domenica 26 gennaio 2020

Ingegneria

Sul balcone avevo sistemato due vecchie e scomodissime poltrone in finto stile barocco. Le aveva comperato credo mio nonno materno prima che io nascessi quindi potete immaginare quanto sono vecchie. E tarlate.
Metti la scomodità, l'inutilizzo e i tarli, le avevo appunto piazzate sul balcone. 
Nel periodo natalizio mi servivano per sostenere il mio alberello di natale/ercolino sempre in piedi, nel senso che lo prendo addobbato dal solaio, lo sistemo fuori e poi dopo l'epifania lo riprendo e sempre addobbato lo riporto in solaio. 
D'estate invece mi servivano per sedermi cinque minuti al sole e magari mettermi lo smalto per non dar fastidio a mamma con la puzza di solvente.

Quest'anno però, dopo averle liberate dell'albero di natale ho visto  che oltre ai buchi dei tarli c'erano spaccature e crepe ovunque e che l'imbottitura sotto si stava disfacendo.
Bene! E' il momento di buttarle, mi son detta e le ho capovolte.
Guardate un po' cosa ci ho trovato dentro. E pensate se fossero  nate quelle vespe, martlet, api o cosa diavolo sono e mi avessero punto, io che sono allergica a di tutto un po'!
Avrei dovuto fare l'abbonamento al wifi celeste e gestire il blog dal... paradiso non penso, non lo merito. Magari dal confino su una stellina appartata in fondo al cosmo in attesa del giudizio universale.





Tanto per darvi un'idea di quanto è grosso quello in alto, l'ho accostato ad una pila mezza torcia.
Che ne dite?  Ho avuto una botta di cu...??????

Però, quando li ho staccati e presi in mano mi sono stupita della leggerezza, dell'eleganza dei favi. Anche quello più grande pesa pochi grammi ma è un capolavoro di ingegneria.
Quelle celle esagonali quasi perfette, ben incuneate una nell'altra senza spazi vuoti, la concavità della parte delle celle, la convessità dall'altro lato, il profumo di cera... la robustezza  della costruzione.
E sono imenotteri, non ingegneri laureati.
Senza offesa per gli ingegneri ovviamente, visto che il marito ha pure il diploma di laurea in ingegneria e se li critico si arrabbia ahahhahaahh e chi se ne....ahahahahah

A questo punto, mi sono chiesta una cosa.
Molti dei ponti costruiti dagli antichi romani sono ancora in piedi in parecchi tratti; questi due favi oltre ad essere vere e proprie opere d'arte sono forti e schiacciarli tra le mani non è stato facile e sono costruiti da comuni api o vespe.
Allora perchè, alcuni ponti progettati e costruiti da ingegneri laureati, autorizzati dallo Stato italiano a farlo, sono crollati come castelli di carta?

Credo che gli imenotteri, i castori, qualunque tipo di volatile abbiano nel loro dna la capacità innata di costruirsi il "nido" per preservare la specie. Credo anche che le loro tecniche si siano affinate nel corso dei secoli di esperienza.
E se hanno imparato loro, perchè non possiamo farlo noi?
Perchè taluni devono lavorare un tanto al chilo, senza preoccuparsi di eventuali problemi? Senza valutarne le probabilità, senza controllare che qualcosa sia andato storto nel corso del tempo?

Perchè solo l'uomo è troppe volte causa dei suoi stessi problemi?
Patricia

11 commenti:

  1. Anni fa lo avevo portato a scuola e con i bambini abbiamo svuotato le cellette dalla cera, una vera bellezza della natura e quante scoperte. La natura!
    sinforosa

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    1. Sono lavori decisamente superlativi!
      Chissà i bambini come erano contenti!

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  2. visto che ingegneria ? occupano tutto lo spazio senza fessure tutto unito ..come le api che sui telai costruiscono cellette di cera una attaccata all'altra per ottimizzare lo spazio ..senza progetto o autorizzazione ..e se prendi un telaio lo giri sotto in sù non esce niente per levare miele devi prender lama ..
    loro son animali NON SCIENZIENTI non ragionanti
    noi siamo animali SCIENZIENTI ragionanti ..e li ne avremmo da dire /parlare /discutere
    Serena domenica
    P.s. meglio però che l'hai trovato il nido ..ed eliminato ..perchè se magari si infastidivano ..quando pungono fanno un male boia ..poi se c'è allergia da paura ..

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    1. Oltre al male sono pure allergica :)
      E' persino un peccato gettare i favi talmente sono belli e ben fatti.
      Sono artisti questi insetti!

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  3. Corruzione, questa la malattia che ci sta distruggendo. Persa l'umanità non diverremo come bestie... magari fosse così... saremo solo malarazza, dannosa a noi stessi e ogni forma di vita del pianeta.

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    1. Non avrei saputo dirlo meglio :((... purtroppo! Un bacio grande Patty

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    2. Ciao Sari, ciao REgina,
      come darvi torto?
      Non sarà anche il fatto che comunque noi esseri senzienti e sociali non siamo capaci a preoccuparci per gli altri? Il nostro egoismo, tradotto spesso in il mio guadagno" ci ha reso così.

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  4. Infatti il problema è che si costruisce per intascare soldi, non per sfidare il tempo. E si trascura la manutenzione sempre per questioni di soldi... Le api ignorano i soldi e sanno solo che il favo deve durare nel tempo. È la loro salvezza.

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    1. Manutenzione... costa! Ci vogliono dipendenti, risorse economichew, tempo... poi sai, c'è sempre il pensiero che tanto "non ttoccherà mica a me?
      Le api, le vespe eccetera sono invece veramente animali sociali. Si preoccupano dell'interesse della collettività coi fatti. Noi solo a parole.

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  5. Io non faccio in tempo ad ammirare tale perfezione che ha fatto la natura.
    Anzi quando ne vedo uno di alveare mi sbrigo a colpirlo con quello spray a lunga gittata che ricopre l’opera architettonica di una meravigliosa schiuma bianca impedendomi così di ammirare tale meraviglia😀
    Se non basta davanti a tali meraviglie divento pure piromane.

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    1. Ti confesso che se lo costruiscono in un posto non pericoloso lo lascio stare tranquillo. Vivono loro e vivo io. Dentro ad una poltroncina su cui io mi dovrei sedere invece....

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