mercoledì 28 giugno 2017

Daniele Ofelia e Vincenzo 8

RICORDO CHE LE POESIE PUBBLICATE SOTTO QUESTA ETICHETTA SONO DI ESCLUSIVA PROPRIETÀ DEGLI AUTORI. 
IO LE POSTO DIETRO LORO AUTORIZZAZIONE.
L'USO NE È VIETATO SENZA IL LORO BENEPLACITO.



Come al solito ho partecipato  al Venerdì di Poesia della Community AMAMIPIÙCHEMAI
Il tema per il 23 giugno era
                                                             #OggiScopro


Nei commenti a questo MIO POST ecco gli interventi notevoli dei miei lettori.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI

TRACCIATO CEREBRALE

Tramonto di civiltà
Tracciato cerebrale piatto
Monitor riverberano suoni acuti
Ed univoci.

L'anima vola
Si crede libera
Ma è come una mosca in un barattolo
Non ha orizzonte né futuro.

Ossigeno cala
Tracciato cerebrale piatto
Civiltà annientate.

Mi guardo intorno
Osservo e mi osservo
E la drammatica verità
Che scopro oggi
E' che nessuno di noi esiste più

Tracciato cerebrale piatto
Di tutta l'Umanità

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®


OFELIA DEVILLE 


 A MIA MADRE

È il giorno dell’apogeo,
acque tumultuose
esprimono stati d'animo
in un susseguirsi di colori,
il senso della vita
è un fiume di ricordi
in cui nuotare.

Tu non smetti di pensare,
l’eterna ansia del tempo
ti assale in questi giorni
divenuti trasparenti
come ali di farfalle.

Progetti compiuti
e storie incompiute,
sono come stelle
nel vasto firmamento
della vita che ci proietta
verso l’infinito.

Il momento di andare è arrivato,
lasciami camminare
su quel sentiero
che ancora non conosco,
lasciami spiegare le ali
per volare nell’infinito cielo,
fammi entrare in sintonia
con suoni ancora sconosciuti.

Non aver paura,
mi hai insegnato
a riconoscere
i rumori del mondo.
(Ofelia, 1985)


VINCENZO IACOPONI MALAVISI 


Una nostra amica comune,
la più amica la più comune,
mi ha inviato una mail
la settimana scorsa.
La leggo tardi, avevo da fare,
ma il nome di Gi mi riporta
indietro di un secolo,
oppure due.

Lei ci va giù attenta e piano piano,
come secoli fa, mi dice se mi ricordo di te.
Non sa che sei stata sempre nei miei
pensieri e nel mio odio,
non lo poteva immaginare.
Ad un tratto mi dice che tu
sei morta da un mese per un brutto male,
si dice così
per intendere quello che è il più
brutto di tutti, quello
che non perdona.

Mi sta venendo il mal di testa,
ora mi gira anche un po'
vorrei cancellare la mail
ma non posso, nemmeno voglio.
E poi c'è ancora dell'altro:
Gi mi dice che tu hai scritto una lettera
per me. Gi mi chiede se io la voglio,
posso mandarle il mio indirizzo
pensa a tutto lei.

La mano mi va da sola alla risposta:
scrivo il mio indirizzo bello chiaro, tutto
maiuscolo perché non deve sbagliare.

Questa mattina è arrivata,
la tua busta chiusa dentro una più grande.

La tua calligrafia non è cambiata
cogli anni, l'inizio è lo stesso
"Ciao Iacopenzo"
e questo non me lo dovevi fare,
e questo non me lo dovevi scrivere,
perché così mi ci chiamavi solamente tu
e ben lo sai.

La leggo tutta di un fiato, poi la rileggo
perché non ci riesco a vedere quello che hai scritto
con gli occhi pieni di lacrime.

Non dirò niente,
la cosa resterà tra me e te, Lilly,
in eterno.
Solo una brevissima osservazione:
adesso so cosa è successo dentro di te,
adesso so perché di colpo sei sparita
cinquantasette anni fa,
adesso so perché non mi hai più voluto vedere,
perché non mi hai più permesso
di vederti, perché hai fatto il deserto
intorno a te.

Avevi ragione tu:
non ti avrei mai perdonata
perché non sarei mai riuscito a capire
quanto grande fosse il tuo
amore per me.

Adesso so e adesso il dolore sarà
ancora più infinito
perhé adesso so quello che ho perduto.

VINCENZO IACOPONI MALAVISI


Per quest'altro post https://hermioneat.blogspot.it/2017/06/la-poesia-del-weekend-del-232425-giugno.html con hashtag #ŧramonto dove posto una mia poesia per la community L'ARTEDELLAPOESIA  ecco l'intervento dell'inossidabile
VINCENZO IACOPONI MALAVISI


Tramonti rossi di vergogna,
tramonti gialli di bile,
tramonti verdi di rabbia
tramonti neri di sangue avvelenato;

tramonti di giorni lietamente trascorsi,
di giorni maledetti che non
finivano mai,
tramonti conditi dalle bestemmie
di chi soffre senza speranza,
tramonti risputati all'alba
per non rincontrarli più;

tutta una serie di entità volute
o non desiderate, ma capitate
come sciagure incombenti
da non poter evitare,
solo tramonti;

già la parola ti dà l'idea
di qualcosa che finisce,
che si annulla,
che non puoi fermare mai,
che ti umilia
che ti opprime
che ti sfugge
e che ti insegue
come un angelo nero
che cerca solo di ammazzarti
per trascinarti
con sè
nel turbine di un tramonto
infinito.

Tramonto
e più nulla.

VINCENZO IACOPONI MALAVISI




12 commenti:

  1. Che dire, sono meravigliose, tutte.
    sinforosa

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    1. Sono veramente in gamba, vero?
      Ciao Sinforosa

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  2. Grazie Patricia, è un appuntamento che mi onora moltissimo! Grazie anche per aver inserito sia il sito che il blog, un gesto molto carino e che ho apprezzato. Le poesie le avevo già lette all'interno dei commenti a quel post ed avevo già espresso pareri giustamente, altamente positivi

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    1. Ma prego!
      Ehm... ho visto dopo che oltre al blog c'era un sito :)
      Porta pazienza! ahahahhahahahah

      Comunque siete tutti veramente bravi e l'onore è mio avervi qui.

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  3. Le ho rilette con piacere, sono tutte poesie bellissime!
    Un abbraccio :-)

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  4. Cara Patrizia, mi ci è voluto del tempo per poter leggerle tutte, bellissime!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Gazie anche a nome degli autori!
      Bacio Tomaso!

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  5. Grazie Pat, benefattrice della cultura, a nome mio e dei miei amici, Daniele ed Ofelia.

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    1. Che fai, Ciccio? Mi prendi per i fondellini???? ahahhaahhaha
      Grazie a voi che partecipate!
      Bacio!

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