mercoledì 19 giugno 2019

Non si rubano le fragole

Non si rubano le fragole
G. Ardizzone
Edigtricde Tipografia Baima Rocchetti (2012)
Collana degli Scrittori piemontesi





Scoppia la seconda guerra mondiale. La famiglia di Magda, la voce narrante, sfolla a Castellammonte dai parenti. Qui la Magda bambina si ritrova in un mondo nuovo. Non più la città di Torino ma la campagna, le corse nei prati, i boschi e tanti bambini all’incirca della sua età. Tanti i cugini anche.
Tra le cuginette c’è Elena, una bambina viziata, vitima di una terribile esperienza che ci viene narrata subito nelle prime pagine del libro e che la segnerà per sempre.
C’è anche Mariastella che vive sulle rive del lago di Como con i genitori proprietari di un albergo.

Questo libro nasce da appunti che l’autrice ha ritrovato per puro caso in soffitta sotto cunuli di polvere e che le hanno dato un senso di serenità tanto da chiedersi come, in tempo di guerra, si potesse essere così sereni.
Forse la risposta è semplice. Essendo bambini, lontani dalle città che erano più a rischio di bombardamenti, la guerra stessa risultava essere quasi un fantasma. Una voce lontana. Un’eco praticamente silenzioso.

Partendo da questi appunti, Ardizzone ha ricostruito una saga familiare, infarcendola coi ricordi forse falsati dal tempo, come lei stessa ammette, e arricchendola con le vicende dei protagonisti divenuti adulti.
E sarà proprio questo percorso lungo gli anni che ci mostra come l’infanzia segna la vita adulta. Come gli choc infantili si ripercuotono col passar degli anni quando i “fantasmi” del passato ritorneranno a trovarci.
Magda infatti, dopo tanto tempo, ritroverà le cugine Elena e Mariastella e il ragazzo di cui era infatuata da adolescente e capirà che la vita non è mai semplice. Che le ferite anche se rimarginate posssono continuare a far male.

Non più bambina sfollata ma donna adulta, medico ospedaliero, attraverso questi incontri rivivrà la sua infanzia e l’adolescenza con un misto di nostalgia e affetto perché si ràconto che in fondo con lei, la vita è stata abbastanza benevola.
Patricia

8 commenti:

  1. Cara Patrizia, leggendo mi son0o subito detto! Questo libro va letto, è troppo interessante.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' storia inventata ma che mi ha portato tantui ricordi. assassinio a parte
      Bacio!

      Elimina
  2. È sempre un piacere leggere le tue recensioni, complimenti.

    RispondiElimina
  3. Ciao mi hai incuriosito con questo libro. Buon fine settimana.

    RispondiElimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo loggandosi a Blogger o Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Leggere qui la POLICY PRIVACY