martedì 6 febbraio 2018

C'era una volta

Per #ispirazioniiandco il tema di febbraio 2018 è
#favole




C'era una volta un castello incantato. Tutto bianco. Snello ed elegante. Scalinate e torrioni lo rendevano maestoso.
Si stagliava contro il cielo e pareva voler bucare le nubi. Anzi, no! Con la sua torre più alta voleva proprio bucare non solo le nubi ma anche il cielo. Voleva liberarsi da quello che considerava un ingombro alla sua crescita e un orpello non indicato alla sua innata raffinatezza.
Così, si diede da fare a convincere i bambini a farlo diventare ancora più alto. A far sì che le sue torre fossero sempre più aguzze. 
I bambini, nemmeno a dirlo, si lasciarono convincere facilmente. Per loro non era una sfida impossibile. Era un gioco piacevole.
Poi, però, venne la sera. Si alzò la luna e con la luna si alzò la marea. L'acqua salata dapprima giocò. Avanzò e si ritrasse  ma poco per volta, osando sempre di più, invase la spiaggia.
Fu così che il castello incantato, elegante, snello, signorile, si vide portare via lentamente mattoncino dopo mattoncino iniziando dalla base e  finì col crollare su un fianco e diventare un misero cumulo grigiastro.
In fondo, nonostante le arie di antica nobiltà che si era dato, era stato soltanto un castello di sabbia.

La morale? Semplice semplice. 
Non fate credere di essere ciò che non siete. Siate voi stessi sempre ma che le basi abbiano fondamenta solide
Patricia



21 commenti:

  1. In realtà che cosa siamo noi, altro che fatti di sabbia?

    podi-.

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    1. Di carne e ossa... di pensieri, carattere, desideri, sogni....
      BAcio CArlos!

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  2. La sabbia è materia e con la sabbia ci puoi costruire di tutto. Dal vetro a costruzioni di altro genere.
    Quindi essere sabbia non è poi così male per un essere vivente^^

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    1. VEro sì ma solo la sabbia non serve a nulla. Non sta insieme asciutta. Ci vogliono altri materiali per darle forza.

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    1. Grazie Dani.
      Sarà che sono un po' stanca di sapientoni che sanno tutto quello che IO devo fare ahahahahahahah

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  4. La favola mi piace molto e la morale è bella e vera, lo aveva detto anche Gesù. Buona giornata.
    sinforosa

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  5. concordo, riflessione quaresimale.... "Polvere sei e polvere ritornerai" Quanti dovrebbero pensarci quando si propongono come tuttologi, saccenti, " IO, IO"

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    1. Davvero??? Ops.. confesso mio grande ignoranza in proposito. Memoria corta e.. ai ferri corti con quello lassù :)

      Quanti? Tanti tanti :)

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  6. Ammetto di avere simpatia per il castello di sabbia della tua favola, ha osato nonostante l'inconsistenza della sua natura, voleva andare oltre quello che riteneva un ostacolo e non si è preoccupato di crollare con l'alta marea ma ha sperimentato qualcosa di diverso rispetto a quello che gli era stato concesso dal destino, con la bassa marea chiederà un'altra forma ai bambini che continueranno a divertirsi e poi la necessità della base solida l'avrebbe portato a legarsi con il cemento che nel tempo avrebbe eroso con il suo sale.

    Ti ringrazio Patricia per lo spunto che la tua favola ha dato alle mie riflessioni che non sono ancora del tutto risolte e che al momento devo abbandonare perché non ho più tempooo. Bacio!

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    1. Prego SCiarada ahahahahahahah
      Da una parte hai ragione ma dall'altra non penso. Ci sono tanti "castelli di sabbia" in giro che rompono a destra e a manca col loro "sapere" e la loro superiorità. Soloni che sanno tutto e che insegnano sempre perchè solo loro è il sapere. Mi riferisco a quelli che si prendono troppo sul serio, che pur commettendo magari errori madornali di italiano sono convinti di essere scrittori o poeti, quelli che per aver fatto sodo un uovo si ritengono chef stellati .
      Ne ho un certo numero attorno e mi stanno frantumando i maroni :)
      Ciaooooo

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  7. Mom sempre i castelli di sabbia sono così come li vedi tu, tronfi ed inutili. Innanzitutto la sabbia ama rimanere sabbia e lasciarsi cullare da qui a lì e di nuovo qui e poi ancora lì dall'omda di risacca, che morbida la solletica, la spinge e respinge e poi di nuovo accetta. Quanto vorrei poter anch'io ondeggiare così mentre il gabbiano mi stuzzica i piedi per sottrarre alla presa delle mie dita il vermetto marino e il ramoscello di alga rugosa che ivi stanno nascondendosi.
    La sabbia non ti ha chiesto niente, creatura Patricia, ti offre se stessa perché tu possa camminare concreta e voluttuosa sulla battigia e godere di quel sottile e morbido massaggio continuo che la sabbia ti fa senza chiederti altra ricompensa che continuare a calpestarla.
    Ma poi c'è l'uomo nella sua vanagloria che costruisce con quella muta sabbia le effigi della sua pseudo abilità e se lo gode e se lo riguarda mentre si allontana, dopo averlo accuratamente fotografato, anzi dopo essercisi fatto un gloriante selfie da esibire ai nipotastri, si allontana in preda a compulsioni come dopo il contato con la pelle desiderata della bellissima dell'ombrellone accanto, che nemmeno ti guata mentre lavori alla tua mirabile opra immortalante.
    Ti è piaciuto il formato dell'eloquio, Pat?

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    1. Ottimo eloquio! :)
      Sì, passeggiare sulla sabbia è piacevole e la sabbia niente chiede in cambio.
      Si sottomette alla manodopera dell'uomo tanto sa che poi l'onda la ricondurrà alla sua vera forma... informe.
      Ciaoooooo

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  8. la tua favola è molto bella e vera ... il castelli di sabbia avra' il difetto di essere portato via.. di non reggere all'acqua al vento ...ma pensa che fortuna si può ricostruire e ogni giorno nuovo e diverso ... sei sempre un'attenta osservatrice ma quello che mi diverte è leggere i commenti che ti lasciano gli amici ....mi incanto .. ...brava e di più !!!

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    1. Grazie Giusi.
      Forse però più che ai castelli di sabbia veri e propri mi riferivo a quelle persone che si vantano, si mostrano per quello che non sono. Quelle crollano ancora più in fretta al momento giusto :)

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  9. Una piacevole lettura Patricia!
    Maris

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  10. Grazie Patricia! bellissima favola la tua, con una bellissima morale

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  11. Bellissima storia, Patri!
    Grazie di averla portata nella raccolta #fiabe!

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