martedì 5 giugno 2018

Notturni

Questo libro partecipa alla SFIDA ALL’ULTIMA PAGINA – READING CHALLENGE 2018



Notturni

di Katsuo Ishiguro

ET Einaudi (2009)












La prima cosa che mi ha stupito di questo libro è lo stile “occidentale”. Non ho ritrovato quella narrazione tipica degli autori giapponesi, a tratti lirica, a volte onirica, spesso malinconia e surreale ma sempre profonda e intima.

Katsuo Ishiguro ha vissuto molti anni in Inghilterra e l’influsso occidentale si sente chiaramente anche se in sottofondo la dolce malinconia nipponica è sempre presente.



Questi restano comunque bellissimi racconti, di piacevole lettura. Ugualmente profondi e in alcuni tratti introspettivi anche se leggermente meno di quelli di Banana Yoshimoto.

Danno un senso di solitudine interiore notevole. Il sentirsi, l’essere soli anche in compagnia. Solitudine pesante.

C’è il male del secolo, quello che non permette di ascoltare le parole altrui ma quelle che l’interlocutore sente dentro di sé. E’ inutile parlare. L’altro non ascolta perché ha già le sue risposte. Giuste o sbagliate non conta. Una sorta di alienazione dall’attenzione che la controparte merita comunque. Un isolamento creato ad arte quasi per non doversi dire che si è errato nel pensare, credere, giudicare.

Unica eccezione il racconto intitolato proprio Notturni perché l’io narrante racconta di Tibor un collega violoncellista giunto da oltre cortina. Ecco, Tibor, dopo le prime diffidenze e le prime insofferenze a qualcuno dà retta, ad Eloise,

che si ritiene detentrice di un tocco sopraffino nel suonare lo stesso strumento e gli insegna molto. Salvo scoprire che… ma qui vi lascio la sorpresa.

Questo incontro fortuito però è un dono e al contempo una rovina per Tibor e gli amici di un tempo se ne rendono conto. Forse l’unico a non capirlo è proprio lui, troppo preso dalla bella Eloise, quasi ammaliato.



Sono dunque racconti amari, con un non so che di deprimente in certi punti, però decisamente belli e profondi. Di certo son godibilissimi e l’abilità di Ishiguro è notevole.

Patricia

8 commenti:

  1. Cara Patrizia, rieccomi dopo la grande adunata di noi alpini a Trento, li ho potuto fare moltissima foto dalla tribuna e credo che ne vale la pena di vederle tutte, sono in 4 post!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Son felice di ritrovarti :)
      Oggi vengo a vedere le ultime foto. Bacio stella!

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    1. Prego, Squitty! Non è un libro allegro indubbiamente ma è unbel libro sì

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  3. Bellissima recensione, molto stimolante. Grazie

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  4. E' proprio quell'amarezza di fronte ad una triste constatazione quella del non ascoltare il prossimo che rende credo questo libro interessante e profondo.

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    1. Hai ragione Daniele. Rimarcare così uno dei mali del secolo, quello della sordità selettiva, del sentire solo ciò che si dice ma non ciò che dicono gli altri che rende il libro amaro e vero.

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