domenica 7 maggio 2017

Granito


Sono ruvido granito.
Sono forte,
indistruttibile.
Viaggerò nelle ere a venire
indenne
e
imperturbabile.
Resisterò al tempo
e ai millenni
come l’aria,
sottile, invisibile, eppur testarda;
guardiano assoluto,
sentinella inamovibile.

Così pensavo

Invece
venne l’uomo.
Mi accarezzò, mi palpeggiò con indefinibile sorriso.
Bucò le mie carni coriacee.
Mi ferì in profondità.
Riempì quei buchi di fuoco silente.
Scappò.
Un boato
un tremore inarrestabile.
Un attimo
e le mie viscere esplosero.
Si staccarono in scaglie e pezzi.
Vennero coi camion 
li ingabbiarono e li portarono via.

Ora son qui,
mutilato
impotente.
Guardo miliardi di parti di me
rovesciate sul terreno,
brandelli sanguinanti senza sanguinare,
doloranti senza dolore.

Cosa contano la prestanza
la forza la robustezza
quando è la staticità
a impedire la difesa?
Cosa conta la potenza
quando un minuscolo debole essere
è forte
nella sua cattiveria?
Myrtilla



12 commenti:

  1. Cara Patrizia, non saprei come difinirla, questo tuo scritto se poesia oppure una rabbia.
    Ma nonostante tutto io la classifico molto bella! complimenti!!!
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Toma

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    1. Ciao Tomaso, poesia/rabbia/esperienza... chiamala come vuoi. E' di tutto un po'.
      Un bacione grandissimo a te e a Danila!

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  2. E facciamo così con tutto quello che abbiamo a portata di mano, e non solo... Marte non è a portata di mano e... Tremate, marziani, gli uomini stanno per arrivare!

    podi-.

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    1. Credo sia una peculiarità dell'uomo distruggere quello che ha intorno.
      Bacio Carlos

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  3. Iniziando a leggere subito mi ero riproposto di farne la parodia. Poi ho letto il resto. No, mi sono detto, no. I dolori dell'anima non si possono né si debbono prendere in giro. Che si tratti della tua fantasia o di un qualcosa che fa parte della tua vita in un caso e nell'altro non posso fartici il verso del giullare. Ho sentimento anche io cosa credi, piemontesina? Per cui stavolta non ci sghignazzo sopra.
    Bella poesia, perforante come un missile americano o coreano che fa lo stesso, perché una missilata che ti becca in pieno non ti dà le generalità mentre ti scoppia dentro le budella spargendo brandelli della tua anima dappertutto. Brava.
    Cerea.

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    1. Ti ringrazio Vincenzo.
      Diciamo che le esperienze insegnano e ti cambiano il modo di vedere le cose. Anche la vita a volte.
      Mettiamola così. Vuole essere una metafora della vita.
      Essere troppo sicuri di sè a lungo andare costa tantissimo in capitomboli e "fratture".
      Essere chiusi ad altre eventualità, altre idee, altri modi di vedere e vivere anche. Essere statici ad oltranza nelle proprie convinzioni non è mai un bene. Tutto cambia col tempo e cosa pensavamo ieri può non essere più valido domani. Perchè non lasciarsi uno spiraglio non come via di fuga ma come miglioramento interiore?
      Cerea Monsu Vincensu! :*)

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  4. A volte però diventano anche opere d'arte :)

    Moz-

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    1. Vero, Miki. Ma in questo caso non intendevo quello :)
      Lo so che un blocco di marmo in mano ad uno scultore avrà nuova vita, nuovo sentimento.
      Pensavo al granito come alla persona tutta d'un pezzo, quella convinta e strasicura di sè.
      Bacio!

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  5. Risposte
    1. Grazie stella!
      Anche tu come me hai visto vacillare delle sicurezze e la cosa ti ha cambiato dentro. Ti ha trasformata in un certo senso :)
      Bacio!

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