martedì 13 febbraio 2018

Scogli

Ferma sugli scogli, guardava il mare che furioso picchiava senza pietà le rocce imbiancandole di schiuma. Schiaffi su schiaffi, pedate su pedate.
Le rocce tremanti gemevano senza voce, raggomitolate su loro stesse, incapaci di difendersi. Quando tutto avesse avuto fine, si sarebbero leccate le ferite e sarebbero andate avanti. Fino alla prossima volta.
La rabbia le montò dentro, tumultuosa come le onde. Conosceva quella storia. Era stata la sua vita per anni ma ora era finita. Non ci sarebbe stata una prossima volta.
Abbassò  lo sguardo sul corpo ai suoi piedi.
"Hai finito di distruggermi! Finito!".
Si chinò e spinse. Guardò il corpo rotolare, sbattere sulle rocce, saltare come in preda ad uno strano delirio, gli arti che si muovevano disarticolati.
Infine, lo vide schiaffeggiare l'acqua. Restare a galla un attimo e poi sparire, andare a fondo.
Restò ad osservare quel piccolo angolo di mare che aveva inghiottito il corpo poi se ne andò.
Se ci fossero state macchie di sangue sulle rocce, la furia dell'acqua le avrebbe lavate via e il corpo non sarebbe risalito in superficie. Troppe pietre in tasca.
Patricia


33 commenti:

  1. Struggente. Bravissima, ti sei superata.

    E' stato un attimo e ho immaginato il tuo straordinario racconto in versi, che mi permetto di lasciarti qui nel commento:

    "LO SCOGLIO"

    Immobile in attesa dell'attimo finale
    Osserva gli scogli schiaffeggiati dal mare.

    Poi si libera leggiadra nell'aria
    Precipitando nel vuoto
    Per planare dolcemente in acqua
    Ed affondare serena
    Conscia di perdere la vita
    Ma ritrovare la libertà.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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  3. Struggente. Bravissima, ti sei superata.

    Mentre lo leggevo ho immaginato come potevo esprimere tutto questo in versi ed è uscita questa piccola poesia che mi permetto di lasciarti qui in questo commento.

    "LO SCOGLIO"

    Immobile in attesa dell'attimo finale
    Osserva gli scogli schiaffeggiati dal mare.

    Poi si libera leggiadra nell'aria
    Precipitando nel vuoto
    Per planare dolcemente in acqua
    Ed affondare serena
    Conscia di perdere la vita
    Ma ritrovare la libertà.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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    1. ERRATA CORRIGE: la mia poesia come vedrai ed ho anche scritto a Gus poco sotto rispondendogli, è differente. Il tutto nasce da un piccolo errore. Volevo rispondere in versi alle emozioni del tuo post ma poi blogspot non mi ha postato il commento ed io riscrivendolo ho mantenuto la parte introduttiva ma poi la poesia che ho scritto di getto è andata verso una direzione differente e l'ho lasciata senza accorgermi, preso dal momento, che la intro era errata rispetto ai nuovi versi da me lasciati.
      Detto questo Patty, come ho anche scritto sotto, ti sei superata e questo racconto breve è straziante e lascia l'amaro in bocca ed un profondo dolore alla bocca dello stomaco e questo è per me indiscutibile.

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    2. Bellissima comunque! Piena di pathos.
      Io ti ringrazio moltissimo dei complimenti! Se ho fatto nascere in te queste emozioni... wow! Non posso che essere soddisfatta!

      Il volo leggiadro potrebbe essere anche metaforico. Un gettare via una parte di sé, ad esempio quella che subisce in silenzio.
      Bacio

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  4. Daniele, hai cambiato un assassinio in un suicidio.

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    2. Stamattina ho dei problemi con blogspot. Cmq ora provo a riportare il commento in risposta a te Gus ed anche a Patty: Vero, la mia poesia è differente. Il tutto nasce da un piccolo errore. Volevo rispondere in versi alle emozioni del post di Patty ma poi blogspot non mi ha postato il commento ed io riscrivendolo ho mantenuto la parte introduttiva ma poi la poesia che ho scritto di getto è andata verso una direzione differente e l'ho lasciata senza accorgermi, preso dal momento, che la introduzione era errata rispetto ai nuovi versi da me lasciati.

      Detto questo Patty si è superata e questo racconto breve è straziante e lascia l'amaro in bocca ed un profondo dolore alla bocca dello stomaco e questo è per me indiscutibile.

      Grazie Gus per avermi fatto notare e spero aggiustare questo piccolo errore.

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    3. Non ci son problemi! Io ne faccio tanti di pasticci!

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  5. Bravissima^^

    Scommetto che il cadavere avesse le fattezze di quella che ti critica per tua madre 🤗

    😂 Comunque complimenti! Bella^^

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    1. Grazie!
      Potrebbe anche essere. O magari é un marito violento.... oppure ancora una parte di se stessa che non le piace

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  8. Gaia aveva preparato tutto alla perfezione. Il marito aveva bevuto il te avvelenato. Ora il problema era liberarsi del corpo. L'idea era quella di arrivare al mare e buttarlo in acqua. Il posto era ideale. Una scogliera che nel mese di novembre, quando il vento e la luce si azzuffano e il mare è pazzo di schiuma e bagliori. Il lavoro andava fatto di notte per evitare di essere vista quando trasportava il marito, grazie a un cordone che legava il corpo del morto, dalla sua villa al mare. La distanza non superava i cento metri. Pur sudando per lo sforzo Patricia riuscì ad arrivare nel luogo dove avrebbe buttato il cadavere. Con le mani fece rotolare il corpo lungo gli scogli e quando l'acqua prese possesso del fedifrago urlò di gioia guardando la luna che le sorrideva. Nelle tasche dei pantaloni del marito Gaia aveva messo pietre molto pesanti che trascinarono in basso il corpo. Il giorno dopo, mentre dormiva, sentì squillare il campanello. Erano poliziotti che comunicavano all'assassina che il corpo del marito era stato avvistato da una coppietta di fidanzati che avevano notato un cadavere incastrato da una corda negli scogli. Cosa era accaduto? La furia del mare, che faceva sbattere l'uomo ripetutamente contro uno scoglio aguzzo, aveva tagliato il pantalone che conteneva i pesi messi da Gaia per non far riemergere dai fondali del mare il corpo del marito.

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    1. 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 1,86 per quasi 100 chili il marito, 1,56 per 55 chili la moglie.... mi sa tanto che se non chiedevo aiuto agli amici blogger 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
      Per il nome non c'è problema. Io non mi chiamo Patricia Moll 😁

      Bello il tuo racconto!

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  9. Brava Patty! emozionante e crudele

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  10. Speriamo che il corpo non riemerga mai, che sennò so' cazzi amari^^

    Moz-

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  11. Un racconto molto belle che esprime tutta la rabbia di una donna maltrattata .Peccato che quasi nessuna sappia reagire così.
    Ciao bella!
    Cri

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    1. Grazie Cris!
      Ti confesso che non lo vorrei neanche. Mi basterebbe che in casi del genere le donne fossero ascoltate e tutelate e che il colpevole pagasse veramente. Se poi non capitasse più ancora meglio.

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  12. Cara Patrizia, ma sai che ai sempre delle trovate interessante, un po crudeli.
    Ciao e buon San Valentino con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  13. Emozioni... le parole potenti ed il gesto ancora di più stravolgente..

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  14. Accipicchia, Pat, che bel racconto!
    Ho anche visto che hai appena pubblicato Raccontando di donne e, come puoi ben immaginare, non posso perdermi questa nuova raccolta.
    Fermo restando che il periodo non è dei migliori, sotto diversi aspetti, e che il tempo sembra seriamente intenzionato a remarmi contro, arriverò anch’io a commentarlo.

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    1. Grazie Clementina!
      Sì, ogni tanto mi lancio in una nuova impresa ahahahah provo, gioco, mi diverto...
      Quanto al periodo lascia perdere. Si fa sempre come si può. Io vengo da un gennaio mostruoso e non è che febbraio si presenti meglio,
      Un abbraccio

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