venerdì 29 giugno 2018

N.P.

Questo libro partecipa alla SFIDA ALL’ULTIMA PAGINA – READING CHALLENGE 2018


N.P.

di Banana Yoshimoto

Universale Economica Feltrinelli (1994)









N.P. , North Point, il punto “nord”…. 
Quel punto estremo a cui si arriva quando si comprende il passato e di conseguenza se stessi. Quando ogni cosa riprende il posto che le spetta e la realtà ritorna realtà e altrettanto fa la fantasia.

Ma il percorso è lungo. Prima infatti la realtà dventa fantasia e la fantasia diventa realtà.
 

Ecco quella che potrebbe essere la sintesi di questo romanzo dell’autrice nipponica. Un mondo non mondo, dove tutto si  mescola.


E’ una sorta di noir in cui però di morti si sente solo parlare in lontananza, come se fossero ombre del passato, e sono tutti suicidi accertati.

Il primo è lo scrittore autore di un’opera incompiuta di cento racconti di cui solo novantasette sono stati pubblicati. Il secondo è Shoji che li stava traducendo, anche il novantottesimo trovato per caso e inedito.

Di questo racconto, Kazame viene in possesso dopo la morte di Shoji, il suo amante.

Gli ultimi due invece sembra quasi che vengano scritti dalla stessa Kazame come io narrante della storia: la sua amicizia con i figli dello scrittore Otohiko e Saki e con la figlia naturale Sui, uno,  e quel sentimento profondo che sta  nascendo tra lei e Orohiko che però deve ancora aspettare il momento giusto per prendere corpo, l'altro.


Quello che interessa però e intorno al quale la storia ruota è il capitolo novantotto, un racconto erotico in cui si narra di una relazione tra un uomo maturo ed una ragazza che potrebbe essere la figlia e che si scoprirà esserlo realmente.

Ma Kazame non scopre solo questo. Viene a conoscenza di un altro rapporto incestuoso tra Sui e suo fratello Otohiko, un rapporto difficile e triste al quale i due giovani mettono fine quando Sui scappa.


C’è dell’altro però, ed è la strana presunta maledizione che colpisce chiunque abbia a che fare col libro: la morte per suicidio. Due l’hanno subito; altri due Sui e Otohiko la sfiorano, tentati di uccidersi insieme.



Kazame è l’unico personaggio che pare immune da questa maledizione ma è anche l’unico personaggio dotato di una certa stabilità emotiva. Il suo coinvolgimento la porterà però a conoscere un mondo dove le regole non sono regole e il pensare controcorrente viene visto come normalità in un totale distacco da ciò che è comunemente ritenuto vero e giusto. Anche l’incesto quindi.



I personaggi ben definiti sono complicati, confusi; vittime quasi sacrificali di uno scrittore/padre suicida.

Nei loro caratteri si percepisce una profonda malinconia e un senso di quasi estraniamento dalla realtà. Tutti, escluso Kazame che invece sembra affrontare la situazione con un certo stupore ma si dimostra disponibile ad ascoltare e comprendere.



Da Banana Yoshimoto non ci si può aspettare libri allegri ma questo mi è parso più “strano” del solito. Profondo e  la presunta maledizione gli dà un tocco di arcano che non guasta. Il suo stile poi è inconfondibile. Lieve eppure dettagliato. Un misto di impossibile realtà e di probabile irrealtà.

Patricia





Questo post partecipa a LIBRI A TUTTO GAS
ideato da SQUITTY DENTRO L'ARMADIO
e dal Pripi con questo POST 


#libriatuttogas    #ispirazioniandco

8 commenti:

  1. Letto anche io attorno al 1997/98, fu uno dei libri della Yoshimoto che mi piacque di più... interessante anche il fatto su cosa fosse il libro N.P. se ben ricordo^^

    Moz-

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    1. Io arrivo un po' tardi ahahahahh
      Bello davvero!
      North Point... il punto in cui ci si conosce meglio perchè si è imparato a guardarsi attorno e dentro.
      Dovremmo trovarlo tutti ma non è semplice :)
      Ciaooooo Miki!

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  2. Questo libro mi attira. Bella recensione, complimenti, sempre più brava!

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    1. Grazie ahahahhaah è che son chiacchierona ahahahhahaha
      Bel libro davvero! Personaggi reali per una storia che ha quasi del surreale.

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  3. Cara Patrizia, sempre il rima fila in tutto e con tutti!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. ahahhaahahh sono chiacchierona Tomaso!
      Bacio giovanotto!

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  4. Questo Patri mi ispira parecchio ... mi è bastato leggere le tue prime righe, laddove dici "Quel punto estremo a cui si arriva quando si comprende il passato e di conseguenza se stessi. Quando ogni cosa riprende il posto che le spetta".
    Metto nella lista infinita! Grazie.

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    1. Prego :)
      Non sono libri voluminosi quelli d Yoshimoto però hanno un loro fascino. Contengono sempre una ricerca di soluzione al dolore, al senso di abbandono.
      Un lungo percorso per "guarire" e una speranza nel domani.
      Ciaoooo

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