venerdì 20 aprile 2018

INSIEME RACCONTIAMO 32



      INSIEME RACCONTIAMO 32



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#racconti
#fare blogging



20 Aprile e si riparte con la nuova puntata di  INSIEME RACCONTIAMO.

Stesse regole e nuovo incipit. Poi, il primo maggio ci sarà il riepilogo.
Questo mese credo di essere stata buona ahahhahahh e vi offro un incipit molto aperto. Credo che potrete spaziare in tantissimi campi :) a voi la decisione... quella difficile che deve prendere il nostro protagonista...

Ma eccovi la foto e l'incipit






L'INCARICO
 

Seduto in studio, le mani giunte di fronte al naso, si stava lambiccando il cervello. Questa volta l’incarico era notevole. Redditizio sì ma decisamente complicato. Sarebbe riuscito a trovare una soluzione?
Decise di andare a prepararsi un caffè forte e nero. Magari gli avrebbe stimolato la fantasia.



Buon lavoro a tutti!
Patricia




36 commenti:

  1. Doveva scrivere un articolo sulle donne! Siccome lui era il solo maschio di una famiglia di sette sorelle e la madre vedova.

    Di chi avrebbe mai dovuto parlare?
    Di Betty la primogenita detta Robocop? Oppure di Jenny la cleptomane? Lucy la ninfomane ormai conclamata? Di Roberta la vegana? Di Linda che diceva di fare la stilista invece vestiva e truccava cadaveri all'obitirio? Di Loredana e Morena le gemelle diverse? Una anoressica e l'altra obesa?
    No! Avrebbe parlato di lui! Sì, si disse, mettendosi il rossetto.

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    1. ahahahahhaahhahahaahahh tutto mi sarei aspettata tranne l'ultima frase ahhahahahaha
      FAvolosa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Altro che fantasia, lì ci voleva un miracolo; rimettere in sesto i conti non era cosa da poco anche perché altrimenti avrebbe voluto dire LICENZIAMENTI. Studiò e studiò, contò e ricontò e a fine settimana ecco la soluzione, un po’ di ristrettezze si, migliori investimenti, maggiore cautela, ma nessuno avrebbe perso il suo posto di lavoro. Anche questa volta era riuscito a salvare una grande azienda, era pronto per ripartire.
    sinforosa

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    1. Grande Sinforosa!
      Peccato che non ci sia tu a far quel lavoro! Chi è inariato in genere taglia... posti di lavoro :(
      Ciaoooooooooooo

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    1. Pensaci Tiziana :)
      Hai tempo fino al 30 aprile Ciaoooo

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  4. …Certo lui era il migliore nel suo campo. Precisione e freddezza ed attenzione minuziosa ai dettagli lo avevano sempre contraddistinto e messo in evidenza facendolo risultare il migliore tra tutti i suoi "colleghi". Però questa volta il bersaglio era di quelli tosti. Doveva uccidere Mark Zuckerberg. Era stato contattato da un sedicente gruppo di rivoluzionari antisocial che lo avrebbe pagato molto bene e che vede in facebook il male assoluto. Non che non sia vero, ma in realtà il male sta nella gente imbecille che utilizza quello strumento per vomitare banalità e volgarità gratuite. Poi ci sarebbero anche altre questioni legate alla privacy ed alla gestione del colosso in relazione alla censura, ma anche questo è un problema che nasce nella notte dei tempi, La censura virtuale è solo la versione 2.0 di quella analogica di una volta.

    Cmq John era combattuto. Da un lato l'eco sul caso sapeva che lo avrebbe costretto a sparire per molto tempo ma questo era un problema relativo visto che il denaro già per metà versato sul suo conto offshore gli permetteva tranquillamente di essere un fantasma per almeno più di trent'anni. Dall'altro si dibatteva in lui, sicario freddo e razionale, una questione etica. Accettare tutti quei soldi per un lavoro che avrebbe fatto anche gratis? Gli sembrava di rubare quei soldi. D'altronde visto il clamore che l'omicidio avrebbe causato, doveva coprirsi le spalle e quindi gli serviva molto denaro, oltre a quello messo da parte in decenni di carriera.

    Fu una notte tumultuosa, il suo cervello era un turbinio di pensieri con le sinapsi impazzite.

    Alla fine decise: prese l'incarico ma accettò solo la metà della somma offertagli.

    il giorno dopo John completò il suo lavoro e ripulì il mondo

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    PS: è pura fantasia anche se M Z mi sta sulle scatole, volevo precisarlo :-)))

    PS2: SCUSAAAA i commenti precedenti cancellati ma ho scritto questo finale di getto e quindi ho piazzato degli errori di battitura , semplici refusi che però rileggendo più volte ho tolto.

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    1. Ma povero Marcolino!!!!!! Ma daiiii... ahhahahhahahahahahah
      per fortuna non legge proprio questo blog altrimenti sarebbe là con cornetti e amuleti vari ahhahaahahah
      Bravo Daniele!

      ps come vedi ho tolto il surplus. Niente di grave! Niente che non si possa sistemare con ... più o meno due chili di fugassa. Quella buona però ahahhaahahahahahha
      Tranquillo! Tutto ok!

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  5. Carissima Patrizia, e sempre bello leggervi e dico imparare tante cose.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso carissimo!
      Grazie a nome di tutti e buon pomeriggio a te! Smack!

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  6. Non vedevo l'ora!
    Grazie Pat, è stimolante.
    Cristiana

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    1. ahahhaahahhaah sei incontenibile Cris! ahahhaahah

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  7. Non era un compito facile. Il suo committente - l'onnipotente CIA - non gli aveva dato alcun limite di budget: gli avrebbero messo a disposizione anche dieci milioni di dollari se necessario. Ma non volevano essere coinvolti in modo diretto in nessuna maniera: nessun referente con cui comunicare, nessuna relazione da redigere, nessun agente coinvolto. Se avesse avuto bisogno di spie, informatori, cecchini, sicari, seduttrici e corruttori, si scordasse di poter utilizzare uomini e donne al servizio della CIA: avrebbe dovuto procurarseli lui, estranei all'agenzia, pagandoli coi soldi che gli erano stati forniti. Praticamente doveva crearsi la propria squadra da solo.
    Cominciò a leggere relazioni sulla nazione da colpire, dettagliati "who's who" sulle persone più influenti, raccolse informazioni basate su fonti attendibili.
    Infine ipotizzò una prima bozza di progetto. Però doveva comunque parlarne con l'agenzia. La CIA voleva risultare non coinvolta, benissimo, però almeno un incontro preliminare - riservatissimo ovviamente - era necessario.
    Il contatto dell'agenzia doveva essere un pezzo grosso, anche se si presentò nello squallido topless bar prescelto come meeting point indossando un completo unto e bisunto da commesso di McDonald in pausa.
    "Mi esponga il progetto".
    "Ho alcuni contatti in loco. Con un'adeguata potenza finanziaria - lei mi capisce - potrebbero utilizzare i social network locali per diffondere false notizie su conversioni forzate. In quel paese la religione è un fatto privato, tuttavia esiste una piccola minoranza di sunniti che non accetterebbe mai l'obbligo di convertirsi: per loro la versione sciita è un'eresia".
    "Quindi se si diffondesse la notizia di rapimenti segreti di sunniti da parte delle forze di polizia locale e torture per spingerli a diventare sciiti, lei pensa che sarebbero pronti a sollevarsi con le armi?"
    "Se gliele forniamo..."
    "Perché parla al plurale?"
    "Va bene: se gliele FORNISCO IO, do per certo che si solleveranno contro il governo per reagire a queste ipotetiche conversioni forzate".
    "E l'opinione pubblica internazionale?"
    "Ovviamente dovremo... DOVRO' corrompere un bel po' di giornalisti e opinionisti affinché ritengano vere e attendibili tutte le comunicazioni che invieranno questi ribelli sunniti tramite social networks".
    "Proceda pure" lo autorizzò il commesso del McDonald. "Come chiamerà in codice l'operazione?" aggiunse per banale curiosità.
    "Avevo pensato a 'operazione Siria', no?"
    "Anche se riguarda solo lei, la prego di non usare riferimenti così espliciti".
    "Va bene, allora: 'operazione pesche alla siriana', che ne dice?"
    "Può andare".

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    1. hahahhaahhhh Sai cosa diciamo di quelli come il tuo addetto Mc Donald? Diciamo che sono di San Damiano, tirano la pietra e nascondono la mano ahahhaahahah
      Oddio! Con questa puntata ho creato dei "mostri" ahahahahahah
      Anche tu sei sanguinario oggi :)
      Bello però. Bello e chissà perchè ho la vaga impressione he potrebbe anche essere realistico :)

      Può andare, GEta. Promosso! :*)

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  8. Sai che l'immagine che hai scelto è la stessa del mio ultimo post? Lo scultore può essere orgoglioso di tanta notorietà (magari è famosissimo e solo io non lo conosco...). ;)

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    1. Sono andata a rivedere il tuo post. Non me lo ricordavo proprio! ahhahahaha la memoria!!!! Dalle tue parte ne vendono per caso? Io ne avrei bisogno almeno 5/6 quintali ahahhaha
      Io l'ho trovata su pixabay free de mi sembrava perfetta per il mio incipit. L'incertezza, il non sapere cosa fare, che pesci pigliare...

      ps l'autore? non lo conosco, a me eera piaciuta la foto

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    2. Anch'io pixabay, ma non è mica un problema fare il bis! Se dalle mie parti vendessero memoria l'avrei già acquistata tutta io... ;)

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    3. Egoista ahahahahahhahahahahaha non divideresti?

      io vado avanti a biglietti appunti note... e perdo pure quelle!

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  9. Ooohh SI!! quanto mi è mancato Insieme Raccontiamo ^_^...
    Mo ci penz e torno col finale :****

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    1. Anche tu sei mancata :)
      dai pensa pensa.... :D)

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  10. Ci penso un poco su....ma non prometto niente.

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  11. Il mio contributo. Inizio a scrivere e non so cosa, come sempre. Stavolta però ho un impegno con me stesso, come ben sai. Sono proprio curioso.

    Mia nipote si sposa i primi di luglio. A me ha dato un incarico che non mi pareva così rognoso: dipingere un quadro di tutti i membri della famiglia, mettendone in evidenza i pregi e i difetti.
    Fare un quadro siffatto per me è facile tecnicamente. In fondo avessi un cane gli legherei un pennello alla coda e amen.
    Ma chi stabilirebbe quali sono i pregi e i difetti di ciascuno? Dovrei essere io, o tu, o lui oppure lei?
    Cambiamo il punto di osservazione e che ognuno parli e dica quel che vuole.

    Anna Maria al centro, che guarda lo monno infame e che pensa tutta colpa mia che l'ho sposato. Pensa se sposavo Valerio facevo la signora riverita e rispettata. Invece fin dal primo anno lava e stira pannolini smerdati e sempre lavatrice piena delle sue camicie.

    Enzo che sta girato a guardare fuori dalla finestra e pensa tutta colpa mia che mi dissi, mai una romana per più di una settimana. Pesco nel Friuli, dove sono tutte calme e riflessive. Alla faccia! Son tutte uguali, rompicoglioni e gelose fradicie dalle Alpi alla Sicilia e non scordate la Sardegna.

    Se ognuno dicesse la sua avremmo un bel quadro, ma poi ci rimarrebbe male la sposa. Allora?
    Allora mettiamo l'elmo alle femmine -che tanto sono loro le comandanti- e il gonnellino ai maschi; facce ridenti le femmine che hanno sempre qualcosa da festeggiare e nessun lineamento alle facce dei maschi -facce come culi- femmine in movimenti aggraziati, maschi immobili a gambe e braccia allargate, come li disegnano i bambini.

    Conclusione: che ciascuno cerchi la sua, e che ci azzecchi o no chi se ne frega, tanto non c'è più dialettica in questo mondo ed ognuno rimae per sempre della sua idea, che ritiene la migliore.
    Compito del pittore è farli fessi e contenti tutti quanti.
    E allora facciamolo sto quadro.
    Si sposeranno in Francia. Au revoir neveu et nièce!


    VINCENZO IACOPONI MALAVISI

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    1. E facciamolo sto quadro, Vincenzo!
      Colori e pennelli alla mano e avanti a dipingere. Così come li vediamo noi pittori/scrittori. Sì, scrittori anche, perchè tu dipingi pure con la tastiera e le parole.
      Poi, ognuno interpreterà quello che vede ome gli pare, secondo le sue inclinazioni e voglie.
      bacio giovanotto!!!

      ps i complimenti non te li faccio perchè altrimenti ti monti la testa ahahahahahahahahahha

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  12. Ciao bella. A me mette abbastanza in crisi XD mo vediamo cosa esce fuori.
    Ciaoooooo

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    1. Ciao Poiana, scusami!!!!! Mi ero persa il tuo commento... invecchiando capita questo e altro :)
      Anch'io sono in crisi... furba eh??? ahahhaahhaahah
      Qualcosa ci inventeremo!

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  13. Questa non è malvagia. sulla traccia della mia mail personale intendo.

    #L'INCARICO

    Glielo aveva dato suo suocero, quando era stato a pranzo a casa loro.
    "Portala a fare una passeggiata in montagna. È diventata una vitella: non farla diventare una mucca"
    Era un evidente invito. L'indomani sul presto lo eseguì.
    La montagna l'avevano vicina. Afgar fece vestire sua moglie con scarpe adeguate e la spinse fuori dalla porta, sufficientemente riluttante.
    Izmir non aveva mai camminato felice.
    Alla prima erta già sfiatava come un'auto scassata. Diede un'occhiata al marito che la seguiva. Se non la trascino mi si pianta come un mulo, pensò Afgar e le prese una mano.
    Ma quanto pesava! Tirò e tirò, poi pensò che l'avrebbe volentieri lasciata cadere. Ma non qui, pensò, troppo fangoso e lei ha il vestito buono.
    Poco più in alto sporgeva in fuori uno scoglio aguzzo. Afgar ci salì sopra con sua moglie. Non era uno scoglio e sotto non c'era il mare: era una sporgeza rocciosa e sotto un dirupo abitato da abeti che si protendevano verso l'orizzonte.
    Afgar mollò la mano della donna e le diede una dolce spinta. Lei precipitò senza un fiato. Passò indenne tra i più vicini abeti ma centrò un terzo e lì rimase, sdraiata sul tronco a faccia in giù.
    Appena capì che non si sarebbe più mossa Afgar si allontanò rapidamente senza voltarsi più dietro.
    Incarico eseguito. Missione compiuta, sempre che avesse chiaramente interpretato le parola del suocero. Solo un piccolo dubbio: c'erano i due punti tra la frase principale e la secondaria, oppure no?
    "È diventata una vitella, due punti: non farla diventare una mucca".
    Ordine chiaro e perentorio da uomo a uomo.
    Oppure non c'erano i due punti? Mah!

    Lo ritrovarono sei giorni dopo in un dirupo: aveva la gola tagliata.
    No, non dovevano esserci stati i due punti.
    La polizia cercava sua moglie, Izmir, certamente l'assassina perché di lei si erano perse le tracce.

    VINCENZO IACOPONI MALAVISI.

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    1. Epperò... il caldo ti fa bene, Vincenzo. Alimenta la tua fantasia :)
      Direi che è purtroppo attuale in certi posti. Solo di oggi la notizia di quella giovane pachistana sgozzata perchè rifiutava il marito scelto dal padre :(

      Complimenti a te!

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  14. Caffè forte e nero... come faccio sempre io quando voglio stimolare la mia fantasia ;-D

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    1. Esatto, Ivano! Nero, caldo e 1 e mezzo di zucchero. Tu forse invece lo prendi amaro se non ricordo male :)
      Doppio caffè per entrambi allora.
      In genere scrivo l'incipit e il finale. Questa volta invece sono in alto mare ancora ahahahah Ma come sono furba ahahhaahhaha

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  15. Il mio finale ^_^...

    https://dadirriblog.blogspot.it/2018/04/insieme-raccontiamo-32-by-myrtillas.html

    Pat, se nel mentre è cambiata qualche regola, aggiornamiiiiiiii...

    Torno a leggere i finali di tutti quando stilerai il riepilogo :*****

    Buon fine settimana!! :*

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    1. No, stella, è cambiato solo il banner perchè avevo voglia di colore :)
      Vengo subito a leggere!!!!
      Ah... bentornataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!

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  16. Seduto in studio, le mani giunte di fronte al naso, si stava lambiccando il cervello. Questa volta l’incarico era notevole. Redditizio sì ma decisamente complicato. Sarebbe riuscito a trovare una soluzione?
    Decise di andare a prepararsi un caffè forte e nero. Magari gli avrebbe stimolato la fantasia


    Essì, doveva saperne di più, si disse, e chiamò il contatto che gli aveva proposto l'incarico.
    Ok, si poteva fare, ma con una variante. Attivò la sua rete di collaboratori in Florida e partì per Miami.
    In aereo lesse tutto ciò che trovò in rete a proposito della signora, constatando che le varie biografie
    erano scarse di partcolari. Il fatto inconfutabile era che Colette Fourcrois era tra le più ricche
    donne al mondo, avendo ereditato un impero di prodotti cosmetici, una collezione di quadri
    e varie residenze nelle principali città ; aveva 56 anni, si era sposata giovanissima, ma il matrimonio
    era durato poco anche se aveva avuto una figlia, con la quale aveva da tempo interrotto ogni contatto.
    Della sua vita privata si sapeva poco e niente, se non che appariva di tanto in tanto a qualche party importante,
    come quelli alla Casa Bianca , ad alcune aste e che, a meno che fosse estremamente disdicevole,
    ovunque andasse era accompagnata da quelli che lei chiamava " i miei gemelli diversi ".
    L'incarico ricevuto ,consisteva nel rapimento della signora e la richiesta
    proveniva dalla figlia e dal marito di lei, due balordi che avevano il vizio del gioco.
    E' noto che il fallimento di un un rapimento avrebbe provocato esiti drammatici,
    come una condanna all'ergastolo, se non alla pena di morte
    ma, apportando alcune modifiche, sarebbe diventato fattibile.
    Affittò una casa sulla spiaggia di Boca Raton a due miglia di distanza da quella della signora
    e il mattino dopo , appostatosi nelle vicinanze di Villa Fourcrois,
    di lì a poco, vide un maggiolone cabrio uscire dal cancello con alla guida una donna;
    augurandosi che fosse prorio Colette , la seguì fino Boca Country Club ove lei scese dall'auto
    con i suoi gemelli diversi,due levrieri afgani, l'uno biondo e l'altro nero, Beau e Belle.
    Sguinzagliò i suoi segugi e dopo tre giorni organizzarono il rapimento sostituendosi all'autista
    del camioncino che prelevava i cani due volte al mese per la toelettatura.
    Tutto si svolse perfettamente, quando , previa telefonata minacciosa sulla vita di Beau e Belle
    la signora esguì gli ordini alla lettera : niente polizia , abitazione illuminata a giorno la notte stabilita e
    sistemazine del trolley , con 6 milioni di dollari, sull'ultimo gradino che dalla casa portava alla spiiaggia.
    Dopo una belle passeggiata lungo il bagnsciugaI assieme ai due levrieri, non gli restò che scambiarli
    con lil trolley.
    Soddisfatto e con sei milioni in tasca, dei quali uno era suo, il nostro se ne tornò a a N.Y.

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  17. Hhhhahaah come fare soldi senza rischiare troppo! Poveroi cagnini! Per fortuna tu li ami così tanto da non far fare loro una brutta fine nemmeno su carta :)
    Bel finale Cris!

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  18. Ciao! Questa volta passo... mi manca l'ispirazione, ovvero ne ho troppe e non sono riuscita a dare forma a nessuna! :(
    Buon 1° maggio!
    A presto...
    CreAttivamente...Lulù

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    1. Tranquilla Lulù! Si fa sempre come si può. Tu lo sai che il venti di ogni mese si ricomincia a giocare. Quando riesci sei sempre ben accetta. Se non ce la fai non ci sono problemi.
      Bacio e buon primo maggio

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