mercoledì 15 novembre 2017

La montagna

Aveva ordinato che quella montagna fosse ripresa all'inizio e alla fine del film. Voleva un campo lunghissimo, che mostrasse solo quella ruvida roccia aguzza che pareva grattare il cielo. Quasi con scherno.
Non gli erano fregato niente che gli dicessero che avrebbe rovinato la scena perchè era inutile. Pellicola sprecata che non  dava valore aggiunto al film.
Si era imposto e aveva avuto la sua montagna. Era o no il regista?

Era troppo importante per lui! Aveva il sapore amaro del ricordo. Di una giornata iniziata alla grande, con l'ascensione su quella vetta, zaino in spalla, macchinetta fotografica alla mano e il nonno che lo precedeva parlando e ridendo. Fino a quando...  fino a quando a metà percorso il  nonno si era fermato. Un secondo ed era steso a terra, contorto sul sentiero di terra e sassi e roccia.
Lo aveva chiamato... scrollato... ma il vecchio non aveva più risposto. Gli occhi sbarrati osservava il cielo con un sorriso incerto.
Non ricordava altro. Solo le lacrime brucianti che gli bagnavano il volto. Un buco nel  tempo e nello spazio. Nella memoria e si era ritrovato a valle, in braccio alla mamma.
Solo successivamente aveva saputo che era arrivato a valle da solo, a sera inoltrata e che subito erano partiti gli uomini del Soccorso Alpino  per cercare suo nonno.
Quella montagna!
Ma ora si sarebbe preso la sua rivincita.
Si fece dare la pellicola. Prese un paio di forbici e tagliò i fotogrammi che  la riprendevano. Ne fece coriandoli in un grande posacenere. Accese un fiammifero e li guardò sciogliersi.
"Muori anche tu, maledetta!"
Patricia




25 commenti:

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    1. E' solo un racconto Carlos. Magari il nonno era anziano. Chissà!

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    2. Sì, sì, lo so che è un racconto; ma un racconto tragico.

      podi-.

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    3. Un po' triste, si! Mi e venuto così stavolta

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  2. nonostante le tragedie che si verificano in montagna non riesco a vederla come un "qualcosa" di ostile. Mi incanto a guardarne la maestosità e mi ritrovo sempre a pensare da quanti siano sempre lì, a monito della nostra piccolezza e precarietà

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    1. Io adoro la montagna ed è un'assurdità perchè odio il freddo. Odio la neve.
      D'estate però mi dà pace e serenità. Ai tempi in cui ancora andavamo in giro qualche volta o in ferie, le scarpinate che ci siamo fatti su e giù per le montagne, zaino in spalla, scarponi e panini.... bei ricordi!
      Sì! Ti fa sentire piccolo. Ti ammonisce con la sua bellezza austera. Ti avvisa di non fare scemate perchè puoi sempre farti male però.... però se la tratti e la avvicini con rispetto ti regala sensazioni uniche

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  3. Cara Patrizia, un racconto di così di una grandezza, marita sicuramente un applauso.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomasino!+
      E' solo un racconto. Niente di più ma è omunque un'eventualità possibile.
      Bacio

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  4. Molto suggestivo, tuttavia, amando la montagna, penso che morire mentre si fa ciò che piace sia sublime.
    Buona giornata cara Patricia.
    sinforosa

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    1. Grazie Sinforosa.
      Sono d'accordo con te. Chissà... forse quel nonno è morto col sorriso e gli occhi alle sue cime.
      Bacio

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  5. Vista così, dopo la lettura recente delle otto montagne di Cognetti, questa fa un certo effetto! 🙂

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    1. Ciao Marina. Confesso che non ho letto il libro di cui parli.
      Io amo la montagna molto più del mare. Mi regala più pace interiore anche se salire per quei sentieri è faticoso.

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  6. La montagna è molto infida e c'è il grave pericolo nebbia.
    Una storia con un morto mette tristezza.
    Ciao Patricia.

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    1. Ciao Gus.
      A parte il fatto che è solo un raccontino, forse il nonno è morto felice. Non lo sapremo mai.
      Per la nebbia, ti posso garantire che abitando nel basso Piemonte ne so ben qualcosa.
      Quando andavamo in montagna, e ci siamo andati più spesso he al mare, nelle giornate brutte non si saliva di certo. Ci si limitava a passeggiate più abbordabili.
      Ciao e buona giornata

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  7. Le tragedie durante le scalate purtroppo sono state molte. Persino Messner ha perso il fratello in un'ascesa, e non ha saputo spiegare bene cosa fosse successo esattamente, troppo stremato dal freddo e dalla fatica per capirlo.

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    1. Già! Ricordo del fratello di Messner. Lo segnò molto quella tragedia.
      A volte è imprudenza a volte solo il destino che doveva concludersi lì. Usando buonn senso però tanti problemi si possono evitare.

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  8. La montagna, così come il mare, esige un profondo rispetto.
    Non sono dell'idea che sia la natura a farci del male, ma noi con la nostra ignoranza e superbia.
    Quindi no, non avrei mai tagliato la foto!
    Complimenti per il racconto :-)
    Baci (oh, bella anche l'intervista!)

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    1. Tutto e tutti esigono rispetto.
      Concordo che siamo noi a metterci nei pasticci. Non si fanno arrampicate se il tempo è brutto o c'è vento. Non si scia fuoripista in giornate più calde col rischio di essere travolti da slavine. Non si va a nuotare al largo se non si è più che abili nuotatori e via dicendo.
      Grazie e grazie! :)
      Bacio!

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    2. Dimenticavo... al solito!!!!
      Ho scelto il taglio dei fotogrammi come se il protagonista volesse chiudere finalmente una porta ancora aperta. Come se con quel colpo di forbici mettesse la parola fine ad un dolore che si portava dietro.

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  9. Racconto drammatico ed intenso. PS: bella l'intervista da Regina.

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    1. Grazie Daniele.
      REgina è fantastica! Un po' esagerata magari però fantastica!!!!

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  10. Il racconto è agro e stretto, nel senso di spremuto. Non ne esce sugo, ma sangue. Eccellente l'idea di tagliuzzare la montagna.
    Ti do nove e passi senza orale.

    Detto fra me e te. Detesto l'inverno, la neve, il ghiaccio, la montagna.
    Dovessi morire incidentato sceglierei il mare: alzare gli occhi verso la superficie che si allontana, vedere la luce affievolirsi, poi il dolore al petto sentirlo scemare fino a scomparire del tutto e in quel momento vedere tutta la luce della vita per un attimo, l'ultimo e poi più nulla.

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    1. Grazie prof!!!

      Ti confesso che da buona piemontese ODIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO freddo neve, nebbia, il buio...
      La montagna mi piace d'estate, scarponi e zaino con panini (una volta eh! Ora se mi tirano su con la gru magari... ahahahaha)

      Morire... ci possiamo pensare un'altra volta??????

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  11. Ci ho impiegato due ore, ma ora anch'io posso leggere i tuoi versi liberei.
    'Ho mietuto stelle, stanotte' e in fondo la data 7 febbraio il giorno del mio complenno.
    Mi è sembrato di buon auspicio.
    Cri
    Mi cimenterò in una copertina, se approvi.

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    1. Grazie Cris!

      per la copertina lanciati pure! Da cosa ho letto sul blog di Regina "l'ingresso" è libero 😊

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