lunedì 28 maggio 2018

Tsugumi


Questo libro partecipa alla SFIDA ALL’ULTIMA PAGINA – READING CHALLENGE 2018

Tsugumi

di Banana Yoshimoto

Universale Economica Feltrinelli (2013)






Mi avevano parlato di questo libro come di un libro malinconico e in effetti è pervaso da una forte malinconia dall’inizio alla fine.

Verso cosa? Verso la vita in generale. Queste adolescenti protagoniste del romanzo sono in credito con la vita e ne aspettano con ansia e trepidazione il saldo. Saldo fatto di serenità e felicità che non cessino più.

Maria, la voce narrante, e Tsugumi sono amiche e cugine. Dopo aver trascorso insieme l’infanzia si separano perché Maria si trasferisce lontano ma quando si saprà che l’hotel Yamamoto di proprietà dei genitori di Tsugumi sarà chiuso, si ritroveranno per trascorrere un’ultima estate insieme.

Dolce Maria, terribile la cugina. Tsugumi sempre malata ha un carattere prepotente e dispotico, fa scherzi idioti in una ribellione incompresa da tutti tranne che da appunto Maria. Ma solo in privato. Con gli estranei invece è affibile e gentile.

Eppure, nonostante questa differenza caratteriale riescono ad essere amiche. Quasi si compensano. Troppo diverse per non essere indispensabili l’una all’altra. Forse perché imparano entrambe a conoscere i punti deboli dell’altra.



Anche in questo libro di Yoshimoto, la trama si snoda tra ricordi del passato, in questo caso dell’infanzia essendo le due ragazze solo adolescenti. Il padre di Maria che arrivava solo a fine settimana in attesa del divorzio dalla prima moglie, il ricordo della madre che era considerata solo l’amante… ecco sono solo alcuni dei ricordi che fanno da legante ad una trama che nostalgicamente parla di vita ma che tutto sommato punta lo sguardo verso un futuro che si spera meno incerto.

Ma questa malinconia appartiene a tutti.

Il padre di Maria si strugge per la lontananza del mare.

Chojiki il ragazzo di Tsugumi è addolorato per la scomparsa del suo cagnolino anche se lo tormentava qualcosa già prima.

Yoko, la sorella di Tsugumi, e la madre sono dolorosamente rassegnate alla malattia della ragazza.

Anche se questi sono personaggi secondari, tutti insieme suonano delicatamente un inno alla vita che scorre e che potrebbe cambiare le loro sorti.



Scritto senza fronzoli, in modo semplicemente esemplare, ci presenta un angolino di Giappone che ha sapore di mare, salsedine. Sapore di devozione ma anche di ribellione se pensiamo a Tsugumi.
 
Di certo qui si ritrovano tutti i temi cari all’autrice. La morte reale e quella temuta, l’introspezione...



Decisamente bello! Forse, tra i libri di Yoshimoto che ho letto finora, è quello che mi è piaciuto maggiormente.

Patricia

16 commenti:

  1. Si sente che ti è piaciuto molto, hai descritto con poche pennellate i personaggi così bene che sembra di averli di fronte o di averli già conosciuti.

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    1. Grazie infinite Daniele! Mi fa piacere sapere che ho reso "vivi" questi personaggi. Ma li ho amati come ho amato il libro.
      Anche se sono arrivata tardi all'autrice nonostante le insistenze della figlia, ora sto recuperando.

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  2. Fai sempre buonissime rassegne dei libri letti da te.

    podi-.

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  3. Lessi Tsugumi parecchi anni fa - più di quanto mi piaccia ricordare! - e mi piacque molto. (Detesto il passato remoto! Vorrei abolirlo. XD) Nei libri della Yoshimoto trovo un senso di aria e di luce, lo stesso che è presente in molti film orientali e anime. Non so se ti è capitato di notarlo, ma per loro i capelli dei personaggi non stanno mai fermi, c'è sempre un leggero vento che li muove. Mi piace molto tutto questo. :)

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    1. VEro, Grazia! E' come se con quel venticello volesse cacciare la tristezza, i pensieri, il dolore. Come se volesse farci capire che le cose brutte ci sono nella vita ma si possono allontanare.
      Io sto scoprendo Yoshimoto ora che son vecchia. E pensare che mia figlia me ne ha parlato fino alla nausea ma forse non era il momento giusto. Ora però recupero ahahahah

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  4. Ciao Patricia, sai che ho letto quasi tutto della Yoshimoto meno questo? Devo assolutamente rimediare!
    Buona settimana

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    1. Io ne ho ancora parecchi da leggere di Yoshimoto ma poco per volta :)
      Ciao bella!

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  5. Anche per me, Tsugumi e Amrita i migliori della Yoshimoto.
    Letto a fine anni '90, mamma mia quanto tempo è passato...

    Moz-

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    1. Beh io li leggo nel secolo successivo ahhahaahahha sempre in ritardo i iemontesi! ahhahaha
      Amrita devo ancora leggerlo però c'è. D'altronde mia figlia li ha tutti :)

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    2. Leggilo, è bellissimo! 😍😍😍

      Moz-

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    3. Scusa, Miki! Avevpo perso questo commento.
      E' in attesa :) coi suoi fratelli ahahahahah

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  6. Interessante ...grazie. Anche se l'adolescenza dovrebbe essere l'unico periodo della vita in cui non si dovrebbe conoscere la parola malinconia, per molti, forse per troppi non è così. E quindi il corso della vita cambia perchè questo dolore è una ferita che ti porti dentro per tutta la vita o almeno fino a che riuscirai a perdonare e andare avanti

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    1. Esatto! Fino a quando non si riuscirà a trovare una spiegazione che riteniamo valida non potremo perdonare e fino a quando non perdoneremo non troveremo la pace interiore. Almeno un poco di pace.
      Ciaoooo

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  7. Era da tempo che non sentivo parlare della Yoshimoto.
    Bella rece Pat!

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    1. Ciao Nick, io ho aderito al gioco di Kly RReading Challenge 2018 e quando ho visto che nell'elenco si parlava di autori asiatici mi è venuto in mente che la figlia ha la collezione pressochè completa di Yoshimoto.
      "Indi" "per cui" "perciò" ahahhaahhahha leggo pure gratis
      Purtroppo ho scoperto che mi piace!!!!!! ahhahhaahahah

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