domenica 1 aprile 2018

INSIEME RACCONTIAMO 31 RIEPILOGO

Innanzitutto, voglio augurare a tutti voi una serena Pasqua.
Che sia per tutti giornata di sole interiore e che vi porti gioia e pace!
Un bacione!
              


E ora..................





                IR 31 RIEPILOGO





#insiemeraccontiamo
#fareblogging
#racconti  

Ricordate il mio incipit e come è nato? Da un suggerimento di CRISTINA M. CAVALIERE 

Bene! Ecco qua tutti… i figlioletti che ha partorito ahhaahhaha

Grazie Cristina!!!


IL MIO INCIPIT



CLONI
Le serviva qualcosa di molto particolare per richiamare la loro attenzione su di sé. Qualcosa che li facesse stare a bocca aperta. Finalmente! Così avrebbero finito di dirle che come scienziata valeva zero.

Ci pensò su a lungo poi… poi ecco la soluzione comoda comoda.


I VOSTRI FINALI 


SINFOROSA CASTORO
 
... Avrebbe clonato sè stessa e al momento opportuno avrebbe cambiato totalmente il suo percorso di studi, mai più scienziata, no no, una professione nuova di zecca: regista di film di fantascienza... e già fantasticava su di sé.
SINFOROSA CASTORO



ANNA PIEDISCALZI 
 
Si, non proprio facilissimo! Ma nieNte le era stato facile, tutto le era stato difficile pure la vita. Quindi per nulla turbata costrui un casco che propagava i suoi pensieri nell'universo.
Passarono mesi e anni. Niente sembrava dire che il casco funzionasse Finché un giorno ebbe delle sorprendenti scoperte.
Vennero da lei delle aliene petulanti e noiose che si rivelarono come le due vicine. Allora capi che in quel pianeta vi erano dei cloni uguali alle terra ma più ammorbanti degli umani. Di più.
Con spirito di sopravvivenza riuscì a cacciarle indietro. Spense il casco E al suo capo disse che aveva fallito. La terra era stata salvata almeno per quel giorno.

ANNA  PIEDISCALZI



DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI

L'idea l'aveva chiara in testa. Realizzare dei cloni, ma questo non le bastava. Voleva qualcosa di più. Ed allora iniziò a cantare. Come un'incantatrice di serpenti o il leggendario pifferaio magico, intonò un canto lieve e seducente. Richiamo vocale personalizzato. Ciascun clone avrebbe riconosciuto solo la voce del suo soggetto originario. Ma anche questa idea non era particolarmente innovativa. Ed allora decise di inserire due chip nuovi: uno con il quale il clone poteva avere in dotazione una qualità, una dote, un talento che il soggetto originario ha sempre sognato di avere ma non ha mai posseduto: per esempio, Giuseppe ha sempre sognato di essere un grande calciatore, uno come Messi, ma i piedi non erano proprio di tale fattezza. Allora ecco che il clone avrebbe avuto tale talento. Questa idea poteva essere sfruttata tantissimo anche per i ragazzi, i bimbi. Un ragazzino di otto anni che manda il suo clone a calcio. Oppure un diciottenne che vuole la voce da grande rapper, non una copia di quelle già esistenti, una nuova che sfonderà che conquisterà la gente. L'altro chip invece toccava un tema molto sentito abbattendo pericolosamente una frontiera: quella della vita. Eutanasia del soggetto originario malato tramite clone. Il clone, attraverso analisi fatte con uno scanner contenuto nel clone stesso, appurate le gravi condizioni fisiche e psichiche del soggetto originario, solo su esclusiva richiesta vocale e conferma via impronta digitale del soggetto originario stesso, poteva ucciderlo.
L'Eutanasia era già legale, siamo nel 2129, ma solo se decisa e valutata da un soggetto medico umano e su richiesta scritta e non vocale ed immediata come sarebbe accaduto con un clone. Legalmente era possibile perché alcuni vuoti legislativi su quella norma aprono a questo spiraglio, ma la questione era cmq delicata.

Ciononostante andò dai suoi capi con quel prototipo. Anche il primo chip apriva a problematiche etiche, quali il rischio di mandare un clone invece di un soggetto originario e quindi barare sulle proprie capacità o cmq sostituire la vita che il soggetto umano originario avrebbe dovuto vivere con una "virtuale" condotta per lui dal suo clone.

Due problematiche delicatissime per questo lei temeva la bocciatura del progetto e forse anche qualcosa di più legato alla sua permanenza in azienda.

Ed in effetti le cose da quel giorno non furono più come prima. Eleonora, fu promossa, fino a diventare non solo capo struttura della ricerca tecnologica dell'azienda ma anche A.D.

E così da quel giorno i nostri sogni potevano realizzarsi tutti per interposta persona o meglio per
interposto clone. Anche la morte.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®



ARIANO GETA 
 
Potevano tornarle utili quei cloni di se stessa che teneva fermi nel suo laboratorio segreto in attesa che fosse abolita quella antiquatissima legge che proibiva la clonazione umana.
Erano tre, si presentarono negli studi di altrettanti detrattori della loro creatrice e li invitarono a scattarsi qualche selfie insieme e a condividerli si instagram.
Bastarono poche ore perché i tre sapientoni - tutti rigorosamente "amici" in rete - notassero che nella stessa identica ora la loro collega donna era in tre posti diversi a decine di chilometri l'uno dall'altro a scattar foto insieme a ognuno dei tre.
"Come è possibile?" le mandarono quasi contemporaneamente lo stesso messaggio su whattsapp.
"Sto facendo uno studio sull'ubiquità, oggi ho fatto il primo esperimento" rispose lei.
Subito dopo brindò insieme ai suoi cloni e li pregò di ritornare nel laboratorio segreto.

ARIANO GETA




VINCENZO IACOPONI MALAVISI

Mi stava davanti da almeno venti minuti e da allora lo stavo minuziosamente osservando: tale e quale a me. Era salito sul treno due stazioni dopo la mia e sembrava avesse la stessa mia destinazione. Me lo guardo e me lo riguardo. Che bello, come guardarsi allo specchio. Insomma sto per dirla: questo è il mio clone, il Vincenzo Iacoponi bis. Accavalla le gambe come faccio io, arriccia il naso proprio come me, come il mio papà, mica il suo, e si scaccola con la mancina, solo con la mancina, la manaccia schifosa del diavolo. Arrotonda la caccolina tra pollice e indice, poi la scaravanta lontano. Bravissimo. Cavolozzo fritto! Me lo hanno pensato e fatto identico sto clone. Ogni tanto solleva leggermente una chiappetta, con nonchalance, come se non dovesse succedere niente e invece, hopplà, molla la flatulenza con leggerissimo accompagnamento di bassi ed archi. EVVAI, nel raggio di quattro metri o cinque ci sono solo io, che non protesterò certamente. Sono proprio innamorato di questa tua impertubabilità. Sei un grande, Vincè, sei un mito, come ti dice a volte Patrizia.
Ti stai alzando, vai nel corridoio. Capperi, siamo già arrivati. Ti seguo scalpitante ma silente. Trovo comunque strano che tu non abbia dato segno di avermi riconosciuto. Eh sì, porello, deve dargli un po' fastidio pensare che io lo stia ad osservare così da presso. Ma credimi, clone mio, io mi diverto un sacco e vorrei tu fossi al posto mio...e adesso credo di avere detto appena appena una vaccata, perché tu sei tu e sei già al posto tuo, che poi sarebbe il mio, ma questa adesso mi sfugge.
Scende, esce dalla stazione. La conosco la strada: ora deve infilarsi in quel boschetto. Lo fa ogni volta per guadagnare qualche minuto. Sono certo che adesso si ferma a quella grossa quercia per lasciare un po' di orina. È concentrato sulla lampo dei suoi pantaloni...questo è il momento.
L'ho già raccolta la pietra...un attimo e gliela sbatto sulla testa con tutta la mia forza.
Crolla al suolo, gira la testa...un ultimo sguardo incredulo, poi rovescia gli occhi. È andato.
Mi guardo intorno: nessuno ha visto nulla ed il suo cadavere scomparirà in breve. Ma il suo spirito è ancora qui. Credo di dovergli una spiegazione.
"È nella logica della vita, Vincè...Tu eri ormai oltre gli ottantaquattro anni, io invece ho solamente quattro ore. Guarda quanto tempo mi rimane ancora per aggiungere i miei casini a tutti quelli che hai combinato tu. Spero di renderti immortale, Vincè"
Lo vedo scomparire piano piano risucchiato dall'erba del boschetto.
Apro la lampo dei miei pantaloni e faccio quello che non ha avuto il tempo di fare lui. Richiudo la lampo e mi allontano fischiettando.

VINCENZO IACOPONI MALAVISI



CRISTIANA MARZOCCHI 
 

Sullo schermo a parete digitò 'riesumazioni' e le apparve Livello -7 sezione 2025.
Attivò l'ascensore supersonico e in in 130 secondi scese al livello indicato ; salì sul nastro trasportatore e seguendo la numerazione giunse alla sezione 2025,ove erano conservati i reperti museali , con le identità dei riesumati , ognuno col proprio curriculum e la trascrizione del DNA.
Scorse l'elenco dei nomi e capì di aver fatto centro. Risalì in superficie e, percorso il finger di connessione, fermò un elitaxi e si fece portare a casa. Bevve un drink alla sua salute poi s'immerse nella lettura olografica scorrendo le schede dei riesumati.
Fortunatamente, già dal 2020/2025 la scienza era tanto sofisticata da poter analizzare reperti umani e poterli collocare in varie epoche e ambienti.Scorse la lista rei riesumati e si sentì elettrizzata leggendo i nomi che conteneva : Leonardo Da Vinci, Lucrezia Borgia, Napoleone, Voltaire, Shakespeare...e poi sportivi artisti poeti scrittori attori e politici del xx e xxl secolo, quali Picasso, Pitoski, Moravia, Brad Pitt , Robert Deniro e Valerj Bolton --- Hitler, Silvio Berlusconi , Kim Jong-un, Trump , Matteo Salvini e Rosario Tindaro Fiorello . Un altro settore interessante era quello dei personaggi della malavita come Totò Riina o serial killer come Ted Bundy e Manson e tutti coloro che avevano commesso un femminicidio. .Le brillavano gli occhi. Nel mondo del 2380, retto da un cervello elettronico e senza più guerre ci voleva ben altro che il "Roller Ball" per incanalare la violenza, i passatempi e gli interessi del genere umano e lei aveva trovato una soluzione che avrebbe accontentato tutte le tendenze.
Il giorno dopo avrebbe esposto l'idea alla direzione ed era sicura che avrebbero lanciato il nuovo prodotto : cloni di personaggi famosi quali insegnanti da cui imparare, oppure esseri spregevoli, di cui parlavano i libri di storia, da bistrattare per dare sfogo al desiderio di vendetta verso dittatori o assassini.
Personalmente, ne avrebbe scelti due , un clone/ Trump da dileggiare e un clone/Brad Pitt per trascorrere ore piacevoli.
CRISTIANA MARZOCCHI



POIANA

Prese il telefono e digitò un numero. Attese un po', fin quando una voce femminile rispose all'altro capo.
- pronto? -
- raduna le altre. È arrivato il momento! -
Abbassò il cellulare fissandolo nella sua mano. Spinse il tasto rosso e chiuse la chiamata sospirando, poi si tirò su il collo della giacca, chiudendolo con la mano destra, mentre si cingeva il busto con la mano sinistra. Si avviò lungo la strada in silenzio. Proseguì a passo svelto, seguendo l'onda dei suoi pensieri. L'unico rumore intorno a lei era l'eco dei suoi passi. Non c'era nessuno in giro a quell'ora. Arrivò alla piazza principale e si fermò; guardò l'altro lato dell'enorme spiazzo e sorrise soddisfatta. Era tutto pronto!
- 1... 2... 3! -
In un lampo si tolse il giaccone, mostrando uno sfavillante abito da soubrette, mentre una musica da parata cominciò ad echeggiare tutto intorno. Prese a marciare lungo le strade della città, seguita da enormi carri sul quale danzavano donne in tutto simili a lei e una folla di queste la seguiva marciando e ballando a tempo di musica, roteando bastoni infuocati o esibendo altri giochi di abilità. Aveva preparato tutto per mostrare il suo successo. Una sfilata di carri accompagnata da una miriade di suoi cloni, che in alcun modo sarebbe potuta passare inosservata.
In pochi minuti le immagini rimbalzarono su tutti i social e accorsero i giornalisti.
Tutti avrebbero visto i risultati del suo lavoro sulla clonazione, mentre lei marciava esultante e soddisfatta nel vedere le facce attonite di tutti quelli che l'avevano derisa.
Voleva che tutti vedessero e aveva scelto il modo più eclatante per far sì che accadesse e prendersi gioco di loro, canzonando la loro stoltezza esibendola davanti agli occhi di tutti. Alla faccia della sobrietà.

POIANA









CRISTINA M. CAVALIERE

 Lavorò a lungo, completamente concentrata sul suo lavoro, e quando ebbe finito sorrise. Sì, era venuta proprio bene quella prima serie. Depose le matite colorate e alzò entrambe le mani, svolgendo con cura le bamboline di carta. Non erano normali bamboline, di quelle che i bambini ritagliano da un foglio ripiegato e con un paio di forbici e divertendosi un mondo. Perché lei non era una normale bambina.
Difatti, la serie mostrava il suo compagno di classe che più odiava, quello che non perdeva occasione per deriderla. Dopo aver ottenuto la sua serie ritagliata, lo aveva raffigurato, disegnando con abilità non comune e in maniera perfetta. Ora era tra le sue mani e un'espressione di terrore gli stravolgeva i lineamenti moltiplicati a dismisura.
Avrebbe pensato con calma a che cosa fare di lui. Non c'era alcuna fretta: del resto il lavoro d'una scienziata richiedeva una pazienza infinita, e lei aveva appena iniziato. 

CRISTINA M. CAVALIERE




                     Fanciullo con disegno
              di Giovanni Francesco Caroto (1523)

 

VERBENA 

  Tutti in ufficio si lamentavano che i computer erano troppo lenti. Ti potevi fare un pisolino in attesa dell’avvio del PC. All’improvviso un colpo di genio le passò per la mente. . Si mise subito al lavoro e il mattino dopo realizzò un programma per clonare le funzioni dell’antivirus e la cancellazione automatica delle pagine doppie Lo installò sul suo portatile e si stupì di come funzionasse perfettamente.
Soddisfatta delle performance potenziate del suo PC si recò in ufficio e chiese una riunione per presentare quello che aveva elaborato. Finalmente ebbe l’opportunità di dimostrare quello che sapeva fare, un’importante rivincita di cui andare fiera.

VERBENA

LULU 

Andò sul retro del laboratorio e, tra le decine di gabbie che contenevano cavie a pois rossi, topolini con orecchie da coniglio, criceti con il pelo a macchie di leopardo che correvano sulle loro ruote ad una velocità incredibile, galline dalle piume dorate e altri animali strani, si fermò davanti ad una gabbia in particolare e ne tirò fuori una gallina tutta marrone che stava covando tranquilla.
La gallina le si sistemò comodamente in braccio e con un sonoro “coccodè” le fece rotolare nelle mani un bell’ovetto scuro. Lei lo prese e, con delicatezza infinita, lo incise leggermente con l’unghia… Il guscio si aprì  e ne saltò fuori un uovo di cioccolato!!!
Posò la gallina sul tavolo completamente ricoperto di alambicchi, provette e, gustandosi il cioccolato, si mise al lavoro…
Qualche settimana dopo la sua foto era su tutti i giornali, insieme a una decina di gallinelle identiche che promettevano di produrre una quantità incredibile di uova di cioccolato. Subito fioccarono i contatti e i tentativi di accaparrarsi quelle galline e le loro uova, ma lei non cedette a nessun prezzo!!! Ora che la fama era raggiunta, non avrebbe condiviso con nessuna azienda la sua invenzione: decise di tenere con sé le galline e di omaggiare diverse strutture che ospitavano bambini delle uova di cioccolato per Pasqua. Poi si sarebbe ritirata nuovamente nel suo laboratorio per il resto dell’anno!
LULU 

 
IL MIO FINALE




“Ah, volete fare gli sbruffoni? Pensate che io non sia capace a rimettervi in riga. Bene! Lo vedremo.” sorrise.

In fondo era o no una scienziata? Avrebbe preparato degli stampi con le facce di tutti i suoi colleghi e poi…. poi biscotti!!!! 
Scienziata sì, ma anche donna che si sarebbe divertita un mondo ad osservarli mentre si mangiavano a vicenda



Patricia


26 commenti:

  1. Buona Pasqua, Patricia.
    sinforosa

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  2. Divertente il tuo finale. Bello vedere sempre anche nuovi partecipanti. Buona Pasqua a tutti

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    1. Scienziata proprio no ma cuoca e pasticc..iona sì! :)
      Auguri!

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  3. Forte Pat. non smentisci mai il tuo spirito,a volte un po'caustico :):):)
    Cri
    PS. Non potresti raddoppiare questo appuntamento, visto il successo che ha ? Tutti bravissimi.

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    1. Grazie Cris! :)
      Sai, farlo davvero dicono sia reato ma così... basta avere un po' di ironia :)
      Bacio!

      ps addirittura??? Per ora no ma chissà che non mi venga qualche altra idea :)

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  4. Sono scesa in Sicilia una settimana fa e ho chiuso la mia attività sul web per dedicarmi ad amici e parenti. Sono stata bene nella mia città e purtroppo martedì riparto.
    La partecipazione è sempre grande, l’entusiasmo anche: pure questa volta leggo il riepilogo e faccio i complimenti a tutti. Una Buona Pasqua a te e aii frequentatori del tuo blog. Un bacio. 🤗

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    1. Quando vuoi Marina.. sai che la porta è sempre aperta :)
      Buona Pasqua anche a te e famiglia!
      Ciaoooo

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  5. Tantissimi cari auguri di buona pasqua

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    1. Mi sa che ci siamo incrociate coi blog ahhahahah tu venivi a trovare me e io ero a casa tua ahahhaha
      Auguri Ste!

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  6. Complimenti e buona Pasqua a tutti :-)

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  7. Belli tutti, come al solito.
    Un abbraccione e tantissimi auguri di buona Pasqua, bella 😘

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    1. Poiana, che ci posso fare se siete bravissimi??? :)
      Bacio e auguri!

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  8. Caspita, anche il tuo finale non scherza per nulla in quanto a perfidia!!! I colleghi che si mangiano a vicenda mi è piaciuto moltissimo... Bravi anche gli altri partecipanti, come sempre del resto.
    Approfitto per farti tantissimi auguri di sereno periodo pasquale, che quindi vale anche per i prossimi giorni. :)

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    1. Ahahah sarà che mangerei qualcuno davvero ma con 82 anni mi sa che sia coriacea 😁
      siete tutti bravissimi!
      Auguri anche a te!

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  9. Caspita che bravi, e anche il tuo finale è... fantastico!
    Un caro saluto, buona Pasquetta
    Carmen

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    1. Grazie Carmen e se vuoi provare anche tu.... 😊
      Bacio stella!

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  10. Si sta bene un buona compagnia. A casa tua in modo speciale.
    Ciao. Buona Pasquetta.
    Enzo

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    1. Questo è un bel regalo di Pasqua, Vincenzo! :D)
      Mi fa molto piacere.
      Ciao e buona Pasquetta

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