sabato 11 agosto 2018

Partecipo al gioco di Marina Zanotta

Il 7 agosto, con questo POST Marina Zanotta del blog
https://marinazanottaillustrazioni.blogspot.com
ci ha invitato a giocare con i suoi lavori artisti.
Praticamente ci ha mostrato due suoi disegni (belli come sempre) e poi ci ha chiesto se ci andava di scrivere un racconto ispirato da uno di loro.

Tempo di scadenza nessuno ma non andiamo oltre ill 2018 magari ahahahahahah.
Lunghezza 300/350 parole. Chi sfora... nessuna fucilazione sul posto e menomale perchè io son la prima ad aver sforato :) Sorry!!! ahahahahha

Comunque, se vi interessa partecipare andate sul link che vi ho indicato sopra e avvertite Marina della vostra adesione.

Qui di seguito, il mio racconto intitolato LA FINESTRA SUL CORSO.

Vi ricorda qualcosa il titolo????

Soffriva d’insonnia e come ogni notte era appoggiata al davanzale della finestra in camera sua ed osservava la notte. Perchè la notte mica dormiva. Proprio come lei. Notte era movimento, gento che va, gente che viene.
Sul corso sottostante, bolidi roboanti facevano le corse clandestine. Sui marciapiedi si alternavano spacciatori e clienti, pronti ad imboscarsi in qualunque portone rimasto aperto al minimo rumore. Ombre. Fantasmi con la pelle nera.
Ma era il palazzo di fronte al suo che solleticava la sua fantasia. In stile liberty, tre piani, le finestre illuminate ogni notte dal primo buio fino all’alba.
Di vista conosceva tutti gli abitanti.
Al primo piano c’era la “nonna”, settant’anni circa, capelli bianchi, chignon perfetto, sempre ben vestita. Anche quando stava in casa aveva la collana di perle al collo. Seria, non sorrideva mai. Solo quando salutava qualcuno chinando leggermente la testa e in assoluto silenzio, le labbra si tiravano in una sorta di sorriso… stitico. Sì! Proprio così! Un sorriso costipato. Era quella l’impressione che le aveva sempre dato.
Di fianco a lei, c’era un uomo anziano, invalido e solo. Lo vedeva poche volte durante la settimana e solo quando la badante lo sistemava dietro ai vetri sulla sua sedia a rotelle. Dicono che fosse un ragioniere conosciuto da giovane.
Al secondo piano, a sinistra c’era una coppia di giovani sposi. Sposi che non sarebbero durati a lungo visto che molto spesso lui usciva da solo e lei riceveva visita dall’inquilino accanto, un architetto scapolo che prima passava davanti alle sue finestre seminudo e dieci minuti dopo abbracciava lei nell’appartamento accanto. Il marito? Chissà! Magari andava a divertirsi pure lui con la moglie di qualcun altro.
All’ultimo piano, dietro a quei vetri colorati, venti per venti, abitava lei… la “madame”. Professione sconosciuta. Eleganza eccessiva e boria da vendere. Una così, che viaggiava sempre col naso all’insù non poteva di certo abitare ai piani bassi. Lei era e doveva sempre essere superiore a tutti. Lo si vedeva da come trattava la domestica, poverina!
Guardò l’ora. Le tre del mattino. Faceva in tempo a prendere il suo quaderno e ad annotare tutto. Non si sa mai che in un domani quelle informazioni potessero servirle.
Patricia

9 commenti:

  1. Cara patrizia, vedo che ci sono sempre delle cose nuove, qui da te, io mi accontento di passere per un saluto.
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomasino!
      Invecchio e torno bambina ahahahahah gioco!
      Bacio e buon sabato!

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  2. Belloooooooooooo Patri! Ah ah ah la descrizione dei condomini è troppo forte, e forse ci hai azzeccato su qualche personaggio ;)
    L'edificio non dà su nessun corso, ma il racconto è uno spettacolo.
    Brava, come sempre, e grazie per aver partecipato :)
    Mi hai venire voglia di farne un altro! ah ah ah ...
    Un abbraccio.
    Marina

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    1. Manca la parola "fatto" sul finale 😅
      Sembra la frase di uno straniero, che non conosce la lingua italiana. Sto in effetti ripassando l'inglese, sarà per quello? 😂😂😂
      Baci
      Marina

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    2. Grazie! Per l'edificio che dà sul corso, chiamiamola licenza poetica :)
      Tu prepara pure che io cci sarò se non capita nulla :D)
      E' staato divertente e un piacere.

      Non ho capito la faccenda dela parola fatto. Non mi pare che manchi però son fusa più del solito.
      Ciaoooooo

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    3. "Mi hai FATTO venire voglia .." etc.
      Mi do da fare allora, tu però non tirarti la sfiga da sola 😂😂😂
      Bacio!
      Marina

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    4. Te l'avevo detto che son più fusa del normale ahahahah
      Aspetto il prossimo appuntamento allora :)

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  3. Grazie Patrizia per la splendida storia

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