domenica 13 agosto 2017

A sud del confine, a ovest del sole


A sud del confine, a ovest del sole
H. Murakami
Einaudi Numeri Primi (2013)




Questo è un libro pieno!
Pieno di misteri si può dire ma non di quelli a cui Murakami ci ha abituato come lettori.
Qui c’è il mistero della vita con la solitudine che governa l’animo del protagonista ma non solo il suo. In fondo, tutti i personaggi ne soffrono. Hajine, la moglie Yukiko, suo padre, l’amica di sempre Shimamoto, la sua prima ragazza Izumi. Perfino la mamma che Hajine incontra davanti alla scuola mentre aspettano che le bimbe ne escano.
Ognuno di loro è solo con la compagnia esclusiva di se stesso anche in mezzo agli altri. Anche con impegni lavorativi che li occupano a tempo pieno o quasi o con lo shopping sfrenato.
In questo libro c’è pure una grande storia di amicizia che il tempo e la lontananza non corrodono ma trasformano in un amore perenne, indistruttibile tra il protagonista e Shimamoto.
E’ pieno di fascino ma anche di segreti perché un misterioso passato ed un altrettanto misterioso presente relega Shimamoto in un mondo in cui nessuno può entrare. Nemmeno Hajime, anche se tanto si amano.

E’ un libro complesso quindi ma è di certo una poetica storia d’amore, profonda e al contempo illusoria perché i “forse”, i “per un po’” di Shimamoto rendono tutto dolorosamente impalpabile tanto da far pensare che la sua figura non sia reale ma un ectoplasma creato dai ricordi di Hajime, un fantasma che si nutre di quei ricordi che popolano la sua solitudine.

A mio parere, è comunque un romanzo eccellente, stranamente poetico per essere uscito dalla mente di Murakami che ci ha abituato ad altro. Qui, l’amore surclassa il modo onirico contrariamente al solito. O è solo apparenza? O ci sembra soltanto così? In fondo di Shimamoto non sappiamo nulla. Solo che scompare e riappare come se la porta che collega due mondi diversi si aprisse ogni tanto e lei avesse il tempo contato per fare una visita all’amico.
Questa storia in cui tra sogno e realtà il legame è forte e la parete che li divide molto fragile, resta comunque raffinata ed elegante; scritta in punta di anima, un’anima malinconica che fa della solitudine personale un suo punto di forza e al tempo stesso di debolezza. Di certo, una catena troppo pesante da essere rotta.

Se aggiungo che mi è piaciuto molto, secondo voi, mi ripeto? :)
Patricia

7 commenti:

  1. Non conosco questo autore ma mi ha incuriosito molto il tuo post.

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    1. Ciao STe. L'ho scoperto tramite blogger e sinceramente me ne sono innamorata. Infatti ho fatto la scorta di suoi libri :)
      Questo è un po' diverso dal solito Murakami ma è piacevole e profondo.

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  2. Cara Patrizia, spesso uno sconosciuto può portare un buon libro che ci insegna molto.
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao stella!
      Io sono sempre alla ricerca di autori sconosciuti. Il problema è che quando di un autore mi innamoro, leggo tutto quello che ha scritto e trovo :)
      Bacio

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Ciao Patricia, passo per salutarti perché come sai non riesco a farmi piacere Murakami.
    Buon ferragosto,
    Ofelia.

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    1. Lo so stella ma non ci sono problemi!
      Il tuo saluto è graditissimo.
      Auguro anche a te un buon Ferragosto e ti nabdo un grande bacio!

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