mercoledì 12 aprile 2017

Come cambia la lettura nel tempo


Il 6 aprile ho letto questo POST sul blog di FERRUCCIO GIANOLA.

Ferruccio ha aperto il discorso con una citazione di Wilbur Smith e alla fine ha fatto riferimento ad un suo vecchio post in cui parlava dello scrittore sudafricano. QUESTO


Come gli ho anticipato nei commenti, il secondo articolo mi ha fatto pensare alla lettura. A come cambiano l’idea di lettura, i gusti letterari, la scelta degli autori e dei libri nel corso degli anni. Gli ho anche anticipato che mi ha dato l’ispirazione per un post. Proprio questo.
Io non so se a qualcun altro è già venuto in mente una cosa del genere. Nel caso mi scuso in anticipo però, ecco… ho piacere di mettere bianco su nero questi pensieri al solito confusi :)

A lui ho scritto che negli anni passati ho letto molti libri di Smith. Che non ho mai fatto follie ma che comunque come letture di svago, per rilassarsi e non pensare, andavano bene. In più, il discorso Africa, visto che i suoi libri sono ambientati lì, mi incuriosiva molto.
Ho aggiunto però che come per Cussler e Follett, ad esempio, mi sono poi sentita saturata e ho detto basta. Basta Smith, Follett, Cussler e parecchi altri.

Ma perché?

Ne ho letti troppi? Sono sempre uguali? E’ cambiato il loro modo di scrivere? O più semplicemente sono cambiata io?
Io opto per l’ultima possibilità, come è anche ovvio che sia.
Crescendo, maturando, con le esperienze che la vita ci costringe a fare in continuazione è normale cambiare. Pure i sassi lo fanno anche se nell’ordine di milioni di anni. Figuriamoci un essere umano…

Se quando ero ragazzina lessi tutti i libri di Delly e poi di Liala, col tempo puntai su Oriana Fallaci, ad esempio. E sognavo pure di diventare una grande giornalista come lei, ma questo è un discorso diverso. :)
In tempi più recenti ho letto praticamente quasi tutto Cussler e Follett e appunto Smith ma poi sono arrivati Baricco, Eco, Camilleri, De Giovanni….

Il fatto è che leggere per me è passione fortissima ma con gli anni sono diventata più selettiva. Cerco qualcosa che non solo mi rilassi ma mi regali sensazioni durature, pensieri forti, emozioni potenti.
Così, girovagando per il web, scambiando pareri con amiche tramite email, sentendo parlare di autori a me sconosciuti mi sono riscoperta una curiosità che credevo sopita.
Non ho comperato i libri solo perché me ne hanno parlato amiche o blogger, questo no. Anche qui ho fatto una scelta istintiva. Però ho seguito quello che il mio istinto/alter ego mi ha detto dopo aver letto recensioni e pensieri vari su certi titoli e autori.


Così ho scoperto La trilogia della Frontiera grazie proprio a Ferruccio; i libri di Murakami, di Saramago, Modiano, Melis e altri grazie a Glò del blog LA NOSTRA LIBRERIA, Il maestro e Margherita grazie a IVANO LANDIe via dicendo.

Ho letto, impensabile quando ero giovane, Anatole France e Bulgakov. Ho in casa Svevo e Suskind, la figlia mi ha passato gli ebook dei Miserabili e di Moby Dick e poco per volta mi ci dedicherò ma la pila dei libri in attesa di lettura è così alta che non so quando sarà. Magari anche presto, però, visto che quando termino un libro non posso far altro che  ascoltare il mio alter ego che mi consiglia quale è giusto per quel momento.

Ecco… forse era giunto il momento buono, quello di fare scelte a più ampio respiro. Quello di abbandonare almeno momentaneamente gli scrittori americani più commerciali e famosi e rivolgermi ad una scrittura di maggior “peso”.
Soprattutto, ad una lettura che lasci un segno veramente forte in fondo all’anima. Poi, che l’autore sia famoso oppure no, poco importa. Conta l’impronta che imprime nell’anima; conta le corde che tocca e fa suonare.

Myrtilla

14 commenti:

  1. I libri sono un po' come la scoperta di un mondo...
    Grazie Pat

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    1. Sempre Ferruccio.
      Grazie a te per lo spunto

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  2. "Poi, che l’autore sia famoso oppure no, poco importa. Conta l’impronta che imprime nell’anima; conta le corde che tocca e fa suonare." Conclusione magistrale e che condivido in pieno a coronamento di un post interessante.

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    1. Grazie Daniele!
      C'è chi rifugge magari da un esordiente perchè convinto che non abbia niente da dire o che non sappia dirlo. Mica è detto! Può anche non avere piena padronanza di come si scrive un libro ma avere idee ottime, toccare quelle corde importanti per far riflettere e pensare il lettore o farlo commuovere, ricordare eccetera.
      Sono dell'idea di non escludere mai nessuno a priori. Solo con la fantascienza non lego assolutamente. E' più forte di me :)

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  3. Io ho degli autori che seguo fedelmente, sempre e comunque: cresco con loro, mi evolvo, evolve il mio modo di interpretare le loro opere.
    Poi ci sono gli altri libri, più fluidi, di autori diversi.
    Un grande oceano con poche isole sicure.
    L'importante è che ogni libro lasci un'impronta.
    A proposito (domanda poco interessata!): hai letto il mio libro?
    Un abbraccio, Franny

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    1. Anch'io Franny. Sepulveda credo di averlo letto tutto così Marquez però cerco sempre qualcosa di nuovo che mi dia nuovi stimoli. A volte ci si prende una fregatura, altre invece si trova un gioiellino.

      Per il tuo libro sinceramente non l'ho ancora comprato. Ne ho talmente tanti in attesa che voglio far calare le pile prima. Sorry! Ciaoooo

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  4. allora è ora di Philip Roth, J.M. Coetzee e Javier Marìas, tre scoperte per me che non li avevo ancora letti, nord america, sud africa e Spagna, grandissimi

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    1. Ok, Flo!
      Allora metto in lista insieme a quello di Francesca :))

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  5. Ma infatti, io da mo che ho smesso King.
    Non leggo nemmeno più la Yoshimoto, di cui possedevo l'opera omnia fino ai primi anni 2000.
    Un autore non è sempre tutto valido... e come te, oggi vado a istinto^^

    Moz-

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    1. Appunto, Miki. E poi... la varietà è il sale della vita! Ah, no, aspetta. Forse era l'ottimismo 😆😆😆

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  6. Penso che solo leggendo molto e nel tempo si riesca a diventare davvero consapevoli nella scelta. Bisogna prima esplorare, essere curiosi, pian piano crescere come lettori (e persone): le prospettive cambiano, così come le esigenze. Difficilmente chi non ha mai letto inizierà da un libro di Dostoevskij, voglio dire. Si arriva pian piano ad apprezzare la scrittura, non soltanto le storie raccontate.
    Io però non rinuncio alle letture leggere, fatte ogni tanto ;)

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    1. Ovviamente nemmeno io,Glò! Tra un autore più "corposo" e l'altro ci infilo un libro più "leggero". Penso che serva anche a rilassare la mente e a prepararla per qualcosa di più profondo.

      Quello che dici tu sulla lettura lo abbiamo messo in pratica anche con la figlia quando era bambina.mai obbligata a leggere cosa volevamo noi. Libertà assoluta e a leggere insieme. Poco per volta poi si e cercato di indirizzarla verso libri più da grandi ma ormai non c'erano problemi. Leggere le piaceva e le piace perciò...

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  7. Grazie per il link, Patricia! Io ho avuto la fase Stephen King negli anni '80 e '90. Poi sono giunto a saturazione, anche se "It" ho voluto rileggerlo in tempi recenti. Altri autori, come Thomas Pynchon, li considero sempreverdi. Non mi stancano mai e poi mai :-)

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    1. Prego Ivano.
      Io vado a periodi. Quando un autore mi piae magari leggo tutto (o quasi) quello che ha scritto poi mi fermo. Al momento l'unico autore "datato" è CAmilleri con il suo Montalbano.

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