giovedì 22 giugno 2017

Vincenzo e Daniele e Ofelia per Myrtilla'shouse


RICORDO CHE LE POESIE PUBBLICATE SOTTO QUESTA ETICHETTA SONO DI ESCLUSIVA PROPRIETÀ DEGLI AUTORI. 
IO LE POSTO DIETRO LORO AUTORIZZAZIONE.
L'USO NE È VIETATO SENZA IL LORO BENEPLACITO.

Eccoci all'ennesimo appuntamento con due mostri sacri della poesia.
A volte arrabbiati ma sempre profondi. 
Versi importanti questi perchè evidenziano uno dei diritti più elementari dell'uomo  anche se troppo spesso evaso per false convenzioni o bigottismo.
IO DECIDO PER ME. PER LA MIA VITA.

Nei commenti a questo mio POST Vincenzo Iacoponi e Daniele Verzetti il RockPoeta® e Oflie Deville hanno scritto questi versi stupendi.
L'hashtag era 

                        #HoDecisoChe


VINCENZO IACOPONI

Se giro tutto il mondo
lo trovo uno che possa spiegarmi
che razza di pesce spinoso
io sia.

Se giro tutto il mondo
lo incontro uno più repellente
di me, pensa lui,
uno che quando si alza al mattino
è già incazzato se pensa
che a sera
dovrà tornare a letto
e allora cos'è sta cretinata
di alzarsi,
visto che non mi va
di fare niente,
visto che non mi va
di vedere nessuno?

Ma a letto non resto perché
già mi annoia l'idea
di girarmi e rigirarmi
dentro questo lenzuolo sudaticcio.

E allora sparite dalla mia vista
ché devo fare le mie cose
e svegliarmi del tutto
e se qualcuno pensasse
che con un bel sorriso
mi addolcirebbe quest'ora
lo disintegro.

Se giro tutto il mondo
lo trovo uno così intelligente
da non parlarmi fino
a quando non incomincio io,
anche se fosse donna,
giovane e carina,
soprattutto se fosse donna,
giovane e carina,
perché sono io quello
che decide
se il momento è propizio
per fare all'amore,
e di mattina presto,
sappilo carina,
non lo è
mai.

Vincenzo Iacoponi Malavisi



DANIELE VERZETTI IL ROCKPOETA® 

 HO DECISO DI MORIRE

Ho deciso di morire
L'ho deciso all'alba di un nuovo giorno uguale
A quello precedente

L'ho scelto
Perché disporre liberamente della mia vita
E' un diritto che mi appartiene.

L'ho stabilito quando ho visto i miei occhi
Spenti
Rassegnati
Arrabbiati
Senza più spinta
Disillusi
Non più disposti a bersi l'ennesima falsa speranza
A credere ad una nuova pietosa bugia.

Ho deciso di morire
Per essere invisibile anche a me stesso.

Decido di morire
Perché é la scelta più vitale
Che nelle mie condizioni
Io possa compiere

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 


OFELIA DEVILLE 

SFILACCIAMENTI

Oggi si recita a soggetto,
dieci, cento, mille parole... avanzano,
colpiscono, feriscono,
fanno male,
uccidono.

Noi che attiriamo il divergente,
come falene cieche,
sguazziamo e annaspiamo
in questo vuoto fatto di nulla.

Incapaci di disinnescare
bombe emozionali,
ci sparano addosso
proiettili di indifferenza.

Seppelliti i rancori
nella la fossa comune
della follia
apprezziamo
l’ironia di chi
sparge sale
sulle nostre ferite,
addentando il cuore pulsante
in questo caleidoscopico
carosello che chiamano vita.
(Ofelia 2015)


18 commenti:

  1. Veramente bravi i 'nostri' poeti, ognuno arrabbiato... a modo suo.
    Cri

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    1. Proprio così, Cri. Ognuno arrabbiato a modo suo ma comunque grandi!

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  2. Cara Patrizia, le poesie sino bellissime, un grazie va a te per averle fatte vedere a noi tutti.
    Ciao e buona giornata se anche fa molto caldo un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Quando qualcosa merita va condiviso, Tomaso.
      Bacio!

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  3. Patricia, grazie è sempre una grande emozione quando fai questi post! Un bellissimo pensiero!

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    1. Grazie a te e a Vincenzo che partecipate così attivamente :)

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  4. Brava, hai fatto bene a mettere come post queste due poesie perché sono belle come le tue :-)

    Ti lascio il link di "Insieme raccontiamo 22".
    https://francescavanniautrice.blogspot.it/2017/06/insieme-raccontiamo-22.html

    Baci a profusione!

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    1. Ciao Franny, meritano vero? E quando è così c'è bisogno di dare risalto!
      Vengo subito a leggere. Bacio a te e grazie!

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  5. Cosa dire? Mi sorprendi ogni volta. Se posso fare un commento lo faccio alla poesia di Daniele in due parole: AVREI VOLUTO SCRIVERLA IO.
    La mia è la ribellione dell'incazzato nero che distruggerebbe ogni cosa pur di essere lasciato in pace; la sua è dovuta al tragico pensiero dell'uomo che sta perdendo la fiducia nel mondo, e vede le sue illusioni, le sue speranze andare miseramente in fumo e annullarsi nel vuoto che ormai gli sta riempiendo l'anima.
    Grandissima, Daniele.

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    1. Mio caro Vincenzo, permettimi di dirti che quella frase, avrei voluto scriverla io, l'ho pensata e detta tante volte.
      Siete grandi entrambi!
      Se posso essere la vostra "vetrina" in qualche modo, lo faccio volentieri. Mi date lustro!
      Ciaooooo

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  6. VINCENZO come sempre leggi dentro le mie parole come forse nessuno..

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  7. Non sono e non sarò mai all'altezza di Vincenzo e Daniele, ma spero che questi miei versi vi possano piacere.

    SFILACCIAMENTI
    Oggi si recita a soggetto,
    dieci, cento, mille parole... avanzano,
    colpiscono, feriscono,
    fanno male,
    uccidono.

    Noi che attiriamo il divergente,
    come falene cieche,
    sguazziamo e annaspiamo
    in questo vuoto fatto di nulla.

    Incapaci di disinnescare
    bombe emozionali,
    ci sparano addosso
    proiettili di indifferenza.

    Seppelliti i rancori
    nella la fossa comune
    della follia
    apprezziamo
    l’ironia di chi
    sparge sale
    sulle nostre ferite,
    addentando il cuore pulsante
    in questo caleidoscopico
    carosello che chiamano vita.
    (Ofelia 2015)

    Nel frattempo sto pensando al finale per il tuo racconto.
    Un abbraccio

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    1. Ma sono notevoli, Ofelia!

      L'ironia di chi sparge sale sulle nostre ferite... bellissimo verso.
      La dice lunga sull'empatia di cui tanto si parla ma che ben pochi adottano.

      Grazie infinite! Sai cosa faccio? Ritocco il post e metto la tua poesia sotto a quella di Vincenzo e Daniele :)

      Per IR pensa con tranquillità. C'è tempo fino al 30 giugno!

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    2. Non sei all'altezza, Ofelia? Più o meno io e Daniele stiamo a un metro e ottanta sul livello del mare, voglio dire che se metti un tacco 15 ci sorpassi. Scherzo.
      Hai scritto una poesia molto intensa con mano felice nella scelta di ogni parola. Molto mi hammo toccato "la fossa comune della follia" e poi quel tuo superbo "apprezziamo l'ironia di chi sparge sale sulle nostre ferite". Forte quel chiamarla "ironia".
      Stai bene insieme a noi: io ti accolgo e sono certo anche Daniele.

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    3. infatti io l'ho subito inserita 😊
      Siete un bel gruppetto! 😊

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    4. Sulla profondità dei versi di Ofelia io mi ero già espresso da lei dove l'ha postata non sapendo che giustamente Patricia l'avesse inserita qui ma il parere molto favorevole non cambia ovviamente

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