lunedì 7 maggio 2018

Un incontro


Seduta su una panchina dei giardini pubblici all’ombra di uno dei vecchi ippocastani che ombreggiavano il sentiero inghiaiato, guardava il suo bimbo giocare.
Tre anni, pantaloncini corti blu, maglietta rossa e l’espressione seria di chi è impegnato in un lavoro della massima importanza. Capelli ricci neri, refrattari ad ogni passata di pettine, non poteva assomigliare di più a suo padre. Anche il carattere era il suo. Deciso e menefreghista, amante della libertà e allergico ad ogni sorta di imposizione.
Suo padre lo era anche della responsabilità. Il grande avvocato l’aveva mollata appena aveva saputo che era incinta e non voleva abortire. Non voleva legami, Maggi, nemmeno capestri e una moglie ed un figlio lo erano. Forse anche di più.
Percepì un’ombra alla sua destra, qualcuno che si era seduto vicino a lei. Trasalì sentendosi salutare
Si voltò di scatto.
- Pensi al diavolo ed ecco che spunta…
- Volevo dirti…
- Non abbiamo niente da dirci. Sei uscito dalla mia vita, dalla nostra vita anni fa e ora la porta è chiusa! - gli rispose perentoria con un nodo di rabbia che dallo stomaco le saliva in gola.
- Lo so, ma ascolta… io… è importante!
- Ma cosa vuoi? Quando hai saputo di lui mi hai chiesto di abortire e quando ti ho risposto di no hai girato i tacchi e sei sparito. Ora è tardi per tornare indietro! Ti ripeto che la porta è chiusa!
- Tu non capisci… è importante davvero..
- Cosa devo capire? Sei un essere infame! Un maledetto stronzo! Basta! E ora vattene altrimenti mi metto a urlare!
Si accorse che si alzava e svaniva come un’ombra. D’improvviso. Senza rumore o movimento.
Chiamò il bambino decisa a rientrare. Non voleva correre il rischio di rivederlo. Lei e il piccolo vivevano benissimo anche senza di lui.
Quando passò davanti ai manifesti funebri affissi sotto casa si bloccò. Le gambe che cedevano. Un tremolio sempre più forte. Si appoggiò al muro.

A funerali avvenuti, l’Ordine degli Avvocati annuncia la morte dopo lunga e dolorosa malattia del compianto Avvocato R. Maggi.”
Patricia

 


25 commenti:

  1. Un bel racconto, mi è piaciuto molto leggerlo.

    podi-.

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  2. bellissimo ,mi piace quando leggo immedesimarmi ..provare rabbia ,allegria ,sconforto ilarità ..questo alla fine mi ha lasciato tristezza?!...malinconia
    brava !
    serena settimana
    p.s. quando prendo in mano un libro e andando avanti con la lettura non sento nessuna emozione ..lascio perdere ..il libro non fà per me.

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    1. Grazie!!!!
      Io sono masochista invece. Magari lo prendo e lo poso ma normalmente lo finisco. Ma tu sai la soddisfazione di metterlo in libreria e dirgli "ma va a**********"? ahahahahahah

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  3. Fantastico!... Certo i padri anafettivi che ti perseguitano pure da morti... Arrivasse il mio ce lo manderei uguale, esattamente come la riccia del racconto ^_*...

    Ti bacio Patti!

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    1. Se avessi il mio invece.... e son 32 anni che non c'è più!
      No, il mio non si sarebbe mai comportato così!
      Bacio stella!

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  4. Cara Patrizia, che sia una tua fantasia, oppure realtà! Comunque un bellissimo racconto.
    Ciao e buon inizio delle settimana con un forte abbraccio.
    Tomaso

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    1. Solo fantasia Tomaso per fortuna,
      Grazie e un bacione grande!

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  5. Bel racconto.
    Mi è venuto il nervo per lei perché un figlio ha sempre bisogno di suo padre per quanto codardo sia. Per quanto ragione abbia lei.
    Nella vita non siamo tutti pronti al momento giusto. Ognuno ha i suoi tempi. Non è una scusante ma ripeto un figlio per crescere bene ha bisogno di suo padre e di sua madre.

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    1. Sì, i figli hanno bisogno di entrambe le figure. Credo però che certi padri o anche madri possono rovinarli creando loro problemi di genere psicologico.
      Forse, in alcuni casi è meglio lasciarli andare

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. un incontro dall'aldilà in qualche maniera toccante perché si avverte in lui il pentimento da morto per il suo comportamento in vita e come voglia almeno tentare di darle la notizia della sua dipartita direttamente per non fargliela apprendere brutalmente da un manifestino funebre per strada. Un modo per avere una gentilezza, una sorta di premura, quando in vita premure non ne aveva mai avute. Chissà , forse per egoismo o forse perché già malato? Bel racconto Patty, un racconto che va oltre l'incontro fra un vivo ed un'anima vagante, ma che coinvolge vari aspetti dell'animo umano in tutte le sue sfaccettature anche le più insondabili.

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    1. Grazie Daniele.
      Io l'ho vista così proprio. Una sorta di pentimento per non essere stato presente prima. Giunto in ritardo ok però come dici tu non sappiamo il vero motivo per cui si lavò le mani di lei e del bambino.

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  8. Proprio bello, Patricia, complimenti.
    sinforosa

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  9. Eh, sono tante le cose che uno vorrebbe "accomodare" prima che sia troppo tardi... magari si potesse accomodarle anche "dopo"...

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    1. Già... a volte non c'è la voglia e altre non c'è più tempo.

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  10. Bel racconto complimenti Patricia!

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  11. Con i tuoi pensieri, sotto forma di post o di racconti, ci metti sempre difronte a delle situazioni che fanno pensare a questa nostra vita e a possibilità di cui non siamo a conoscenza, ma che potrebbero esserci.
    Cristiana

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    1. E chissà... magari qualcosa di simile capita ma non lo vediamo.
      Io non escludo nessuna possibilità.
      Bacio Cris!

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  12. Ne parlavo da Calibano pochi minuti fa. Sei brava a fare le curve su due ruote oppure strusciand i tacchi e dimenando il culetto e mentre uno (naturalmente chi non ti conosce come ti conosco io) pensa di incamminarsi in una diastriba antimaschilista, si trova invece immerso fino alle orecchie in un rcconto fantasmagorico....sì di fantasmi che passano, che vanno, che tornano, piagnucolosi, ma carucci.
    Stai diventando brava, ma questo mi pare di avertelo già scritto irgendwo und irgendwann.

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    1. ahahahahahahahahh peste!!!!
      No, nessuna diatriba antimaschilista. Nemmeno antifemminista.
      Io sono anti solo con chi mi pesta i calli ahahhahaahhaha
      Io non sto diventando brava. Io sono brava!!!!! prrrrrr

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  13. hai ragione sei veramente brava .. bellissimo questo racconto potrebbe anche essere successo ...o succedere ... l'orgoglio da ambo le parti a volta rovina molte persone e causa tanta sofferenza.... saper perdonare non è da tutti ...bacio

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    1. ahahhahahah esageravo Giusi! Ma con Vincenzo bisogna fare osì ahahhaha
      Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto. L'orgoglio è una cattiva bestia. Rovina tutto a volte.
      Bacio

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