venerdì 19 gennaio 2018

Weekend di poesia del 19, 20, 21 gennaio


Per la community L'ARTEDELLAPOESIA per il weekend 19, 20, 21 gennaio della #POESIADELWEEKEND hashtag è
 
                                           #FAMIGLIA

Solitario si sentiva
mentre rompeva
la crosticina di neve.
Lascerò il tepore
e scoprirò il mondo.
Guarderò il sole.
Ammirerò la vastità
dei prati.
Aspirerò l’aria frizzante.
Il mio sguardo
vagherà nel vuoto e…
vuoto...
terribile parola!
Una voglia folle
di tornar bulbillo,
di restare attaccato
al bulbo madre
lo prese
E rabbrividì.
Ma la vita
lo spinse a proseguire
verso l’alto
Verso la libertà.

E spinse fino a che uscì
nel vasto spazio
Un fragoroso applauso
lo accolse.
Furon sorrisi e lacrime di gioia.
Ti aspettavamo!
Bentornato, figlio!”
Patricia

13 commenti:

  1. Bella, come nasce il seme-bambino 🙃

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  2. Ciao Patrizia, che bella immagine per iniziare bene la giornata, grazie!
    Un abbraccio
    Carmen

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    1. Ciao stella! Ti ringrazio nolto!
      Come stai? Un abbraccione

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  3. Splendida come sempre.
    Buona giornata
    Nick

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    1. Grazie Nick
      Presto tornerò da tutti voi... almeno spero! :*)

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  4. Originale e con la parola "famiglia" esserlo non era semplice.

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  5. # FAMIGLIA

    Me so 'nsognato rospo
    e me s'è preso 'n córpo,
    che propio mentre stavio
    attraversanno
    na strada me s'ho visto
    venimme addosso un tranve
    bello tosto,
    e io su la rotaia
    greve e floscio
    che nun riuscivo a movime
    da lì sotto.
    Me so svejato che arivava er tranve
    e a me me faceveno male
    le giunture
    e me pisciavo puro sotto,
    drento al letto de mamma, sì
    perché ero un rigazzino
    de tre anni o giù dellì.
    Ma 'nvece nun so ditte come succede
    che tutte le notti da 'n ber pezzo
    m'insogno de sta sotto tera
    come na radice de quarche pianta
    che nun so quale po esse,
    e sgomito e me 'fracico de sudore
    pe sortì de fora armeno
    co la capoccia, e tutte le vorte
    ma vado sempre a svejà
    quanno incomincio
    a vede la luce
    der giorno
    e sento puro l'applauso de la gente
    che fa er tifo pemmé,
    e 'nvece è mi moje che me chiama
    da la cucina pe dimme
    che lei ha già lavato li piatti
    e ha cotto er caffé
    e preparato li toste,
    che tutti ce lo sanno che
    le moji nun se li fanno ma li cazzacci
    sua e io me so ariperso er finale.
    Invece stavorta che sto
    co l'arecchie tutte tese pe sentì
    se lei sta già pe casa
    funziona tutto, che già sento
    la gente che fa li cori
    "sorti sorti sorti,
    fatte vede pulcherrimum monstrum,
    che magara sto a sortì a Roma antica
    magara ar Colliseo e ce sta puro
    l'imperatore
    e li pretoriani
    e finarmente metto la capoccia de fora
    e qui ce stanno puro sti sordati
    pieni de spade e de corazze
    e uno che se crede d'esse er mejo
    li mortacci sua
    m'ammolla na mazzata su la capoccia
    che n'antro po' me la stacca
    e tutto er pubblico infame
    urla in coro
    "ammazzelo ammazzelo ar bastardo"
    Ammazzateve voi fji de mignotta strillo
    dar dolore e da la rabbia.
    E finarmente ariva la mi moje
    sia benedetta chi t'ha messa ar monno,
    tutta 'ncazzata che strilla
    peggio de li romani
    "Ahò ma che se fatto la schiava?
    Sorte fora da quer letto
    ché la lavatrice s'è sfonnata
    e ciò er bagno pieno d'acqua e mo te tocca
    atté. Píete sto straccio e sta scopa
    e datte da fà ché so le nove.
    E veramente stavorta m'è sembrato
    sto lavoraccio tanto bello
    mejo tanto assà der sogno mio.

    VIN.IAC.MAL.


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    1. Errata corrige: è una cotta e mangiata e la fretta mi ha fregato.

      Riga 39: le moji nun se li fanno mai li cazzacci
      Riga 68: ma che te se fatto la schiava

      Desculpeme senhoras y senhoritas y hombres

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    2. ahahahahahahahahahahh senti ammè, Vincè... la sera per cena un brodino leggero ahhahhahah troppo wurstel con crauti ahhaahahahh
      SEi un fenomenno!!!!

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  6. molto originali questi versi sulla nascita di un germoglio

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