mercoledì 18 luglio 2018

Pennanera


                   https://pixabay.com/it/alpini-cappello-militare-penna-647542/



Pennanera è tirato ai giardini… steso… morto…
Quella era la voce che circolava in paese da un po’. Tutti i curiosi a correre. Tutti i pettegoli a dire è coricato… è a pancia in su.. è a pancia in giù… è seduto…
L’unica cosa sulla quale era tutti d’accordo era che sorrideva. Mai fatto da vivo ma ora che era morto….
Non ricordavano nemmeno il suo vero nome. Era Pennanera per tutti. Girava notte e giorno, d’estate come d’inverno, col cappello da alpino di suo padre, sformato, lercio, consunto, un mozzicone sgualcito di penna che puntava verso il cielo come a dire “ehi, tu, ricordati!”.
Già.. ricordati che proprio lui non era stato arruolato per zoppia. Lui.. nonni, zii, padre alpini eppure era stato escluso dalla famiglia in divisa. Non lo avevano mai voluto perché aveva una gamba più corta dell’altra. Per una vita si era presentato due, tre volte all’anno alla caserma vicino per essere arruolato ma niente. Quei testoni non lo avevano mai voluto. “Eh… non sono più gli alpini di una volta!” soleva dire a tutti.
Era per questo motivo che non si toglieva mai il cappello con la penna nera. Era alpino dentro, alla faccia della gamba gigia. Ed era per lo stesso motivo che aveva smesso di sorridere da anni.
Ora, invece, un sorriso gli aleggiava sul volto. Gli distendeva rughe e anni rendendolo strano a dirsi, finalmente sereno.
Nessuno se ne spiegava il motivo ma Pennanera lo sapeva. Lui sapeva perché finalmente poteva tornare a sorridere.
Quando aveva chiuso gli occhi perché quel dolore al petto era diventato una coltellata terribile, tutti gli alpini della sua famiglia gli erano venuti incontro.
Dai, Battì! Dati ‘n andi, bocia” (Dai, Battista! Datti una mossa ragazzo)
E lui finalmente con la sua divisa, il suo cappello nuovo e una lunga penna nera luccicante si era incamminato verso il battaglione che l’aspettava.
Patricia

22 commenti:

  1. Patricia, non si fa eh!
    Io arrivo qui di prima mattina, mentre ancora stranamente da me qui tutti dormono, per lasciare un commento al post in cui condividi il post di Miki, e tu mi fai scappare a prendere un fazzolettino...
    Sì, perché arrivo da te e trovo ad accogliermi questa storia che mi ha rapita per pochi ma lunghi momenti... e mi ha commosso.
    Quanta amara e delicata tenerezza.

    Buona giornata, tornerò a trovarti senz'altro 😊

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    1. Ciao Maris,
      E' solo un raccontino :) Riuscito a quanto pare però :)
      Grazie e un bacio!

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  2. mi sembra di averlo conosciuto ,e ho sentito anche la sua malinconia per non aver potuto fare ciò che gli piaceva di più per pochi centimetri ...
    bravissima
    serena giornata

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    1. Grazie Tissi. Dal tuo commento mi sembra che il racccontino sia riuscito bene. Ne sono felice
      BAcio!

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  3. Ma che racconto, Patricia, sei davvero brava. Buona giornata.
    sinforosa

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  4. In un paesino vicino Civitavecchia l'ho conosciuto un personaggio simile, anche se nel suo caso il sogno frustrato era quello di entrare in marina.

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    1. Davvero? Questo è un personaggio di pura fantasia. Avendo alpini inn casa ... ahhahahah

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    1. Il marito ti risponderebbe e proprio a me doveva capitare? ahahahahahah
      Grazie bella!

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  6. Cara Patrizia, non so se sia una cosa inventata, ma so solo dire che è una cosa commovente.
    Sono un alpino che tu ai conosciuto e possa ammettere che quando ce l'ai dentro di te è per sempre!
    Ciao e buon pomeriggio con un abbraccio e un sorriso.
    Tomaso

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    1. Pura fantasia Tomaso ma tu sai che io gli alpini li ho nel cuore :)
      Bacio stella!

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  7. Eheh, un sogno che si è avverato, in qualche modo.
    Bel racconto, Pat :)

    Moz-

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    1. Grazie Miki!
      Sì, il suo sogno si è avverato. Tardi forse ma in modo perenne.

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  8. Mi associo al pensiero di Tomaso. In ogni caso un bel pensiero, se è una cosa vera, allora... buon viaggio Pennanera

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    1. Grazie Max. Racconto solamente però ì, il buon viaggio glielo possiamo augurare lo stesso

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  9. Molto commovente Patty, ed in fondo ora come ha detto anche Moz il sogno suo lo potrà realizzare come hai giustamente scritto tu concludendo il tuo racconto

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  10. Ah, che magie fai con le parole Patri.
    Grazie di cuore per il bellissimo racconto.

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