martedì 23 maggio 2017

Edgar Allan Poe, i "Racconti" e "Il corvo"


Racconti
Edgar Allan Poe
I Classici Feltrinelli (2007)

Il corvo
Edgar Allan Poe
La Vita Felice (2016)



Venerdì sera ho terminato il libro di Poe “Racconti”.
Sabato al Salone del Libro ho comperato “Il corvo”.
Domenica accendendo il pc, leggo che Massimiliano Riccardi in questo POST parla dello stesso autore con enfasi ed ammirazione.
E’ destino quindi che ne parli anch’io oggi. 
Ma cosa dire ancora che già non sia stato detto? Come essere originale scrivendo di un simile autore? Non so, ma ci provo.

Maestro del gotico, in un misto tra horror e surreale, mette su carta i suoi incubi personali. Le sue paure.
Si sa che ebbe una vita sregolata, che fu vittima di alcool e droghe e visse in miseria. Si sa che morì tristemente raccolto da un fosso. Una testa calda, diremmo oggi, però da quella testa calda sono usciti capolavori eterni.
Personaggi come Dupin hanno fatto scuola e aperto la strada ad altri investigatori divenuti anche più famosi.
Aperto la strada anche ad un filone letterario che entra nell’immaginario collettivo perché in fondo parla delle paure di tutti quanti noi. Quelle segrete che non riveliamo per timore di essere ritenuti pazzi.
Poe invece osò. Tirò fuori dagli armadi segreti del suo inconscio liberandoli dalle ragnatele quei misteriosi timori che ognuno ha, più o meno profondamente sepolti.
Narrò col cuore di morte e fantasmi, di follia e situazioni decisamente irreali che fanno pensare.
Ad esempio, in “Come scrivere un racconto per Blackwood” parla di una sorta di lavaggio del cervello che costringe Zenobia a sperimentare una situazione assurda per poter scrivere un articolo. Tanto assurda da morirne.
Ed ecco il primo tema. La facilità con cui certe persone si lasciano convincere, influenzare senza ragionare. Attuale, non trovate? Pensate solo alle varie fake news o a Blue Whales.
Poi la perdita degli occhi, uno per volta e, nonostante questo, il vederli ma non poterli toccare perché viene a mancare la forza.
Ed ecco il secondo tema. L’incapacità di agire, l’immobilità di fronte agli eventi, il subire la vita anziché viverla. Di nuovo attuale, non è vero?
I suoi racconti sono tutti insegnamenti anche senza volerlo essere. Sono uno specchio in cui si riflettono i nostri dubbi, le paure inconscie, le insicurezze, l’apatia.

Anche Il corvo, scritto in versi, è così.
Il dolore per la perdita dell’amata, la solitudine che insieme al dolore porta alla follia. La resa dell’uomo di fronte a determinate situazioni con quel Mai Non Più detto dal corvo, nero, sgraziato ma potente nella sua chiusura verso un miglioramento.
Come se mettesse un punto fisso, non un punto e a capo che si ricomincia.
Mai Non Più perché è la fine. Quella definitiva e senza possibilità di cambiarla.

Adorabile, disgraziato Poe! Vittima dei suoi eccessi e delle sue dipendenze.
Oppure come disse egli stesso:
Mi sono compiaciuto talvolta di rappresentarmi, con uno sforzo della fantasia, quale sarebbe il destino d’un uomo dotato, o piuttosto oppresso, da un’intelligenza superiore d’assai a quella della sua razza. Naturalmente la coscienza di questa superiorità non gli farebbe difetto e, essendo costituito come gli altri uomini, non potrebbe impedirsi di manifestare questa coscienza. Si farebbe così dei nemici a ogni piè sospinto. E siccome le sue opinioni e le sue teorie differirebbero profondamente da quelle di tutti, evidentemente sarebbe considerato pazzo”.
Myrtilla


ps Proprio il racconto che ho indicato io su Zenobia, me ne ha ispirato uno sul genere che pubblicherò domani.

26 commenti:

  1. Molti anni fa avevo letto due volumi di racconti. Un uomo era legato, non sono sicuro, a terra mentre un pendolo oscilla sulla sua testa. Il pendolo penzola dal tetto e nella sua estremità... una lama! Il pendolo scendeva minuto a minuto... "il pozzo e il pendolo" (credo che lo rileggerò poiché lo ricordo in modo vago).

    Buona lettura,
    podi-.

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    1. Ciao Carlos. Il racconto che citi è proprio in questa raccolta di racconti. Da brividi!

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  2. Sono grandi libri e intramontabili.
    Serena giornata.

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    1. Vero Vincenzo!
      Mi chiedo solo perchè le anime più tormentate riescono a scrivere tali capolavori. Forse è proprio il loro dolore interiore che li ispira. O forse solo scrivendo riescono a convivere con esso

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  3. The raven, da leggere, ha perifno ispirato Lou Reed con un suo doppio lavoro intitolato proprio The Raven ed ispirato alle liriche di Poe.

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    1. Un capolavoro!
      Su Lou Reed poi... niente da obiettare! :)

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  4. E', di fatto, il mio scrittore preferito.
    Ho la sua opera omnia, anche in più edizioni.
    Sai che il corvo di Amelia la fattucchiera si chiama Poe, e gracchia sempre nevermore nevermore nevermore? :)

    Moz-

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    1. E' ancora un grande. Lo è stato e lo sarà.
      Pensnadoci sopra in mezzo a quel quarantotto di libri dovre anche avere Gordon Pym se non sbaglio... ma chissà dove.. ahahhahah
      Del corvo di Amelia lo sapevo :)
      Ah.. bentornato Miki! Che ne hai fatto di Zomikim?

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  5. Poe che cerca di dimostrarsi meno intelligente di quello che fosse per non essere preso per pazzo lo pongo in parallelo con un mio mito, con Van Gogh, anche lui esaurientemente pazzo da venir considerato un genio, e tale era.
    Io penso che ognuno di noi quando si rende conto di valere veramente possa scegliere due strade, mai restarsene indifferente: esaltare a dismisura quel poco che vale di cui è in possesso -ce ne sono validissimi esempi anche nel web- oppure occultare il più possibile la propria genialità.
    Nevermore, Pat, nevermore.


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    1. Hai scelto i classii mostri sacri anche se in due campi diversi. Forse Van Gogh pazzo lo era davvero ma certo nessuno dei due ha fatto nulla per smentire la voce.

      Pettegolezzo.
      Sai cosa si trova anche sul web? Quello che non vale una cippa lippa eppure si esalta lo stesso a dismisura... o meglio a misura di ego! :)
      Ciao bello!

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  6. Bene, hai trattato due testi che, inutile dire, adoro. I racconti li ho in un tipo di edizione diversa, addirittura sotto forma di cofanetto. Il Corvo è memorabile. Brava Patri.

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    1. Questo che ho letto io è un libro di mia figlia. Non so dove l'ha preso :) Però conta che me lo abbia passato ahahahh
      Il Corvo... su questo volumetto ci sono le illustrazioni di Gustavo Dorè. Stupende!!!!

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  7. Edgar Allan Poe e il Maelstrom, Edgar Allan Poe e la cugina tanto amata, Edgar Allan Poe e i suoi spettri che lo hanno condotto a una morte folle e assurda.
    Un maestro unico e inimitabile.
    Un abbraccio, Franny

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    1. Indubbiamente! Mi manca quello che citi ma me ne mancano anche altri... poco per volta.
      Ciao stella!

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  8. Da giovanissima, uno dei miei primi fidanzati mi disse che gli ricordavo Ligeia. E a volte mi chiamava così. Ancora oggi, è una delle pochissime cose di lui che ricordo con piacere.
    Unico Poe.
    Bel post Patri.
    Bacio.

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    1. Poe è unico ma tu quanto fidanzati hai avuto??? 😃😃😃😃 non sono affari miei lo so 😉
      Fa piacere sapere però che questo almeno un buon ricordo te lo ha lasciato.
      Ciaoooo

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  9. Mi rendo conto che son passati decenni da che lo ho letto e mi piacerebbe pure fare una rilettura *__*
    Belle suggestioni in questo post ^_^

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    1. Ti ringrazio Glò. E' Poe che è sempre stato suggestivo nel suo stile.
      Ciaoooo

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  10. Anche io, come Glò, non lo leggo da diverso tempo. Per fortuna molti suoi racconti rimangono impressi a fuoco in chi li legge e non si perdono mai del tutto.
    Da vedere sono anche i film di Roger Corman ispirati ai racconti di Poe, perché non sono delle semplici trasposizioni ma li reinventano e il piacere raddoppia ^_^

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    1. Certo! Il pozzo e il pendolo ad esempio.
      Quasi da incubo, ma quel pendolo che scende lentamente he quasi non te ne accorgi, i primi segni che lascia sulla pelle e poi.... come wsi fa a dimenticare?
      O il gatto nero che trova comunque il modo di vendicarsi?
      Per i film... sinceramente non ricordo di averne visto uno!

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  11. Lo adoro, letteralmente. L'autore perfetto, sotto molti aspetti.

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    1. Non ho altro da aggiungere Luz. Hai espresso anche il mio pensiero.

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  12. E.A.P. con i racconti letti per primi e poi con "Gordon Pym", quel romanzo avventuroso e fantastico, anche horror , mi conquistò da ragazzina assieme a Dikens.
    Cri

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    1. Gordon Pym c'è. Devo solo cercarlo in quel marasmma di libri.
      Grande!
      Ciao Cri

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  13. Che coincidenza, mia figlia della terza media ha appena finito di leggere i Racconti in scuola..mi sa che prenderò in prestito il libro..

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    1. Ecco! Una bella cosa questa. Io non so come sia stata fatta questa scelta di lettura ma mi piace l'idea che si sia trattato di un libro che può interessare e coinvolgere i ragazzi.
      A me è piaciuto davvero. Un po'inquietante ma non pauroso

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