giovedì 10 maggio 2018

Il silenzio e il tumulto


Questo libro partecipa alla SFIDA ALL’ULTIMA PAGINA – READING CHALLENGE 2018


Il silenzio e il tumulto
di Nihad Sirees
Editrice Il Sirente (2014)




Non avevo mai letto questo autore siriano anche se mi piace la narrativa araba e mediorientale. L’ho scoperto leggendo un post su un blog che frequento di solito anche se al momento proprio non riesco a ricordare quale. Mi perdoni il/la blogger in questione.

E’ un romanzo che si svolge tutto nell’arco della stessa giornata, giornata piena di ricordi, riflessioni del protagonista, incontri, paura e violenze a cui fa da sottofondo il forte frastuono di una manifestazione in onore del Leader, il dittatore di turno. Il Leader, colui che ama essere osannato, idolatrato sarebbe più esatto, e ripreso in video da ogni angolazione e che adora rivedersi in questi filmati pieni di “amore” del suo popolo.
D’amore? Direi da lavaggio del cervello. Da paura. Imposto e che non si può non dimostrare.

Solo il protagonista non partecipa distrutto dal frastuono e dalla vergognosa genuflessione di tutti di fronte al potere assoluto. Ma per lui è diverso. E’ già considerato un reietto, un paria. Non essendosi mai allineato né sottomesso al diktat che prevedeva che nel suo programma di libri e scrittura si parlasse solo del Leader, è uno scrittore caduto in disgrazia. Non può più tenere il suo programma radiofonico né pubblicare libri o articoli su riviste.
Praticamente è considerato un traditore.
Nell’afa assurda della Siria, nel fracasso assordante dei manifestanti, si chiede cosa gli succederà e non solo per il suo non piegarsi ma anche per aver difeso un ragazzo dalle botte di tre sgherri del servizio d’ordine che lo massacravano di botte e che gli hanno pure ritirato la carta d’identità.
Si chiede se potrà mai tornare a lavorare liberamente prima dell’allontanamento dal mondo del lavoro e dalla vita sociale in generale. Troppi pollici versi per lui!

Ma questo libro è un romanzo sulla paura, quella che costringe a credere e subire inghiottendo l’amor proprio e la dignità pur di poter continuare a portare a casa la classica pagnotta.
Un romanzo sui dubbi esistenziali di un uomo che è costretto a vivere ai margini della società fino a quando non smetterà di rifiutare certe imposizioni.

Il protagonista lo capirà solo alla fine, quando incontrerà il futuro marito della madre, ovviamente un uomo di potere, che gli sbatterà in faccia una triste verità che Lana, la sua amante, aveva già compreso con la sua vista attenta e lunga.
Difficile per lui prendere una decisione.
Gli toccherà  scegliere tra il chinar la schiena al potere e inghiottire la sua dignità o mantenerla integra facendone pagare le conseguenze alla madre.
Ma noi non sapremo mai quale decisione prenderà. L’autore non ce lo dice. Lo intuiamo o meglio, lo immaginiamo a seconda del nostro carattere, a seconda di come noi stessi ci comporteremmo in una simile occasione.

Certo che quando ti mettono di fronte al dilemma il frastuono di queste continue manifestazioni o il silenzio di una cella se non, peggio ancora, quello definitivo della morte, la scelta è ardua.

Tutto sommato ho apprezzato questo romanzo. 
Mette in luce chiaramente la follia esaltata del Leader (autoeletto tramite colpo di stato), la miseria infinita della sua anima, il suo narcisismo spinto all’eccesso; la paura sottile che abita tutti quanti e li comanda; il tarlo del dubbio che improvvisamente incomincia a rosicchiare le certezze del protagonista e lo costringe a ripensare alle sue scelte.
Infine, quello che lo stesso protagonista non comprende: il sacrificio di sua madre che dietro l’aria da svampita e con finto entusiasmo si umilia piegandosi ad un matrimonio che può salvarlo.
Patricia

9 commenti:

  1. Stupenda recensione e libro che sembra davvero interessantissimo. Conclusdo solo dicendo che "quello che lo stesso protagonista non comprende: il sacrificio di sua madre che dietro l’aria da svampita e con finto entusiasmo si umilia piegandosi ad un matrimonio che può salvarlo" potrebbe anche essere letto come quello che il protagonista non vuole accettare pur comprendendolo.

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    1. Grazie, Dani!
      Giusta sottolineatura la tua. A volte i figli non vogliono vedere certi sacrifici dei genitori. Forse per non sentirsi in obbligo.. O sminuiti, se non si interessava mia madre/mio padre io non ce la facevo. O forse, molto più prosaicamente perchè i sacrifici dei genitori sono scontati. Ci hanno messo al mondo è giusto che lo facciano.

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  2. Cara Patrizia, come sai io leggo molto poco, oggi sono qui per forse scusarmi, tu sai che andremo a Trento per la nostra adunata di noi alpini, ho fatto un post oggi per fare vedere qualcosa delle precedenti adunate, ho usato anche una nostra foto che a Asti ci eravamo incontrati, io terrò questo ricordo indimenticabile, come quello che avverrà a Trento incontrando la cara amica Federica, che giorni fa le avevamo parlato.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ma di cosa ti scusi? Ma non è il caso! Tranquillo! Mi ha fatto molto piacere invece.
      E' stato un incontro emozionante, credimi. Anche da parte di mio marito che ti augura una buona adunata a Trento e ti manda a salutare.
      Bacio stella!

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  3. Non conosco molto la letteratura mediorientale, ma questo romanzo sembra davvero interessantissimo e in alcuni passaggi mi ha fatto venire in mente "1984" di Orwell. La figura del "caro Leader" purtroppo è sempre di attualità, in qualsiasi salsa si presenti.
    Poi mi spiegherai come hai fatto a procurarti i famosi cloni, vista la quantità formidabile delle tue letture. ;)

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    1. Io non conoscevo questo autore e forse ne ho sentito parlare qui sul web su qualche blog. Ah, la memoria!!!!! Merce sconosciuta! :)
      E' un romanzo che si svolge in un giorno ma in quel giorno ci dà la possibilità di vedere cosa è il potere in certi Paesi. TErrore. Diritti negati. Solo quello.
      Cloni???? ahahhaahahahah diecimila almeno.

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  4. Sto cominciando ad amare la letteratura mediorientale, grazie di questo bel suggerimento, lo leggerò
    un abbraccio

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    1. Ohi ohi... ti ho contagiata? ahhahaha
      Ciaoooooooooo

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    2. Mi sa di si, a distanza purtroppo!

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