lunedì 25 settembre 2017

L'uccello che girava le viti del mondo


Questo libro  partecipa all'iniziativa di KLY
M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017 



L’uccello che girava le viti del mondo
Haruki Murakami
Einaudi SuperET (2007)






Cosa è un pozzo? Un buco nel terreno, più o meno profondo; di certo buio e freddo. Sicuramente mette ansia e ancor di più paura. Ma è anche una splendida metafora del nostro io più intimo e nascosto, quello dove volenti o nolenti seppelliamo ricordi o segreti per non soffrire.
Arriva sempre il momento però in cui ci si deve calare in questo metaforico pozzo. Necessità di capire. Di capirsi. Di fare luce dove è buio pesto. Non è semplice né indolore e le sorprese che si rivelano ai nostri occhi non sempre ci piacciono. La scoperta o riscoperta di fatti realmente accaduti o di pensieri realmente pensati e non solo ricordi fantasiosi, di azioni sbagliate compiute o giuste non compiute, ci porta ad una consapevolezza maggior di noi stessi. Anche se ciò ci può causare sofferenza ma l’introspezione di questo se ne frega altamente.

Ed è in questa veste, nel libro di Murakami, che il pozzo si presenta. Come una metafora di questo scavo interiore del protagonista, Okada Toru.
Gli eventi che si susseguono dalle prime pagine (che tra l’altro sono un racconto breve in un altro volume ma qui diventano incipit di un lunghissimo romanzo), dalla scomparsa del gatto a quella della moglie, dall’incontro con personaggi a dir poco strani a quello con l’odiato cognato, sono tutti collegati. 
Ma come? Perchè? E cosa hanno a che fare con un trentenne disoccupato che fa il casalingo, avvenimenti successi prima della sua nascita?
Eppure nel racconto del tenente Mamiya si trova già il pozzo. Nelle profezie di Kano Malta si parla già di acqua. Dall’incontro con Nutmeg Akasaka e suo figlio Cinnamon nasce la possibilità reale di scendere costantemente in un pozzo asciutto e aprire la porta che conduce ad un’altra dimensione.
Okada capisce quindi che l’unica possibilità per ritrovare la moglie Kumiko è quella di varcare quella soglia, introfularsi in un mondo diverso, capirne la violenza e carpirne i segreti. Segreti che poi sono anche suoi.

Romanzo visionario dove lo stile originale e surreale di Murakami che intreccia mille storie e infiniti personaggi rende in pieno la sua genialità.
Un sogno (o incubo) continuo.
Patricia

ps vincitore del premio  letterario giapponese Premio Yomiuri-bungaku

10 commenti:

  1. Interessanti le tue riflessioni, e sono molto contenta che ti sia piaciuto *_*

    Penso che questo sia uno di quei libri che offrono tantissimi spunti e chiavi di lettura, probabilmente in futuro lo riprenderò...

    Ciao e buona settimana ^_^

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    1. Mannaggia a te Glò che me lo hai fatto conoscere..... ahhahahahahah mi piace!!!!

      Tutti i libri soo più o meno così ma questi di Murakami ancor di più. Mescolando realtà e irrealtà, vita vera e vita onirica c'è molto più spazio per varie interpretazioni.
      Poi, come sempre, ognuno vede quello che il romanzo tocca delle sue corde intime. E non per tutti è la stessa cosa.
      Ciaooooo

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  2. L'entusiasmo che traspira da questo post è evidente, come oramai è conclamato il tuo amore per questo autore se non erro.

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    1. ahhahahahaha si nota?????? ahhahahahahhah un pochino forse eh :)

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  3. Ma li scopri tutti tu....cos'hai il radar appeso al naso?

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    1. Ebbene sì, confesso Vincenzino!!! ahahahhaahhahahahaha
      Il problema è che quando uno scrittore mi piace cerco tutto quello che ha scritto!

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  4. Ciao Patri, questa era la mia prima scelta di Murakami, che poi ho cambiato con "Dance" perché consigliato dalla libreria (selezione di ... non ricordo).
    Non so se ho fatto bene, certo è che sembra angoscioso, forse per il pozzo. E' solo il tuo entusiasmo che induce a comprarlo :D
    Finirai per conoscerlo!
    Marina

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    1. A me sinceramente son piaciuti tutti quelli che ho finora.
      dovrò fare un mutuo se continua a pubblicare
      😂😂😂😂😂

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  5. Con me, parlando di Murakami, lo sai, sfondi un portone spalancato. 😄

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    1. Presente il colpo di fulmine? Patazac... e gli son cadcata tra le braccia 😊

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