lunedì 11 giugno 2018

Malasanità o malapazienti?


Si parla spesso di malasanità e se ne parla come di un problema quasi equamente suddiviso su tutto il territorio nazionale. Qualche punta più elevata in determinate zone o in determinati campi.
Sono la prima a confermarlo anche perché pure io ne sono stata vittima ben ventidue anni fa, quando ancora non ci si poteva permettere di portare un medico in tribunale. 
 
Capirete quindi in che modo ne sto parlando ora. Una via di mezzo tra lo stupito e l’incavolato. Soprattutto capirete che non sto scrivendo per difenderla a spada tratta. Il fatto è che in questi giorni in cui ho dovuto frequentare l’ospedale per l’intervento di mamma ho trovato una preparazione e una cortesia invidiabili da parte di tutto il personale ospedaliero. Dai medici agli infermieri. Anche voglia di fare quella battutina per alleviare un po’ la tensione dei pazienti.

Ho avuto modo però di notare quanto certi pazienti siano a dir poco irresponsabili nel caso peggiore e prepotenti in generale.
Per questo, pur non volendo percentualizzare i due dati, la maleducazione o l’incompetenza dei sanitari e la maleducazione e prepotenza dei pazienti, e senza voler giudicare nessuno una domanda me la sono posta.

Ma è sempre colpa della sanità?

Certo, aspettare ben 28 mesi per il secondo intervento di cataratta mi sembra decisamente eccessivo ma la carenza di personale adeguato e la disorganizzazione di un reparto di day surgery può far molto.
Certo, i problemi possono sempre sorgere così come gli imprevisti.
Anche l’incompetenza può essere presente ma….

Eccovi alcuni aneddoti freschi freschi di questi giorni. Se volete leggerli poi mi dite cosa ne pensate.

Al momento delle dimissioni dal prericovero, l’infermiera addetta ha radunato tutti i pazienti spiegando loro che:
- ci avrebbero telefonato a casa per darci la data dell’operazione;
- che dovevamo subito procurarci le gocce oftalmiche e l’inserto da portare in ospedale al momento del ricovero;
- che il giorno precedente si doveva fare la doccia e lo shampoo, togliere eventuali catenine, collane, orecchini, braccialetti, lo smalto dalle unghie sia di mani che di piedi;
- che il mattino dell’intervento ci si doveva presentare digiuni dopo una cena leggera prendendo comunque le pastiglie per determinate patologie (pressione alta, cuore….) portantosi dietro pigiama, camicia notte, ciabatte mai usate per strada, una scatoletta per riporre eventuali protesi.

Al termine di tutto questo pippotto, ad ognuno di noi ha dato un foglio con scritte le stesse regole e un numero di telefono da chiamare eventualmente in caso di dubbi.

Il giorno del ricovero, il 5 giugno, appuntamento alle ore 7 del mattino.

1) la signora in camera con mamma è arrivata alle 9,30 e poi protestava perché sarebbe passata tra le ultime.
Con due ore di ritardo tuo, ti lamenti? E’ già tanto che ti abbiano operato lo stesso! Se hai avuto un inconveniente, un intoppo, perché non hai telefonato e avvisato?

2) un’altra ha discusso non poco con l’infermiera quando questa le ha detto di mettersi in camicia da notte. Ma come? Per una cataratta fatta col laser, la camicia da notte? Io vado vestita così! Mica mi operano nella pancia! (l’ho sentita io questa discussione interminabile)
Ma la sala operatoria è sterile. Come si fa ad entrare con abiti che hai messo fuori?
Quando l’infermiera le ha fatto notare che non l’avrebbero nemmeno lasciata entrare vestita così, l’altra si è pure arrabbiata. Figurati se per una cataratta devo mettermi la camicia da notte! Assurdo!
Al che, l’infermiera le ha fatto notare che lì erano già bravi e non la facevano spogliare nuda per mettere il camice apposito di tessuto non tessuto.

Come sia finita non so perché ad un certo punto della discussione me ne sono andata a prendermi un caffè.

3) la terza ha piantato su una discussione altrettanto infinita in sala pre operatoria perché non voleva togliersi la protesi. Mica dava fastidio per togliere la cataratta.
Questo episodio l’ho sentito raccontare da due infermiere e so che è terminato quando è intervenuto il dottore e ha dichiarato che se non toglieva la protesi non l’avrebbe operata.

4) il mattino successivo all’intervento siamo tornate in reparto per il primo controllo. Parlando è venuto fuori che tutte le persone presenti, tutte con un occhio da pirata con la chiocciola in plastica, il giorno prima avevano speso qualcosa come 50 euro di gocce oftalmiche e che ogni tre ore erano lì a staccare un lembo del cerotto che teneva la chiocciola posizionata sull’occhio operato, mettere queste benedette gocce ( un tipo antinfiammatorio e l’altro antibiotico) e poi riattaccare il cerotto.
Tutte, tranne due. Due amiche che non le avevano messe perché la chiocciola non andava toccata.
Ma se al momento delle dimissioni, il giorno prima ci era stato detto di andare immediatamente in farmacia a prendere i medicinali e ogni tre ore appunto staccare un lembo del cerotto, instillare le gocce e poi riattaccarlo perchè loro due no? Su una ventina di persone solo loro non dovevano farlo? Operate come tutte le altre?
Oltretutto non mettere l’antibiotico quando comunque ti hanno tolto il cristallino e messo un corpo estraneo?

Malasanità purtroppo sì. Troppo spesso ma anche “malapazienti”.

E voi che ne pensate?
Patricia



26 commenti:

  1. Che la sanità non sia sistemata come dovrebbe è ovvio, in Spagna, in Italia,...
    Ma poi, i pazienti, sembra che stiano acquistando un prodotto sul quale venga una negoziacione (me lo fai così, lo voglio pagare in questo modo, la macchina non la voglio verde,...) Si tratta della nostra salute, non dico che non si deva cambiare quello che non funzioni, ma farlo in un'altra stanza.

    Ciao,
    podi-.

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    1. La sanità fa acqua Carlos. Troppa gente che ci mangia sopra alla grande e se ne frega del malato.
      Ci sono anche casi in cui funziona però per il gusto del dolore del giorno d'oggi non fanno audience quindi non se nen parla.
      Buon pomeriggio

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  2. Anche malapazienti ma la malasanità è un problema molto più profondo. Avessimo una buona sanità, l'altro problema sarebbe facilmente risolvibile.

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    1. Indubbiamente, Daniele. Io ne sono già un caso.
      Nel 1992 mi uscì un nodulo al seno. Per quattro anni il ginecologo mi disse di star tranquilla. Prima usciva solo in determinati periodi poi spariva. Dopo due anni però uscì in pianta stabile e non se ne andò più. Se lo avessi tolto a quell'epoca, avrei evitato un cancro di 4 centimetri e mezzo , sì hai letto giusto!, inoperabile subito perchè troppo grande, linfonodi intaccati, 12 cicli di chemioterapia prima dell'intervento, 4 dopo e 50 sedute di radio. Intervento... chiamiamolo col suo nome. Mastectomia radicale.
      Tutto per aver sottovalutato la situazione. Ginecologo senologo eh... per quattro anni mi disse di star tranquilla ma dopo la prima ecografia non mi fece fare altri esami. SCema io anche. Potevo farmeli prescrivere dal medico di base.
      Quando mi gonfiò il linfonodo sentinella sotto l'ascella e andai dal medico di base nel giro di 15 giorni feci la mammografia. Con l'esito in mano, senza dirmi niente, fu proprio lui a prendermi l'appuntamento in oncologia per il giorno successivo. Ago aspirato e vai col divertimento!
      Quanti anni avevo? Festeggiai il mio trentacinquesimo compleanno sulla poltrona del day hospital oncologico.
      Era il 1996. Città: Asti, Piemonte. Non il 3000 avanti Cristo nè un medico dell'ospedale dello Zaire.
      Come vedi, di malasanità qualcosa so.
      E' soltanto che pensavo che le persone fossero meno... non so nemmeno come definirle. Prepotenti? Saccenti? Cafonazze?
      Possibile che tutti debbanno insegnare agli altri il loro lavoro? Che pretendano di fare solo ciò che vogliono?

      Poi, per carità! Abbiamo visto a Milano con le operazioni inutili al polmone solo per prendere dei soldi... o le valvole cardiache difettose ma che rendevano a chi le inseriva al paziente... ed esempi se ne potrebbero fare a milioni ancora.

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    2. Non conoscevo la tua storia. Incredibile e scandaloso! Mi dispiace tantissimo per tutto quello che hai passato. Un abbraccio.

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    3. Non ci sono problemi Daniele. Io ormai ci rido sopra. Dico che sono diventata maggiorenne ahhahahaha ben 22 anni! E anche se assomiglio a Moshè DAyan, ricordi la benda nera?, me ne frego. Son qua. Ho potuto vedere la figlia diventare donna e all'epoca aveva 6 anni e mezzo.
      Il resto.. nel cassetto delle esperienze sperando di non doverlo riaprire più.

      Ecco! In quel reparto di oncologia, il day hospital, abbiamo trovato (nel 96 mia mamma ed io contemporaneamente per lo stesso problema) medici e infermieri che valgono più oro di cosa pesano. Preparazione, efficienza, umanità. In reparto all'eccellenza con tanto di targa di riconoscimento dal centro tumori europeo.
      Un abbraccio!

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  3. Ci vogliono più risorse per la sanità pubblica, troppi tagli negli anni.
    Serena giornata.

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    1. Invece,.... a furia di comprare mutande verdi per Cota qui in Piemonte i soldi son finiti e i tagli li hanno fatti proprio lì n ella sanità. A parte che poi forse e abbiamo comprate rosse e ora... boh!

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  4. Purtroppo è vero anche quel che dici. Ho visto cose simili anch'io.

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    1. E' che ora qualcosa funziona bene, hanno cambiato il primario hanno , nuove attrezzature, più giorni di sala operatoria, una trafila meno lunga il giorno dell'intervento.... e ci si mettono i co...comeri a pretendere di fare ciò che vogliono

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  5. Cara Patrizia, per me ce poca serietà, pensare che per un caso vengo messi tutti uguali i dottori!!!
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  6. Negli ospedali ti devi adeguare a ciò che dicono, inutile impuntarsi.
    Ciò che trovo strano è che non completino la cura e facciano comprare medicinali o altro, e penso che sarà sempre peggio.
    Cri

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    1. Cris, poi è per il paziente. Se capitasse un'urgenza e dovessero intubare? Come farebbero con la protesi? E in sala operatoria dove deve essere tutto sterile vai con gli abiti messi in strada? E l'igiene?

      Le gocce oftalmiche non sono mutuabili come la gran parte delle medicine ormai. Finiti gli sghei.... finiti i soldi

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  7. Ormai la “malaeducazione” invade ogni ambiente che sia pubblico o privato, che sia reale o virtuale e quindi... Ciao ciao.
    sinforosa

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    1. VEro, Sinfforosa. E pensare che gli infermieri del day surgery sono veramente gentili e cortesi. Calmi, col sorriso..
      Bacio!

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  8. Mala in generale e in tutti i sensi. Perché è l'italiano che gestisce e vive tutto mala.mente.

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  9. E' vero, a volte i pazienti si comportano in modo sciocco o maleducato. Una volta si aveva soggezione di chiunque avesse una posizione di competenza, che fosse il medico, l'insegnante o il meccanico. Adesso, con il fatto che si sentono tante critiche portate a tutti i tipi di professionisti, sembra che non si debba più rispetto a nessuno, altro che soggezione! Magari una via di mezzo... no?

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    1. Ripeto, di sbagli medici ce ne sono sempre troppi. Di medici cafoni che nemmeno rispondono al saluto pure. A volte però dall'altra parte ci sono degli elementi che ti verrebbe voglia di usare per far macinato per il cane.
      Tante critiche ma quando qualcosa funziona non ne parla nessuno perchè non fa audience grrrrrrrrrrrrr

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  10. Sì, sicuramente la gente è cafona, scostumata ma soprattutto IGNORANTE. Ed ecco che succede.

    Moz-

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    1. Bravo Miki senzapelisullalingua. ahhahahahahaha
      la definizione giusta è quella. Ignoranti!
      Sinceramente non so come bbiano fatto quelle infermiere a controbattere senza mai mandarli a stendere. Io non ci sarei riuscita n :D)

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  11. Beh, diciamo che la gente è sempre più maleducata e sa solo pretendere. E spesso chi lavora, negli ospedali ma anche negli uffici pubblici, non è neppure messo nelle condizioni di lavorare al meglio. E questo lo so per certo, perché conosco persone nel settore.
    Personalmente io ho trovato più persone gentili, professionali e preparate che altro.
    Vero è, comunque, che Trento è anche un città piccola, dove magari certe problematiche non sono così evidenti. Per molte cose qui siamo in un'oasi felice.

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    1. Beati voi! :)
      I nostri reparti "preferiti" sono oncologia, chirurgia e oculistica.
      Devo dirti la verità? Noi, ci siamo sempre trovati bene. Personale preparato, disponibile, cortese.
      Non si pretende il tappeto rosso ma gentilizza sì. CErto è che se tu paziente li consideri inferiori, tuoi servi, o che ne so... ignoranti, un bel momento anche loro perdono la pazienza.
      ASti non è grande SAremo circa 60 mila abitanti.

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  12. Mamma mia quante cacarie!
    Io le ho fatte entrambi -più le due "nachstar" che sono dei resti rifrangenti che si tolgono col laser- in nove mesi. AnnaMaria due in sei mesi e le nachstar ancora non si sono manifestate e forse oramai latiteranno, e nessuno dei due si è permesso di fare simili stupidissime discussioni. Saranno migliori i medici ed i servizi qui in Germany e non ho dubbi, ma sono certamente più disciplinati anche i pazienti, e credimi Pat non c'entra niente l'origine, ma l'educazione e se permetti l'intelligenza.

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    1. Perfetto, Vincenzo! Educazione ed intelligenza. E magari meno tracotanza.
      Ciaoooooo

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