martedì 10 settembre 2019

INSIEME RACCONTIAMO 48 RIEPILOGO

              INSIEME RACCONTIAMO 48   RIEPILOGO   



   
#insiemeraccontiamo
#fareblogging
#racconti


Eccoci al riepilogo della quarantottesima puntata di Insieme raccontiamo.
Puntata agostana e quindi come al solito senza regole. Quelle torneranno severissssssssime a settembre ahhahahaha



 Il mio incipit
Stava...... (facendo qualcosa, quello che voi preferite).... al suono della radio. Proveniente come da un passato lontano, dall'etere sentì le note di...... (la canzone o musica che preferite).... e si ritrovò immersa nei ricordi.



SINFOROSA CASTORO
e si trovò immersa nei ricordi... tanti anni addietro, alla ricerca del senso di quella vita che si stava dispiegando ai suoi piedi, voglia di libertà cercata in ogni dove; allora, trenta e più anni fa, non sapeva che la libertà non è un luogo o persona o situazione, la libertà è un sentirsi bene con sé stessi, in ogni dove, con qualsiasi persona e situazione, ma questo a vent’anni non poteva saperlo. La canzone finì e lei si ridestò: quanto era più libera oggi!
SINFOROSA CASTORO



LEGGEREVOLARE
Stava leggendo un libro, rilassata sotto l'ombrellone e un orecchio al suono della radio. Proveniente come da
n passato lontano, dall'etere sentì le note dei Dick Dick e si ritrovò immersa nei ricordi. Il disco di suo padre che passava allo stereo a tutto volume, ballando da sola nella grande sala da pranzo. Che bello ricordare quegli anni spensierati, quando ancora non sei stata toccata dal bello e brutto della vita. Quando i sogni erano tanti e pensavi tutti realizzabili. Invece la vita fa come gli pare e allora è bello ricordare e essere cullate dalle canzoni di allora.
LEGGEREVOLARE



SARI

Stava stirando una montagna di panni al consolante suono della radio. Proveniente come da un passato lontano, dall'etere sentì le note di "Baci" di Remo Germani e si ritrovò immersa nei ricordi.
...........
La canzone era in voga molti anni addietro e lei si ritrovò in un garage dipinto a colori vivaci con una se stessa adolescente, innamorata del ballo e di tutto quel nuovo che aveva davanti e, ne era certa, suo.
Di ritorno da un lungo viaggio, lui entrò, il ballo si interruppe e tutti lo attorniarono per fargli festa. Gli fu presentato. Si guardarono e si piacquero. Lui le dedicò, quella sera stessa, la canzone "Baci".
Si fidanzarono.
Si sposarono.
La festa, per lei, finì.
Riprese molti e molti anni dopo, e la persona che stava stirando la montagna di panni non era la stessa di quel tempo. Sorrise alla sua nuova libertà, spense la radio, staccò la spina del ferro da stiro, scelse dall'armadio un abito leggero, indossò due gocce di un profumo fresco e uscì senza una meta precisa.
SARI



DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI

La sua infanzia. i colori della libertà, della spensieratezza, di quando c'era ancora suo padre, di quando giocare tutto il giorno e decidere con quali giocattoli era la sua "preoccupazione"

maggiore. Quelle note di quel brano alla radio risvegliarono in lei dolci e malinconici ricordi, ma ora era cresciuta, suo padre era mancato da poco e la vita doveva andare avanti. Con un dolore in più e molta spensieratezza in meno.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®


 MAX

Sapore di sale , sapore di mare...sembrava ieri che l’aveva ascoltata per la prima volta ma erano passati anni ...troppi , una vita.
Si lascio andare a dolci ricordi anche aiutata dal profumo del pane appena sfornato.. ma bastarono due voci stridule e stonatelle a farla tornare alla realtà.
Che hai sulla pelle , che hai sulle labbra ...cantavano assieme.
Nonna , nonna prendo la solita alla marmellata e ti aiuto con la porta.
La conoscono pure loro penso ‘ guardando la bambina che dopo aver spintonato il fratello con il rischio di farlo cadere dentro lo scaffale pieno di rosette al mais correva in braccio all’uomo che si stagliava imponente davanti .
Sorreggendo con una mano un sacco di cartone pieno di pane comune.
Tutto sporco di farina , bianca come i suoi capelli .
Muscoli tesi e pronti come quando da ragazza l’aveva conosciuto.
T’ho preso , vieni qua diavoletto e cominciò a sbaciucchiarsela tutta.
Nonno ma dai...ripeteva un po’ civettuola ,lei.
Il fratello di un anno più grande aiutava la nonna a sollevare la saracinesca e ad aprire la porta a vetri colorata dove onde e gabbiani parevano rincorrersi.
Il profumo del pane da poco sfornato si mescolava con l’odore salmastro dell’aria nel porto.
Respirarono prepotentemente la brezza leggera del primo mattino.
Lei si sedette sulla panchina di legno posta vicino all’entrata del panificio.
Penso’ a che sapore avesse la felicità e se negli anni l’avesse mai gustata.
Credo di sì ,rispose sottovoce guardando quell’uomo con cui aveva vissuto per tutta una vita sistemare i cassetti del pane e i suoi arzilli nipotini saltare di qua e di la per il negozio.
Intanto il primo cliente della giornata stava entrando...sapore di mare , sapore di sale.
MAX




Stava riposando al suono della radio. Proveniente come da un passato lontano, dall'etere sentì le note di "Respect" di Aretha Franklin e si ritrovò immersa nei ricordi.
"Quante sessioni per registrare" disse ad alta voce. "Ma non veniva mai perfetta. Continuo a sentire tutti i toni che ho sbagliato e che non sono riuscita a modulare come avrei voluto".
"Non fare la modesta" la rimproverò bonariamente Luis Armstrong. "Questa esecuzione è perfetta, non è vero?".
San Pietro assentì con un cenno della testa.
ARIANO GETA

LULU 
 Chiuse gli occhi e come per magia ritornò a quell’estate dei suoi 16 anni, quando si era trovata a ballare con lui, il primo grande amore della sua adolescenza. Sentì di nuovo il calore delle sue mani sui suoi fianchi, mentre la stringeva a sé con le sue braccia forti. Sentì di nuovo l’odore della sua pelle, imperlata di goccioline di sudore, mentre ballavano un numero infinito di lenti…
Improvvisamente quell’odore così familiare diventò reale e quelle braccia le cinsero i fianchi. Lui le tolse dalle mani il ferro da stiro e iniziò a farla ondeggiare guidandola con le sue braccia forti…
Si girò e lui la baciò sulla bocca. “Amore, la nostra canzone, ricordi?”
Lei aprì gli occhi, spense la radio e smise di sognare: non ne aveva bisogno, poiché il suo sogno era già realtà. Lo trovò lì, come accadeva sempre da ormai più di 15 anni!


 LULU

CRISTIANA MARZOCCHI
 Stava preparando la colazione al suono della radio e ,proveniente come da un passato lontano, dall'etere sentì le note di " I love you baby" e si ritrovò immersa nel passato.Aspettava un bambino e quella canzone era diventata il suo mantra, anche se coi bambini  non aveva niente a che fare.La stava ascoltando anche quando un dolore lancinante al basso ventre , la costrinse ad un ricovero in ospedale, ove il suo sogno s'infranse.Il ritorno ad una vita normale non avvenne mai, si era chiusa in se stessa, rifiutando qualsiasi aiuto o consiglio.Rifiutò qualsiasi contatto col marito, il quale, dopo mesi di tentativi inutili, chiese il divorzio e fu davanti al giudice che lo rivide per l'ultima volta.Era una ricamatrice  di mestiere ed eseguiva lavori pregevoli , sempre accanto ad una finestra  che era l'unico contatto con la realtà e fu proprio osservando il parco giochi che le venne un'idea : cercò e trovò una casa piuttosto isolata, prospicente il fiume che attraversava la città, vi traslocò , usando l'accortezza di imbottire un po' gli abiti che indossava , poi attuò il suo piano.Dopo aver osservato i turni e gli orari più adatti , nel reparto maternità, vi si recò vestita con un ampio cappotto sotto cui aveva l'uniforme da infermiera, andò in un bagno ove depose il cappotto ed una borsa imbottita di morbida spugna, quindi raggiunse la nursery e velocemente e con disinvoltura, accolse un bimbo fra le braccia, poi fece il cammino inverso, senza incontrare difficoltà.Giunta a casa, posò il neonato sul fasciatoio e  lo guardò attraverso una cascata di lacrime : era una bambina che le parve bellissima. Tolse il braccialettino  col numero che portava al polso e , dopo un attimo di esitazione, fece la somma dei numeri, che risultò essere un 4, la lettera D dell'alfabeto. D come DILETTA.
CRISTIANA MARZOCCHI



                                      Il mio finale 
e preparatevi ahhahahahahahahahahahahahahhahahhahahhah

Stirando, aveva sentito alla radio Piero Focaccia  che cantava STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE  non cambiare... 

e aveva pensato che no, non era cambiato nulla. Era agosto e si era divertita a prendere per i fondelli tutti quanti o quasi.

Ridendo tra sè, aveva ripensato alla sera precedente.

Il prato tagliato, gli zampironi accesi ovunque e tutti gli amici blogger e non pronti a salire sul palco. 
Il primo era stato il CAVALIER VINCENZO; persona seria e un po' timida aveva concordato con lei di presentare lo spettacolo.

"Ehm... Benvenuti a tutti! Iniziamo!"

Ad aprire la vera e propria esibizione era stata  SINFOROSA CASTORO.
Per niente intimidita, aveva cercato un altro blogger in platea e quando aveva individuato CLAUDIA TURCHIARULO 
l'aveva invitata raggiungerla. Aveva fatto  partire uno scatenatissimo TWIST ed insieme avevano ballato fino a stare fiato con le due trecce che sembravano volersi staccare e prendere il volo.



Era toccato poi a MIKIMOZ  che era salito sul palco con un ghiacciolo in mano. "Bene, ragazzi... sapete cosa è il CALIPPO?"

e tra un morso e l'altro, tra un uhmmmm di gradimento  e l'altro se lo era mangiato senza dire più nulla.
Era arrivata quindi   CARMEN BILIBI' con un cesto di carta di recupero e una sedia.

"Io non so ballare o cantare e non scrivo poesie. Magari vi posso spiegare la mia passione per le cannucce di carta. Se potessi ci costruirei la mia casa..." aveva detto con occhi sognanti.



Quando sul palco era salito DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   c'era stata un'ovazione. Aveva recitato una sua poesia saltanto come un grillo da far quasi crollare il palco mentre  MAX l'unico non blogger, lo accompagnava con la chitarra faticando a stargli dietro.



Ed ARIANO GETA  .... no, non era lui! Quel pirata aveva mandato ANDREA ARCANI al suo posto! O forse no? Non si distinguevano mica! Erano identici.
Uhm... o lo aveva mandato in missione a controllare che non si spacciasse perìcorino romano?????



MARINETTA , dolce e seria, aveva recitato un suo haiku e poi un altro e un altro e un altro... tanto che avevano dovuto portarla via di peso mentre ancora declamava le sue opere.




Era stata la volta di  FRANCO BATTAGLIA

che si era presentato con una  sdraio. "Sto facendo trasloco, ho compiuto sessant'anni.. So stanco! Me lassate perde?"



Da Barcellona era giunto CARLOS PORTILLO   vestito da torero. "Perdoname, ustedes muchachos. Ho indosato la primera cosa que tenìa a portata de mis manos...."



NEUTRINA aveva letto un suo brano di narrativa ma era stata breve. Con le capriole in compensonon smetteva più.



TISSI  era salita sul palco portando un tabellone. "Cosa volete che faccia io? Più che mostrarvi e commentare delle vignette... oh, no! Vi insegno yoga!".



 LEGGEREVOLARE si era presentata con una pila di libri. "A me piace leggere. A voi? Ok... da dove incominciamo?"
Dopo un'ora aveva chiesto un bicchiere d'acqua ma nessuno glielo aveva portato. Si era allontanata per andare a prenderselo e al suo posto velocemente era salita sul palco CRISTIANA MARZOCCHI  con la sua fedele Lilla e l'eterna sigaretta in bocca. Aveva detto "Embè????" e poi aveva cantato una canzone adatta alla sua voce roca:  BARTALI di Paolo Conte


AZZURROCIELO  travestita da Maga Merlina aveva letto un suo racconto dell'orrore e tutti in platea avevano sentiti i brividi lungo la schiena.
Perfino    SARI che doveva presentare uno dei suoi rebus tremava così forte da salire sul palco, salutare e scappare via con il cartellone del gioco arrotolato in mano.



Per ultimo era giunto TOMASO SCARPEL con tanto di cappello da Alpino in testa e penna nera.

" Miei cari, ho portato qualche foto sull'ultima adunata. Le volete vedere?"
 
Mancava purtroppo  VINCENZO IACOPONI MALAVISI

ma era giustificato. Aveva problemi di salute e tutti avevano  pensato a lui e gli avevano mandato un bacione immenso.

A quel punto era toccato a lei salire sul palco. Emozionata aveva esordito: “Fanciulli, le mie poesie e i miei racconti ve li propino già per scritto. Non mi pare il caso di leggerveli pure. Cantare non son capace, ballare nemmeno. Posso esibirmi in cosa so fare meglio...” e mentre un coro di buuuuuuu la investiva, aveva tolto da dietro la schiena due coperchi da cucina e si era messa a batterli uno contro l’altro. Il ritmo… beh… che ne sapeva lei di ritmo?


Per fortuna, si era sentita una voce ansimante.

“Belin! Aspettatemi! A momenti mi perdo la festa! Ma ho litigato con la moto... Belin, non ne voleva sapere di partire senza benzina... e chi glielo dice che son de Zena?"

Era arrivato anche  il solito ritardatario.....
MASSIMILIANO RICCARDI




“E ora tutti al buffet!!!! Irene, Ivano, Giusi, Nick, Pia, Mariella... sono tutti là pronti a darci stuzzichini e bevande  e a festeggiare con noi!"

Senza... offesa, Patricia ahahahahahahahahah









https://pixabay.com/photos/chunks-plate-finger-food-tomatoes-4125516/

https://pixabay.com/photos/drinks-alcohol-event-1283608/

20 commenti:

  1. Bravi tutti. Bravi.
    In merito al finale di Patricia... sono tutte leggende, non siamo noi genovesi a essere tirchi, è colpa dei benzinai che vogliono essere pagati 😂😂😂😂

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    1. Non meritavi la citazione perchè sei diventato un fantasma però... poi mi sono detta e se piange??????????????
      ahahahahha

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  2. Cara Patrizia, passata la mia grande festa, rieccomi per portare il mio caro saluto.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Tomasino scusa!!! M son dimenticata del tuo compleanmno! TANTISSIMI AUGURI STELLA!
      Bacio

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  3. Il tuo finale è davvero bellissimo e inaspettato. Una bella festa e un bel sogno, sarebbe bello realizzarlo, finalmente ci guarderemmo in faccia. Bravissima Patricia e bravi tutti.
    sinforosa

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    1. Magari! Per ora accontentiamocidi questo :)
      Ciao ballerina!

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  4. Ariano Geta: "Mi ritengo offesissimo dall'accostamento della mia nobile persona a uno zotico come Andrea Arcani e a un cibo volgare come il pecorino".
    Andrea Arcani: "Attento a come parli che te faccio io una pecorina nel senso che je darebbe Giorgio er Bisonte!"

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    1. Ad Ariano Geta:
      lascia stare tranquillo il mio Andrea. Lo sai che lui è un bambinone :)

      Ad Andrea, buonino fanciullo! Di Giorgio er Bisonte è meglio non domandare ahahhahahahh

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  5. Onoratissimo di accompagnare Daniele con la chitarra.
    Poi ci ha visto bene perché un po’ pure la strimpello .
    Divertentissimo.
    È qui la festa!
    Direbbe Jovanotti...
    Mi sa di sì!
    Ciao Patricia

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    1. Davvero???? Capperi che botta di padella! ahhhahhahahahah
      Jovanotti potremmo anche invitarlo che ne dici?
      Ciaooo

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  6. Peccato che gli stuzzichini e lo champagne siano solo in foto😀

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  7. Eh sì ... MAX ha ragione ... : ) : ) :) ...
    Oh Pat , ma è bellissimo il tuo finale ... :)
    Mi sono divertita un mondo a leggerlo
    Bravissima , la tua fantasia è ... straordinaria
    Bello!
    E ... grazie di cuore per avermi ...invitata!! : )
    Ti abbraccio : )

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    1. Ne son feliced! :)
      E' un modo per divertirsi insieme. Ogni anno ad agosto faccio un riepilogo del genere prendendo in giro voi e me. Ridere un po' non fa male :)
      Bacio!

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  8. Ho riso da pazzi mi sono divertito un mondo brava Patty! :-)))

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    1. ahhahahaha ne son contenta. Menomale che non sarai pesante com il mio dolce doppio (leggasi marito) altrimenti il palco verrebbe giù davvero ahahhahah

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  9. Che simpatico e originale racconto, mi ha divertita molto leggerlo ma corro a preparare un cartellone con un tremendo rebus... non si sa mai che un giorno non si realizzi un vero incontro.
    Brava Pat!!!

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    1. ahahhaahhaahhahahahah son contenta che nessuno si sia offeso. E' un numero così... speciale.
      REalizzarsi? Magari!

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