venerdì 12 maggio 2017

(Daniele Verzetti Rockpoeta® e Vincenzo Iacoponi scrivono

RICORDO CHE LE POESIE PUBBLICATE SOTTO QUESTA ETICHETTA SONO DI ESCLUSIVA PROPRIETÀ DEGLI AUTORI. 
IO LE POSTO DIETRO LORO AUTORIZZAZIONE.
L'USO NE È VIETATO SENZA IL LORO BENEPLACITO.



E' un piacere avere lettori così!
Sia Daniele che  Vincenzo non si tirano mai indietro.
Ecco le loro poesie  al  mio post VENERDÌ DI POESIA DEL 12 MAGGIO



LA FINESTRA (Daniele Verzetti Rockpoeta® )

http://agoradelrockpoeta.blogspot.it/ 

Apro la finestra
E vedo nubi artificiali divorare il cielo

Guardo dalla finestra
E respiro degrado e disumanità

Vedo dalla finestra
Aperta sul mondo
Saltimbanchi e menestrelli di menzogna
Agitare spauracchi da apocalisse
Senza capire che l'apocalisse è già qui,

Ed allora
Ho chiuso quella finestra
Per provare un attimo di pace
O almeno per poter morire in silenzio
Asfissiato da polveri sottili
Ma con il sorriso di chi ti ama accanto.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 



VINCENZO IACOPONI 

http://iacoponivincenzo.blogspot.it/ 

 Tante finestre ho avuto
importanti e meno;
la prima della nostra cucina
che dava sul nostro viale
alberato con le aiuole.
Affacciato coi gomiti sul davanzale
ci ho passato tutto il mio tempo
libero, mentre mia nonna,
la mia guardiana di ferro,
preparava il pranzo.
Era l'inico modo che avevo di guardare
il mondo. Da quella finestra
vidi gli elefanti di un circo
arrivati chissà da dove,
che camminavano l'uno tenendo
con la proboscide il codino di quello
che lo precedeva.

Le altre finestre erano diverse
oppure ero diverso io
cresciuto troppo in fretta.
Mi ci affacciavo poco
sempre cercando
qualcosa di diverso.

Fino a quando tornammo
dallo sfollamento a guerra finita.
Da quella finestra
vedevo cielo e macerie di tante case
crollate, mentre la nostra
era rimasta quasi intatta.
Guardavo dentro una finestra
all'ultimo piano
di un palazzo di fronte
davanti a me ma tanto lontano.
Vedevo una ragazza
molto giovane che con un cannocchiale
guardava me.
Le facevo le boccacce, non riuscivo mai
a vederla bene in faccia
perché si nascondeva nell'ombra
della sua stanza.
Intanto lei non si perdeva una mossa
e io le facevo sempre le mie
boccacce migliori.

Senza poter vedere le sue reazioni
e non ho mai saputo chi fosse.

Vincenzo Iacoponi Malavisi

8 commenti:

  1. Grazie sei troppo buona e generosa. Ti ringrazio di cuore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Figurati! Grazie a te che partecipi sempre con entusiasmo.
      Certo che non sei andato giù leggero però la verità è quella.
      Falsità, codardia, menefreghismo...

      Elimina
  2. Bellissime entrambe, degne di riflessione e di tanti applausi.
    Io non sono brava con le poesie, il mio forte è la prosa, ma ammiro di cuore chi sa scrivere poesie.
    A tal proposito, Patricia, il tuo libro è nella mia lista e presto sarà mio!
    Un abbraccio, Franny

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, Franny. Sono degne di applauso. Sono crude, crudeli quasi ma vere.
      Anch'iosono quasi in dirittura d'arrivo col tuo. Il marito a fine settimana o al massimo la prossima mi caricherà l'app kindle per il tablet e poi... 😊😊😊😊 tu, Ariano, Maria Teresa....

      Elimina
  3. Risposte
    1. Senza dubbio! Forse dire bravissimi è anche poco.

      Elimina
  4. Grazie Pat. Profonda l'amarezza di Daniele. La sua poesia è un grido di dolore. Vorrei abbracciarlo. No so come faccia a darmi simili emozioni mgari ripetendo un concetto, ma l'emozione è sempre nuova e fresca.
    Nella mia ho cercato di ritrovare lo spirito della mia infanzia e della mia giovinezza. Ho trascritto quel poco che ancora conservo gelosamente dentro di me: lo stupore del bambino di quattro anni che vede per la prima volta gli elefanti, che non dimenticherà mai più e lo stupore nel vedere che una ragazza cercasse proprio me. Mi venivano solo boccacce, ma ero felice dentro.
    Grazie ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il piacere è mio!
      Entrambi date emozioni, più forti quelle di Daniele più tenere come queste le tue.
      Bacio

      Elimina