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sabato 20 gennaio 2018

INSIEME RACCONTIAMO 29

     INSIEME RACCONTIAMO 29

#insiemeraccontiamo
#racconti
#fareblogging   

Ed eccoci qui alla prima puntata del 2018.
 
Anche se questo gioco è stato in forse fino all'ultimo momento causa malanni vari 

Visto che la Patri si è rotta di sentir parlare di antibiotici, catarro tosse asma et similia

Visto che ha pure una gran voglia di stare in vostra compagnia (le siete mancati tantissimo!!!!!) 

Visto che ha voglia anche di COLOREEEEEEEEEE
ha preso tutti gli ammennicoli rognosi che le girano intorno, li ha sbattuti in un baule nella soffitta della mente, chiusi con un lucchetto a combinazione che spera proprio di dimenticare alla veloce e ha deciso di dare il via alle danze per il 2018.

Causa voglia spasmodica di colore ha pure pensato di prepararsi un banner nuovo e colorato. 

Ta daaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!


Come al solito non è una gran meraviglia ma almeno è rosso!!!! ahhaahhaahahahahha

Le regole restano le stesse di sempre.

Dal mio finale e basandosi sulla foto che io metto in questo post, potete scrivere se vi va un finale di 200/300 battute, 200/300 parole.
Potete scriverlo qui nei commenti o direttamente sul vostro blog indicando qui il link del vostro post.
Scadenza  31 gennaio.

Ma ora che ne dite di dare il segnale di partenza? 

Il mio incipit e la foto da me scelta.

Quando si dorme 

Era sfinita. Stanchezza, stress, rompimento di scatole... non ne poteva più. Aveva solo voglia di riposarsi e dimenticare tutto e tutti almeno per un po'.
Si gettò sul letto al buio e fu allora che....



https://pixabay.com/en/bed-bedroom-sleep-antique-2579798/ 

Buon lavoro a voi!!!!!
Patricia 

93 commenti:

  1. Buoooooooon giorno Patry, come sta procedendo la situazione a casa? Spero un po' meglio.
    Salto il primo impeto dettato dall'influenza e fra un antibiotico e un actifed penso un po' ad un finale non malaticcio. A dopo 😘

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    1. Ciao Poiana finalmente arrivo anch'io... pufff
      Io antibiotici per altro ma mamma polmonite! Altro che aver tempo per il blog... e mi siete mancati da morire!

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    2. Ti aspettiamo sempre. Ci sarà tempo per i blog, intanto pensa a te e alla mamma. La salute prima di tutto.😘

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    3. Oggi é tornato il medico. E migliorata ma non ancora guarita. La rivedrà a meta settimana.
      oggi son già riuscita a rispondere ai commenti. 😊

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Bello il nuovo bannerino , bello l'incipit e...passato lo spirito del Natale, posso riprendere il mio stile?????
    baci baci
    azzurrocielo

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    1. Ma certo che puoi Azzurrocielo!
      Scrivi quello che l'incipit ti ispira.

      Ps noii lo sappiamo che in fondo in fondo in fondo.... sei un'amante del noir e dell'horror a tinte a tinte forti :)
      BAcio stella

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    1. Lascia perdere! Blogger è rincocomerito!

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  5. Ed ecco qui il link del mio post con il finale. Bacio cara 😘

    https://naturachecicirconda.blogspot.it/2018/01/insieme-patricia-raccontiamo-29.html?m=1

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  6. ... si sentì sfiorata da qualcosa, come quando in estate, passeggiando per i boschi, i fili sottili e scintillanti di ragnatele tra albero e albero la sfioravano. Impossibile. Accese la luce e schok ... la ragnatela era proprio lì, a formare un bellissimo arco rovesciato fra l’angolo del soffitto e l’angolo del letto. Si alzò, andò a prendere la scopa e con un colpo secco la spezzò. Il ragno, per niente contento, decise di vendicarsi, scese a otto zampe, velocissimamente, e man mano scendeva dalla parete diventava sempre più grande, sempre di più e adesso era un mostro terrificante. Lei urlò così forte che si svegliò di soprassalto, madida di sudore.
    sinforosa
    P.s. Il tuo nuovo banner è molto bello. Mi insegni come si fa a farne uno?

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    1. Che incubo!!!!!! ahhahhahahahah
      Bellissimo!

      ps per il banner per qullo che so nessun problema :)

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  7. ...sentì chiamare il suo nome.
    Aprì un solo occhio, come a dire "ok, forse è interessante".
    Un'intera giornata fuori l'aveva stremata.
    La chiamarono ancora, con insistenza.
    Poi, il suono dei croccantini nella scatola. Micia abbandonò il sonno e corse in cucina.

    Moz-

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    1. Eeeeeeh stressante la vita del gatto 😂

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    2. Dura vita quella dei gatti!!! ahahahahahahh
      Bravo Miki!

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  8. Tempo non abio per cui rispondo al quesito, nel pomeriggio il eguito al tuo incipit.
    Qual'era la domanda? Ah sì.
    Chi ha paura delle parole dica pure 100 battute, anzi 50, così posta un francobollo. Io con le parole ci gioco, mi ci faccio la doccia e le consumo a colazione, pranzo e cena e dico 300 parole, anche per me quelle che mi fregano sono proprio le battute....ho le dita storte, che mi si incrociano ste porcone.
    Ciao Pat, a dopo.

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    1. PAT: dove è finito il mio "raccontiamo" scritto alle 13 e qualcosa, appena rientrato. Ho premuto l'invio e l'ho pure riletto per vedere se gli errori di battuta fossero così gravi e non ce n'era nessuno.
      Sparisce così?

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    2. C'è sotto stella!!!
      Che è successo? Sono due giorni che non mi collego per causa di forza maggiore....

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  9. ...sentì quel rumorino che da tanto tampo non sentiva più. Di colpo la stanchezza le era passata. Aguzzò le orecchie, tese i baffi nella direzione del rumorino e spalancò gli occhi verdissimi, che le diedero la visione profonda di tutto l'ambiente. Era tesissima, voleva scoprire il ritmo di quel rumore, calcolare la lunghezza delle pause per avere una certezza. Dopo un attimo fu sicura. Si trattava del suo mortale nemico, Mustakan, il topastro che in un combattimento ravvicinato le aveva strappato un pezzetto del suo prezioso naso. Stava velocemente scavando il muro dove un tempo era il buco della sua tana, che Patricia la sua padroncina aveva murato con del cemento.
    Proprio in quel momento Patricia si voltò nel letto e Myrtilla dovette tirar fuori gli unghioni per non cadere di sotto. Aveva pur cercato di far capire a Patricia che quel filo di cemento non avrebbe impedito a Mustakan di uscire nella stanza. Adesso doveva rimanere immobile ed attendere; ma non le riusciva mai quando si trattava di Mustakan.
    Myrtilla discese dal letto e si distese sulla pancia in posizione di attacco. Dopo un paio di minuti vide che il muro cedeva e che spuntava il muso appuntito di Mustakan.
    Myrtilla pensò di avere sbagliato a scendere dal letto: adesso lui l'avrebbe vista e sarebbe sparito, accidenti a lui. Invece Mustakan che le teneva gli occhi puntati addosso saltò fuori da buco e si avvicinò.
    Cosa diavolo sta facendo? Pensò Myrtilla. È diventato matto? Vuole provocarmi? Era sorpresa perché non riusciva ad immaginare le intenzioni del topo. Mentre teneva Mustakan sotto tiro vide un'ombra muoversi: un altro topo stava cercando di uscire dal buco.
    Un attacco a due, e questo doveva essere bello grosso perché faceva una gran fatica per uscire. Impiegò parecchi secondi e quando uscì Myrtilla vide che aveva una pancia enorme. Ma è una femmina, ed è incinta. Cavolo questa è la moglie di Mustakan che deve partorire i suoi topini nel fango della cantina. Finalmente Myrtilla aveva capito tutto.
    Mustakan era oramai arrivato a meno di un metro da Myrtilla. Stava facendo il kamikaze, si stava sacrificando per permettere alla sua femmina di partorire. Ora infatti sarebbe bastato un balzo a Myrtilla per agguantare Mustakan e mangiarselo.
    Ma lei si eresse lasciando la sua posizione di attacco, in modo che lui capisse.
    Mustakan avrebbe sacrificato la sua vita e Myrtilla non poteva essere da meno di un topastro.
    Una buona azione all'anno è prevista dal nostro codice, pensò Myrtilla. Stanotte è toccato a te, Mustakan.La prossima volta stai bene attento.
    E saltò di nuovo sul letto, cercando la posizione più comoda.

    VINCENZO IACOPONI MALAVISI

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    1. Delizioso Vincenzo.... un cartone animato con un lieto fine ...sorprendente come sempre

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    2. Cuore, sensibilità, altruismo, tutti concetti che forse davvero ormai troviamo solo negli animali e poco negli umani. Un bellissimo racconto sul sacrificio per gli altri e sull'umanità di Myrtilla come simbolo fondamentale di come noi esseri viventi dovremmo vivere e non lasciandoci soffocare da egoismo, pavidità e calcolo.

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    3. Ma che tenero!!!!!!
      Ha ragione Daniele. E se tornassimo ad avere questo altruismo????
      Bacio giovanotto! Grazie!

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    4. Grazie a tutti per i bei commenti. Verissimo! Siamo diventati troppo indifferenti. È inconcepibile vedere città abitate da milioni di persone che si evitano come temendo che il mondo circostante sia popolato unicamente da untori. Questi non avviene tra animali. Fece scalpore anni fa una lupa che aggredita e divorata in parte una pecora madre di un agnellino di poche settimane prese l'agnallino delicatamente tra i denti portandoselo al riparo ed allattandolo. Fu adottato dal branco. Ricordo ancora la foto del giovane montone che pascolava in mezzo ai lupi.

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  10. Stavolta ci sono. Ma intanto corri da me a prenderti un nuovo premio!!!

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    1. SCusa ail ritardo Mari... arrivo!
      Per il finale ti aspettiamo tutti!

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  11. Era sfinita. Stanchezza, stress, rompimento di scatole... non ne poteva più. Aveva solo voglia di riposarsi e dimenticare tutto e tutti almeno per un po'.
    Si gettò sul letto al buio e fu allora che senti una mano poggiata sul suo seno. Improvvisamente dimenticò la stanchezza e restando in spasmodica attesa. Il contatto diventò ancora più piacevole dopo che l'incognito aveva sbottonato la sua camicetta e seguitava ad accarezzare i suoi seni mentre la baciava ripetutamente. Erano anni che il marito la trascurava e i suoi sensi diventati appannati cominciarono a vibrare impetuosamente. L'incognito non aveva nessuna intenzione di fermarsi perché aveva capito che lei voleva arrivare fino infondo quando cominciò ad aiutarlo per sfilare la mutandina che strisciando sulle gambe emetteva un suono come un fruscio dolce. Ben presto si sentì penetrata in profondità e i movimenti erano armonici e prolungati fino all'urlo finale. Sfinita, accese la lampada accanto, giusto in tempo per vedere un uomo che usciva dalla porta della sua stanza.

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    1. Finale a luci rosse ahahahah
      Bello!

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    2. Grazie Patricia. Grazie assai. Quello che ho scritto è uno scherzo. Non sono attrezzato per storie così.
      Grazie, perché mi aspettavo da un momento all'altro una botta di perbenismo.

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    3. Perchè? Siamo tutti maggiorenni e poi é scritto con leggerezza e garbo. Non é mica volgare. Tutt'altro.
      Forse scrivere storie erotiche e sensuali senza cadere nel volgare non é semplice ma tu ci sei riuscito alla grande

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    1. Ahhahahahh Cristiana!
      Bacio e grazie a te

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  13. Driiin!
    "Ma che caspita...?"
    "Pronto mamma, come va?"
    "Ehm... bene, sono solo un po' stanca. Anzi, ti dispiace se..."
    "Posso venire da te un attimo?"
    "Quando?"
    "Adesso..."
    "Hanno creato una linea aerea diretta da Roma sino a casa mia e ti sganciano col paracadute?"
    "Non sono a Roma mamma..."
    "E dove sei?"
    "Qui. Sono partita stamattina e..."
    "Perché non mi hai avvisato?"
    "Non sapevo come spiegartelo mamma..."
    "Cosa è successo, diosanto?"
    "Mi sento stanca mamma. É un lavoro troppo stressante, mi sta sfiancando. Mi sono presa il venerdì di ferie per poter passare un week end insieme a te e... Insomma, se possiamo parlare un po'. Stavo valutando alcune scelte ma... lo sai che ho sempre bisogno dei tuoi consigli prima di decidere".
    L'ultima frase era stata pronunciata con quel tono di voce un po' ammiccante e un po' implorante che era il marchio di fabbrica dei momenti di crisi della figlia.
    "Va bene, vieni. Non mi devi mica chiedere il permesso. Questa continua a essere anche casa tua".
    "Sì, certo. Però volevo essere sicura che... Non so, magari avevi ospiti o forse eri stanca e avevi voglia di riposare..."
    Sospirò senza farsi sentire dalla figlia. Essere madre è un mestiere faticoso e soprattutto con orari non-stop. Un'occupazione con "reperibilità h24" come dicono certe didascalie pubblicitarie.
    "No, non stavo riposando, tranquilla. Vieni pure, così mi spieghi cosa vorresti fare".
    Riattaccò e guardò il letto con aria di sfida: "Non credere di esserti liberato di me, sai? Torno fra qualche ora!"
    Il campanello suonò in quell'istante. La donna doveva dare la precedenza al suo essere mamma, e in fondo questa constatazione la faceva sentire meno stanca e meno avvilita.

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    1. Molto bello e commovente

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    2. VErità assoluta, Ariano!
      Essere genitore, mamma visto che io lo sono, è un "lavoro" a tempo pieno. :) Però è il più bello del mondo!!!!

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  14. Una musica dolcissima proveniente dall'appartamento accanto, cominciò a farle compagnia.
    I ricordi legati a quel motivo, cominciarono ad affacciarsi lentamente.
    Piano piano si addormentò mentre, la musica di Sting, la cullava dolcemente.
    Sognava.
    Aveva di nuovo 17 anni e quell'abito lilla che le lasciava scoperte le spalle.
    La sera e il luccicare del mare promettevano bene.
    Aspettava con tanta ansia quel giovane ragazzo romano, che continuava a ronzarle intorno da oltre una settimana.
    Era finalmente riuscito a strapparle un appuntamento. Lei sorrideva pensando ai loro pochi anni e ai loro sguardi.
    Lo vide arrivare, altissimo e dinoccolato, con una massa incredibile di capelli ricci e chiari, lo sguardo azzurro intelligente e carico di promesse.
    E quel leggero difetto di pronuncia che rendeva la sua "esse" unica.
    - Sei così bella, questa sera. Una principessa. Le disse, sorridendo.
    - facciamo una passeggiata e andiamo prendere un gelato?
    - Sì. Gli rispose entusiasta.
    Si fermarono a mangiarlo al baretto dove passavano i pomeriggi a giocare a biliardino o ad ascoltare musica.
    Gambe ciondoloni sul muretto e vista mare.
    La musica dei Police a fare da sottofondo.
    - Sai, un giorno diventerò una rockstar. Disse ad un certo punto sorridendo.
    - voglio girare il mondo e cantare. Non voglio fare altro.
    Lei gli sorrise pensando che milioni di ragazzi volevano fare le rockstar. Anche lei voleva fare la ballerina.
    La baciò. Ah il primo bacio, indimenticabile.
    Rimasero stretti stretti, per un tempo infinito.
    Lui raccontò le sue passioni, l'amore per le moto, per la musica, per gli altri. Era entusiasta e così convinto che lei cominciò a pensare che ci sarebbe riuscito a diventare ciò che desiderava.
    Dopo quell'estate non lo vide mai più.
    Almeno non da vicino.
    Ci è riuscito. E' una grandissima rockstar. E lei è una sua grandissima fan.
    Ecco. Sì è svegliata. Si gira e rigira nuovamente nel letto. Un'altra musica arriva. "Bella".
    Torna ad addormentarsi, con il cuore pieno grazie a quel bellissimo ricordo tutto suo.

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    1. Molto bello e assai romantico. È un tuo ricordo, vero? Bello sto ricordo, veramente.

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    2. Ricordo/sogno o sogno/ricordo? Non conta! E' il risultato quello che vale. La serenità e l'emozione provata.
      Bellissimo, romanticona!!!!

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    3. Noooo Enzo tutto inventato.
      Hai ragione Pat, quel che conta è il risultato ahahahah.Comunque grazie. Smack

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    4. Ancora più brava allora 😊

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  15. ...Si accorse che non aveva più il letto. Pignorato anche quello. Suo marito aveva perso tutto al gioco e lei era oramai dentro un incubo di una casa vuota. E questo fino a quando sarebbe stato possibile mantenere la casa.

    Andò in bagno, prese dei sonniferi dalla mensola, per svegliarsi in Paradiso.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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  16. Bello Daniele.
    Un finale alla Jack Kerouac.

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  17. Risposte
    1. Strepitoso Daniele. UN finalone alla Jack Kerouac, ha ragione Gus.
      Complimenti.

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    2. Avete ragione!
      E pensare che DAniele inizialmente aveva detto se non sbaglio che era più portato per le poesie.... :)

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    3. Grazie Patty, sei troppo buona, resta il fatto che me la cavo :-))) mentre le mie poesie sono altro e riconosco che il racconto ha una struttura che ancora devo assimilare rispetto a chi invece la respira da tempo ed è portato verso di essa.

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    4. Lo sapevo cge ieri avevo perso qualcosa... la risposta a questo commento :)
      Le poesie sono diverse indubbiamente. Le tue poi sono di protesta e di rabbia. Viscerali.
      Nei racconti però te la cavi egregiamente!

      ps se per caso trovi da qualche parte una testa scarmigliata e assurda fammi un fischio. E' la mia ahhahaahahh sto perdendo pure quella ahahahahh

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  18. ci ho pensato poco... strano!!!... m'hai ispirata così... se riesco preparo anche il post ...

    Era sfinita. Stanchezza, stress, rompimento di scatole... non ne poteva più. Aveva solo voglia di riposarsi e dimenticare tutto e tutti almeno per un po'.
    Si gettò sul letto al buio e fu allora che....

    cadde in un sonno profondo e vorticoso. Dormiva eppure le sembrava di essere sveglia.
    Riviveva la sua sua vita a ritroso … tutti i dolori , le delusioni, i fallimenti e le gioie anche quelle.
    Fino a che si ritrovo' bimba appena nata. Riconobbe quel volto acerbo , sorridente , tanto amato.
    La sua mamma, la prese in braccio e la strinse forte al petto.
    Il destino concedeva un'altra possibilità , poteva essere cambiato … forse e pregò non fosse un sogno.

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    1. Bello Giusina!!!Forse non si può tornare indietro e cambiare le cose ma certi sogni possono aiutare a vivere meglio il presente.
      Bacio e grazie

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  19. Risposte
    1. Ciao Tiziana e benvenuta.
      Ti aspettiamo. C'è tempo fino al 30 gennaio 😊

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  20. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  21. Il letto la risucchiò dentro di sé, fino a finire in mondo parallelo. Solo che il letto stava sul soffitto e il lampadario sul pavimento.
    Sì attaccò al letto spaventava. Improvvisamente non aveva più sonno e aveva anche paura di cadere. Quando un gatto le miagolò che non doveva avere paura e lei lo comprese. Comprese il gatto e questo le fece ancora più paura. Ma non finì di tremare per il gatto, quando una lei dagli occhi allucinati camminava come se nulla fosse sul soffitto e di sedette accanto a lei, senza neppure vederla.
    Lei guardò il gatto e il gatto guardò lei ma poi volse la testa dall'altra parte per farle capire che si era offeso che lei avesse avuto paura. Finché l'altra lei non disse al gatto che andava a lavorare e detto ciò si sdraiò nel letto e scomparve fra le coperte. Allora lei si risdraio nel letto ma non scomparve affatto. Con gli occhi implorò il gatto che stufo di vederla le disse che dall'armadio poteva uscire dalla stanza. Lei ringraziò il gatto e prese la via dell'armadio e di ritrovò in cucina. Allora il cane le disse di prendere la via del frigorifero e si ritrovò in bagno dove il canarino le disse di entrare in doccia e aprire l'acqua per tornare da dove era venuta. Lei allora si ritrovò in cantina in cui c'era un letto, dove stanca si sdraiò e finalmente tornò nella sua stanza; dalla gravità giusta. Solo che appena aprì gli occhi vide il grosso gatto che rideva. Urlò è così facendo si svegliò, tutta sudata nel suo letto. Aveva mangiato troppo, di disse. Mai mangiare il Coniglio della nonna quando il gatto misteriosamente viene a mancare^^

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    1. Crudelia Demon sotto mentite spoglie AHAHAHAHAHHAAHAHHH
      FAntastico!

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    2. Bhe tecnicamente Alice in the Wonderland con un finale da Crudelia Demon 🤣

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    3. VEro! Hai usato unn bel... miscelatore eh ahahahahha

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  22. Bello il nuovo banner rosso fuoco di "Insieme raccontiamo"! Voglia di novità? ;) Mica male anche l'incipit...

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    1. Grazie Cristina!
      Qui va tutto talmente male che ho bisogno di colore!!!!
      Bacio stella

      ps appena riesco a stare collegata vengo di nuovo a trovarvi tutti. Vivo alla giornata però...

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  23. Era sfinita. Stanchezza, stress, rompimento di scatole... non ne poteva più. Aveva solo voglia di riposarsi e dimenticare tutto e tutti almeno per un po'.
    Si gettò sul letto al buio e fu allora che....
    u assalita da una crisi di pianto irrefrenabile ; si sentiva sola, era sola , senza nessuno al mondo con cui parlare .Nella mente di Giulia apparvero i fotogrammi della sua vita di adulta : i genitori che aveva perso in un incidente aereo, la laurea in legge che le aveva permesso di diventare la titolare di uno studio legale cui aveva accluso uno studio con commercialisti e uno notarile, e poi il matrimonio con Stefano, rivelatosi assai presto quello che una volta si definiva 'cacciatore di dote' menefreghista , spesso assente e con una cerchia di amicizie equivoche. Da due anni aveva chiesto il divorzio al marito e se ne era andata, lasciandogli l'appartamento di sua proprietà in cui avevano vissuto assieme e si era trasferita nella villa di famiglia sulla collina di Fiesole , ma lui rimandava sempre e insisteva affinchè ricominciassero una vita in comune, presentandosi talvolta nel suo studio con omaggi floreali e proposte di viaggi che avrebbero potuto rappacificarli, come diceva lui ai suoi collaboratori. I singhiozzi si affievolirono e cadde in una sorta di dormiveglia che le permise di sentire un grido d'aiuto e i forti colpi alla porta,
    Scese le scale trafelata, non prima di aver cercato il cellulare che poi ricordò aveva perso o le avevano rubato nel pomeriggio , apri la porta senza togliere la catena di sicurezza e le apparve una ragazza scarmigliata e tumefatta che la pregò di aprirle perchè temeva che 'lui' potesse averla seguita.
    Esitò giusto un attimo, poi decise di aiutare quella donna e la fece entrare, mentre lei iniziava a raccontarle che lui aveva tentato di strangolarla quando gli aveva detto che la loro storia non poteva continuare a causa della sua eccessiva gelosia e delle continue interferenze nel suo modo di vivere...
    Giulia la fece sedere nel soggiorno e le disse di calmarsi , mentre andava a prenderle un bicchiere d'acqua e quando uscì dalla cucina se la trovò davanti, con una pistola con silenziatore stretta fra le due mani che le intimò di dirle il nome cognome e indirizzo di suo marito se voleva salvarsi la pelle ; Giulia tentò di tergiversare , ma la donna tolse la sicura dall'arma e non le restò che dire :" Stefano Mastrangeli via dei Pandolfini 51" . La delinquente sparò tre colpi precisi, poi buttò all'aria ciò che stava in un secretaire , tranne un migliaio di euro e alcuni gioielli che si mise in tasca. Uscì guardinga dalla casa ben nascosta in un bosco di querce senza incontrare anima viva, raggiunse l'auto e partì ripassando mentalmente ciò che avrebbe dovuto fare il giorno dopo.
    Alle 13 del giorno seguente usando uno dei suoi famigerati cellulari 'usa e getta', chiamò il numero che le aveva fornito il 'cliente', immaginando che anche lui , visibile da molte persone, usasse uno strumento del genere, e gli disse : missione compiuta , ora aspetto il saldo della somma stabilita e, signor Stefano Mastrangeli di via Pandolfini, non pensi neanche per sogno di fregarmi". Riattaccò

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    1. Un bel finale noir, Cris! Con tanto di colpo di scena.
      Complimenti!

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  24. Ragazzi siete una gran bella compagnia , tutti speciali e muniti di fantasia - sensibilità - umorismo-profondità.
    CRISTIANA

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    1. Sono pienamente d'accordo con te Cris.
      Siamo una squadra eccezionale! Ognuno col suo stile, le sue idee, le sue preferenze.
      Tutti diversi ma uniti!

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  25. Ciao. Ecco il mio racconto messo anche sul blog:
    https://lavocedicalibano.wordpress.com/2018/01/24/quando-si-dorme/
    Alla prossima.

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    Risposte
    1. Ciao Tiziana, gazie infinite! Bellissimo e da brividi il tuo finale,
      Solo una cosa. Non riesco a commentare. Come mai???
      Mi dice che il mio indirizzo mail è usato da altro account.

      Ti ho scritto

      Ciao Tiziana. Bellissimo il tuo finale ma da brividi perchè molto reale! Lo so perchè purtroppo ci son passata quasi 22 anni fa.
      Spero soltanto che sia fantasia.
      Ti ringrazio moltissimo della partecipazione. Il primo febbraio pubblicherò sul blog il riepilogo con tutti i finali e i link relativi.
      Poi, se il diavolo non ci mette la coda, il 20 febbraio partirà il numero 30.
      Grazie ancora e complimenti!
      Patri

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  26. Risposte
    1. E di che? Complimenti meritatissimi!!!!

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  27. Ciao Pat! Questa volta partecipo anche io!!!! https://accidentaccio.blogspot.it/2018/01/insieme-raccontiamo-29-toc-toc.html

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    Risposte
    1. Ciao Barbarella,, grazie infinite!
      Scusa soltanto il ritardo ma è un periodo così....
      Grazie, complimenti e bacio!

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  28. Buongiorno Patricia, molto carino il nuovo logo, ecco il mio finale:

    Guardò la data fosforescente indicata dal calendario appoggiato sul comodino, balzò in piedi, prese la borsa e si precipitò fuori, salì in macchina e guidò fino alla biblioteca, si inerpicò di corsa su per le scale e raggiunse il salone centrale, trafelata lo percorse fino in fondo tra la gente seduta che aspettava. Aprì un foglio di carta piegato in quattro, lo posò sul leggio, riempì d'aria i polmoni, la rilasciò lentamente e iniziò a leggere:

    Il lavoro rende liberi dicono,
    liberi come fumo che sale,
    come cenere che scende.
    Liberi come alito di vento,
    come refolo di speranza
    che travalica muri e filo spinato.

    Il lavoro rende liberi dicono,
    liberi come numeri tatuati sulla pelle,
    come triangoli e stelle su divise strisciate.
    Liberi come corpo denutrito,
    come mente errante che si rivolge
    al silente perché.

    Il lavoro rende liberi dicono,
    e qui ... siamo liberi ...
    se non esistiamo.

    Campo di concentramento di Auschwitz 26 gennaio 1945

    Abbassò gli occhi e persa nei ricordi guardò a terra per pochi secondi, tirò su la testa, diresse lo sguardo verso la platea e disse:- « Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche entrarono ad Auschwiz e liberarono mia nonna e altri 7000 detenuti ancora vivi. Li salvarono da quell'inferno in cui erano stati gettati in nome di quella razza pura che così aveva deciso. » ripiegò in quattro il suo foglio di carta e lasciò libero il leggio per le altre testimonianze.

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    1. Patricia sono stata davvero ingenua, volevo solo precisare che il racconto su scritto compresa la poesia è una mia rappresentazione ispirata dallo sterminio avvenuto nella Seconda guerra Mondiale, ma non si riferisce a persone specifiche.

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    2. Come ti ho scritto nel tuo blog è un finale da brividi!!!!
      Bellissimo!
      Grazie infinite e scusa il ritardo ma il caos primordiale è stato niente confronti agli ultimi giorni a casa mia :(
      Bacio!

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  29. Seguito dell'incipit del gioco:

    ... quei bastardi chiamati anche "brutti ricordi" si avventarono su lei, come succedeva sempre quando era molto stanca e quindi priva di difese. Vigliacchi, disse loro a mezza voce, questa volta non avrete ragione di me e non mi angoscerete mai più perchè ho trovato un'arma potente contro la vostra meschinità.
    Nel buio le parve di sentire ridere sommessamente ma non si spaventò e alla prima bordata del ricordo-dolore sguainò la spada del lungo bacio che aveva ricevuto dal suo amatissimo "lui".
    Sentì un gemito e un tonfo: ecco, il primo colpo era andato a segno.
    Subito arrivò un altro ricordo-dolore che lei atterrò con il giorno del suo diploma, quando tutti, anche la sua criticissima madre, le disse d'essere orgogliosa di lei.
    Altro tonfo e altra vittoria.
    E così via, fino all'ultimo attacco, il più duro, quello che più di tutti l'aveva fatta soffrire ma si scoraggiò solo per un istante e... dalla gola le uscì una risata potente, poderosa, che fece ballonzolare persino il letto.
    Quando si calmò fu silenzio, un silenzio fatto di pace e di armonia... fece un lungo sbadiglio, sorrise, si coprì e, con un sospiro soddisfatto, si addormentò.

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    1. Epperò... bel sistema! Ci devo provare :)
      Bello davvero SAri!
      Scusa il ritardo nel rispondere ma ho avuto problemi.
      Grazie infinite e appena posso riprendere come si deve ritorno a trovarti.
      Un abbraccio

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    2. Davvero bello il finale, complimenti.
      Bisogna provare il metodo.

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  30. Ciao! Leggo da un po' le tuoe divertenti sfide e questa volta mi sono lanciata anch'io... Sono una principiante e non sono stata capace di rispettare le 300 battute (ne ho impiegate un po' di più) :(
    Spero di essere ancora in tempo per partecipare. Qui il link: http://creattivamentelulu.altervista.org/blog/2018/01/insiemeraccontiamo29/
    Ciao!
    A presto: Lulù

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    1. Ciao Lulù, ti ho subito aggiunta prima ancora di leggere il commento e vedo che forse mi son sbagliata io... eri in tempissimo. Non era ancora mezzanotte! :)
      La fretta a volte è cattiva consigliera. Ho visto che hai un bel blog anche. Ho letto e commentato. Spero ti sia arrivato perchè non ho mai usato altervista e potrei aver fatto dei pasticci :) Io sono casinista e casinara ahahahha

      Quanto alle 300 battute o parole e chi le conta??? Ormai lo sanno tutti che le mie regole sono molto elastiche ma d'altronde siamo qui per divertirsi mica per vincere il nobel.

      Ti ringrazio ancora della partecipazione. Mi ha fatto molto piacere. Ti faccio anche i complimenti per il finale. Mica tanto da principiante eh.... direi proprio che i principianti sono altri :)
      Un bacio e alla prossima! Patri

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    2. Grazie mille della calorosa accoglienza!!!
      Spero di riuscire a partecipare più spesso!
      Un abbraccio e a presto!
      Lulù

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