lunedì 10 aprile 2017

Le volpi vengono di notte


Le volpi vengono di notte
di Cees Noteboom
Iperborea (2009)




Una raccolta di racconti. Una raccolta di vite intense, diverse, ma che hanno un comune denominatore: l’irrequietezza.
Ogni personaggio ha la sua personale e la vive alla sua maniera ma tutti quanti affrontano la vita tra dubbi, incertezze, scelte molto intime e nostalgia.
Storie d’amore che paiono rinascere attraverso vecchie fotografie. Storie di dolore e perdite. Storie di quasi annullamento di se stessi attraverso il gioco, l’alcool, sogni irrealizzabili.
E assenze che però hanno il peso specifico del piombo e riempiono stanze cuore e mente come giganti.
Tutto questo e altro, narrato con maestria e perforando la psiche dei personaggi come una trivella per rendersi conto che comunque poco si sapeva prima e poco si sa dopo della vita. La vita… questa eterna sconosciuta che pare rivelarsi ma subito si nasconde come è lampante nell’ultimo racconto più ancora che negli altri.
Il punto estremo”, il titolo, è quel promontorio verso il quale la protagonista nelle notti di burrasca corre. E il lettore l’affianca e scivola con lei sulle rocce umide e viscide di quello che una volta era un sentiero. Non sa perché la segue ma lo fa e solo alla fine scopre che lei va a chiamare, con urla che bucano la tempesta, gli annegati.
Ma non solo. E’ quel punto metaforico a cui l’uomo giunge nel tentativo di svelare l’enigma vita. Gli annegati che rispondono alle sue grida sono i ricordi, le malinconie, i rimpianti che tornano a farsi vivi.

Spettacolari le immagini che Nooteboom sa dipingere con le parole. Roccia, nubi di tempesta con qualche schiarite, spuma che picchia le rocce, l’ex sentiero sdruciolevole. O ancora, il sogno delle isole Tonga in bilico tra ieri e domani. Un passo avanti e si è nel domani, un passo indietro e si torne a ieri.
Oppure le volpi che nella notte desertica graffiano la tenda. Proprio come fanno i vecchi dolori quando impediscono di dormire e graffiano l'anima.

Ecco! Credo proprio che questo libro sia un sogno che diventa incubo e torna sogno.
Bellissimo.
Myrtilla


ps Grazie a GLÒ che ne aveva parlato QUI!

12 commenti:

  1. Cara Pat, che emozione leggere queste tue parole *__* Mi è sembrato di reimmergermi nei favolosi mondi raccontati da Nooteboom, dove melancolia e assenza assumono un valore speciale, probabilmente anche in relazione al singolo lettore che veramente può "metterci" la sua vita, la sua esperienza.
    Il racconto che hai citato è anche quello cui sono rimasta più legata, di una potenza incredibile :O

    Questa tua recensione è meravigliosa, hai saputo cogliere la vera essenza del libro, che amo moltissimo *__* E quindi sono felicissima di leggere il tuo entusiasmo!
    Grazie per tutto!!!

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    1. E' vero Glò. Forse è il racconto che mi è piaciuto di più. La voglia di scoprire i propri "mostri", quegli abbandoni che fanno soffrire... mi ci riconosco parecchio.
      Grazie per i complimenti :)
      Eh, sì.. entusiasmo davvero! Mi sa che abbiamo parecchio in comune riguardo alle letture.
      Alla prossima!

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  2. Complimenti per la recensione.
    Buon inizio di settimana.

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  3. Cara Patrizia, un grazie della bella e chiare recensione di questo bel libro!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Davero una bella raccolta di racconti Tomaso.
      Baio e grazie!

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  4. Una recensione che ti fa immergere dentro il libro e te lo fa assaporare.

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    1. Mi fa un enorme piacere quello che scrivi :)
      Il libro merita davvero. Sono racconti forti e profondi.

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  5. Ma io non ce la faccio! Ho una lista chilomentrica di libri da leggere... e va bene annoto anche questo!
    Brava Pat!

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    1. Stai tranquilla, Mariella! Nemmeno io riesco a stare dietro a tutti i libri di cui Glo parla :))
      E nemmeno a tutti quelli che sono ì in attesa... mi sa che mi servono le giornate di 100 ore almeno ahhahahah
      Bacio!

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  6. avevo deciso di leggerlo quando ne abbiamo parlato ed ora la tua recensione mi ha convinta ancora di più
    brava come sempre

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    1. Ti ringrazio Flo. Spero d credo che non resterai delusa

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