sabato 1 dicembre 2018

INSIEME RACCONTIAMO 39 RIEPILOGO

INSIEME RACCONTIAMO 39 RIEPILOGO

#insiemeraccontiamo
#fareblogging
#racconti 

Eccoci ad un nuovo riepilogo. Riepilogo di una puntata favolosa! Siete stati tutti velocissimi e bravissimi! Ma che ve lo dico a fare?  Ormai continuo a ripetermi ma la realtà è questa. Un gruppo di utenti che sa scrivere, sa divertirsi, sa confrontarsi e tutto con correttezza e serenità.
Cosa potrei chiedere di più?
Abbiamo anche una new entry che ha scritto  un bel finale: Max.  E' lungo? E allora mettiamola  così. Ha scritto il finale al mio incipit e il finale al suo :))

Ma ecco il mio incipit e poi i vostri finali!

Camino acceso, fuoco scoppiettante, il divano comodo, il plaid morbido e un buon libro. Cosa poteva volere di più? Il freddo novembrino e l’oscurità potevano starsene comodamente fuori alla porta. A lei non davano fastidio.
Sospirò profondamente con serenità, Il silenzio! Che meraviglia! Girò la pagina del libro e improvvisamente si sentì osservata




I vostri finali ovviamente in ordine cronologico di arrivo


AZZURROCIELO

 Si voltò verso la finestra alle sue spalle. L'oscurità della sera nebbiosa aveva un sapore sinistro. Si alzò e tirò la tenda. Continuò la lettura ma con una strana inquietudine nonostante l'unico rumore fosse il crepitio della legna nel camino. Poi tutti i suoi sensi si allarmarono: un rumore di passi cadenzato. Seguì con lo sguardo il perimetro del muro della stanza come se potesse vedere l'andatura di quel qualcuno. Si alzò e arrivò velocemente alla porta sul retro maledicendo l'insana abitudine di non chiuderla mai a chiave. Si fermò e passarono secondi interminabili, era come paralizzata vedendo la maniglia abbassarsi. Il cuore pulsava all'impazzata, la porta si aprì e le apparve quella figura imponente vestita di rosso con barba bianca e un grosso sacco sulle spalle. << Ho ho ho>> le disse allegramente << sai il camino era acceso, ho dovuto trovare un modo alternativo... Buon Natale>> . Lei rimase senza parole, era solo il 20 novembre mancava quasi un mese a Natale. Fu l'ultimo suo pensiero quando l' uomo le mise le mani intorno al collo soffocandola .
Azzurrocielo



TISSI 

 brivido ...!
poi grande sospiro ,era osservata da due grandi occhioni gialli ..la gatta che svegliandosi e stiracchiandosi la guardava con occhi di fuoco .Rigirandosi sul divano riprese la lettura del libro lasciata in sospeso , la lettura riprese appassionante ma si sentiva ancora osservata e non riusciva con la mente ad entrare nelle pagine ,nel racconto .Infastidita si alzò dal divano lanciando la coperta di lato , andò in cucina dallo scaffale prese la scatola delle crocchette .Mise nella ciotola la pappa per la gatta famelica ,che con gli occhi giallo fuoco ringraziò . ritornò al suo amato divano , copertina ,riprese il libro e lentamente riuscì ad entrare nei meandri della trama appassiona che le scorreva davanti agli occhi sulle pagine del libro .
TISSI



SINFOROSA CASTORO


L’immagine la stava osservando da quella pagina. No, non era uno scherzo giocato dalle fiamme che s’alzavano da camino, quegl’occhi, penetranti, la stavano davvero osservando. Gettò d’istinto il libro lontano da lei. Finì dritto nel camino, rimase lì a osservare quelle pagine accartocciarsi, ma non fece in tempo a riprendersi da quella suggestione che una forma, dapprima informe e poi sempre più definita, si formò fra quelle fiamme e un braccio sempre più lungo l’afferrò trascinandola nel fuoco. Urlò e urlò ma nessuno poteva sentirla, finché, sudaticcia e col cuore che andava ancora a mille, riaprì gli occhi. L’immagine dalla pagina le restituì uno sguardo d’intesa.
sinforosa



AZZURROCIELO

Il libro lo aveva comprato in una di quelle bancarelle ai mercatino dell'usato; era in un angolo ma la sua copertina verde con la greca dorata era stata irresistibile. Senza neppure aprirlo lo aveva acquistato. Una volta a casa, si mise comoda e rimase affascinata dalle storie scritte nel libro: raccontavano di folletti, gnomi, fatine e tanti altri piccoli personaggi delle fiabe del bosco che la osservavano con insistenza dalle pagine. Con la mano istintivamente accarezzò quelle figurine sorridenti e ... ad una ad una uscirono dal libro saltellando con allegria per la stanza. Passò un pomeriggio diverso da quello che aveva immaginato, offrì loro un the caldo, ascoltò le loro storie buffe e stralunate ma... ora ... come sarebbe riuscita a rinchiudere almeno per un pò di tempo i suoi nuovi amici nel libro verde?!
Azzurrocielo



DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI 



Era Roberto, il suo uomo. Stava sorridendo ammirato nel vederla bellissima ed assorta a leggere quelle pagine, a divorarle come un predatore affamato che ha finalmente catturato la sua preda, conquistato il suo pasto.

Laura poggiò il libro, si alzò e gli andò incontro. Si abbracciarono e si baciarono, sorridenti.


" Sei buffa con questo ciuffo ribelle"
"Lo so, sono orribile, ero poggiata male e questo è il risultato"
"No, Laura, tu sei sempre bellissima"
"Sei un adorabile bugiardo! E' anche per questo che ti amo"
"Non quanto me, mai quanto me".


I momenti trascorrevano intensi e continui, la serata stava trascorrendo come sempre, meravigliosamente. Loro due abbracciati, occhi negli occhi.


Poi la realtà la scuote e l'abbaglia come un faro accecante. Laura ripiomba nella sua stanza vuota, con quel libro di fotografie e ricordi tra le mani. Roberto non c'era più, portato via due anni prima da un male incurabile ancora molto giovane, appena quarantenne. Laura abbracciò il libro con le sue lacrime, lo baciò per poi riaprirlo, nella timida speranza, anche solo per un attimo, di "rivederlo", immaginarlo, sognarlo. E sia pure nella sua fantasia, anche per un solo soffio di vento, riviverlo.


DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®



ARIANO GETA
Si guardò attorno. Aveva l'oggettiva certezza di essere sola in casa, però la suggestione riesce sempre a scuotere anche la più fredda razionalità, cosicché si alzò dal divano e ispezionò ogni stanza, con una lieve apprensione. Ovviamente ebbe la conferma che la casa era vuota: una vita tranquilla ma solitaria la sua, la vita di una donna di mezza età che è felice nelle giornate di pioggia poiché si sente autorizzata a restarsene chiusa in casa (quando splendeva il sole era più complicato trovare giustificazioni valide).
Si accomodò di nuovo sul divano ma la sensazione di essere spiata persisteva. E all'improvviso un mugolio...
Si girò di colpo, il cuore batteva più forte.
"Chi sei?" urlò con l'intenzione di essere minacciosa e la consapevolezza di sembrare una bimbetta terrorizzata.
Sul vetro della finestra si delineò una sagoma.
"Accidenti a te!" urlò infuriata a quel povero... cane. Già: a mugolare tristemente, a tenere gli occhioni fissi su di lei era un cagnolino (o piuttosto un cagnolone). Era fradicio, il pelo era impastato d'acqua. Guaì nuovamente come se chiedesse riparo...
Animali in casa non ne aveva più avuti dai tempi del suo adorato cavalier king: quando era morto lei era stata male per giorni e aveva deciso di non voler più passare attraverso una sofferenza simile.
Il cagnolone intanto restava fisso alla finestra, lo sguardo così mogio che avrebbe fatto tenerezza anche a un gatto.
"Così bagnato sporcherebbe casa" si disse. Ma non poté impedirsi di pensare una frazione di secondo dopo: "Basterebbe lasciarlo nell'ingressetto, lì non c'è la moquette..."
Un tuono risuonò violento seguito da uno scroscio d'acqua fragoroso: la pioggia stava diventando diluvio. E gli occhioni tristi del cagnolone restavano incollati alla finestra.
"Accidenti a te!" gli urlò per la seconda volta. Però mentre lo diceva stava già schiavando la porta di casa. "Forse, vieni, però devi restare qui! Non superare questa porta!"
L'ospite inatteso, a testa bassa si accoccolò sul pavimento senza moquette facendo capire che non si sarebbe mosso da lì.
"Certo che avrai freddo col pelo intriso d'acqua" gli concesse la padrona di casa.
Stese alcuni stracci per terra per formare un sentiero sino al caminetto.
"Mettiti qui davanti al fuoco. Ma non ti muovere!"
Di nuovo, il cane si rannicchiò a terra e rimase immobile. Fece un lieve rumore che però, più che un mugolio, stavolta pareva un sospiro di sollievo.
Lei si sdraiò nuovamente sul divano col suo libro.
"Domani, se è bel tempo, finisce l'ospitalità" bisbigliò come se si rivolgesse al coinquilino occasionale. Ma mentre lo diceva lanciò un'occhiata al cagnolone che si era assopito e riposava beato esposto al calore della fiamma.
"Beh, magari sarà meglio aspettare che finisca l'inverno" pensò prima di ricominciare a leggere

ARIANO GETA




...si guardò intorno, ma non c'era nessuno, Era sola. Si era illusa, ma anche stavolta in pochi giorni era finito tutto!Più li amava, più la storia finiva prima! Decise di riprovarci...si avvicinò alla libreria, posò il libro e ne cominciò un altro.
S.
 

SARI 

Alzò gli occhi e con sguardo circolare sondò la stanza che la rassicurò. Sorridendo, cercò di riprendere la lettura del romanzo gustoso e ben scritto ma la porta della sua attenzione rimaneva chiusa e allora rialzò gli occhi per una nuova ispezione. Nulla d'insolito. S'alzò e decise di fare il giro del suo breve appartamento sapendo che nulla avrebbe trovato ma che, a quel punto, era necessario. La sensazione provata qualche attimo prima era svanita ma, ricordando i film di Hitchcock, ispezionò anche gli armadi e il minuscolo sgabuzzino. Sapeva, razionalmente, che nulla avrebbe trovato e così fu.
Tornò alla lettura dopo avere fatto un profondo respiro e una sosta nell'angolo cottura per bere il poco di tisana ai frutti viola che era ancora tiepida ma... la quiete appena ritrovata svanì quando la sensazione d'essere osservata tornò più forte di prima. Ora allarmata, andò alla finestra dove vide solo pozzanghere che moltiplicavano la luce dei lampioni e tante nuvole ancora in viaggio.
Prese allora il libro ma non sedette sul divano optando per la seggiola impagliata che era della nonna e di cui mai si sarebbe liberata... ma mentre cercava le righe interrotte qualcosa la costrinse a rialzare gli occhi che, questa volta, incontrarono altri occhi.
Quello sguardo intenso, che l'aveva chiamata, era il suo... catturato da sua madre che era stata una pittrice di fama e una madre per niente amorevole. Avevano spesso litigato furiosamente rinfacciandosi l'un l'altra un amore orfano e la riappacificazione degli ultimi anni era stata solo civiltà.
S'avvicinò al quadro e guardò una se stessa diversa da come ricordava... e rimase a lungo lì, in piedi, in religioso atteggiamento.
Quanto tempo le occorse per vedere per davvero quel ritratto? Ora aveva gli occhi lucidi e un groppo alla gola che contrastava con la leggerezza che sentiva scorrerle nel corpo... aveva capito, finalmente. Sua madre l'amava, eccome se l'aveva amata e quel quadro ne era la prova certa perchè lo trovava in ogni tratto ed era stata tanto abile da far diventare la sua pittura una lettera d'amore alla figlia alla quale non sapeva parlare.
- Anch'io ti ho voluto bene e ancora te ne voglio, mamma. Grazie per questo messaggio che ho scoperto tardi ma che mi accompagnerà per sempre. Sorrise d'un sorriso vero, si asciugò gli occhi, ripose il libro, indossò il pigiama e s'infilò sotto le coperte. Mani dietro alla nuca, come quando era ragazza e sognava l'amore, cercò fra i ricordi quello che sua madre aveva sbriciolato nei gesti, nei giorni, di cui lei mai si era accorta. 

SARI



Elsa sobbalzò vistosamente. Era sola in casa, più che sicuro. Non c'erano porte di servizio, né vie di comunicazione diretta dal garage; nemmeno abbaini sul tetto. Niente, assolutamente niente, e la luce intermittente verde all'interno dell'ingresso le segnalava ogni cinque secondi che l'allarme era perfettamente inserito ed in funzione. Quindi era tutto a posto, solo la sua immaginazione aveva galoppato al solito troppo velocemente.
Eppure si sentiva osservata da qualcuno, da qualcosa.
Si alzò. Si accese una sigaretta e passeggiò nervosamente per la stanza un paio di minuti.
Sulla parete di fronte alla finestra si accorse improvvisamente che il paesaggio di Manet era scomparso. Come era possibile? Forse uno scherzo dei bagliori del fuoco, pensò e si spostò di mezzo metro di lato per vedere il vetro che proteggeva la tela senza bagliori. Sotto la superficie del vetro cominciò a vedere qualcosa muoversi, come una goffa massa informe che cercava di sbocciare come una figura.
Sentiva le pulsazioni del cuore andare a mille, ed un cerchio iniziava a cingerle la testa. Finalmente la massa trovò la forma che cercava: ora Elsa riconobbe il volto del suo marito scomparso da due anni, suicida. Era proprio successo in quella stanza e lei era stata svegliata dallo sparo.
Quella massa...suo marito...Umberto insomma cominciò a parlare e quel che disse le congelò il sangue nelle vene.
"Siamo tutti qui i tuoi cari estinti, anche se tu vedi solo me".
La sua voce suonava terribile ccome se fosse...come se provemisse veramente dall'oltretomba. Elsa cominciò a tremare come una foglia.
"Pensavi di averla fatta franca? La scusa dei rumori che avevi sentito alle quattro e mezza della notte era buona. Tu hai il sonno leggerissimo.io dormivo come un orso. L'ho capito solo dopo, ma era tardi. Tu volevi solamente che io impugnassi a mani nude la mia pistola e che vi lasciassi le mie impronte. Ti è stato facile, una volta finita la mia ricognizione, convincermi a bere un the caldo. Sapevi che mi sarei subito seduto sulla poltrona lasciando la pistola incustodita. Sei andata in cucina, hai indossato dei guanti e sei silenziosamente ritornata. La pistola era dove pensavi che fosse, sulla scrivania ed io leggevo la pratica del processo intentato a mio carico. Un attimo e tutto era finito. Un uomo in pigiama seduto nello studio a quell'ora della notte mentre legge un carteggio riguardante l'accusa che la Procura gli muove per aggiottaggio e che si spara è un classico. Così ti hanno creduto e creduto pure che l'accusa fosse autentica come provava il mio suicidio."
Elsa stava per crollare. Quello non era un sogno e non era un bluff, e quello che parlava era suo marito, perché stava raccontando solo verità. Era stata lei a scrivere la lettera anonima alla Procura denunciando il falso. Umberto non ne aveva fatto cenno e forse questo significava che non ne sapeva niente.
"Credi veramente che io dopo non l'abbia saputo che eri stata tu a denunciarmi? Avevi pianificato tutto e volevi solo il movente per il suicidio. Noi tutti ti abbiamo giudicata colpevole e adesso tu stessa devi eseguire la nostra sentenza."
Umberto le indicò la finestra: dall'alto pendeva una corda che terminava con un nodo scorsoio, un cappio dove lei avrebbe dovuto infilare la sua testa.
"Posso aiutarti se non ce la fai" disse Umberto e a lei sembrò che uscisse fuori dalla cornice per afferrarla.
Elsa emise un piccolo grido e si avventò verso la finestra: salì sulla balaustra, mise la testa dentro il cappio e saltò giù.

VINCENZO IACOPONI MALAVISI 



MAX 

Non le importava.
Chiuse il libro e si girò verso l’uomo sul divano disteso davanti a lei che la guardavo sorridendo.
Si sentiva ancora osservata ma sapeva che era normale.
All’inizio succedeva sempre così, poi quella sensazione passava .
L’uomo continuava a guardarla con uno sguardo che non tradiva affatto le sue intenzioni , si era tolto i vestiti e continuava a guardarla senza parlare
.La voleva , ancora ...di nuovo.
“Ancora? Ma quando mai c’era stato un prima? “Era confusa ...non ricordava.
Continuava a sentirsi osservata , la cosa cominciava a infastidirla ma sapeva che non poteva stare sola.
Era pericoloso...non poteva rischiare.
Getto’ il libro dentro al camino acceso ...”ho sicuramente di meglio da fare che perdermi fantasticando presso a quattro pagine “ pensò , spegnendo la luce.
“Fanculo la serata relax”.
Si avvicinò all’uomo indovinava il calore del suo corpo.
Tolse la vestaglia di seta mentre saliva sopra di lui, cercò le sua labbra con la bocca.
Le trovo, ‘ sentiva le sue mani accarezzarle i seni e poi scivolarle lungo i fianchi.
Stava succedendo tutto in fretta...ancora .
Troppo in fretta , ma non le importava.
Adesso la sensazione di essere spiata non le dava più fastidio , sembrava essersi chetata all’improvviso .
Le fiamme dal camino disegnavano sulla parete ombre dalle strane geometrie in continuo movimento.
Il tepore del fuoco i loro corpi in un caldo abbraccio e trovava la cosa terribilmente sensuale.
Lo lascio ‘ entrare dolcemente e comincio ad assecondare il ritmo delle sue spinte.
Le piaceva quando era lei a condurre il gioco , ne controllava il respiro ,ponderava i movimenti e le pause... avrebbe voluto tenerlo prigioniero dentro di lei per tutta la notte.
Doveva essere così.
Ogni tanto apriva gli occhi e lo guardava.
Le piace guardare quando fa l’amore.
Adesso sulla parete c’erano le loro di ombre a muovere in una frenetica danza come giganti estensioni dei loro corpi.
I loro corpi , il suo.
Chiuse gli occhi e penso ‘ a quanto fosse strana quell’alchimia di molecole che combinandosi costruiscono gli odori .
Gli odori della pelle ,del sesso che rendono schiavi gli animali , li legano ...li eccitano.
Cerco ‘ di acuire i sensi per sentire l’odore di chi voleva legare a se quella notte e per sempre...ma non riusciva a sentirlo.
La cosa cominciava a destabilizzarla , confonderla...si stava facendo delle domande e con esse tornava prepotentemente la sensazione di essere osservata.
Lui pareva non accorgersi di niente , continuava a muoversi quasi senza un senso.
Lei per la prima volta stava diventando consapevole di cosa veramente fosse!
“Basta ..cazzo spegni tutto” urlò contro il vuoto.
“ Non funziona! Stacca tutto...”!
Chiuse gli occhi , si costrinse a farlo era una precauzione.
Li riapri’ solo dopo aver sentito lo scatto metallico del l’interruttore.
Lui non c’era più.
Ora la stanza appariva per quello che era realmente.
Maledettamente spoglia.
Pareti di plexiglass bianco , cavi metallici , condensatori elettrici sul pavimento console e monitor appesi al soffitto.
Al centro della stanza troneggiava un osceno materasso gonfiabile in PVC.
Scese da lì in fretta
“Cazzo.. non è andata stavolta non ha funzionato” imprecò contro l’uomo che era entrato nella stanza poco dopo aver spento il circuito elettrico.




 

“Che è successo? “Gli chiese
Cosa non andava ?”
“Era tutto finto , l’ho capito non sentendo il suo odore”
“Finto? Beh a me sembrava stessi scopando per davvero!”
“Non capisco gli ultimi test andavano bene...avevamo calibrato tutto correttamente..non riesco a capire ..”gli rispose.
“Beh almeno ti sei risparmiata di sapere se l’amico puzzava..di che ti lamenti ahahah!”
“continuava a prenderla in giro e l’aiutava a sfilarsi la tutina sensoriale di dosso.
Lei si era tolta con rabbia gli elettrodi dalla testa e stava guardando un po’ delusa quella stanza che loro avevano chiamato camera sensoriale.
“Vieni qua” le disse l’uomo prendendola per le mani e stringendola a se.
La stava accarezzando quasi a volerla consolare , sentiva che era eccitato .
Sapeva quello che da lì a poco sarebbe successo .

“Come al solito “ disse “ immagino che veder la propria donna far l’amore con l’aria sia stato per te più eccitante di qualsiasi porno show .?”
“Quasi” , le rispose sornione.
“Gli uomini sono così prevedili” penso’ ma era una cosa che in generale le piaceva.
Lui sapeva come farla sorridere , si sentiva già più tranquilla .
Sorrise quando sentì il suo odore , denso ...primitivo , afrodisiaco.
Le sue mani le stringevano i seni.
Allargò un po’ le gambe e gli cercò con le mani la schiena sotto la maglietta .
“Ci penso io a riaccenderti , per davvero “ le sussurrò all’orecchio.

Si lascio baciare ...di nuovo.
Si sentiva osservata.

MAX



CRISTIANA MARZOCCHI 

Girò una pagina del libro che aveva scelto a caso dalla libreria , il cui titolo era
" Storia di dieci donne cancellate" e , continuando a sfogliarlo, vide che ogni capitolo recava la
fotografia di una donna uccisa con accanto il suo omicida ; un asterisco portava ad
una scritta "catturato e condannato" nel caso di sei assassinii,
" suicidato" in due casi , come alla voce "irreperibile" ..
Fu attratta dal volto di quegli uomini e li osservò ad uno ad uno, finchè si sentì osservata
da uno di quei criminali. Era un uomo distinto e di bell'aspetto, il cui volto era in grabn parte
celato da una folta barba scura , ma gli occhi ben visibili, palesavano uno sguardo di sfida.
Si munì di una lente d'ingrandimento che svelò i particolari di quel volto, tra cui una cicatrice,
di una particolare forma seghettata, che scorreva lungo la tempia sinistra.
Lesse l'orribile storia di quella donna attempata, ma ancora bella e soprattutto ricca,
che era stata derubata e uccisa da chi diceva di amarla.
Si ripiegò tremante su se stessa e strinse fortemente
il capo appoggiato sulle ginocchia , come a voler cacciare quell' agghiacciante scoperta,
rpetendo AlanAlanAlan, il nome di suo marito, l'uomo che amava e che l'amava,
trattandola con grande cura e rispetto. Sprofondò in una sorta di agitato dormiveglia
ripetendo, come in una giaculatoria " cosa devo  fare ?.

CRISTIANA MARZOCCHI 


LULU 

…lentamente si voltò verso la porta, da cui spuntavano le piccole dita di una manina: “Mamma!!! Non ho sonno!”
Stupita, posò il libro e chiese: “Ma papà dov’è?”
“Lui aveva sonno e si è addormentato nel mio letto… Mamma, posso venire sul divano con te??”
Si alzò e andò incontro a sua figlia e la prese per mano: “Vieni, andiamo a svegliare papà e poi te la leggo io, la fiaba della buonanotte!!!”
FINE
P.S.-Dedicata a tutte le mamme



IL MIO FINALE

Inforcò gli occhiali e attentamente osservò  intorno a sè. Era sola! Non c'erano nemmeno i gatti. Eppure sentiva su di sè tutti quegli sguardi curiosi.
Sorrise passandosi la mano sul volto. Aveva  un vago sospetto su chi potessero essere quelle "anime" curiose. 
Sospetto che presto svanì quando una voce profonda, con un forte accento romano che neppure quarant'anni di Germania erano riusciti a eliminare le disse: - Ma che fai, leggi? Ma smettila  che poi vieni  a scassarci con le tue recensioni. Hai scritto l'incipit e adesso? Che fai? Nun sei bona? Namo bene! E scrivi sto finale di Insieme Raccontiamo 39! Datte na mossa! Schnell, piemontesa!"
Patricia



19 commenti:

  1. AHAHAH! Molto originale. Hai interpretato bene er romanaccio nostro.
    Manca solo qualche parolaccia.
    Cri

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    1. Grazie Cris! :)
      Urca!!!!! E' vero! Ma io sono una singora ahahhaahahahha

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  2. Davvero bravi tutti quanti. Fortissimo il tuo finale, mi sa che qualcuno si sentirà simpaticamente chiamato in causa :-)))

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    1. ahahahahahahahah ma ome avete fatto a cpaire che parlavo proprio di Vincenzo??? Ma siete dei maghi ahhahahahahaha
      Della serie (come diiamo noi piemontesi) mamma, Tonyu mi tocca. Tocami Tony he mamma non vede ahahahahahh

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  3. Tutti tanto bravi da aver saputo esprimersi in stili diversi: complimenti al tuo pubblico, Patricia. E tanti a te, provocatrice esperta. Ottimo anche il tuo finale che aspettavo.
    Ciao!

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    1. Grazie Sari!
      Siete sempre tutti stupendi!
      Buon weekend

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  4. Pat cià ragione Cristiana: hai dimenticato er vaffa di apertura e di chiusura del discorso.
    Bravo Daniele, ma era troppo facile...non per il dialetto ma per i 40 anni di Germania...che poi sono 47, vedi un po' tu.
    Che dire ancora?
    Grazie dell'omaggio, Patricia.

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    1. ahahahahahahahahh 40...47... secolo più secolo meno... ahahhaahahah
      Tanto lo sappiamo entrambi che nessuno dei due si offende :D)

      Quanto alle parolacce.. che te credi? Sono una signora io, porca bip!!!!!!!!!!!!!
      Ciaoooooooooooooo

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    2. E vabbè, ma primma che l'anno passi te faccio fa na ballata che te sgrassa un po' le sempiterne chiappe, STASSICURA signora coll'erremoscia....

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    3. Oh, parbleau!!!! E ora mi toccca attendere, Herr Vincenzo!!!! :)

      ps visto come sono scic??? ahahahahah

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    4. Oppure parbleu???
      E chi se lo ricorda più il francese ahahahahahh

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  5. Chi ha vinto?
    Che si vince?😀🤣
    Belli tutti..ma di più il mio anche se ho un pochetto sforato ahahhaah!!!
    Scherzo!
    Grazie Patricia

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    1. ahhhahahah io dico semre che vinciamo tutti quando siamo corretti ed educat. .9
      Grazie a te!

      Chi ha vinto? FAcciamo fifty fifty? ahhahahahah

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  6. Ahahahahah!! Bel finale! Come sempre, belli tutti!
    Grazie Pat per questo appuntamento che per me sta diventando una dipendenza... ;)
    A presto
    Lulù

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    Risposte
    1. 😊😊😊😊😊😊😊 posso dirti che ne sono felice?
      Bacio!

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  7. Bellissimi!!! Ce la farò mai ad essere tra voi?

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    Risposte
    1. Grazie a nome di tutti, Graziana!
      Quando vuoi e puoi noi ogni 20 del mese iniziamo un nuovo IR. sei sempre ben accetta 😙

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  8. Risposte
    1. Grazie ma ricordati che in quei tutti ci sei pure tu! 😊😊😊😊

      Elimina

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