martedì 22 maggio 2018

Sara al tramonto


Questo libro partecipa alla SFIDA ALL’ULTIMA PAGINA – READING CHALLENGE 2018




Sara al tramonto

di M. De Giovanni

Rizzoli Editori (2018)






Sono abituata ai personaggi di De Giovanni. La banda semi squinternata e all’apparenza male assortita dei Bastardi di Pizzofalcone… la profonda tristezza interiore di Luigi Alfredo Ricciardi… la fedeltà di Maione….

Tutti personaggi umani sotto la scorza di spavalderia o malinconia. Tutti fragili sotto la scorza di una forza interiore solo millantata.

Tutti comunque entrano sottopelle subito, al primo incontro.


Questa nuova protagonista invece non l’ho ancora inquadrata bene. 
Sara Morozzi, la donna, ex poliziotta, che vuole essere invisibile agli occhi del mondo. Prima per lavoro per non essere scoperta e poi proprio per essere ignorata e vivere nel suo dolore, tra la nostalgia e il rimpianto di un amore che non c’è più.

Tanto desiderosa di essere invisibile da diventare per conto mio, non dico invisibile come personaggio ma quasi. All’inizio del libro, soprattutto.

Poi, proseguendo nella lettura, viene fuori un certo spessore; una profondità di dubbi e insicurezze nascoste sotto cumuli di certezze posticce. Parlo della vita privata, ovviamente, perché quando ritorna ad occuparsi di un’indagine in modo molto alternativo e fuori dalle regole, nella sua ex professione continua ad essere formidabile.


E’ comunque un personaggio oltre le righe e ancora non sono riuscita a darle una fisionomia precisa. Mi spiego.

Se i suoi due aiutanti sono chiaramente uno buffone e squinternato, Davide Pardo, e l’altra dolce e desiderosa di ritornare a vivere dopo la morte del compagno e in attesa della nascita del figlio, Sara invece resta in un limbo di mia indecisione. A volte mi pare una donna più fragile di quello che dovrebbe, a volte molto più forte. In alcuni punti mi pare quasi piatto come personaggio e in altri mi sembra più consistente.



Di sicuro c’è che il romanzo ruota più intorno alla sua figura enigmatica e complessa che al caso vero e proprio.

Di ancora più sicuro c’è che De Giovanni ha uno stile puro, coinvolgente e nonostante il mio iniziale disamore per Sara la lettura è proseguita spedita e piacevole.



Non so! Se questo è solo il primo libro di una nuova serie, leggerò senz’altro anche il prossimo perché devo capire bene questa Sara. Devo riuscire a scoprire tutte le sue sfaccettature che con questo romanzo mi sono sfuggite.
Ecco! Non mi ha preso da subito, mettiamola così.


Il giudizio come libro però è positivo. 
Per me, De Giovanni resta sempre un signor scrittore.

Patricia

2 commenti:

  1. Forse la forza di Sara è proprio in questa sua enigmicità, in questo suo low profile in questo suo desiderio di non apparire in un mondo fatto di vuota, sterile e superficiale appariscenza. Inoltre un messaggio quasi "subliminale" del libro potrebbe proprio consistere nel far capire ai lettori che per avere spessore nell'animo e nella testa non è necessario porsi sempre in evidenza ma lo si può mostrare anche senza sempre essere al centro dell'attenzione.

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    1. Potresti anche avere ragione Daniele però... però un personaggio volutamente "trasparente" non dovrebbe comunque lasciarti qualcosa? Toccare qualche tua corda? Farti apprezzare il suo non voler apparire perchè ne capisci se non condividi il motivo?
      Ecco invece che questa Sara a me di corde proprio non ne ha toccate. L'ho semplicemente trovata insipida, senza spessore e basta.
      Giusto! Lo spessore interiore non si misura con la grande visibilità e la brama sfrenata di attenzione, però, ripeto che in questo personaggio non ho trovato nulla del genere. C'è. E' lì ma non mi ha regalato proprio nulla.
      Poi, per carità, idea mia. Anche se al salone del libro ho parlato con un editore che vendeva un libretto con racconti di De Giovanni e si è lamentato dello stesso problema. Mi diceva che sia lui che le persone con cui aveva parlato si lamentavano proprio di questa assoluta mancanza di spessore. Di questo... piattume del personaggio.

      Se ne uscirà un secondo proverò ancora a dargli una possibilità però certo che Ricciardi o i bastardi di Pizzofalcone son di tutt'altra risma :)

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