martedì 2 maggio 2017

Le nostre anime di notte


Le nostre anime di notte
di Kent Haruf
NNEditore (2017)





Libro separato dalla trilogia che ha reso famoso Haruf ma ambientato nella sempiterna Holt in anni successivi a quelli degli altri tre libri. Simpatico anche il rinvio ad un libro della trilogia :)
Nonostante il trascorrere del tempo, nella città niente è cambiato. E’ sempre silenziosamente richiesto di mantenere un certo decoro, una dirittura morale per non essere vittime di chiacchiere e pettegolezzi e sguardi ironici.
Quando poi sono due anziani ad andare contro queste regole non scritte, il sottofondo ironico peggiora. Ma di questa derisione, si parla poco nel libro. Si sente, si percepisce ma nulla di più. Più che altro, si narra di solitudini che si vogliono sconfiggere e, alla faccia di tutti, per un periodo i due protagonisti ci riescono.
Si parla della forza della vita e della voglia di vivere, di godersi gli ultimi anni in compagnia e con serenità.
I due personaggi principali si incontrano di notte, quando è buio. Dormono insieme senza fare sesso e l’unica volta che ci provano è un fallimento. Ma il sesso non è lo scopo dei loro incontri.
Quando Addie propone a Louis di andare a dormire a casa sua, lo fa per poter avere qualcuno a fianco durante la notte, per non risvegliarsi sola al mattino ma soprattutto per poter parlare. Lo fa con semplicità e candore e l’uomo, anche se stranito, accetta l’invito con altrettanta semplicità e candore.
Poi il rapporto migliora, diventa più profondo. Notte dopo notte tra chiacchiere e ricordi molto spesso dolorosi, crescono amicizia e affetto. Cresce l’intimità che li porta a condividere momenti molto intimi della loro vita passata facendoli sentire sempre più uniti e quasi più leggeri.
Insieme trovano anche il coraggio, o la faccia tosta, dipende dai punti di vista anche se io opto per il primo, di vivere i loro incontri alla luce del giorno, sotto gli sguardi dei concittadini che non apprezzano questa presunta sfacciataggine.
E non sono solo loro a non accettare questa situazione. Anche altri lo faranno e sarà difficile combattere quest nuovi pettegolezzi. Col tempo, infatti, interverranno problemi anche gravi che li separeranno di nuovo e a quel punto sarà solo il telefono a farli sentire vicini.

Non è una storia d’amore tradizionale. Giusto, vista anche l’età dei protagonisti ma è comunque molto di più. E’ una splendida storia di amicizia profonda, di affetto sincero, di coraggio e voglia di sentirsi vivi narrata con leggerezza.
E’ una storia di vita vera. Quasi una lezione per invitare a non arrendersi al passare degli anni. Sembra quasi che Haruf voglia dirci che un’altra strada c’è. Che un’altra possibilità è alla nostra portata.

Dicono che questo libro sia l’ultimo che ha scritto, che sia stato scritto velocemente prima che la malattia vincesse sull’autore…
Beh! Se è così, tanto di cappello. La leggerezza con cui tratta il tema della solitudine, la delicatezza con cui disegna i due personaggi principali è notevole.
Myrtilla


10 commenti:

  1. Emozionante, io non l'ho ancora letto e non vedo l'ora *__* (ma la vedo ancora lontana -_-)
    Haruf ha saputo conquistarmi con la sua scrittura, credo che sia uno degli autori che mi hanno più colpita negli ultimi anni.
    Poi a me queste atmosfere americane, delle piccole cittadine polverose, un po' "chiuse" e marginali, piacciono tantissimo. Così come le storie dei personaggi che in qualche modo si intrecciano, dando vita alla comunità stessa, nella quotidianità
    più banale.
    Brava Pat *_*

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    1. Ciao Glò, questo libro ha di nuovo una scrittura veloce e scarna, come Benedizione. E' ambientato in anni successivi ma fa riferimenti piccini alla trilogia.
      E' comunque un libro "forte" dal punto di vista emotivo perchè ci si trova a parteggiare per queste persone non più giovani che hanno una voglia di vita unica e devo dire un coraggio notevole nell'affrontare i pettegolezzi dei benpensanti.
      Come se dicessero, anziani sì ma ancora vivi!
      Questo è il nocciolo del libro. Non conta l'età per vivere, conta la voglia e questa coppia di voglia ne ha tanta.

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  2. Cara Patrizia, credo che se una soffre d'insonnia questo libro è veramente adatto.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, non soffro di insonnia per fortuna ma ultimamente ore di sonno ne "perdo" per leggere :))
      Bacio

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  3. Non l'ho ancora letto,mi hai preceduta, ho letto però l'intervista alla moglie di Haruf che racconta come questo libro sia un pò un testamento spirituale e un atto d'amore, temeva di non riuscire a terminarlo per l'avanzare della malattia ma la sua volontà è stata più forte

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    1. L'intervista non l'ho letta, Flo. Sapevo però che Haruf scrisse il libro con una certa velocità per poterlo finire prima di morire.
      Non so...forse sarà anche dovuto al fatto che ci si avvicina all'età dei protagonisti ma ci si ritrova nella loro vita, nel loro guardare all'oggi senza pensare al domani.
      Addie poi è una donna notevole.

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  4. Un libro particolare da come ne hai parlato, ma anche avvolgente.

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    1. A me è piaciuto molto. Testamento spirituale o no, credo sia comunque la degna conclusione della sua trilogia a cui fa piccoli accenni.
      Un libro di speranza che invita a non arrendersi all'età che avanza. Che dici che ci sono ancora giornate davanti e che bisogna viverle.
      Speranza e coraggio

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  5. Emozionante.
    Sia il libro che la recensione

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    1. Grazie Nick. Quando il libro è bello, quando ti entra dentro è facile parlarne.
      Bacio!

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