martedì 6 febbraio 2018

Dal blog di Daniele Verzetti

Come da titolo, leggendo questo POST di Daniele Verzetti non posso fare altro che condividere.

La sua poesia è forte, arrabbiata più che mai. E' una denuncia contro un modo di vivere che vuole... pretende di essere sacro ma è solamente infame.

Onore alle donne di cui parla nella poesia
Patricia

11 commenti:

  1. Non si può non essere d'accordo!

    RispondiElimina
  2. Sono andata a leggere e commentare il blog di Daniele. Onore a queste donne che si sono ribellate finalmente ma la strada è ancora lunga. Un saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo è ancora lunga la strada, vero! Intanto un accenno di passo lo hanno fatto (e lo pagheranno caro)
      Ciaoooo

      Elimina
  3. Cara Patrizia, ora vado vedere la poesia in questione!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
  4. Come sempre ho già commentato da Daniele. Sento il dovere di aggiungere che per natura e profondo convincimento sono dalla parte della donna, ma pensare che quel velo, quel Chador, quel Buhrka sottintende una dominanza assoluta dell'uomo sulla donna-schiava ma fa venire una furia omicida. Quando ad una donna hai tolto l'eleganza esteriore del suo incedere, l'alour della sua fronte e dell'attaccatura dei capelli, il senso di soavità delle sue labbra, il suo ancheggiare flessuoso ed il profume ch tormenta le nostre narici, nonché -almeno per me- la visione attraverso la stoffa di quel meraviglioso Monte di Venere che ti lascia capore dove inizia e finisce il mondo, mandarla in giro come un sacco finereo e senza forme è un delitto osceno alla barbarie di una religione maschilista ed inferiore. E adesso fatemi una Fathma e venite ad applicarla qui dove sono.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Errata corrige, almeno il più inintellegibile tra i tanti:
      "mandarla in giro come un sacco finereo" si intende un sacco funebre come quello con cui rimpatriano i propri guerrieri morti gli americani.

      Elimina
    2. Tu lo hai chiamato sacco finereo, io le chiamo belfagor come il fantasma del Louvre che tra l'altro forse era meno vestito.
      Mi fanno pena lì sotto. Mi fanno mancare il fiato. lo trovo umiliante e anche di più. Forse dovrei dire annichilente perchè in fondo è questo che quei cosi vogliono: annichilire la donna e il suo essere più intimo

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo loggandosi a Blogger o Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Leggere qui la POLICY PRIVACY