mercoledì 21 giugno 2017

After dark


After dark
di Haruki Murakami
Einaudi (2008) 






In un romanzo dove si vive solo di notte e nel giro di poche ore, in una Tokio in gran parte silenziosa, una ragazza sola è alla ricerca di se stessa, dei suoi affetti. Cerca di capire e rimettere a posto il suo rapporto con la sorella che dorme da tempo immemore e  in modo anormale.

Nel buio notturno Mari incontra Takahashi e riesce poco per volta a fare un po’ di luce e a provare o meglio a riprovare un sentimento di affetto che aveva perso.
Incontra anche Kaoru, la direttrice di un Love Hotel, burbera ma umana, e Korogi una cameriera in fuga dal suo passato che in quell’hotel lavora.
Saranno questi personaggi che le faranno vedere una luce in fondo al buio perchè come dice Korogi, i suoi ricordi saranno “il carburante” che le permetteranno di riprendere in mano vita e rapporti umani.

Certo che sembra un romanzo crepuscolare. Tenebroso più degli altri di Murakami. Molto onirico. Scandito dall'orario ad ogni inizio capitolo, sembra che il tempo quasi non scorra, proprio come in un sogno.

Cosa c’è oltre il buio? Cosa c’è in quello stretto passaggio tra la vita come la conosciamo noi, la nostra dimensione, e l’altra dimensione, quella non umana? Dove l’autore mette sempre i suoi personaggi, in bilico su una linea invisibile che divide i due universi?

C’è la speranza, ci dice lo scrittore.
Dopo il buio c’è la luce così come dopo la notte viene il giorno. Così come in una stanza buia schiacciando un pulsante si accende una lampadina o aprendo gli occhi facciamo scomparire il nero delle palpebre chiuse.
Però c’è anche la paura del buio dentro di noi. Di quell’oscurità segreta e intima che ci impedisce di capire i nostri sentimenti e desideri.

Poi, c’è anche quel noi di alcuni capitoli come punto di osservazione, come punto di vista. Come se Murakami volesse farci vedere le cose da angolazioni diverse. 
Quel vedere ma non poter agire né reagire. Solo osservare. 
Quel blocco che ci impedisce qualunque movimento o anche il più misero tentativo di movimento. Non l’apatia. Proprio un blocco totale. Si vorrebbe ma qualcosa ce lo impedisce.
E fino a quando questo qualcosa non verrà eliminato niente sarà possibile.
Grande scrittore!
Myrtilla

4 commenti:

  1. In fondo al buio, la speranza ma in teoria se esiste sempre un ostacolo (o quasi sempre) che non ci permette di raggiungerla, in fondo al buio ci sarà altro buio oppure semplicemente non raggiungeremo mai il fondo del tunnel.

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    1. Vero! Buio che segue buio o a volte un alone che illude ci sia luce mentre invece...
      Spesso una chimera

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  2. Cara Patrizia, purtroppo è sempre difficile avere dei sensori e orientarsi al buio,
    come dice Daniele puoi sempre trovare un ostacolo, ecco qui che i sensori umani ti fermano.
    Ciao e buona giornata con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Orientarsi al buio non è semplice Quante nasate si battono!
      Al buio non vedi, ogni sussurro è pauroso e le ombre sembrano vive più che mai.
      Non resta che sperare e buttarsi ugualmente.
      Bacio stella!

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