giovedì 1 marzo 2018

INSIEME RACCONTIAMO 30 RIEPILOGO



INSIEME RACCONTIAMO 30 RIEPILOGO


#fareblogging
#racconti
#insiemeraccontiamo



Eccoci al primo di marzo e al riepilogo di INSIEME RACCONTIAMO 30.

Anche questa volta, una buona partecipazione. Un nuovi finalista con ben due brevi finali divertenti (Daniele Porcari) e  un rientro col botto (Ivano Landi). 




E.... rullo di tamburi..... perfino Nick Parisi questo mese!!!! Evvaiiiiiii! Siamo riusciti a corromperlo ahahahahah

Scusa Nick! Ma sono felice che finalmente tu abbia trovato tempo e ispirazione e voglia per partecipare!

Siete stati tutti eccellenti come sempre! Che ve lo dico a fare? Ahhaha mi ripeto ogni volta. Rischio di diventar noiosa :)




Ma partiamo col riepilogo.


La mia foto era questa 






Questo era il mio incipit


Data astrale 3548

Con la mente richiamò a sè l’ YTP 100, ultimo modello in fatto di tecnologia. Almeno per una settimana perché un qualunque aggeggio dopo sette giorni era obsoleto. L'arte tecnologica era avanzatissima. A volta faticava a starle dietro ma col lavoro che faceva doveva adeguarsi.

Gli ordinò di scrivere. 


Questi i vostri finali

ARIANO GETA


Ma dopo aver dettato poche righe si fermò. Cedette a una tentazione che lo stuzzicava da molto tempo.
"Fermati" ordinò al YTP100. Prese un misterioso oggetto, una cosa larga ma con uno spessore inesistente. E poi tirò fuori dalla tasca un altro oggetto misterioso, un bastoncino piccolo e allungato.
Poggiò il primo oggetto dallo spessore inesistente sul tavolo e iniziò a farvi scorrere sopra il bastoncino allungato. Dei segni si tracciarono sulla sua superficie. Lettere e poi parole complete presero forma.
"Adesso copia dalla mia brutta copia" ordinò al YTP100. Percepì un'incertezza del meccanismo: non capiva il senso del comando. "Fai una scansione ottica del testo" disse allora. Il marchingegno capì e iniziò il lavoro.
Probabilmente qualche lettera sarebbe stata scansionata erroneamente e il testo digitalizzato avrebbe contenuto degli errori, ma non gliene importava nulla. Era stanco di delegare ogni azione alle macchine. E mentre lo YTP100 eseguiva, lui aprì un file multimediale per capire come facevano i suoi antenati a farsi il caffé utilizzando solo un contenitore di metallo e un focherello.
"Voglio provarci prima o poi" pensò con una certa soddisfazione.
ARIANOGETA

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI

Egregio A.D. della YTP Industries

Le scrivo per comunicarle una sanzione di 1.000.000 di bitcoin per aver realizzato con altre società un cartello volto alla realizzazione di tecnologia ad alto contenuto di obsolescenza programmata.

E' stato provato dai nostri uffici come i vostri prodotti nonché quelli della concorrenza, anch'essa multata, siano di ottima qualità e potrebbero durare almeno tre anni mentre voi inserite un chip di logoramento accelerato del prodotto al solo scopo di inserire in tempi brevissimi il suo sostituto costringendo i consumatori a dover spendere altro denaro per stare al passo con le nuove tecnologie.

La sanzione decorre dal ricevimento della presente e-mail con effetto immediato e se il mio ufficio dovesse riscontrare ancora questo fastidioso problema non esiterà ad agire penalmente contro di lei e gli A.D. delle altre società (se anch'esse continuassero in questa truffa) nonché si procederà alla nazionalizzazione della vostra società

Certi che saprete comportarvi di conseguenza attendiamo intanto il pagamento della sanzione convinti che non si dovrà agire ulteriormente

Distinti Saluti
Daniele Verzetti Antitrust
DANIELEVERZETTIROCKPOETA


SINFOROSA CASTORO

... e quel marchingegno cominciò a scrivere, ma non sotto dettatura di parole bensì sotto dettatura dei suoi stessi pensieri, ahhh, meraviglia della tecnologia! Tuttavia, il lavoro fu concluso in un batter d’occhio e anche quell’aspetto era di fatto una meraviglia, perché questo significava molto più tempo per i suoi interessi e, ultimamente...
Ultimamente aveva scoperto un hobby davvero singolare, tutti quegli arnesi che gli avevano regalato e di cui non ricordava bene il nome, erano diventati il suo passatempo preferito: paste colorate che si potevano stendere una volta diluite con un po’ d’acqua, stecchetti di legno con punte colorate che lasciavano tratti su fogli di carta e quelli che venivano chiamati libri fatti con una quantità di fogli incollati uno sull’altro e che avevano un profumo particolarissimo. Oggetti davvero unici e preziosi e mentre si accingeva a dare libero sfogo alla sua creatività, si ritrovò a pensare alla fortuna, immensa, dei suoi antenati, degli uomini di mille anni prima.
SINFOROSA CASTORO  




DANIELE PORCARI

1

"Egregio direttore"
"E regio dire ore"
"Ma no stupida macchina! Egregio direttore"
"Mano stupida YT100 E regio dire ore"
"Umm ... Reset"
"OK ricominciamo"
"OK pomiciamo"
"No! No! Stop! Reset! Alt!"
"Alt"
"Va bene ho capito...", prese la macchina e la lanciò verso l'oblò dell'oblio .
" Si stava meglio quando si stava peggio" e rimuginando ordinò il nuovo modello.

DANIELE PORCARI


2

Prese un lungo respiro rumoroso ed iniziò la dettatura.
Esimia ditta della PTY100 ho notato che avete sistemato la C del mio collega toscano e la GL del mio collega della bassa ... quindi ho acquistato questa macchina ... ma con rammavico ho notato che il pvoblema della evve mosssia non è visolto come avvete occasione di capive leggendo questa letteva.
Covdiali saluti e ova tovno alla tavstieva aspettando buone nuove.

DANIELE PORCARI

  

 IVANO LANDI
 

L'immagine  è un frame del film 2022: i sopravvissuti (Soylent Green).


I SOPRAVVISSUTI 



 
https://www.youtube.com/watch?v=rNrNiMUtZpk

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"


Aggiunse la foto di un campo di grano e pensò: Invio!

Così, grazie all'efficacia della loro rete clandestina, un altro dei numerosi testi messi all'indice intorno alla metà del secolo scorso aveva appena superato la sempre più fallace barriera della censura governativa ed era tornato in circolazione. Lui, in particolare, era destinato alla diffusione dei testi proibiti in lingua italiana ed erano già decine quelli, di ogni genere e provenienza, che aveva disseminato in giro. Uniti a quelli diffusi nelle altre lingue, il loro effetto cominciava a farsi sentire. La maggior parte della gente aveva ormai compreso, a dispetto della martellante propaganda dei media pilotati dai gerarchi planetari, che ancora meno di un secolo fa era esistita una realtà molto diversa da quella che conoscevano loro e ne stava traendo delle conclusioni. Cominciavano anche a comprendere, pian piano, la differenza tra naturale e artificiale, tra reale e virtuale. E presto, forse molto presto, avrebbero presentato un conto salato a coloro che si erano arrogati il diritto di guidare il mondo.

Il ribelle sorrise tra sé e sé, mentre si apprestava a usare ancora il suo YTP 100 per diffondere il successivo testo proibito: un estratto da “Petrolio”, di Pier Paolo Pasolini. Scelse, per accompagnarlo, una bella foto di lucciole risplendenti nella notte. Sembra proprio il riflesso di un cielo stellato tra l’erba, pensò, gustandosi il sapore arcaico, ma sempre più familiare, di quelle parole.
IVANO LANDI



CRISTIANA 


 Gli ordinò di scrivere, ma L'YTP 100 non eseguì il comando ; ci risiamo pensò Kloton,
è qui da un mese e devo già sostutuirlo?
Gli ordinò di raggiungerlo subito e poco dopo Goran si presentò .
Esteriormente gli androidi avevano raggiunto un livello elevatissimo e,
in quanto cloni di un donatore, erano identici ma differivano nelle funzioni cerebrali
in quanto privi del sistema limbico , dei cromosomi e dei geni del clonato
"Ho la necessità che tu scriva la lezione di storia che andrà in onda domani, quindi datti una mossa.!
Kloton era professore di storia di Primo Livello, il maggior esperto della storia terrestre
dal medioevo all'era atomica del secondo millennio e professore di filosofia.
Aveva scritto un saggio che era diventato un best seller mondiale, in cui affermava
che l'era attuale era molto simile alla teoria filosofica di Epicuro, per cui la società moderna si basava su un
"aequilibrium vitae" che approvava i piaceri della vita escludendo gli estremismi e vizi che portano solo dolore.
L''umanità del terzo millennio apprezzava i piaceri come il buon cibo e gli spettacoli e il ballo e la moda
e il sesso senza procurare danno a se' e agli altri poichè , durante gli ultimi secoli del 2000 e oltre,
il pianeta terra aveva via via eliminato tutti i problemi che affliggevano l'umanità, dalla fame all'inquinamento, alle guerre
A questo punto Goran , parlò.
"E' successo un fatto anomalo, a tutti noi androidi YTP 100 durante la clonazione, hanno dimenticato,
ma non escludiamo che ciò sia avvenuto scientemente, di escludere la parte cerebrale fin'ora prerogativa di voi umani,
cosicchè io e atri 1.700 siamo umani a tutti gli effetti e la mia prima emozione è stata quella di innamorarmi...di tua moglie.
Kloton pensò che si doveva immediatamente interrompere la produzione degli YTP 100,
poi si rivolse a Goran : "E mia moglie cosa ne pensa di te quale spasimante?"
" Corrisponde il mio amore e vorremmo poter vivere insieme se acconsenti ad un legame a tre,
mantenendo entrambi il compito di accudire ai vostri due figli".
Kloton accondiscese civilmente pensando che avrebbe poi potuto aggiungere un quarto elemento alla famiglia ,
ma prima di tutto gli occorreva un nuovo replicante. ma non un altro YTP 100!+

CRISTIANA


MARIELLA S.

"Si svegliò di colpo in un bagno di sudore. Accese la sua piccola lampada sul comodino e si alzò di scatto. Andò in studio, e vide che il suo bel pc argento con la melina sopra era lì tranquillo che sonnecchiava. All'interno quel suo bel libro finito, scritto in word una pagina dopo l'altra, fatica di mesi e mesi. Lesse la data sul calendario: 26 febbraio 2018.
Per fortuna si era trattato solo di un brutto sogno e la velocità della tecnologia era ancora quella solita. Due anni per la melina, tre anni per tutti gli altri. Sarebbe riuscita a scrivere il nuovo libro senza ricorrere nuovamente al suo portafoglio già duramente provato. Tornò a dormire spegnendo la luce. Nel prossimo sogno gradirei Hugh Jackman, grazie."

MARIELLA


SCIARADA SCIARANTI
 
I dieci comandamenti del buon politico:

Non avrai alcun interesse all'infuori del benessere del popolo
Non nominare il suo nome invano
Ricordati di santificarlo perché ti ha eletto
Onoralo con equa giustizia
Non distruggerlo
Non tradirlo
Non rubargli
Non mentirgli
Non desiderare la roba che gli appartiene
Non arrecargli danno alcuno con azioni e parole e se succede dimettiti e cadi nell'oblio

Cliccò sul tasto invio e aspettò i secondi che servivano all'YTP 100 per elaborare i dati, 1, 2, 3 e ... fatto, prese con i guanti i chip partoriti dalla macchina, li sistemò negli appositi contenitori sterili, chiamò il suo assistente e gli disse: « Portali in sala impianti, devono essere innestati sotto la pelle dei candidati. »
SCIARADA SCIARANTI







NICK PARISI 


Il Racconto di Randagio e di Nerofumo"

A fatica Randagio uscì dal suo nascondiglio.
Anche stavolta era riuscito a sfuggire alla caccia spietata degli accalappiacani.
Ma non sarebbe andata sempre così.
Prima o poi anche lui sarebbe finito tra le maglie delle loro reti, Randagio ne era cosciente, già troppi dei membri del branco che bazzicava tra le aiole di quel parco comunale erano stati catturati e gli animali che finivano dentro quel furgone non tornavano mai indietro.
Randagio sentì ancora una volta quella indefinibile sensazione a metà tra il sollievo e la paura che ancora rimaneva, ma per adesso c'erano necessità più impellenti da risolvere.
Tipo trovare qualcosa da mettere sotto i denti.
Le cose andassero come dovevano andare ma il primo insegnamento dell'esistenza di Randagio, l'unico che rimaneva sempre costante è che si doveva sopravvivere.


 






Il parco comunale era in tutto e per tutto come Randagio: aveva visto giorni migliori, ma quei giorni erano passati da tempo.
In più era del tutto solitario.
Tuttavia c'era qualcosa che attirò l'attenzione dell'animale: seduto ad una panchina c'era un uomo pallido ed emaciato che parlava tenendo in mano una sorta di tavoletta metallica,l'unica compagnia dell'uomo era un altro cane.
Randagio li conosceva entrambi da tempo, non venivano tutti i giorni, ma ogni tanto comparivano quando il bel tempo lo permetteva.

L'uomo aveva un nome ma per Randagio era troppo difficile pronunciarlo, sapeva solo dai commenti sentiti qua e là in passato dagli altri frequentatori del parco che una volta doveva essere stato una persona importante. In quanto al cane si chiamava Nerofumo per via del colore del suo manto.
Randagio di solito non amava i cani che avevano padrone, forse segretamente li invidiava, ma tra se e se si ripeteva che in fondo erano solo degli schiavi.
Nerofumo però era a posto.
A volte, capitava che i due cani giocassero assieme, quando poi il padrone di Nerofumo, se lo ricordava portava un poco di cibo anche per Randagio.
Anche quei giorni però erano lontani.

Fu quindi la curiosità che portò Randagio ad avvicinarsi al suo amico e a chiedergli cosa stesse succedendo. I cani si parlano tra loro, hanno un loro linguaggio,sono gli uomini che spesso non hanno voglia di ascoltarlo.
"Ah, lui? Il mio padrone, dici?"- rispose Nerofumo a modo suo -"Una volta era un uomo ricco. Era un uomo che inventava le storie da raccontare agli altri uomini, uno scrittore molto famoso"
Randagio non poté fare a meno di osservare l'uomo: i capelli scompigliati, la barba non in ordine, avvolto da un cappotto oramai totalmente liso e scucito. L'uomo parlava, parlava ma quello che diceva non aveva nessun senso alle orecchie di Randagio.
Nel frattempo Nerofumo continuava a raccontare:" -Vivevamo in una casa enorme, eravamo sempre al caldo, il padrone era pieno di amici e la moglie del padrone non faceva altro che spendere soldi ed organizzare feste"
"E poi cosa è successo?" -Chiese Randagio.
"E poi il padrone ha perso la testa, è diventato sempre più ossessionato dalla tecnologia, ha sostituito la sua macchina da scrivere con mezzi sempre più moderni, in un certo senso è stato come se avesse trovato anche lui dei padroni l'ultima è stata quella lì"
Il muso di Nerofumo indicò la YTP 100, gli occhi profondi ed acquosi si erano fatti tristi.
" Col tempo ha perso tutta la sua fantasia e la sua immaginazione, non è più riuscito a scrivere nulla ed uno scrittore senza immaginazione non serve a niente.Piano piano abbiamo perso tutto, gli amici e la moglie del padrone se ne sono andati"
"Gli è rimasta solo quella macchina. Di tutto il suo passato ha conservato solo questa ed il piccolo sgabuzzino dove dormiamo, perfino la macchina è ormai rotta, non funziona più da tempo, ma il padrone si rifiuta di buttarla, per lui è un ricordo di quando era ricco e potente. Quindi, di tanto in tanto viene qui e sogna di essere ancora in grado di scrivere, ma sopratutto sogna...sogna...."

Randagio era affascinato dal racconto di Nerofumo, per lui però era una cosa difficile da comprendere.
La ricchezza? Gli amici?
Randagio queste cose non le poteva capire, la sua vita era sempre stata fatta di fame e freddo, di paura e dei calci presi sul muso quando da cucciolo ancora si avvicinava alle persone sperando di essere adottato.
Il sognare, questo si che lo poteva capire.
Dopotutto anche i cani sognano.
NICK PARISI
 
IL MIO FINALE

Scrollò il capo. “Iniziamo male! Data astrale è un termine già usato in Star Trek. Ci vuole qualcosa di nuovo. Di… “

Di che? Odiava la fantascienza e non ne sapeva praticamente nulla a parte quel poco che le avevano insegnato secoli prima il capitano Kirk e il dottor Spock.

Maledizione a lei quando aveva accettato di scrivere un racconto simile!

Stracciò il foglio di carta e rimandò la stesura del racconto a tempi migliori.

Patricia

26 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie stella! Mancavi tu però ahahahahah

      Elimina
  2. Devo dire che in questa tornata avete superato voi stessi! Bravi!

    RispondiElimina
  3. Risposte
    1. Qui c'è sempre varietà di stile e di idee :)

      Elimina
  4. Che bello muoversi tra sorrisi ed emozioni; complimenti a dame e cavalieri! :-)
    Ciao Patricia, un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dame e cavalieri ringraziano!
      Tun poi te la sei cavata alla stragrande col tuo decalogo!
      Peccato che resti un sogno :)

      Elimina
  5. Cara Patrizia, sei veramente instancabile! complimenti a tutti i partecipanti.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio, qui continua il gelo, e con un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Toimasino!
      Il fatto è che la squadra è veramente valida!
      Bacio!

      Elimina
  6. Sai che ho notato solo adesso la frase "Data astrale 3548"? Va be', ormai è andata così.
    Forse il finale più futuribile, oltre al tuo, è quello di Cristiana, che è anche ben riuscito. Gli altri, compreso il mio, hanno tutti un'aria abbastanza vicina ai nostri tempi.
    La partecipazione del "debuttante" Nick è, infine, un vero evento da festeggiare ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che poteva essere gestito in diversi modi questo incipit. Io poi con la fantascienza non vado proprio d'accordo :)
      Hai visto però che ho fatto bene a credere in Nick? ahahahah

      Elimina
  7. @ Ivano Landi
    Grazie del benvenuto. ;-)
    @ Patricia Moll
    Grazie del benvenuto così caloroso.;)
    Complimenti a tutti gli autori, tutti ottimi racconti, li ho apprezzati tutti, i migliori mi sembrano quelli di Cristiana e di Ivano.
    Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Nick! E0 stato un vero piacere averti con noi finalmente.
      Però guarda che adesso ti aspettiamo eh....

      Elimina
  8. ottimi 😘💕💞❤ la prossima partecipo👏😅 pure io!!

    RispondiElimina
  9. Furba lei, cioè tu, ci sbologni un tema non facile e ti lavi le maniAHAHAH
    Cri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahhahahahhaahhaahh odio la fantascienza!

      Elimina
  10. Grazie a tutti per avermi elogiata, son cose che mi fanno andare in brodo di giuggiole.
    Cristiana

    RispondiElimina
  11. Non ce l’ho fatta nemmeno questa volta: fai questo, scrivi quello e qualcosa resta irrimediabilmente indietro. Adesso mi godo il riepilogo con tutti i brani e ci riprovo la prossima volta.
    Naturalmente complimenti a tutti quelli che si sono cimentati. Tornerò fra voi, eh! 😁

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi ti aspettiamo con ansia.
      Purtroppo il tempo è tiranno, Tante cose da fare e a volte come ieri... zero connessione causa neve. 3 centimetri!!!!!! lasciamo perdere

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo loggandosi a Blogger o Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Leggere qui la POLICY PRIVACY