lunedì 1 aprile 2019

INSIEME RACCONTIAMO 43 RIEPILOGO

INSIEME RACCONTIAMO 43 RIEPILOGO




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Tra un’assenza e una presenza scarsa rieccomi qui a presentarvi il riepilogo della quarantatreesima puntata di INSIEME RACCONTIAMO.

Diamo anche il benvenuto a Sfinge e a Franco Battaglia  che questo mese si sono uniti al gruppo!



Ecco il mio incipit tutto per voi.



Il rientro. O forse no?

Stava tornando. O forse no? Non ne era sicura. Di certo a casa sua l’UCAS funzionava alla grande! L’Ufficio Complicazioni Affari Semplici si era stabilito in pianta stabile al suo domicilio e non si scrostava più.

Sapeva che i suoi amici avrebbero avuto pazienza ma fino a quando? Doveva loro una spiegazione sulla sua presenza sempre più scarsa.










I vostri finali in ordine cronologico di arrivo






Poi quello squillo la fece trasalire.
Era uno degli amici più cari che le ricordava di prendersi tutto il tempo che voleva, tutto il tempo di cui aveva bisogno. Gli amici, le disse, quelli veri e sinceri, non avrebbero fatto altro che pensarla e aspettare il suo ritorno a tuttotondo e chi non lo avrebbe fatto, chi se ne sarebbe andato, chi l’avrebbe semplicemente abbandonata al suo destino, be’... E si misero a ridere, tutti e due, lei e la voce al di là del cellulare.

SINFOROSA


Decise di affrontare la situazione una volta per tutte.
Come prima cosa si rivolse all'ispettore dell'UCAS chedendo gentilmente se avevano risolto la questione.
"Non così semplice signora" le rispose l'ispettore. "In base alla direttiva UE 158, l'atto di proprietà della sua casa è illegale in quanto il terreno su cui è stata edificata non è compatibile con i criteri del regolamento comunitario 274 BIS, pertanto..."
"Sì, ma la casa è stata costruita nel 1951, quando ancora queste leggi non c'erano!" obiettò per la cinquantesima volta o giù di lì la donna esasperata.
"Il problema sarebbe più facilmente risolvibile se lei riuscisse a dimostrarci di essere la signora Cardini Iliana..."
"Carta di identità! Estratto di nascita! Tessera sanitaria! Cosa altro vi devo fornire?"
"Lei sottovaluta il fatto che secondo le nostre ricerche esiste un'altra Cardini Iliana..."
"Sì, morta nel 1976 all'età di 88 anni! Le sembro morta io? Dimostro cent'anni?"
"Da un punto di vista documentale la situazione è più complessa. Secondo l'estratto di nascita lei sarebbe nata in una data non coincidente, in quanto si parla di 'martedì 17 aprile 1969'. Ma il 17 aprile 1969 era lunedì, non martedì".
"L'impiegato dell'anagrafe avrà avuto una svista! Ma io sono qui, fisicamente, davanti a lei, e..."
"Non è sufficiente per dimostrare che lei è effettivamente Cardini Iliana".
Iliana Cardini (lo era davvero? Boh, cominciava ad avere dei dubbi) non ce la faceva più.
Cominciò a urlare e... Sì, ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima?
"Quindi, se capisco bene, io tecnicamente non esisto".
"Esatto signora. Purtroppo..."
L'ispettore dell'UCAS non terminò la frase perché i suoi organi genitali vennero annientati da un poderoso calcio.
"Perché urla, mi scusi? Si comporti come se qualcuno l'avesse colpita, ma qui non c'è nessuno!"
L'uomo si contorceva per il dolore e la donna inesistente ebbe pietà e chiamò il 118.
"Buongiorno, c'è un ispettore dell'UCAS in gravi condizioni in casa mi... in una casa abitata da una persona inesistente".
"Un ispettore dell'UCAS ha detto?" domandò la voce all'altro capo del telefono con un sogghigno feroce. "Beh, allora mando l'ambulanza, ma informi l'ispettore che prima di ottenere il soccorso dovrà fornire carta di identità, codice fiscale, copia dell'ultimo 730, ricevuta di invio telematico all'agenzia entrate, attestazione ISEE, certificazione dei carichi pendenti e... vabbé, qualcos'altro ci verrà in mente durante il tragitto".
La donna inesistente proruppe in un barbarico urlo di trionfo. 

ARIANO GETA

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI
Poi pensa e rimugina e crede che in realtà qualche spiegazione l'aveva già data. I suoi momenti difficili sono una vetta dura da scalare e la sua riservatezza le impedisce giustamente di raccontare tutto, non perché reputa il farlo sbagliato ma perché non le riesce. Ai più intimi ha spiegato la situazione. Sa che al momento opportuno si rifarà viva con tutti loro e spiegherà l'accaduto. Ora deve lottare col suo drammatico presente e non ha tempo per loro, quel tempo che sogna di ritrovare insieme al suo sorriso, magari leggermente più scavato e segnato dai dolori di una stagione faticosa ed amara, ma sopportata grazie anche a quelle carezze anche virtuali dei suoi amici, che in quanto tali, non l'abbandonano né lo faranno mai.

A quest'ultimo pensiero, si asciuga le lacrime abbozza uno stentato ma solare sorriso prima di rituffarsi nella sua vita complicata. Ma in fondo lo sa, la luce in fondo al tunnel è vicina.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

MARIELLA S.


Pensò che aveva girovagato inutilmente, alla ricerca delle prove che inchiodassero Mildred al muro. Aveva cercato in ogni angolo della sua casa, in quella dei colleghi, amici e parenti. Era stato un problema tutte le volte farsi aprire con solo la foto tra le mani. Dopo molte spiegazioni la facevano entrare, lo sguardo incredulo e triste. Non erano abituati a vederla così, senza ufficialità. Nonostante gli aiuti di tutti sembrava che la pistola fosse sparita nel nulla. Mai avuto dubbi però che non fosse stata lei. Quella telefonata che l'aveva raggiunta nel cuore della notte e il rantolo di Ulisse quasi a cercare aiuto, era sicuramente arrivata dalla casa a fianco. La sua vicina, quella vecchia strega odiata da tutti. Che non sopportava nessuno nemmeno la sua ombra e che aveva preso di mira il suo miglior compagno di vita. Si era spaventata, aveva mollato il telefono ed era corsa in cucina. Dietro la porta di servizio aveva visto la sagoma di Ulisse a terra. Un lago di sangue. Lo sguardo spento teso verso la porta quasi a cercarla. Quasi a volerle dire addio.
Maledetta.
Aveva sempre avuto il vizio di farle telefonate mute in piena notte. Ogni volta che sentiva la felicità da questa parte del giardino. Sapeva, dopo avere raccolto altre informazioni, che aveva acquistato una beretta usata da George, al centro commerciale. Aveva il porto d'armi, la stronza.
Dopo l'ennesima discussione aveva detto che gliel'avrebbe fatta pagare. Lei pensava ad una denuncia e si aspettava una visita dello sceriffo. Ma Joe non aveva fatto in tempo ad arrivare.
Che fare? Doveva tornare al lavoro, doveva delle spiegazioni a tutti gli amici che le si erano stretti intorno dopo la disgrazia. Ma aveva ancora quel compito, non avrebbe avuto pace fino a quando non l'avesse incastrata.
Un lampo: ma la "stronza" aveva quel carrellino con cui andava a fare la spesa, sempre accostato sul retro, davanti al garage... vero!
Come una furia si precipitò alla ricerca. Era ancora lì. Aprì il coperchio e rovesciò tutto il contenuto. C'era della frutta ma in fondo, avvolta in uno straccio per pulire i vetri, eccola, la piccola pistola.
Finalmente. Tornò a casa e chiamò Joe.
Ora tutto si sarebbe sistemato. E lei poteva tornare al suo posto di vice-sceriffo. Si sedette sulle scale di casa ad aspettare. Finalmente poteva piangere tutte le sue lacrime. La fotografia sulle sue gambe ritraeva una donna bionda e il suo meraviglioso cane. Vicini e sorridenti.

MARIELLA

BARBARA


Avrebbe potuto mettere in giro la storia degli alieni, quelli che piombano di notte in camera da letto e ti risucchiano con un raggio luminoso. Dire che era stata rapita di notte e che aveva faticato, e non poco, per sottrarsi alle loro grinfie. Un po' troppo complicato e poi sicuramente ci sarebbero state troppe domande. Avrebbe trovato sicuramente qualche appassionato degli UFO che le avrebbe fatto il terzo grado su astyronavi e simili. Troppo rischiso, non sarebbe stata in grado di reggere la bugia. E poi chi ci avrebbe creduto?
No no, si sarebbe dovuta inventare qualche cosa di più plausibile.
Un po' meno cinematografica, magari una scusa un po' più letteraria. Tipo che se ne era andata a fare un giro con Alice nel Paese delle Meraviglie! Oppure che si era aggregata a Doroty.

No, ci sono! Ecco cosa avrebbe dovuto dire agli amici. Avrebbe dovuto dire di avere un nuovo lavoro che la teneva ahimè troppo impegnata per dedicare del tempo alla scrittura: l'avevano promossa a capo dell'UCAS.
Questa mi sembra la cosa migliore, senza dare ulteriori spiegazioni. Superfluo spiegare cosa sia l'UCAS. Fa sempre un discreto effetto dire di essere stati promossi a capo di qualche cosa...

BARBARA




SFINGE

 



La giovane Myrtilla affrontava per la prima volta una situazione del genere e la cattiva notizia era che questa volta non poteva sottrarsi, scappare era impossibile: quella era casa sua! Le era costato tanto lavoro mettere su quell'appartamentino piccolo ed accogliente. I funzionari infatti sembravano gradire e trovarsi perfettamente a proprio agio: si trattava di tre impiegatucci, che lei avrebbe visto volentieri (tanto più volentieri) in un film comico come caratteristi: c'era quello grassoccio e bassino con gli occhialini a cerchio, che avvampava ogni qual volta si accalorava nel parlare per dimostrare la inconfutabilità delle sue ragioni alle ormai flebili e rassegnate proteste della malcapitata Myrtilla!
"C'è una legge mia cara! La legge non ammette ignoranza, lo sa lei? E noi qui dobbiamo rispettarla pedissequamente: siamo funzionari dello Stato, mica stiamo qui a giocare!"

"Ma quale legge?" ribatteva la povera Myrtilla "Se vi ho già dato tutte le spiegazioni ed è tutto molto semplice in fondo: potrebbe capirlo anche un bambino di seconda elementare!"

"Eh semplice è una bella parola, mi creda sarà semplice il suo cervello, visto che non comprende la necessità di queste procedure: io ci sto impazzendo dalle sette di questa mattina! Piuttosto mia cara che ne direbbe di prepararmi una tazza di the? Sono piuttosto affaticato e la stanchezza mi rallenta" aggiungeva il furbacchione in tono soave e ben conscio che la velata minaccia contenuta nelle sue parole avrebbe terrorizzato la sua vittima. Myrtilla preparava il the, incappando in mille piccoli incidenti domestici, che la facevano imbufalire e fantasticando nel proprio intimo di rovesciarglielo addosso bollente il the a quell'ometto, ma... arrivata al punto gliene mancava il coraggio, perché in fondo era proprio una brava ragazza.

SFINGE

PS QUI la prosecuzione del finale che Sfinge ha diviso e pubblicato solo sul suo blog in quando aveva superato abbondantemente lebattute consentite. :)
Consiglio di andare a leggerlo :)


FRANCO BATTAGLIA
 

Come dirlo ai suoi amici che era stata eletta Direttore Generale Assoluto dell'UCAS?! Come dirlo arrivandoci intanto nella maniera più contorta possibile, e poi senza far capire che una notizia del genere, comunicata semplicemente, oltre alla possibilità creare gelosie, sarebbe giunta troppo direttamente, contravvenendo ad ogni regola dello statuto base. Si chiedeva anche, e intanto, in conformità al suo nuovo ruolo, se l'ex Direttore Generale, in teoria ormai deposto, fosse stato avvisato, anche solo per mail, della nuova nomina, in modo di dargli modo, senza insospettirlo, di lasciargli la scrivania libera; magari con la scusa di pulizie straordinarie, ed anche per poterlo mettere in guardia, mischiando così le carte, sulle nuove strategie aziendali che avrebbero potuto riguardarlo se solo la prospettiva di una nuova fusione fosse risultata credibile. Ora era tardi però. Mise su quattro salti in padella chiedendosi coma mai il gas non si accendesse visto che era certa di aver spedito la bolletta in pagamento con un pony all'ufficio postale di Magonza, dove aveva letto che la fila era sempre stata di pochi minuti in quanto a 2100 metri di altitudine i vecchietti della vallata difficilmente arrivavano prima della chiusura. Ma il gas non ne voleva sapere. E allora immaginò di raggiungere i suoi amici, ma avrebbe dovuto avvertirli che il suo cell era inservibile, e che per cena voleva mangiare assolutamente cinese, anche se in città c'era solo un giappo e un All you can eat when we are open, il suo ristorante preferito, se fosse mai riuscita a trovarlo aperto. Niente, anche per stasera avrebbe ripiegato sul solito gelato, quello che preferiva. Bastava suonare al vicino, cui aveva chiesto di tenerlo cortesemente nel congelatore, visto che il suo, di congelatore, era in fase di sbrinamento. Ma il vicino sembrava non esserci... già, aveva raggiunto i suoi amici quella sera.. bighellono' per casa, allora, chiedendosi come mai proprio lei fosse stata scelta per quella carica così colma di responsabilità...
FRANCO BATTAGLIA


CRISTIANA MARZOCCHI 


 Per Olga, era diventata una vera e propria ossessione quella di dover trascurare il blog ,il sito magico che racchiudeva i suoi pensieri , le sue poesie e le recensioni dei libri che leggeva.
Stava rubando ore preziose al sonno per scrivere post da pubblicare con data impostata, ma aveva pochissimo tempo per contraccambiare i commenti sugli altri blog.
Oltre all'UCAS , doveva far fronte a questo impegno , mantenere le date fisse delle sue rubriche che coinvolgevano molti dei suoi fans.Premettendo sempre che non avrebbe potuto rispondere a tutti ,
escogitò un sistema : pubblicare notizie inventate.Cominciò col dire che la figlia aspettava un bambino e doveva starle vicino per affrontare questa inattesa esperienza.
Gli amici blogger non risparmiarono i commenti di congratulazioni e auguri, rassicurandola , ancora una volta , che non l'avrebbero abbandonata.
Poi scrisse che una cara amica era morta improvvisamente e si sentiva in dovere di recarsi presso la sua famiglia per aiutarli ad affrontare la tragedia.
Di tanto in tanto pubblicava dei versi e poi due recensioni fotocopiate di romanzi che non aveva avuto il tempo di leggere.
.Stava letteralmente perdendo la testa, non distingueva più la realtà dall'inventiva.
Ormai straparlava , dava letteralmente i numeri . Suo marito la portò dal medico il quale suggerì che la vedesse un luminare della psichiatria.
Con una scusa, il marito e la figlia, la portarono da un eminente psichiatra di Torino , il quale ordinò l'immediato ricovero in una casa di cura.
I suoi blogger amici l'aspettano con tanto affetto ed impazienza

CRISTIANA MARZOCCHI





Il mio finale



Accese il pc e aprì una pagina di blogger.

“Ciao fanciulli, oggi son qui e domani…. Almeno però spiegarvi perché in questi ultimi tempi latito mi sembra civile...”

Alzò gli occhi dallo schermo. Avrebbe dovuto fare l’elenco di tutte le disgrazie dell’ultimo periodo? Dall’essere quasi semi cecata per la cataratta alla visita urgente e ovviamente non programmata al pronto soccorso e poi ancora tutte le altre per esami e mamma e ancora e ancora…

Così sarebbero scappati tutti. Anche perché, diciamoci la verità, ognuno ha i suoi problemi, i suoi casini. Tutti quanti, nessuno escluso.

Forse era meglio mettere in pratica quel bel proverbio che recita “Un bel tacer non fu mai scritto”.

Sì, ok, con una piccola variazione sull’interpretazione. Diciamo che la frase non andava intesa come non parlo per non crear casini bensì come taccio per non annoiarvi con le mie lamentazioni.

Sì! Forse era meglio lasciar perdere Geremia e da retta a quel buon vecchio grullo di Dante. E lui sì che se ne intendeva di tacere, quel fiorentino feroce ahahahahah

Cancellò quanto aveva scritto e postò una poesia.

Patricia

18 commenti:

  1. Così si fa, Patricia, il tuo finale mi garba molto. Avanti tutta. Ciao cara.
    sinforosa

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  2. Il tuo finale è molto sentito e sappiamo delle tue difficoltà e non ci annoi mai se ne parli. E soprattutto ti siamo tutti vicino.

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    1. Grazie DAni!
      Ma è l'altro e l'altro ancora che attualmente mi mandano fuori di testa :(

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  3. Cara Patrizia, tra una cosa e l'altra, tu riesci a fare di tutto, e direi molto bene.
    Ciao e buon inizio della settimana, con un forte abbraccio e un sorriso .-)
    Tomaso

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  4. E anche stavolta ci siamo divertiti :-)

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    1. Ne sono contenta, ARiano.
      Spero per aprile di avere più voglia di ridere e preparare un incipit meno.... tetro ma non grantisco :)

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  5. Tutti bellissimi Patricia, anche se confesso una preferenza per la narrazione di Geta. Quanto a te... un bacino all'occhio bello ed un altro a suo fratello... riguardati. Ti voglio bene!

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    1. Tutti bellissimi sì, SFinge. Grazie per la partecipazione.
      Pfrendo i baci anche se in questo momento gli occhi sono quelli che mi creano meno problemi. Non ci vedo granchè ma il marito fa da autista :)
      ùI veri problemi e ben più seri soo altri
      Bacio gioia! Ricambio l'affetto!

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  6. Ciao Pat. Intanto rimettiti per bene. Un abbraccio grande e viva la poesia!

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    1. Ciao BArbie, grazie!
      SE non schiatto.... tornerò.
      Al limite se mi rinchiudono al manicomio vi mando l'indirizzo e mi venite a trovare ma niente arance. Bignè! :)

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  7. Che bravi!!! Ogni scritto potrebbe rappresentare un incipit di cui si può immaginare il seguito. Bravi davvero.
    Non sono mai stata d'accordo con l'adagio "il bel tacer..." adoro le parole e se sono pensate producono ricchezza.
    Ciao Pat. :)

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    1. Tutti hravissimi, SARi!!!!
      Ci sono momenti in cui come fai sbagli. Se parli dovevi tacere. Se taci dovevi parlare. Se chiedi t'impicci, se non lo fai te ne freghi
      Ovviamente sbagli sempre la scelta :(
      Bacio stella!

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  8. Ops! Patricia, tra le righe del tuo incipit e nel tuo racconto finale percepisco le mille difficoltà che la vita ci propina ci massacra, ma tu sei una ammirevole dura e non ti lasci scoraggiare. Ti auguro di riprenderti presto e tornare più pimpante di prima.
    Sempre bello passare e leggere Insieme raccontiamo, in questo spazio dove ci si sta bene. Bravi tutti.
    Un bacio Patricia.

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    1. Anna!!! CHe bello rileggerti!!!
      Come stai, nonna che ci hai abbandonato? :)
      Pimpante? Sono sottoterra a momento. Siamo tutti sottoterra.
      Presente al peggio non c'è limite? Credo che noi lo stiamo superando....

      Bacio stella!

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  9. Una poesia è sempre un bel autoscrivere, perché ci si legge dentro. ;)

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    Risposte
    1. Sacrosanto!
      Grazie di aver partecipato e se non crepo prima il 20 aprile ci sarà una nuova puntata. Nel mezzo anche altri giochetti se ti interessano :)

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