mercoledì 1 maggio 2019

INSIEME RACCONTIAMO 44 RIEPILOGO

INSIEME RACCONTIAMO 44 RIEPILOGO



#fareblogging
#insiemerccontiamo
#racconti


Come sempre siete fantastici! E super veloci nonostante il periodo pasquale e di festività varie.

Grazie di cuore a tutti!



Ma partiamo con il mio incipit e la fotografia



https://pixabay.com/photos/writing-pad-hand-coolie-envelope-3202747/




L’avrebbe salutata e poi le avrebbe detto di stendersi sul lettino e di iniziare a fare qualche esercizio di rilassamento. Le solite palle. Dopo di che avrebbe cominciato col domandare come era trascorsa la settimana. Capirai in sette giorni cosa poteva essere successo di così eccezionale.

Infine…. “E adesso mi dica una cosa….”




I vostri finali


 FRANCO BATTAGLIA


...ma lei perché insiste a spendere soldi da me invece di farsi una crociera ai Caraibi? Si lo so.. sotto sotto preferisce che la faccia io la crociera...ed infatti mi paga profumatamente... ma io lo dico davvero, dopo tre anni di terapia.. non so più davvero cosa dirle, lei si rilassa qua, mi racconta sicuramente solo ciò che le fa comodo, ed io qui sperando che lei esca dal suo indolente letargo... ora basta, esca ed affronti i suoi mostri, io ho già i miei e non posso riversarli sempre sui miei pazienti … chiudo per sempre, e mi scusi ancora se non ho ottenuto nulla con lei, in fondo non è solo lei che non collabora, forse sarà pure colpa mia che come counselor non so' manco laureato...

FRANCO BATTAGLIA






... “Cerchi di descrivermi in tutta sincerità cosa prova, insomma provi a esternare le sue emozioni”.
Fece un lungo respiro e cominciò a dare forma a quella marea di emozioni che si riassumevano in una parola: paura. Paura e ancora paura.
Paura paura del domani, paura dell’ignoto, paura della solitudine, paura delle catastrofi, paura di ciò che poteva essere, paura del distacco, paura della morte... paura, paura e ancora paura.
Mentre descriveva con sempre più naturalezza il cuore di quella sua sofferenza qualcosa andava sciogliendosi dentro di sé, si alzò da quel lettino molto più leggera e si promise, e promise anche al terapeuta, che voleva liberarsi da quella paura che, si rese conto in quel frangente, la incatenava e trasformava in una persona estranea persino a a sé stessa. Lui la rassicurò e da quel momento incominciò la vera terapia verso la ritrovata libertà.
SINFOROSA CASTORO









Maledisse se stesso, la sua professione, il subconscio e, per autoassoluzione, Freud, Jung, Fromm e i successivi seguaci. Maledisse e stramaledisse il bicchiere di vino, assunto per consolazione al parco pasto, il cioccolatino fondente (era afrodisiaco, lo sapevano tutti) e la radio della portinaia che dava voce alle rose rosse di Ranieri. Soffriva ma non gli venne in mente nessun altro da angariare e, dopo un lungo sospiro, si calmò.
Era uno stimato professionista e si era preparato all'incontro, aveva letto e riletto la scheda della sua paziente, si era appuntato gli argomenti da proporre con discrezione e... cosa diavolo era successo? Perchè aveva perso il controllo e aveva fatto quel che mai, mai, mai un analista avrebbe dovuto fare?
Aveva appena perso una paziente, sì, ma non per colpa interamente sua... e dopo avere pensato e ripensato agli eventi che l'avevano portato all'attuale stato di prostrazione, si sentì vittima.. e degli eventi, e del fato, e dell'avvenenza della sua paziente che piano piano si era intrufolata nei suoi pensieri fino a fargli perdere la trebisonda.
Frastornato come mai gli era capitato di sentirsi il suono del campanello lo fece sussultare: chi mai poteva essere?
La segretaria era già uscita e quindi s'alzò per aprire la porta. Un visetto, il "suo" visetto, con l'allegria negli occhi, gli sorrise e, scomparendo nell'ascensore, disse SI'.
Attonito, non seppe cosa dire, fare... chiuse la porta che subito riaprì per precipitarsi lungo le scale. All'auto che svaniva dietro l'angolo offrì un sorriso pieno di felicità e mentre risaliva, ad ogni gradino, benedisse il suo subconscio, chiese scusa a Freud e compagni e pensò che la vita sa essere meravigliosa e anche semplice... a lui era bastato chiedere alla donna di cui si era perdutamente innamorato: "uscirebbe a cena con me domani sera?"

SARI


SFINGE

"Lei quando pensa di poter concludere questo trattamento? Io purtroppo non sarò più in grado di occuparmi di lei e, da quanto capisco, al momento lei possiede tutte le risorse e gli strumenti necessari per poter camminare con le sue gambe. Se proprio non se la sente ancora, posso indirizzarla da una mia collega... Insomma: cosa intende fare?"

Lei si sentì smarrita, spiazzata ed abbandonata. Non le era sfuggita la breve esitazione e l'abbassarsi del tono della sua voce, quando aveva nominato la eventuale "collega". Se ne sentì ferita: ma certo, lui doveva aver capito benissimo i suoi sentimenti. Come avrebbe potuto sfuggirgli una cosa simile? Anche un bambino se ne sarebbe accorto di quanto lei si sentisse innamorata e lui non era mica un bambino, anzi uno del mestiere, lui lo sapeva da tempo. La mortificazione le avvampò il volto e poi subentrò la rabbia: abbandonarla così... e poi perché una collega? Credeva forse che lei si sarebbe innamorata di qualsiasi uomo? Che idea si era fatto? Per chi l'aveva presa? Avrebbe voluto piangere ed urlare, ma la situazione era già abbastanza imbarazzante così. Dopo qualche minuto di silenzio e di immobilità, cominciò ad alzarsi molto lentamente. Contenere le sue emozioni le costava molto sforzo e questo la rendeva particolarmente lenta ed assorta. Evitava di guardarlo, poi quando fu finalmente in piedi, gli parlò: poche parole, pronunciate lentamente, ancora più di quanto lo fossero i suoi movimenti. La sua voce era incolore e non lasciava trasparire nulla della sua tempesta interiore, quando gli disse:

"Non si preoccupi di me dottore: spero di cavarmela, ma nel caso ne sentissi il bisogno, saprò cercare da sola un altro terapeuta. Non è necessario che lei disturbi le sue colleghe."

Si avviò lentamente verso la porta, anche se il tempo della sua seduta non era ancora concluso. Sentiva su di sé lo sguardo di lui, se ne sentiva toccata, mentre gli volgeva le spalle: dovette controllarsi per non voltarsi a guardarlo a sua volta. Gli avrebbe detto: -Addio dottore- ed avrebbe aperto la porta, ma un attimo prima di farlo fu sorpresa dalla voce di lui alle sue spalle e ne fu letteralmente sorpresa perché la sentì per la prima volta vibrante di emozione. 

(continua sul blog di Sfinge a questo POST)
SFINGE





 "Tu vieni qui ma non riesci ad aprirti completamente, e questo mi impedisce di aiutarti". Lei lo guardò intensamente: " Io penso la stessa cosa di te". Lui si alzò e le prime carezze erano molto delicate e nello stesso tempo piene di fuoco.
Lei aspettava da tanto questo contatto fisico, lo prese per una mano trascinandolo nel lettino. Si alzò cominciando a spogliarsi lentamente per mostrare il suo splendido corpo voglioso d'amore. 
GUS O.


Infine…. “E adesso mi dica una cosa,….”
Che progetti ha per il futuro ?
Da circa un anno, frequenta il mio centro e le ho fatto sperimentare varie discipline, come mi aveva chiesto,
dalla Meditazione Vipassana, all'’Hatha Yoga e infine il Massaggio Indiano Ayurvedico Yoga.Oserei dire che ho sperimentato anche il ruolo di psicoanalista, ascoltando il racconto di tutte le fasi della sua vita , senza mai commentare
So quindi che è vedova e non ha mai pensato di accettare un altro compagno, che ha una figlia biologa che , da ricercatrice, vive dall'altra parte del mondo, ma che lei vede di frequente non avendo paura di volare e ampie disponibilità finanziarie.
So che è titolare di un ufficio di commercialisti che ora sta trascurando, preferendo le gite al mare , autentico toccasana per ritemprarsi ,a soprattutto
per giocare a rincorrersi con il suo amatissimo cane. Poche le ceni con amici , tante letture e un una collezione di film, dai più classici del passato a quelli più recenti.. Un'autentica Klosterfrau, per così dire. Lei è una donna ancora giovane e bella, non può ritirarsi dalla vita, è l'ora di una svolta.
Ho una proposta da farle che deriva da un'altra mia attività : gestisco un'Agenzia di " Accompagnatori per signore sole" ; guardi questo album , ci sono uomini di varie età ed aspetto fisico,gente seria e collaudata, che la può accompagnare ovunque con discrezione ed educazione, starà a lei fare un programma.
Sa che può fidarsi di me. Mi guardò profondamente negli occhi e si avverò, ancora una volta, il senso di empatia reciproca che avevamo già sperimentato.
" Scelga lei" mi disse" . "D'accordo e si tenga pronta per domani sera alle 21.
CRISTIANA MARZOCCHI

 
Il mio finale


....Ha di nuovo incontrato i suoi … amici?

- No no! Più nessuno. Quello che mi ha detto lei la volta scorsa mi ha fatto pensare e la cura che mi ha dato funziona bene - gli disse pensando a tutte le pastiglie mai comperate.
Ma cosa ci poteva fare? Poverino! Aveva bisogno di un po’ di supporto. Per questo gli stava mentendo. Tanto era sicura che Qui Quo e Qua non si sarebbe offesi. “Vero, ragazzi?”

Patricia
 

6 commenti:

  1. Che rabbia ho saltato l'appuntamento ma mi rifarò al turno successivo. Complimenti a tutti

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    1. Tranquillo Dani! NIente di grave.

      ps anche per te vale cosa hgo scritto ad ARiano ahahhahahahahaha

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  2. Complimenti a tutti. Io stavolta non ce l'ho proprio fatta, ma conto di rifarmi ;-)

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    1. Per questa volta sei perdonato, Ariano!
      La prossima ti metto in castigo in ginocchio sui ceci ahhahahaahhaha
      Grazie a nome di tutti!

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  3. Ahahahah! Bellissimi tutti!!! Purtroppo questa volta non sono riuscita a partecipare... :(
    Spero nella prossima!
    A presto
    Lulù

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    1. Non ti preoccupare, Lulù! Non sempre si riesce a fare ciò che si vuole.
      TAnto tu lo sai che il 20 giugno si ricmincia :)
      Bacio!

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