martedì 4 aprile 2017

Giallo su giallo


Giallo su giallo
di Gianni Mura
Feltrinelli Editori (2007)




La seconda di copertina parla di un Tour de France bagnato di sangue e tutto fa presupporre che si tratti di un giallo.
Omicidi, indagini, inchieste, sospetti… probabile serial killer...tutto l’ambaradan tipico, insomma.
A me, però, non è parso affatto così. Se è giallo, è molto atipico. E’ vero che ci sono dei morti. C’è pure un investigatore ma….. del giallo ho trovato ben poco.
Mi dispiace scriverlo ma non ho apprezzato molto questo libro il cui punto di forza, se così si può chiamare, è la descrizione dei rapporti tra i vari suiveurs, i giornalisti che seguono il Tour, e tra i ciclisti.
Poi ho trovato descrizioni di luoghi; ho sentito parlare di abbuffate e grandi bevute; di amicizia ma del giallo vero e proprio… no! Per lo meno ben poco.
Il commissario, Magrite, anagramma di Maigret tra l’altro, scopre il colpevole ma come? In che modo? E quando? Non è dato sapere.
Per il resto, trovo che si dilunga troppo, secondo me, parlando delle varie tappe.
Scrivo e detto” dice il protagonista nonché narratore della storia quando detta il suo articolo alla redazione. E giù secondi di ritardo, cadute, volate, nomi di ciclisti...
Colpa indubbiamente mia. E’ decisamente una mia mancanza non capire nulla di ciclismo. Non l’ho mai seguito né mi sono sforzata di farmelo piacere quindi capisco nulla in proposito. Di certo, però, anziché insegnarmi qualcosa, da questo punto di vista il libro mi ha un po’ annoiato.
La passione che il narratore possiede, la sua “fame” di corsa, di Tour, non mi è stata trasmessa, purtroppo.

Mi è decisamente mancato il giallo. Mi aspettavo delle indagini ma io non le ho trovate. La ricerca di un colpevole. Nemmeno questa ho trovato.
Ho trovato sì il colpevole alla fine ma come Magrite sia arrivato a scovarlo resta un mistero. Quattro parole per spiegarlo non sostituiscono le indagini vere e proprie.

Davvero un giallo anomalo questo!
Oppure io non ho capito nulla del libro. Ho soltanto viaggiato per la Francia scoprendo paesi che nemmeno sapevo esistessero.
Sinceramente mi aspettavo altro e anche se la scrittura è accattivante sono abbastanza delusa.
Poi, per carità, idea mia. Magari un appassionato di ciclismo si trova ben più coinvolto di me nella storia.
Myrtilla

9 commenti:

  1. Un titolo che promette bene e porta fuori pista! Anch'io non capisco nulla di ciclismo e di sport in generale. Infatti non ho mai avuto voglia di leggere Febbre a 90 di Nick Hornby, citato addirittura nelle letterature inglesi, perché sono sicura che mi annoierebbe a morte.

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    1. Io ho preso il libro perchè sulla seconda di copertina parla di un Tour di France bagnato di sangue, di delitti, di un probabile serial killer, di strani biglietti lasciati sul orpo delle vittime....
      Sì, quelli li ho trovati, serial killer a parte. E' tutta la parte indagine che mi è mancata. Indagini, poliziotti, colpi di scena.... sospettato per sbaglio ce n'è uno ma poi finisce lì.
      Il colpevole non si era mai visto prima, le indagini... boh! Magrite le avrà fatte ma le avranno secretate ahahahahah

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  2. Cara Patrizia, una buona lettura ci mette il cuore in pace!!!
    Ciao e buona giornata cara amica con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Certo stella! Fa bene alla salute ;)
      Bacio!

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  3. l'ho sfogliato in biblioteca e lasciato li, ho fatto bene, allora!!!!!

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    1. Per carità, magari a te potrebbe piacere però di certo non è un giallo

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Forse l'autore ha preso come pretesto il genere giallo per poi soffermarsi sugli aspetti del ciclismo, però se così è ha cmq esagerato andando fuori tema, almeno stando alla tua recensione.

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    1. Io non me la prendo nemmeno con l'autore, sai...
      Dico solo che come romanzo di "colore", che parla del mondo dei giornalisti dietro le quinte, di quello che chi segue le corse non vede, è anche un buon libro. Ben scritto.
      Però... però quando sulla seconda di copertina si legge " Un Tour bagna di sangue Acanto alle vittime come firma dell'assassino un biglietto giallo,. Si tratta di un serial killer? Che cosa ha in mente?....... l'incalzare degli eventi lo costringe a cambiare una routine piacevole...." e poi si parla di cadaveri e sospetti... uno ritiene si tratti di un vero giallo.
      Mi sta bene il colore, il folclore che i non addetti al lavoro non conoscono però... accidenti! Sembra che questi morti siano stati messi lì per poco o niente.

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