Salone del Libro del 2013 in occasione del quarantesimo anno di fondazione.
Era finito in quel marasma di libri comprati e in attesa di lettura e, date le dimensioni era come sparito.
Il post di Glò me lo ha riportato alla memoria e sono andata a cercarlo.

Si tratta di un libricino piccolo come ho già detto, un racconto di circa cinquanta pagine tradotte da Leonardo Sciascia.

Elio Lamia, libertino e “viveur” dell’epoca, peccatore, ha memoria. Ricorda.
Ponzio Pilato, il procuratore, no.
Dimentica quell’uomo che ha lasciato mettere in croce su volere del popolo.
Terribile la sua battuta finale, quando Lamia gli chiede di Gesù. “Gesù il Nazareno? Non ricordo!”.
Troppo preso dai suoi problemi personali passati e presenti, Pilato dopo essersene lavato le mani tempo indietro, ora butta anche il catino usato per farlo cancellando dalla sua memoria Gesù.
O forse ricorda ma preferisce non farlo. Preferisce stendere un velo spesso sulle sue azioni. Che sia pentito? O forse considera la faccenda di secondo piano? Non è dato sapere.
Di certo questo non è il Pilato comparso ne Il maestro e Margherita di Bulgakov. Là era molto più sofferente riguardo alla decisione da prendere. In questo racconto invece è molto più freddo, distaccato da essa. Scettico, come lo definisce Sciascia.
Privo di coscienza, quindi nulla lo può turbare.
Appare come un personaggio indifferente a tutto tranne che ai suoi affari politici. Dell’epoca in cui era procuratore di Giudea ricorda i problemi creatigli dagli stessi giudei per la costruzione di un acquedotto. Ricorda le rivolte ma dimentica Gesù.

Sciascia definisce questo racconto un racconto perfetto.
Sicuramente ha una sua potenza proprio in questa dimenticanza. Dimenticanza che occupa tanto spazio quanto potrebbe occuparne una presenza costante.

Letto con gli occhi di oggi, è comunque attuale. La perdita di memoria selettiva è purtroppo ancor adesso un grosso problema. Ricordare solo ciò che fa comodo e non tutto è utile agli spiriti deboli che vivono di potere.

Cosa strana è che temevo di ritrovarmi di fronte ad una lettura noiosa e pedante, Invece il libretto è scivolato via con piacere. La scrittura è stranamente scorrevole e la metafora con la vita attuale troppo evidente per passare inosservata. Sarà questo che mi ha dato la possibilità di trovare piacere in questa lettura.
Myrtilla

18 commenti:

  1. Lo hai recensito! *_* Mi fa piacere che questo volumetto confermi quanto ho osservato a proposito dello stile di France, a detta di alcuni pesante, troppo classico.
    Il Pilato di Bulgakov è potentissimo: mi incuriosisce questo tratteggiato da France, decisamente agli antipodi da quanto scrivi :O
    Lo recupero, assolutamente da leggere *_*
    Grazie per il linkaggio e gran bel post, brava Pat!

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    1. Ciao Glò, grazie a te perchè parlando di France mi hai fatto venire in mente questo libretto :))
      Di certo, quello di France non è uno stile attuale. Per chi è abituato a... Follett ad esempio sembrerà pesante. Tuttavia non lo è. Grande la maestria dell0autore a rendere non difficile un testo che potrebbe sembrarlo, conoscendo l'argomento.
      Io ho effettivamente trovato differenza tra i due Pilato. Entrambi di "peso" però per motivi diversi. Questo di France è così preso dai suoi ricordi personali e solo da quelli che vive con indifferenza il resto del mondo.
      Grazie a te per i complimenti, Glò e alla prossima :)

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  2. Ho letto Bulgakov, non France. Se dovessi riscriverlo io oggi rifarei un quasi Pilato á la France. Mi piacerebbe perdermi nella banale quotidianità che quella provincia bellicosa e mai tranquilla ha dato alla Roma imperiale. La vedo così: come poteva NON dimenticare un predicatore, un parolaio si direbbe oggi, dovuto mettere in croce per sedare una popolazione in agitazione? Chi era Gesù in quei tempi? Ma vi rendete conto che aveva più proseliti fra le milizie di occupazione romane che tra il popolino? E il Golgota ne è la dimostrazione palese con quella stranissima agonia durata un pugno di ore. E quando mai il suo verbo sarebbe stato assunto a religione ufficiale di una nuova religione se non fosse esistito Paolo di Tarso? Non arrivava nemmeno ad un secolo che sarebbe stato confinato ad un problema locale di quella zona dove nasceva un nuovo messia all'anno.
    Gesù era un ebreo che predicava per la riunificazione della diaspora ebraica, e quindi inimicandosi la Curia locale che tanto aveva penato per rimanere sola al comando. Questo lo ha fregato. Avesse veramente predicato una nuova religione non avrebbe dato tanto fastidio e, come detto, si sarebbe volatizzato come sabbia del deserto sotto il vento in meno di cento anni.
    Ma poi Paolo lo insediò a Roma, lui cives romanus.
    Pilato non se lo dimenticò per boria, ma la questione non lo interessava. Punto e basta. Per questo quoto France.

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    1. Disinteresse... giusto! Aggiungo anche fastidio. In fondo Gesù era fastidioso per lui perchè gli creava altri problemi, non perchè si diceva figlio di Dio.
      Comunque, sì, questo Pilato è decisamente egoista.
      Moderno? Eccome! Anche il fatto di aver "tormentato" i potenti dell'epoca e di averne pagato le conseguenze è moderno. Gli intoccabili ci sono sempre stati.

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  3. Il Pilato di France sembra per certi versi più attuale oggi dove l'indifferenza, l'ignavia ed il disinteresse per il prossimo oltre che, come dicevi tu, la perdita di memoria selettiva sono tutti elementi che incancreniscono la società moderna. Oggi tanti individui sono come il Pilato di France, purtroppo.

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    1. Troppi, Daniele. Basta guardarsi intorno un momento per vederlo.
      Questa indifferenza è l'undicesima piaga di un Egitto molto allargato che comprende il mondo intero.
      Si vede e si ricorda solo ciò che fa comodo a se stessi, Degli altri, chi se ne frega!
      Non tutti per fortuna, ma troppi sì!
      Decisamente moderno!

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  4. Cara Patrizia, viviamo in un mondo che oggi tutto è possibile, sui blog possiamo trovare di tutto e spesso ci danno le nostre aspirazioni e la gioia di imparare sempre!
    Caio e buon pomeriggio cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Uh... sapessi quante cose ho ancora da imparare io!!!
      Credo che il sapere sia infinito e che l'uomo non riuscirà mai a scoprire e conoscere tutto.
      Buon pomeriggio a te. Bacio stella!

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  5. assolutamente da leggere! e la lista si allunga

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    1. Ohi ohi, Flo.... ahahahahahha

      Ho scoperto una cosa leggendo questo libretto, sai... che a volte ci si lascia bloccare dal nome e dall'epoca di un autore. Si pensa subito che possa essere palloso. Beh... a volte si commette un grosso errore a fare certi raginamenti :)

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    2. verissimo è capitato anche a me

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  6. Molto interessante, lo aggiungo alla lista dei libri da leggere, grazie!
    Un caro saluto e buona giornata
    Carmen

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    1. Ciao Carmen.
      Mi fa piacere averti incuriosito. E' un libretto piccino ma "sostanzioso"
      Bacio

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  7. Interessante e significativo.
    Saluti a presto.

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    1. Ciao Vincenzo. Sì, anche molto attuale nonostante non sia un libro appena scritto. L'egoismo e il disinteresse per gli altri oggi come nel libro.
      Buona serata

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  8. Bellissimo libro e molto interessante. I miei ringraziamenti per averlo recensito.

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    1. Grazie a te Giuseppe.
      A me è piaciuto molto!

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