giovedì 23 marzo 2017

Nel caffè della gioventù perduta

Dal blog di KLY iniziativa   
M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017


Nel caffè della gioventù perduta
di Patrick Modiano
Einaudi (2007)




Vite vissute o non vissute? Vite che si nutono di ricordi anche se i ricordi sono fallaci e possono trarre in inganno? Vite perdute, usando l’aggettivo del titolo, perché hanno necessità di qualcosa che non hanno trovato?
In questo piccolo libro di Modiano, quattro personaggi diversi narrano una stessa storia ma ognuno di loro la ricorda in modo personale.
Quattro protagonisti ma l’attrice principale è sfuggente. E’ la vita in generale ma anche la loro che si intreccia, si lega e si slega intorno alla ricerca di un qualcosa che possa dar sicurezza.
A tutti mancano dei punti fermi, quel qualcosa che dia loro serenità.
Soprattutto a Louki, che è poi la persona intorno a cui gira il romanzo. La sua presenza-assenza fa di questo libro un viaggio in una Parigi onirica, tra vie e piazze e metrò e incontri vari tra il cafè Condè e camere d’albergo.
Tra aspiranti scrittori, gente che tira a campare, medici, tutti sono alla ricerca di una stabilità che sembra introvabile.
C’è chi si ingegna a tenere la contabilità di ogni ingresso ed uscita dal Condè con nome, cognome del cliente e durata della visita. C’è chi si accontenta di amare malinconicamente.
Tema centrale è comunque il disagio psicologico di Louki, vero nome Jacqueline Delanque in Choureau, che la porta ad essere osservatrice passiva della sua vita. In balia di ricordi che la portano al gesto estremo.

E’ un romanzo scritto in modo particolare. Una storia narrata a più voci dai protagonisti, ognuno con la sua personale visione delle vicende di Louki. Una storia pervasa da una forte vena malinconica, mai stucchevole ma persistente.
La gioventù perduta…. Quella di Louki che se ne libera non riuscendo a trovare uno scoglio saldo a cui appigliarsi nella sua bufera emotiva e quella degli altri personaggi che narrano la storia negli anni successivi quando ormai giovani più non sono.

E’ il primo libro di Modiano che leggo ma devo dire che l’ho trovato interessante. Ho scoperto una scrittura potente anche se non complicata. Una scrittura senza fronzoli eccessivi.

14 commenti:

  1. Nel congratularmi per linteressante recensione, t'informo che Nicola mi ha incaricato di ringraziarti per l'attenzione riservata alla sua clip.
    Buona giornata
    .
    .
    .
    .
    ^___*

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    1. Ringrazia Nicola e digli che è un grande! :))
      Ciaoooooo

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  2. Caspita, Pat, ma quanti libri leggi? Mi fai paura! Scherzi a parte, grazie per la recensione a questo libro... poi Parigi è sempre nel mio cuore. L'espediente narrativo mi ricorda quella del film Rashomon di Kurosawa.

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    1. Cristina... che faccio seduta in macchina ad aspettare il marito che arrivi col treno, visto che quando la figlia ha bisogno dell'auto gliela... frega????
      Leggo! ahhahahaha
      Rashomon sinceramente non l'ho visto ma questo libro mi ha colpito proprio per la sua "stranezza" nel narrare gli eventi.
      Molto originale!

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  3. A me invece non è piaciuto molto. Mi è parso un non-romanzo che racconta una non-storia.

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    1. Tutto sommato non hai torto Ariano. E' un non-romanzo in fondo. Sono testimonianze diverse della vita di una persona che è viva più nei racconti altrui che in fisico.

      E' una particolarità questa che mi ha favorevolmente colpito.

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  4. Cara Patrizia, ogni tuo post sia lungo oppure breve ce sempre il tatto,poetico!!!
    Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, grazie a te per la tua presenza costante!
      Un bacio

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  5. Soprattutto per lo stile di scrittura che hai descritto, mi interessa. Farò un salto in libreria per dargli una scorsa e vedere se di primo acchito mi prende.

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    1. Come dice Ariano sopra, è davvero un non-romanzo. La vita di una persona narrata da altri, ognuno con la sua ottica personale.

      Originale! Ecco! E' questo che mi ha colpito. L'originalità

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  6. Bella recensione, complimenti Pat!

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  7. proverò a rileggerlo, mi hai fatto venire voglia di riprovare

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    1. :) A me è piaciuto anche per lo strano modo in cui è scritto. Stessa storia ma diversi narratori e ovviamente ognuno vede le cose alla sua maniera

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