mercoledì 13 settembre 2017

Dolci colline





Dolci colline, arrotondate come morbidi seni di puerpere, turgide di boschi e di vita. Scure contro il cielo. Brune ombre sotto il sole estivo.
Io vi guardo e sento scendere in me una serenità dolce che sa di mielee muschio, sotto a foglie che ombreggiano il terreno tra voci di uccelli e strisciar di bisce.
La vita scorre.
Scorre il giorno e viene il buio. Va a dormire il sole e si destan le stelle. Si stanca la luna assonnata e si risveglia il sole.
Ma nel vostro folto mondo non arriva la loro luce. Solo raggi isolati che hanno trovato una porta segreta tra gli alti rami e si intrufolano come ladri a curiosar in casa altrui.
Patricia

 
Tipiche colline piemontesi:

20 commenti:

  1. Questo pensiero/poesia è come una carezza.

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  2. Cara Patrizia, ogni tuo post la sai trasformare in versi, sei sinceramente una buona e brava poetessa, io spero che vorrai sempre continuare così.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomas

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    1. Grazie anche a te Tomaso. Un bacio grandissimo!

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  3. L'amore per la natura è sempre qualcosa di magico come la natura stessa.

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    1. La natura è regina. Peccato che i suoi sudditi non siano altrettanto regali

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  4. "Arrotondate come morbidi seni di puerpere", bellissima espressione, nuova, rende perfettamente l'idea, me la segno.
    A volte sei splendida.
    Io però la cattiveriuzza ce la devo mettere...sennò sto male.
    Penso che scendendo voluttuosamente verso il basso partendo dai seni morbidi si incontrano le pelli di una pancia non ancora risistemata in tutte le puerpere...e allora mi limito a guardare le colline appese sotto il collo.
    E non fare quella faccia adesso!

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    1. Come a volte????????????? Sempre lo sono!!!!!!! ahahahhaahhah

      Diciamo che non si può avere tutto dalla vita, eh.... in fondo in fondo quella pancia lì potrebbe anche assomigliare a quella dei mariti quando diventano... diversamente giovani. ahhaahhahahaha
      Cattivella anch'io??????
      Bacio stella

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    2. Cattivella? E perché? Io non mi pregio di appartenere alla categoria dei diversamente giovani e diversamente panzuti. Pensa te che io quando mi sposai -a 29 anni, zovin virgulto che si appropinqua alla vita- ero alto 1,82 e pesavo 77 chilogrammi di muscoli. Adesso, passati 54 anni, sono alto 1,78 e peso 75 chili.
      Niente pansa allora, niente oggi; forse pellacchie sparse dove prima esplodevano muscoli (cosce, torace, braccia) e adesso scoppiettano ricordi. Purtroppo niente chiappe: schiappato allora -ma chi ci faceva caso- schiappato oggi. Chi se ne frega. Sono uomo non donna, che ci farei con due chiappone?

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    3. Mannagggggggia! E io che spravo di toccarti sul vivo ahhahahaha
      Il mio maritino invece, dall'alto del suo 1.86 un po' di trippetta ce l'ha. Ok, dicono che si chiamano maniglie dell'amore quindi... :)

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  5. Belli e suggestivi questi versi, esprimono serenità.
    Un abbraccio!

    Terra martoriata,
    devastata, che accogli
    nel tuo ventre i figli caduti,
    sei corpo, sangue, polvere.
    Terra di pietre,
    arida, crudele
    sei sudore della fronte,
    pane di fatica.
    Terra fertile, generosa
    che doni dolci frutti
    dove fioriscono primavere.
    Terra matriarca
    antico canto di donne,
    alchimia della natura,
    sei l’essenza della vita.
    (© Ofelia Deville)

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    1. Grazie Ofelia! Stupendi i tuoi!
      la terra che si coltiva è sempre fonte di sudore e fatica. O forse tutta la terra lo è se vogliamo che in un domani sia ancora nostra.

      metto anche la tua poesia nel post dedicata agli amici di Myrtilla.
      Pubblicherò nei prossimi giorni.
      Ciao e grazie!

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  6. Clap! Clap! Clap! (applausi), Patricia.

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  7. Bella la poesia e struggente il verso "La vita scorre". Brava, Pat!

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    1. Grazie Cristina.
      La vita non si ferma mai, nonostante noi

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  8. La Patri... Dolcissima e cara amica mia...

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    1. Max... dolce come un limone acerbo dice il mio maritino ahahahhah capisce nienteeeeeeeeeeee! :)
      Bacio!

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