giovedì 25 maggio 2017

Il libro degli specchi


Il libro degli specchi
di E. O. Chirovici
Longanesi 2017




Grazie a mia figlia che me lo ha regalato per la festa della mamma, ho avuto modo di scoprire un autore nuovo, Chirovici, un rumeno che vive in Inghilterra.
Ho scoperto un libro appassionante, un quasi thriller a sfondo psicologico che parla di ricordi e della possibilità forse di modificarli. Cancellarli o crearne dei nuovi a seconda. Il bello è che le spiegazioni del professore non sono solo per gli addetti ai lavori ma semplici anche per chi come me nulla sa della materia.

La storia è semplice. Un pubblicista riceve in redazione i primi capitoli di un libro che vuole essere libro-verità su un omicidio commesso trent’anni prima. L’autore che ben gli si presenta dichiara di sapere come si sono svolti i fatti nel lontano passato.
Il pubblicista legge e colpito vuole mettersi in contatto con lui per avere il seguito e poterlo pubblicare ma l’autore nel frattempo muore.
Tranquilli! Alla fine sapremo come realmente si svolsero i fatti e il colpevole sarà assicurato alla giustizia prima però dovremo incontrare molti personaggi e alcuni di loro racconteranno la storia dal loro punto di vista tanto che il romanzo pare scritto da più mani nel senso che anche in questo libro nei vari capitoli sono i personaggi diversi ad interagire con noi lettori.
Il mistero su un omicidio infatti qui ha mille volti. Il colpevole varia a seconda di chi racconta la storia così come cambia lo svolgimento dei fatti.

Al di là di questo, ho trovato un libro veramente scorrevole. Uno stile semplice ma non banale. Personaggi ben costruiti e credibili. Alcuni da amare altri da detestare, alcuni che subito richiamano simpatia altri che invece irritano.

In più, fa riflettere. I ricordi… ma si possono davvero influenzare? Possono venire cancellati e/o costruiti ex novo?
E cosa ancora più terrificante, effettivamente si fanno esperimenti simili sulla mente umana? Ci sono studiosi così interessati al loro lavoro da calpestare la vita e la dignità altrui per il proprio tornaconto?
Potrebbero esserci risposte affermative e questo mette i brividi ma lasciamo stare.
Tornando al libro, parliamo del titolo.
Perchè il libro degli specchi? Lo specchio è una superficie piana che riflette immagini capovolte. In genere mette in mostra cosa non vorremmo vedere. Una ruga nuova ad esempio (io lo odio per questo ahhahaha).
La cosa che ci dobbiamo chiedere però è se siamo in grado di capire quell’immagine riflessa. Di comprenderla fino in fondo.
Oppure se ci dà soltanto l’illusione di averla capita quando al contrario ci confonde ancor di più le idee.
Myrtilla

12 commenti:

  1. Naturalmente non ho letto il libro ma solo il tuo commento, quel tnto che basta per farmi tornare alla mente uno straordinario film di tanti anni fa quando c'era quasi solamente il bianco e nero: RACHOMON di Kurusawa credo. Stessa idea di un omicidio pluriraccontato dove ognuno dice la "sua" verità, che poi è molto più semplice. Ne fecero poi i merregani un similfilm che si chiamava L'OSTAGGIO con Paul Newman, ma il giapponese non teme paragoni.

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    1. Non ho mai visto Rashomon ma mi pare di ricordare l'altro film. Non giuro però!
      Diciamo che in questo libro ogni personaggio svolge le sue indagini e scopre cose nuove. Scopre però anche nuove versioni dei fatti.
      È molto piacevole e scorrevole comunque. Noioso mai!

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  2. Un'idea forse non del tutto originale ma a quanto pare sviluppata in modo tale da tenerti inchiodato al libro fino alla fine. E poi le tue recensioni appassionano sempre al libro di cui scrivi.

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    1. ahahhha forse perchè mi appassiono io al libro?
      Sì, forse proprio originale al massimo non è però visto come è trattato l'argomento direi che non stufa affatto. Diviso in quattro parti, in ogni parte un protagonista svolge le sue indagini che lo portano a scoprire un qualcosa di più che prima non si sapeva. Ovviamente, il fatto in sè e per sè viene descritto in maniera un po' diversa perchè nessuno vuole essere colpevole ma apreferisce addossare la colpa agli altri.

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  3. Molto interessante, peraltro l'idea mi fa venire in mente il racconto che ha ispirato il film Johnny Mnemonic!
    Oh Patty, sii felice delle tue rughe, fai come Anna Magnani: ogni ruga te la sei guadagnata :-)
    Baci, Franny

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    1. E' scritto molto bene Franny. Scorre liscio fino alla fine senza stufare.
      Anna Magnani aveva anche ragione ma guarda che sono antipatiche eh... tanto antipatiche che a volte le mando pure a stendere ;))
      Ciaooooo

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  4. Bello, bello, bello, devo assolutamente segnarlo!
    Sì, è vero che il tema della memoria cancellabile non è nuovo alla fantascienza letteraria e cinematografica, ma di sicuro questo autore lo avrà rinfrescato dandogli una nuova impronta.
    Rughe?
    Quali rughe?
    Dove sono le rughe?
    Forse ti riferivi alla rughetta, quella bella insalatina piccantina!
    Un abbraccio!

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    1. Soprattutto scorrevole, mai noioso nemmeno nelle spiegazioni del professore.
      Più che altro, il discorso memoria è spiegato però a grandi linee perchè il progetto è ovviamente top secret. Non è il centro del romanzo, ecco. C'è il romanzo, c'è un omicidio e una delle persone coinvolte è proprio questo professore.

      Rughe... sono quelle corsie strane che segnano la pelle... presente quei disegni che raffigurano gallerie sotterranee magari di formiche? Ecco, più o meno ahahhahahahahahahahahahah

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  5. Ciao Patricia, riemergo dalle nebbie dello studio per lasciarti un saluto!!!
    Se finisco l'anno senza impazzire compro questo romanzo che sembra sul serio molto bello.
    Baci!

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    1. Ciao Lucrezia, no che non impazzisci!
      Quando potrai finire prenderei un bel periodo di riposo e ti rilasserai!
      Bacio!

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  6. Ciao,una recensione che incuriosisce il lettore..." I ricordi… ma si possono davvero influenzare? Possono venire cancellati e/o costruiti ex novo"? Penso che i ricordi siano incancellabili, sono impressi in noi indelebilmente
    Io credo che lo specchio non inganni,forse mette a nudo ciò che spesso non vogliamo vedere.
    Grazie della visita
    Rachele

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    1. Ciao Rakel, può darsi, non so. Tutto sommato spero di no perchè i ricordi siamo noi. Sono una parte integrante del nostro essere. Se non li avessimo non avremmo radici, storia, bagaglio culturale inteso anche in senso lato e non solo di studio. Saremmo monchi.
      Anche se possono far soffrire però sono esperienza di vita.

      Lo specchio fa il suo lavoro. Riflette. E' però sfacciato perchè riflette la verità, quella che a ragione tu dici possiamo anche non voler vedere.
      Buon pomeriggio!

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