venerdì 29 settembre 2017

L'estate fredda


Questo libro  partecipa all'iniziativa di KLY
M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017 


L’estate fredda
di Gianrico Carofiglio
Einaudi (2016)



L’estate fredda di Gianrico Carofiglio è un libro ambientato nella Bari del 1992, l’epoca dell’assassinio dei Giudici Falcone e Borsellini e delle loro scorte.
E’ un noir in cui la realtà vissuta dall’autore come barese e come magistrato viene romanzata.
Parla di mafia locale; di guerra mafiosa all’interno di un clan; di una scissione; di un pentito che cerca di proteggersi le spalle e la pelle dagli ex amici confessando delitti commessi o ai quali ha soltanto assistito. Parla di divise infedeli dalla doppia faccia, quella seria e severa di chi crede nel suo lavoro e quella sfacciata e volgare di chi delinque.
Sì! Romanzata finché si vuole ma è purtroppo una triste realtà. Inutile negarlo e contarci ancora frottole. Le mele marce ci sono sempre state e sempre ci saranno come pure i vari clan mafiosi e i cosiddetti pentiti sui quali a volte avrei qualcosa da dire.

In questo noir attuale, crudo, senza fronzoli dove un sequestro lampo causa una vittima innocente che non avrebbe dovuto rimetterci nulla, la realtà si sente come si sente forte la conoscenza diretta dei fatti da parte dell’autore.
Qui si tratta niente meno che del sequestro del figlio di un boss importante dal quale partono le indagini. Da questa morte non voluta da nessuno ma che pesa come un macigno.

Il protagonista è un maresciallo maggiore piemontese, Pietro Fenoglio, uomo tutto d’un pezzo che nella sua lunga esperienza di Carabiniere ha visto così tante schifezze da una parte e dall’altra che a volte si sente nauseato. Un eroe dignitoso perché nonostante con queste inchieste si trovi a rimestare nel letame e capita che non rispetti le regole al 100% riesce comunque a non travalicare mai i confini del legale. Spesso riesce anche ad evitare che siano gli altri a farlo. I suoi comunque sono e restano piccoli svarioni. Inciampi sul cammino e non reati veri e propri.

Ad accompagnarlo un capitano che si dimostra capace e sincero; l’appuntato Pellecchia non proprio candido nel passato ma realmente pentito; il Sostituto Procuratore Gemma D’Angelo, donna di ferro imperturbabile e coscienziosa, pronta ad assumersi le sue responsabilità e a tirare dritto nonostante tutto.
Insieme formano una squadra che rimesterà nel torbido ma riuscirà ad uscirne a testa alta, le ossa un po’ rotte dal vergognoso comportamento di altri. Una squadra che risolverà il caso che si rivelerà pagina dopo pagina completamente diverso dall’idea iniziale.

Scritto con eleganza e precisione, senza inutili giri di parole, è un noir avvincente con personaggi ben descritti e realistici, quasi reali. Lo stile di Gianrico Carofiglio poi è inconfondibile. Serio, profondo. Spiegazioni chiare, parole dirette.
L’unico appunto che gli si potrebbe fare se proprio vogliamo è che a volte il suo mestiere di magistrato torna prepotente e quindi in alcuni punti il discorso diventa un po’ pesante.
Ad esempio, la verbalizzazione delle parole del pentito. Era indispensabile iniziare queste parti con la solita tiritera in legalese e magistratese? Non bastava una volta sola?
Per il resto, che dire? Ho letto praticamente tutti i suoi libri. Fate un po’ voi!
Patricia

10 commenti:

  1. L'ho letto, questa estate.
    Sai che il tuo post anticipa di qualche giorno quello sul mio blog?
    Che forza!
    Mi è piaciuto tantissimo, l'ho letto tutto d'un fiato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. DAvvero??? Oh, ma guarda! :) A me Carofiglio piace molto come scrittore, sia la serie dell'avvocato Guerrieri (che mi manca molto visto che è un po' che latita) sia agli altri.
      Aspetto di leggere i tuoi pensieri in proposito :)
      Ciaoooo

      Elimina
  2. Cara èPatrizia, leggendo mi pare che sia interessante questo libro che scalderà il cuore.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto interessante, Tomaso. In più parla di fatti che hanno una grande base reale, purtroppo.
      Bacio!

      Elimina
  3. Io invce non ho letto niente di lui, ma voglio provvedere a colmare il buco. Merito tuo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo Vincenzo!
      Il passato è una terra straniera, vecchiotto ma stesso autore.
      Fu il primolibro che lessi di Carofiglio. Mi colpì molto.

      ps Eh, lo so! Se non ci fossi io.... stareste tranquilli ahahhahaahhah

      Elimina
  4. Concordo con tutto quello che hai scritto, forse uno dei migliori di Carofiglio, duro ma necessario ed ed essenziale per il racconto, anche a me l'eccesso di verbalizzazioni ha molto annoiato, diamogli questo consiglio,tagliare non fa male, se lo accetta.......

    RispondiElimina
  5. Grazie Flo. Sì un libro duro proprio perchè si basa su una realtà solo in parte conosciuta.
    Sull'eccesso... potremmo fare una petizione che ne dici? Tanto è di moda :)
    Ciaoooo

    RispondiElimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo loggandosi a Blogger o Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Leggere qui la POLICY PRIVACY