venerdì 20 luglio 2018

INSIEME RACCONTIAMO 35

    INSIEME RACCONTIAMO 35


E' vero che siamo d'estate, che fa caldo e che molti di voi sono in ferie o comunque in pausa dal blog, però per chi resta sul web ecco il nuovo incipit di INSIEME RACCONTIAMO

Speriamo di essere in parecchi ma se così non fosse, pace! Ci rifaremo più avanti :)

Intanto ecco il mio incipit e poi vi passo la... parola! 


 https://pixabay.com/en/man-human-homeless-poverty-lonely-3328779/

IL PASSATO

Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata:


Buon lavoro!!! 
Patricia

50 commenti:

  1. mmmm difficile come incipit... vediamo se stuzzica qualche idea....

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    1. Ma sì, daiiii! Puoi spaziare molto con a tua fantasia horror ahahahahaha
      Coraggio! Smack

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  2. Si, di errori ne aveva fatti tanti, come tutti del resto, ma d’altra parte senza quegli errori non sarebbe diventata la donna che era. Basta pensare a quel fatto ormai morto e sepolto. Si sedette sul bordo del letto, si stiracchiò tutta e decise: una bella colazione era ciò che le serviva. Caffè, una fetta di torta di mele, pane e marmellata e perché no un bel cornetto fresco, ecco, era questo tutto ciò di cui aveva bisogno in quel momento e al diavolo quel pensiero.
    sinforosa

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    1. Golosa la nostra maestra ahahahahahah
      Ma chissà di quale fatto si tratta ahahahhaha
      Bacio!

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    2. Lascio all’immaginazione del lettore. 😘😘

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    3. Suspance!!!!!! ahahhaahhaha
      Bacio a te!

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  3. aveva fatto una scelta anni fa, scelta che le ha permesso di guadagnare bene e di non farla vivere e dormire sotto i ponti e sulle panchine. Scelta, per una donna, rara e particolare ma che, proprio per questo, la rendeva ancora più ricercata tra coloro che chiedevano i suoi servigi. Solo che oggi la pagavano per uccidere un bimbo di dieci anni. Killer professionista da tempo immemorabile, mai una proposta simile le era stata fatta.

    Era ad un bivio: darsi alla macchia e perdere tutto o fare il lavoro

    Chiuse gli occhi, lacrimanti di disperazione, chiese perdono a Dio e sparò.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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    1. Boia!!!! Daniele stavolta ti sei superato!
      Finale veramente nero questo

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    2. Accidenti Daniele, finale da brivido!

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  4. Cara Patrizia, i tuoi post li trovo sempre molto interessanti, questo poi, di insieme raccontiamo!!!
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomaso!
      Bacio e buon fine settimana a te

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  5. Non ci rinuncerei neanche fossi a Timbuctu.
    Cri

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    1. ahahhaahha ma tu non andare a Timbuctù. Resta con noi ahhahahaha
      Bacio!

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  6. Oddio, stavolta è particolarmente difficile. Ci devo pensare un po'...

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    1. Ma va!!!! Se chiedi aiuto ad Andrea ARcani vedi che risolvi tutti in un lampo ahahahahahh

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  7. Devo pensarci: mi intriga... :-)

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    1. Ci faresti piacere SFinge!
      Hai tempo fino al 30 poi sai... io non sono così severa ahahahah

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    2. Beh io l'ho fatto ora e poi mi metto a preparare cena :) è già qui: https://chaos-lasfinge.blogspot.com/2018/07/il-passato-racconto.html
      ed a dire il vero sono circa 580 parole... non so, comunque è fatta. Buona serata!

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    3. Letto e apprezzato tantissimo!
      Un finale-realtà purtroppo. Un momentoo della vita in cui ci si sente spersi, chi ha quei problemi e ch gli sta accanto. Tu ne hai scritto con eleganza e soavità.
      Davvero bravissima!
      GRazie!

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    4. Al solito dimentico le cose anch'io ahahahah
      Guarda che presi dalla lettura del tuo finale non ci si pensa minimamente al numero delle parole!
      Poi, lo sai che io sono severisssssssima! ahahahha vuol dire che se ci incontreremo mi offrirai un caffè :D)

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  8. Che cosa carina! Se riesco ci provo anche io, dai 😊

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    1. Ci faresti piacere Maris! :)
      hai tempo fino al 31 luglio, quindi... :D)
      Bacio e buon weekend

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  9. Mo' vediamo cosa m'invento😁😁😁

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    1. Sì, dai, mò vediamo ahahahahah
      Forza! Vuoi mica farti fregare da tanto Vincenzo Iacoponi????
      ahhahahah buon fine settimana

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  10. Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
    Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata
    e forse un giorno avrebbe pensato a QUELL'evento con serenità se non con gratitudine.
    Accidenti no, no, tutte balle, NO, era stufa di frasi autoconsolatorie e di aforismi ad oc per calmare quel che la tormentava. Stufa di sentirsi male e stufa di combattere una battaglia persa in partenza.
    Perciò, improvvisamente combattiva, decise che avrebbe cambiato tattica e abbracciato tutto il negativo che c'era stato nella sua vita, l'avrebbe guardato, sfidato e... che vincesse il migliore.
    Ripensò così a quel giorno della sua infanzia, al furgone che si era fermato e all'uomo che voleva dare un passaggio verso casa a lei e alla sorella. Risentì l'angoscia della fuga, dei passi dell'uomo nero (quasi un fiato) e della provvidenziale signora che era intervenuta salvandole.
    Ricordando quel passato, il respiro divenne ansioso.
    Rivide una giovane se stessa piangente perchè il suo primo amore l'aveva scaricata dicendole di non essere degno di lei e che un giorno l'avrebbe ringraziato per averla lasciata libera.
    Il respiro, al ricordo del vigliacco, si fece irosamente affannoso, pur ammettendo che sì, quel ragazzo era stato solo un verme come tanti e che ora poteva anche ringraziarlo..
    Si rivide nell'astanteria dell'ospedale, insanguinata, dolorante e riascoltò le parole del medico che la invitava ad accendere una candela al santo in cui credeva.
    Ricordando il dolore, la riabilitazione, l'amato lavoro perso a causa della lunga assenza, sentì il magone impedirle di deglutire.
    E poi, via via, le si presentarono altre situazioni, altri dolori, altri impicci e a quel punto, impossibilitata a sostenerli, scoppiò a piangere. Si sentiva devastata, sconsolata, derelitta e distrutta.
    Pianse a lungo e così tanto da doversi avvicinare alla cassettiera per quel fazzoletto di cui aveva urgente bisogno. Il grande specchio che sovrastava il mobile, le rimandò una se stessa dai lineamenti distorti, sporca di lacrime, di trucco sciolto e ne rimase impietrita.
    Si vide orribile ma... il nuovo scoppio di pianto, già pronto, improvvisamente si fermò.
    Si guardò a lungo notando ogni particolar del suo volto sfatto e... scoppiò in una risata potente, lunga e rumorosa.
    Quella donna nello specchio non era lei... no... lei era... (e qui fece una pausa per passarsi le mani aperte sotto gli occhi a frenare i rivoli scuri del mascara) lei era una donna che aveva passate tante vicende poco belle ma le aveva superate, si era affermata nel lavoro e nella vita e avrebbe fatto lo stesso con quest'ultima "cosa" che ogni tanto le faceva perdere il sonno.
    Si soffiò rumorosamente il naso, schiarì la voce e disse a quella se stessa dagli occhi già sorridenti: sei bella anche così.
    Dal cestino dei trucchi prese un rossetto rosso che non metteva da tempo e se lo passò sulle labbra ancor gonfie di pianto. Trovò che le donava e si ripromise di usarlo più spesso.
    Quella notte avrebbe dormito saporitamente, e anche quelle successive. Era guarita e pensò che il rimedio ad ogni malanno sta dentro di noi e che per attivarlo basta usare la chiave giusta: la sua era stata una risata.
    Era proprio bella la vita. La sua vita.

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    1. Wow!!!!!
      Un finale che è tutto un programma!!!! L'analisi del proprio dolore e la sua distruzione. Un finale di speranza, di voglia di vivere.
      Stupendo Sari!
      Grazie e complimenti!

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  11. Chiedo scusa, non ho tenuto conto del numero di parole. :(

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    1. Tranquilla che non ti sgrido!
      Troppo bello il tuo finale!
      Mi piacerebbe che lo leggessero anche quelle persone che son stanhe di combattere e rischiano di lasciarsi andare. Farebbe loro bene.
      :*)

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  12. Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
    Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata, una vecchia zia ansiosa.
    Velocemente andò in cucina e controllò nuovamente di avere in dispensa e in frigo tutti gli ingredienti. Uff, meno male, c'era tutto.
    Le dosi erano perfette. Con molta calma iniziò a lavorare e ad impastare tutti gli ingredienti.
    Infornò il dolce alla giusta temperatura e rimase in attesa.
    Lascio riposare il tempo giusto, mentre si preparava per la festa.
    Lo decorò seguendo le indicazioni che la sua nipotina le aveva scritto su di un foglio di carta con la sua bella calligrafia. Che tenerezza le lettere e i disegni.
    Le coccinelle sulla torta sembravano prendere il volo. Come il suo cuore mentre sua nipote spegneva le candeline rosse. Era felice, tutti erano felici. E lei pensò alla notte insonne e sorrise.

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    1. Forse VECCHIA no, ma mi sa tanto di realtà questo finale dolcissimo!!!
      Grazie e un bacione stella!

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    2. Brava Mariella! Un dolcissimo finale !

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    3. Grazie di cuore, ragazze💛

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  13. eccomi! Forse non ho proprio centrato il tema...

    Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
    Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata:

    una quasi vittima dell’epidemia. Aveva a tratti momenti di lucidità e proprio in quei brevi momenti ricordava i giorni di caos, l’idea della fuga dalla sua città un piano programmato nei minimi particolari, ma poi .. il progetto fu abbandonato perché lui non voleva lasciare tutto quello che avevano costruito insieme proprio lì.
    Lui poi si era ammalato e lei non sapeva come definirlo: era forse diventato un walking dead ?
    Abbracciò il fucile, gli avrebbe sparato dritto al cuore e alla testa. Si sentiva strana, i pensieri nella sua mente ora si mescolavano e annebbiavano: doveva fare presto, qualcosa stava cambiando in lei.
    Uscì dalla porta sul retro e lo chiamò a gran voce, ma quello che riuscì ad urlare fu solo un “ aaaaargh!” gutturale, profondo...

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    1. No, invece. Non sappiamo molto del suo passato però come ho scritto io "è quello che è diventata"
      Bellissimo azzurrocielo 😚 grazie!

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  14. Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata.
    Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
    Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata.

    A dirla tutta, Giulia non aveva dormito affatto, ma era logico dopo la telefonata della Valeri che, entusiasta di averla finalmente rintracciata,le aveva detto che il prossimo 24 giugno sarebbe stato il 20° della loro maturità liceale e già in diciotto - su 24- , con o senza i rispettivi compagni/e,sarebbero intervenuti; quindi mancava solo lei,i due bocciati, tre di cui si erano perse le tracce e, naturalmente, la povera Ornella.
    Sì, la povera Ornella e la disgrazia durante quella gita scolastica l'avevano resa insonne ancora una volta.
    Un'insolita gita organizzata alla fine degli esami, per festeggiare, li aveva portati a Barcelona , che avevano esplorato a dovere poi tanti bagni e un'escursione a Montserrat, a visitare il santuario della Madonna Nera ; un picnic ben organizzato a cui avevano voluto aggiungere i frutti di montagna, così lei e Ornella erano andate raccogliere ribes e mirtilli,fino a quando Ornella aveva messo un piede in fallo ed era caduta per un centinaio di metri.
    Un finale e un ritorno sconvolgenti che li aveva poi estraniati.
    Che idea balorda questo raduno, si disse Giulia, non ci vado neanche ... Poi pensò che Marco poteva essere del gruppo e questa eventualità scatenò in lei un'ondata di ricordi e d'amore. Quei ricordi che erano stati il sogno nella sua squallida esistenza dedicata all'insegnamento dei figli altrui, qull'amore mai sopito, l'unico della sua vita. Si preparò all'incontro cambiando colore dei capelli e pettinatura, si fece consigliare per un trucco un po' più audace e acquistò un abitino nero con un colletto di pailettes tinta su tinta e, soddisfatta di sé, si recò al convegno
    Dapprima furono baci e abbracci ,poi i soliti racconti più o meno sinceri di chi non si vede da tanto tempo .Marco era più bello che mai e quando riuscì ad avvicinarlo, lui l'accolse con calorosa simpatia e le chiese di perdonarlo per averla piantata in asso, dopo la maledetta gita in Spagna, avendo preferito andare subito a Londra per continuare gli studi; le indicò la moglie e disse che avevano due figli.
    Giulia minimizzò sul passato e , naturalmente, raccontò qualche frottola sulla sua vita, chè l'ultima cosa che desiderava era di farsi compatire. Si scambiarono i numeri di telefono e si ripromisero di ritrovarsi ancora,cosicchè, tornando a casa , Giulia cominciò a fantasticare. Riandò con la mente a quel giorno quando,
    accortasi da tempo che tra Ornella e Marco s'intrecciavano sguardi prolungati , che lasciavano intendere un' intesa particolare tra loro e ,poichè Marco era il suo ragazzo da più di due anni, quel giorno a Montserrat, si era sentita in diritto di chiedere spiegazioni ad Ornella e lei, seraficamente aveva ammesso che si erano innamorati
    e glielo avrebbero detto quanto prima.
    Giulia le voltò le spalle , stravolta e umiliata da quella risposta poi, con la coda dell'occhio, vide Ornella protesa a cogliere un ramettodi ribes e con tutta la sua forza, la spinse oltre il parapetto.
    Quella era stata un'occasione più unica che rara,eliminare la moglie sarebbe stato più complicato, ma con un piano accurato e intelligente ci sarebbe riuscita.

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    1. Ah! Sanguinaria! 😆😆😆😆😆😆😆
      Meglio non farti arrabbiare!
      Troppo bello! Complimenti !

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  15. Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
    Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata.
    Era proprio questo il punto. Non si può cambiare il passato, pensava lei. Quel che è stato è immutabile, si rassegnava. E tutte le conseguenze e la sua vita successiva diventavano quindi un'ineluttabile fatalità.
    Quando uscì di casa era ancora turbata, soprattutto assonnata non avendo chiuso occhio per l'intera nottata. Trovandosi in uno stato del genere, quel che accadde le parve una sorta di allucinazione. La ragazza giovanissima che si avvicinava minacciosa, la mano che le puntava contro una pistola, la voce che urlava: "Bastarda!", il colpo esploso a bruciapelo.
    Le risuonò nelle orecchie come un tuono, però subito attenuato dalla perdita parziale di coscienza.
    "Chi sei?" riuscì a bisbigliare verso la giovane, quasi per istinto più che per reale curiosità.
    "Sono la figlia di quello che hai ammazzato dieci anni fa!"
    "Fu un incidente" sospirò la donna a terra ormai a un passo dalla morte. "Avevo bevuto troppo quella sera... guidavo ma non vedevo bene la strada..."
    "Mi hai rovinato la vita! Ancora oggi ho gli incubi di quando mi dissero che papà era morto perché una disgraziata l'aveva messo sotto!"
    "Ho sofferto anch'io per quella disgrazia". Con un ultimo filo di voce bisbigliò: "Ti auguro che questo serva a farti stare meglio".

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    1. Wow, Ariano!!!!
      DAvvero bello e realistico! Purtroppo gli incidenti a causa autista ubriaco capitano sovente e di certo anor più sovente il desiderio insano di vendicarsi è reale. Per fortuna non tutti gli danno retta.
      Complimenti! Grazie!

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  16. Che bello!! *_* mo ci penso, ho ancora qualche giorno ^_^
    Brava Patty, che anche d'estate non ci abbandoni mai <3

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    1. :) :)
      Pensaci Irene! Pensaci!

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    2. ed eccomi!! Il mio finale:

      https://dadirriblog.blogspot.com/2018/07/insieme-raccontiamo-35-by-myrtillas.html

      In attesa del riepilogo :****

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    3. Letto letto!!!!
      Al solito sei grande Irene!!!!!!
      Bacio!

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  17. Ciao! All'ultimo momento, ma sono riuscita a buttare giù "qualche riga"!!! :P
    Scherzo... scusa la lunghezza, mi stava venendo un romanzo e ho faticato a frenarmi!!! :)
    Ecco il link:
    http://creattivamentelulu.altervista.org/blog/2018/07/insiemeraccontiamo-35-di-luglio/
    Grazie, Pat!! E...a presto!
    Lulù

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    1. ahhahaah ora vengo a contare le righe ahhahahaha noooooo! tropo caldo!
      VEngo subito a leggere ma sono già sicura che merita! :)
      Ciao e grazie!

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    2. Struggente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Complimenti! E grazie

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    3. Sempre troppo gentile, Pat! Stavolta mi sono fatta prendere un po' la mano, lo ammetto! :P
      A presto...
      Lulù

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    4. Mi sa che questo mese non sei l'unica ad aver sfiorato.
      Ma io... NON SO CONTARE!!!!!!!! ahahahahhaha
      VA benissimo così :) Ciaoooo

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