mercoledì 13 dicembre 2017

Crimini italiani


Questo  libro  partecipa all'iniziativa  di KLY iniziativa   



                  M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017



Crimini italiani
AA VV
Einaudi Stile Libero (2008)




Amo i racconti, che siano brevi o lunghi.
Mi danno un senso di definito e definitivo. Iniziano e terminano nel giro di poche pagine rispetto ad un romanzo ma contengono tutto.
Mi saziano, azzardo.
In questo libro, diversi autori alcuni dei quali a me sconosciuti, si sono passati il testimone per completare una raccolta di noir tutta italiana dove ritrovare tra le righe vizi e difetti conosciuti e personaggi della “porta accanto”.
Ho apprezzato molto il mio concittadino Giorgio Faletti in Per conto terzi; Loriano Machiavelli in Il confine del crimine; Carlo Lucarelli in Niente di personale; Gianrico Carofiglio in La doppia vita di Natalia Blum; Giancarlo De Cataldo in Neve sporca; Massimo Carlotto in Little dream; Marcello Fois in Dove?
Un po’ meno gli altri ma giudicare gli scrittori dalla lettura di un solo racconto non è giusto. Per rendere loro merito o eventualmente dire non mi piacciono, bisogna leggere altre loro opere.

Degli autori che ho elencato e che conosco bene, ho riconosciuto lo stile narrativo. La pacatezza di Faletti, la sua piemontesità. Il sanguigno di Machiavelli e la sottile ironia nera di Lucarelli. La solidità rassicurante di Carofiglio.
De Cataldo, Carlotto e Fois sono stati una bella sorpresa. Una sorpresa interessante che invoglia a proseguire nella loro “conoscenza”.

Tutto sommato, è stato comunque un libro piacevole e interessante. Casi diversi, stile diversi ma in tutti a mio modesto parere i nostri giallisti non hanno nulla da invidiare a quelli americani. Certo! I noir italiani sono meno veloci, meno mozzafiato. Le situazioni meno esplosive, metaforicamente parlando. Sarà che la nostra vita è così, meno rapida di quella americana.
Io credo però che sia più vicina alla nostra personale realtà di nazione meno esagitata.
Non so dirvi però a me i giallisti italiani piacciono. Storie che hanno del vero ma senza esagerazioni assurde. Quasi tratte dalla cronaca. Per questo le sento più mie.
Patricia

23 commenti:

  1. vorrei riuscire a leggere con la tua velocità!!!! Ma come fai, super-woman!?

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    1. Ma sai, Azzurrocielo, ci sono momenti in cui il sonno tarda.... o tarda il marito :) Leggo. Ne approfitto.
      Sto mollando un po' però. La sveglia suona sempre alle 5.30 e quindi alla sera, dopo una pagina... ronf ronf
      Bacio!

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  2. Vedo tantissimi nomi a me noti, anche per via di serie tv a cui hanno prestato la penna.


    Moz-

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    1. Nomi noti e piacevoli e altrettanto piacevoli sorprese. :)

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  3. Quello che hai letto sui nostri misteri forse rappresentano meno della metà dei crimini commessi.
    Ora ti elenco persone ammazzate e a noi hanno raccontato menzogne:

    Moro
    Berlinguer
    Pasolini
    Rino Gaetano
    Falcone
    Borsellino
    Il Generale della Chiesa.

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    1. Sono d'accordo sul tuo elenco e anche con Daniele che sotto ha scritto che son molti di più. Però c'è stato un qui pro quo.
      Non si tratta di misteri italiani, benì di crimini italiani e come ho scritto subito all'inizio del post, si tratta di racconti. Se fossero state storie sui misteri di cui tu parli non lo avrei mai definito piacevole. INteressante. Intrigante. Ma non avrebbe mai potuto essere piacevole.
      Quando parlo di storie vicino a noi, intendo quelle storie anche noir ma più tranquille di quelle americane. Senza follie assurde o eroi che con un proiettile solo fanno saltare per aria una metropoli. Ecco cosa intendo. Storie di crimini come delitti o spaccio o rapimenti che potremmo leggere sui nostri quotidiani.

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  4. E l'elenco di Gus è incompleto. Aggiungici persone non famose ma cmq esseri umani come i morti della strage di Bologna e si potrebbe continuare.

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    1. Ovviamente hai tutte le ragioni. Ma non era questo il post. Qui si tratta di semplici racconti scritti dai nostri autori di noir. Come ho detto subito all'inizio del pezzo.
      Nessuno dei misteri italiani di cui non sapremo mai la verità.
      C'è lo spaccio, gli omicidi i furti ma sono quei reati che possiamo leggere sui giornali ogni giorno.

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  5. Cara Patrizia, questo ,libro è un documento di quanta barbarietà ce stata nella nostra povera Italia, ce solo da sperare che non succeda mai più.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomaso ma qui si tratta di semplici racconti.
      Bacione stella

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  6. Piazza della Loggia
    Piazza Fontana
    Treno Italicus
    Strage di Bologna

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  7. Gli autori noir italiani hanno fatto passi da gigante in questi ultimi decenni, gente come Lucarelli potrebbe dare punti anche a più blasonati autori anglosassoni, se solo il mercato gliene desse la possibilità.

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    1. Hai perfettamente ragione. Purtroppo troppi lettori sono esterofili.
      Capisco che i thriller americani siano più veloci come azione, siano più roboanti come personaggi mentre i nostri sono più "lenti". Questo non toglie però che anche i nostri autori sappiano coinvolgerci.
      Personalmente ho smesso di leggere americani perchè un po' mi sono stufata di situazioni assurde o al limite dell'impossibile. Preferisco storie nelle quali posso trovare quel mondo che conosco, quell'Italia noir dove i protagonisti possono essere persone che si incontrano per strada.
      Lucarelli per me è un grande! Uno dei tanti.
      Ciao Nick!

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  8. Me lo segno in ottica futura.
    Purtroppo io sono molto esterofilo nelle mie scelte letterarie ed ho la puzza sotto il naso per molti autori italiani, ma guarirò da questa malattia, prima o poi.

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    1. Ciao Pirkaf, ahhahaahh oh oh,.. ero proprio che "criticavo" gli esterofili ahhahah
      Io sono guarita. Dopo aver fatto indigestione di Cussler, Smith, Follett eccetera mi sono detta adesso basta. Per un po' almeno. Il problema che l'ho detto tanti anni fa! :)
      Ciaoooo

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  9. Una raccolta interessante, prendo appunti.
    Saluti a presto.

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    1. Ci sono dei racconti molto diversi per trama e stile però molto piacevoli.
      Buona serata Vincenzo

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  10. Normalmente raccolte di racconti di narratori diversi mi interessano quanto, ma forse ancora meno di antologie di poeti diversi, molto spesso così differenti che io mi interrogo sul perché siano stati messi insieme.
    Per fare cassetta per lo più. Si compra il poeta preferito e poi si legge tutto. Per i racconti mi sono sentito dire agli albori della mia occupazione cine scrittore, che racconti non li pubblicavano (era una grande casa editrice che così scriveva) perché "tiravano poco assai". Ma i racconti si Stephen King li pubblicavano subito con copertina dura e tutti i drumm und dramm come Cristo comanda. Il tutto per 25 marchi (allora una cifra).
    Degli autori da te citati ne conosco diversi, bravi di sicuri, anzi bravissimi, ma preferisco un buon romanzo.
    Crimini italiani, dici? Più lenti di quelli americani, ma anche meno roboanti e più realistici, tenendo presente che il racconto cinematografico realistico lo hanno inventato gli italiani in Italia.
    Per i crimini io personalmente "quer pasticciaccio brutto de via Merulana" non lo reputo inferiore ai bestsellers americani o inglesi. E scritto moooooolto meglio.
    Cerea

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    1. Io amo i racconti. Preferisco lo stesso autore anch'io ma tutto sommato anche questo mix non é male.
      Certo però che i racconti vendono meno. Non so spiegarmene il motivo. In fondo sono romanzi in miniatura.
      Credo anch'io che i noir italiani che siano più lenti ma molto più realistici di quelli americani ma é proprio per questo che mi piacciono.
      Quel libro di Gadda non l'ho mai letto
      Schonen Guten Abend herr Iacoponi

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    2. Leggilo Gadda, ti manca. Vendono meno perché la gente cerca la pizza, anzi il pizzone da seicento pagine in su. Ci vogliono cadere dentro calzati e vestiti forse per non ricordare le pustole che ricoprono la loro pelle più nascosta.
      Un tedesco da 6+. Tu non hai le vocali con la Umlaut -cambiamento di suono- e cioè la ä la ö e la ü nella tua tastiera, per cui scrivilo come anticamente le scrivevano loro, i Deutsche, e cioè ae oe ue. Poi non dimenticare che solamente i sostantivi vanno maiuscoli, quindi il tuo gentile saluto andava scritto così: Schoenen guten Abend Herr Iacoponi.
      Alles wunderschönes für Sie, Frau Patricia.

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    3. Di Gadda ho letto La cognizione del dolore. Mi è bastato per un po'.
      Ci riproverò ma più in là.
      Forse hai anche ragione sui racconti. Mi hai fatto venire in mente una mia vicina di casa che valutava i libri in base allo spessore. "Deve essere un bel libro eh... è spesso
      6 centimetri".
      Brrrr orrore!!!!!

      Per il tedesco io me ne lavo le mani. Ho chiesto aiuto al martirio... ops.. al marito e lui ha guardato su google translate. Va beh, daiii la sufficienza c'è. ahhahahahaha
      BAcio!

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  11. post interessante, grazie per la condivisione e grazie per il tuo commento al mio blog Lory

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    1. Ciao Lory. grazie a te.
      Sono stata un po' latitante negli ultimi tempi ma son sempre di corsa... ufffffff.
      Bacio

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